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lunedì 23 novembre 2015

voglio uno stile di vita...ULTRA


"La distanza a volte consente di sapere
 che cosa vale la pena tenere e
 che cosa vale la pena lasciare andare."


 Lana Del Rey







Non fatevi ingannare dal titolo, non sono diventata snob tutto d'un colpo! Semplicemente da ieri sono una donna ULTRA e ho scoperto che questo rappresenta un vero e proprio stile di vita. 
Domenica 22 novembre ho partecipato alla Ultrak di Salsomaggiore, dove per Ultra si intende letteralmente gara di corsa a piedi che abbia una distanza superiore a 42,195 chilometri, distanza ufficiale, dal 1924, della maratona.

Evidentemente Salsomaggiore mi porta bene: non sarò Miss Italia, ma questa piazza ha dato il battesimo alla mia prima maratona e alla mia prima Ultra, che dire mi porta proprio bene!

Domenica in teoria non avrei dovuto correre, fisioterapista prima e ortopedico dopo mi hanno dato l'alt a data da destinarsi, ma una promessa fatta a un'amica si mantiene, quindi io ci sono andata comunque!
La paura delle mie compagne era che mi rimanesse un brutto ricordo legato al dolore o al ritiro... ma così non è stato. E' stata un'esperienza bellissima ed edificante sotto tanti punti di vista.
Ho corso solo una manciata di km con le mie amiche, ma lo spirito di squadra non è mai venuto meno, sapevo che mi avrebbero aspettato al traguardo e vedere le loro facce sorprese per il mio tempo ha cancellato qualsiasi smorfia di dolore.

Il ricordo di domenica è veramente speciale. Nulla a che vedere con Venezia, che rimane indelebile, ma una Maratona è una maratona, un'Ultra è un'ultra.
Sono due modi di correre diversamente. Parlo ovviamente da amatoriale, da tapasciona. Gli atleti o i top o quelli che si sentono comunque tali risparmino i commenti grazie! :-)
Senza offesa per nessuno, ma non corro nè per la gloria nè per sfida, non è falso buonismo è solo e unicamente il mio umile modo di vedere il MIO modo di correre.
Ognuno corre per un motivo, e io corro per questo. Per come mi sento durante e dopo.

Dalle migliaia di persone di Venezia mi sono ritrovata in poche centinaia di persone. E qui quasi puoi correre da solo.
In una 5.000 o in una 10.000 ma anche in distanze fino alla maratona hai sempre qualcuno vicino che ti spinge anche a dare il massimo a migliorare anche la tua prestazione per quanto tapasciona possa essere. Ma se ieri avessi provato a non rimanere da sola per seguire le amiche mi sarei fatta male, molto male.
Poi da sola non lo sono mai, perchè io ho la fortuna di avere in gruppo un super eroe il mitico Ferdi che mi accompagna come un grillo parlante, saggio e protettivo e ogni volta mi fa scoprire qualcosa della Corsa.





Ma in un'Ultra ho visto che si può correre veramente da soli per lunghi tratti. Ma quando incontri qualcuno chiunque sia una parola ci scappa sempre. Che sia la coppia "stagionata" di Barletta che ha più di 1.000 (mille!!!) fra maratona e ultra nel cassetto, o un signore di Campobasso che ogni we prende un treno e si sposta "al Nord" per correre, la coetanea del posto che ti da le dritte sull'altimetria e poi finisci per parlarci di scarpe e acquisti on-line! 

Tutti ti parlano e condividono un pezzo della loro storia con te, chiunque.

Domenica per esempio avevo il mio lettore mp3 ma io per 50km non ho ascoltato la musica. Io che non esco neanche 10km senza gli auricolari! Questa è stata la prima lezione.
Ieri mi sono goduta il panorama e la compagnia, ho assaporato e gustato tempi, luoghi e persone.


Il mondo Ultra è così, non ha un suo ritmo, ne ha tanti.
Corri, cammini e vedi. Vedi un mondo nuovo.
Ho visto paesaggi spettacolari, complici un sole primaverile e una spruzzata di neve notturna. Borghi fra i più belli d'Italia come Vigoleno e gustato un ristoro al 40km che sembrava un aperitivo! Il vantaggio di essere fra gli ultimi è anche questo! Scambiare 2 parole con queste persone che mettono tempo e passione nell'offrirti il ristoro e un sorriso, E perchè no salame, grana e un bicchere di vino all'ultimo ristoro e scherzare con loro che un top runner non lo annusa nemmeno il salame talmente corre!
O vedere un pezzo di storia negli alpini che al ristoro sul passo ti raccontano che da giovani avevano la morosa a Bergamo...

