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lunedì 23 novembre 2015

voglio uno stile di vita...ULTRA


"La distanza a volte consente di sapere
 che cosa vale la pena tenere e
 che cosa vale la pena lasciare andare."


 Lana Del Rey







Non fatevi ingannare dal titolo, non sono diventata snob tutto d'un colpo! Semplicemente da ieri sono una donna ULTRA e ho scoperto che questo rappresenta un vero e proprio stile di vita. 
Domenica 22 novembre ho partecipato alla Ultrak di Salsomaggiore, dove per Ultra si intende letteralmente gara di corsa a piedi che abbia una distanza superiore a 42,195 chilometri, distanza ufficiale, dal 1924, della maratona.

Evidentemente Salsomaggiore mi porta bene: non sarò Miss Italia, ma questa piazza ha dato il battesimo alla mia prima maratona e alla mia prima Ultra, che dire mi porta proprio bene!

Domenica in teoria non avrei dovuto correre, fisioterapista prima e ortopedico dopo mi hanno dato l'alt a data da destinarsi, ma una promessa fatta a un'amica si mantiene, quindi io ci sono andata comunque!
La paura delle mie compagne era che mi rimanesse un brutto ricordo legato al dolore o al ritiro... ma così non è stato. E' stata un'esperienza bellissima ed edificante sotto tanti punti di vista.
Ho corso solo una manciata di km con le mie amiche, ma lo spirito di squadra non è mai venuto meno, sapevo che mi avrebbero aspettato al traguardo e vedere le loro facce sorprese per il mio tempo ha cancellato qualsiasi smorfia di dolore.

Il ricordo di domenica è veramente speciale. Nulla a che vedere con Venezia, che rimane indelebile, ma una Maratona è una maratona, un'Ultra è un'ultra.
Sono due modi di correre diversamente. Parlo ovviamente da amatoriale, da tapasciona. Gli atleti o i top o quelli che si sentono comunque tali risparmino i commenti grazie! :-)
Senza offesa per nessuno, ma non corro nè per la gloria nè per sfida, non è falso buonismo è solo e unicamente il mio umile modo di vedere il MIO modo di correre.
Ognuno corre per un motivo, e io corro per questo. Per come mi sento durante e dopo.

Dalle migliaia di persone di Venezia mi sono ritrovata in poche centinaia di persone. E qui quasi puoi correre da solo.
In una 5.000 o in una 10.000 ma anche in distanze fino alla maratona hai sempre qualcuno vicino che ti spinge anche a dare il massimo a migliorare anche la tua prestazione per quanto tapasciona possa essere. Ma se ieri avessi provato a non rimanere da sola per seguire le amiche mi sarei fatta male, molto male.
Poi da sola non lo sono mai, perchè io ho la fortuna di avere in gruppo un super eroe il mitico Ferdi che mi accompagna come un grillo parlante, saggio e protettivo e ogni volta mi fa scoprire qualcosa della Corsa.





Ma in un'Ultra ho visto che si può correre veramente da soli per lunghi tratti. Ma quando incontri qualcuno chiunque sia una parola ci scappa sempre. Che sia la coppia "stagionata" di Barletta che ha più di 1.000 (mille!!!) fra maratona e ultra nel cassetto, o un signore di Campobasso che ogni we prende un treno e si sposta "al Nord" per correre, la coetanea del posto che ti da le dritte sull'altimetria e poi finisci per parlarci di scarpe e acquisti on-line! 

Tutti ti parlano e condividono un pezzo della loro storia con te, chiunque.

Domenica per esempio avevo il mio lettore mp3 ma io per 50km non ho ascoltato la musica. Io che non esco neanche 10km senza gli auricolari! Questa è stata la prima lezione.
Ieri mi sono goduta il panorama e la compagnia, ho assaporato e gustato tempi, luoghi e persone.


Il mondo Ultra è così, non ha un suo ritmo, ne ha tanti.
Corri, cammini e vedi. Vedi un mondo nuovo.
Ho visto paesaggi spettacolari, complici un sole primaverile e una spruzzata di neve notturna. Borghi fra i più belli d'Italia come Vigoleno e gustato un ristoro al 40km che sembrava un aperitivo! Il vantaggio di essere fra gli ultimi è anche questo! Scambiare 2 parole con queste persone che mettono tempo e passione nell'offrirti il ristoro e un sorriso, E perchè no salame, grana e un bicchere di vino all'ultimo ristoro e scherzare con loro che un top runner non lo annusa nemmeno il salame talmente corre!
O vedere un pezzo di storia negli alpini che al ristoro sul passo ti raccontano che da giovani avevano la morosa a Bergamo...

Da Venezia so che è cambiato il mio modo di correre, non sono diventata  certo più veloce, ma ho capito che corro più con la testa che con le gambe. Mi sono resa conto che posso correre anche 6 ore, piano, ma senza mollare. Niente di eccezionale, lo so bene, ma nel mio piccolo "mi piace".
Sapere che se voglio fare una cosa, nessun pregiudizio o preconcetto mi ferma.
Iniziare non vuol dire finire, ma sicuramente vuol dire provarci. Ieri avevo anche ipotizzato il mio ritiro, perchè con le mie Compagne volevo partire poi poteva starci lo stop.
E come dice il Ferdi a volte il ritiro è sinonimo di maturità... e io si vede che matura non lo sono ancora. O forse non era il momento giusto.

Nel 2015 volevo la mia prima maratona, ne sono arrivate 2 una più bella dell'altra, è arrivata la Monza-Resegona e da domenica sono addirittura un'Ultramaratoneta...


Che la corsa ti insegni a vivere è cosa nota e ripetuta, ma che la lunga distanza ti permetta di capire che cosa vale la pena tenere e  che cosa vale la pena lasciare andare l'ho imparato solo domenica.