#WeCanBeHeroJustForOneDay
6 ottobre. San Bruno. Il primo senza di te.
6 ottobre. Eroica. Un anno fa c'ero. Quest'anno no.
Quest'anno sarebbe stato abbastanza eroico anche solo indossare gli abiti da ciclista preparati ieri sera in fondo al letto e inforcare la bici e pedalare. Invece no. Anche oggi ho trovato una scusa e ho preferito uscire con il cane. Il mio unico "sport" ultimamente.
E' un anno esatto che non uso la bici in maniera seria, ho fatto qualche uscita, ma la casalinga di Voghera farebbe più km di me per andare a fare la spesa molto probabilmente...
Zelda ormai è il mio sport estremo. E io so benissimo perchè.
Un maremmano, un cane non facile, criticato da molti, ma senza conoscerlo fino a fondo. Persino mia mamma se ne lamenta "con tante razze docili, proprio questa dovevi prendere che già la conoscevamo..." già proprio questa che già la conoscevamo.
E oggi mentre io Zelda passeggiavamo ti ho pensato tanto. Oggi è il tuo onomastico papà, il primo che non festeggiamo insieme, anche se io i pasticcini li ho comprati comunque. Da noi si è sempre festeggiato qualsiasi cosa. Non tanto per il gusto di fare festa, la baldoria non è mai stato il nostro forte, ma per il gusto di ricordare qualcosa o qualcuno, perchè la memoria è sempre stato il nostro forte. Proprio quella memoria che alla fine ti ha tradito, invece.
Io oggi mentre passeggiavo con a fianco il mio guardiano bianco ho realizzato e ho messo nero su bianco nella mia testa perchè non tanto inconsciamente ho scelto proprio lei. Perchè nel momento in cui la portavo a casa con Ester, in quella macchina era come se ci fossi io bambina nel '93 quando tu orgoglioso mi hai portato a prendere Argo il nostro primo maremmano. A cui tu hai perdonato sempre tutto, il "leggere" il giornale prima di te, aver mangiato pedale e sella del tuo Garelli, aver trasformato il giardino in una landa desolata dove giocare a golf... ma di cui parlavi fiero quando raccontavi come facesse la guardia. Perchè anche Zelda è così. Crapona, indisciplinata, ma iperprotettiva con me. Con il suo gregge. Come un guardiano lei farebbe di tutto per proteggerci su questo ci metto una mano, anzi due.
Sarà psicoanalisi spiccia, da 4 soldi... ma io quando sono con lei mi sento protetta. Quel senso di protezione che ci davi anche tu. Non sto paragonando niente a nessuno. Non metto certo sullo stesso piano un genitore e un animale, ma quando scompare un papà grande o piccolo che tu sia, una parte di te più o meno grande, si rompe. E tu ti ritrovi scoperto, più fragile, più vulnerabile. E allora si cerca qualcosa per coprire quel buco, per non sentirti così indifesa.
Si cerca di tornare dove si è stati bene. E io forse con quella palla di pelo bianco torno dove sono stata bene, dove mi sono sentita al sicuro.
Perché tutti si torna sempre dove si è stati bene.
E i posti a volte sono semplicemente persone.
Poi mi abituerò...
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