Da Venezia so che è cambiato il mio modo di correre, non sono diventata  certo più veloce, ma ho capito che corro più con la testa che con le gambe. Mi sono resa conto che posso correre anche 6 ore, piano, ma senza mollare. Niente di eccezionale, lo so bene, ma nel mio piccolo "mi piace".
Sapere che se voglio fare una cosa, nessun pregiudizio o preconcetto mi ferma.
Iniziare non vuol dire finire, ma sicuramente vuol dire provarci. Ieri avevo anche ipotizzato il mio ritiro, perchè con le mie Compagne volevo partire poi poteva starci lo stop.
E come dice il Ferdi a volte il ritiro è sinonimo di maturità... e io si vede che matura non lo sono ancora. O forse non era il momento giusto.

Nel 2015 volevo la mia prima maratona, ne sono arrivate 2 una più bella dell'altra, è arrivata la Monza-Resegona e da domenica sono addirittura un'Ultramaratoneta...


Che la corsa ti insegni a vivere è cosa nota e ripetuta, ma che la lunga distanza ti permetta di capire che cosa vale la pena tenere e  che cosa vale la pena lasciare andare l'ho imparato solo domenica.



lunedì 26 ottobre 2015

3.26: ora un senso ce l'ha.

 "Servirebbe avere occhi profondi, grandi
Come due pozzi neri
Per buttarci dentro quello che vedi
E pure l'amore che non cedi
Servirebbe avere gli occhi profondi
Per imprigionare la tua assenza
Non lasciarla mai venire fuori
Perché non diventi dipendenza
E' più bella questa città quando sale la luna
Mentre dormono tutti già
Tutti tranne me"
Emma Marrone







Venezia: It's a Big Race. Go Run It.

Questo lo slogan che da mesi accompagna la non preparazione alla Venice Marathon. Venezia doveva essere il mio esordio in Maratona, in realtà è stata la mia 2° maratona e per assurdo il mio PB (termine che mi fa sorridere se riferito alla sottoscritta) non è stato qui. Ma Venezia sarà per sempre la mia Prima vera Maratona. E' stata una Festa alla fine, più bello di quanto potessi immaginare o sognare...

Già perché la mia Corsa è iniziata in sogno il sabato notte. Sarà stata la polenta fritta della cena o l'ansia del cambio d'ora e della sveglia alle 4, ma sabato notte mi sono sognata la mia maratona e di arrivare al traguardo in 3h 26'. Neanche in un'altra vita correndo quotidianamente e andando di ripetute potrò mai raggiungere quel tempo, quindi domenica mattina al risveglio quei numeri mi "angosciavano" un po'. Sul bus per Venezia ho provato a dormire un po', riuscendoci poco. Mi avevano detto dormi e se non dormi chiudi gli occhi e non pensare, se pensi consumi energia. Ci ho provato, ma aprire gli occhi in autostrada e leggere Padova ha fatto fare un salto indietro di 20 anni e la spillina rosa dell'AIRC sul petto ha come si dice aumentato il carico.


Da settimane insisto sulla mia pagina FB per la raccolta fondi a sostegno della ricerca, Venicemarathon infatti associa alle proprie iniziative sportive una finalità benefica, sostenendo diversi progetti di solidarietà coinvolgendo anche noi maratoneti. Così avevo deciso di dare un "senso" alla mia "impresa sportiva" affiancando un'impresa solidale, correndo e raccogliendo fondi per una buona causa. E così è stato.

All'arrivo quel senso di agitazione non smolla, le mie compagne di Viaggio non sono lì e io in mezzo a quel migliaio di persone mi sento un po' persa. In quel momento mi chiama Ela al telefono e mi da la carica e nel giro di poco trovo anche Rosa. Mettiamo il pettorale dell'AIRC e distribuiamo le spilline rosa. Ci posizioniamo alla partenza emozionate, guardiamo il cielo e si intravede uno spicchio di arcobaleno nonostante il sole. Rosa mi dice guarda sono i nostri angeli. E un nodo arriva in gola.

Si parte. Sto con Rosa e Ferdi dietro a farci la guardia. Non sto andando bene, non parlo solo di tempi, non mi ero data delle velleità come le chiamiamo noi sul tempo, ma non sto andando bene. Mi trascino fino al 15K e al ristoro in preda alla rabbia prendo un gel... confidando nell'effetto placebo. E inizio a brontolare... tipico della Farneti. Come dicono molti, la Farneti polemica. Esatto la Farneti incazzata col mondo sempre e comunque. E a Marghera nel pezzo più triste, do un po' di matto... cammino dopo i ristori e "piagnucolo" con Rosa e Ferdi e dico doveva essere una festa, sta diventando un incubo...

Ro allunga un po' il passo, sa che quando "mi piglia male" è meglio lasciarmi sbollire.
Ferdi il saggio usa le sue parole per coccolarmi come sempre. Sarebbe bello correre in gruppo, ma la maratona è una corsa personale, ognuno ha il suo di tempo, dentro. E nonostante questo rimane li a farmi da sostegno. Già è una corsa personale, troppo personale, e ognuno ha il suo tempo, dentro.
E li mi torna in mente il sogno siamo dopo il 22k e comincio a dirmi certo 3 e 26 se continuo cosi mi ci vogliono 3 ore per fare 26k... passo il ristoro del 25k con le orecchie basse e tanta rabbia dentro, ma sento un vai Valentina... e ingenua dico ma chi mi conosce qui? Lo leggono dal pettorale, ovvio!

Vedo una rotonda e il segnale dell'ospedale... in quel momento io non so cosa sia scattato, o forse lo so. So che lo capisco poco dopo. Inizio ad aumentare il ritmo, supero il Ferdi e torno finalmente sotto i 6', le gambe iniziano a girare e mi sento spinta da qualcosa, un nodo arriva in gola e mi viene da piangere. E inizio a piangere. E vedo il cartello 27k... qualcosa è successo al 26k. E ora capisco il 3... e l'arcobaleno. Non ero più sola, qualcuno correva con me. E ha corso con me per quei 16k finali.

C'erano due ragazzi poco più che ventenni che correvano con me, e hanno anche un nome: Emma e Matteo. Ma li vedevo solo io. Erano li per me e con me. E io ero li per loro e per tutti quei bimbi che 20 anni fa hanno diviso con me una stanza o il corridoio dell'ospedale di Padova.

Tutto ha preso forma e un senso. 20 anni fa eravate solo 2 bambini, posso aver dimenticato il vostro viso, ma non il vostro nome. Due nomi che come una cicatrice sono rimasti dentro. Ci sono cicatrici che ti rimangono sulla pancia, ma altre rimangono dentro. Come quella rabbia che se non riesci a incanalare ti logora dentro. E dal 26k è iniziata la mia Maratona, ho iniziato a sorridere e dare un senso a quella spilla.

Al 30k riprendo Rosa che teneramente si scusa per avermi lasciata, le dico di non preoccuparsi che sto bene e che devo andare, poi ti spiego... :-) avevo le ali ai piedi.
Non importa quale fosse la mia media. Io mi sentivo leggera e avevo voglia di arrivare! Sul ponte da Mestre a Venezia supero altri compagni di squadra che mi salutano e incitano, e lì l'emozione è alle stelle. Vedo Venezia e mi dico questa è la MIA corsa, la NOSTRA festa. Tutto questo ha un senso ora, e quella ragazza sempre in guerra con tutto e tutti ora corre felice e leggera, tanto leggera. Quei 14 ponti che tanto mi avevano preoccupato sono semplicemente la parte più bella per me, un saliscendi con la laguna al mio fianco. Uno spettacolo. Supero tante persone, e corro l'ultimo km con la mia media più bassa. L'ho visto stamattina neanche me ne ero accorta, anche se sentivo quella spinta. In piazza San Marco distribuisco sorrisi e batto il 5 a tutti. E all'arrivo sorrido al fotografo e gli indico col dito la mia spilla. Ho corso CON ma soprattutto PER quella spilla.




Perché la vita è una Corsa e correre mi ricorda ogni volta quanto possa essere bella e imprevedibile la Vita. La Vita non è un viaggio in piano, è un continuo alternarsi di salite o discese. E se la vuoi vivere non puoi fermarti a metà salita o farti travolgere dalla discesa. Devi correre... e quei ponti ieri me lo hanno ricordato bene.



E ora tutto ha un senso anche i messaggi di tanti amici: ti meriti giornate così... avevi una luce negli occhi che mi faceva tremare dall'emozione... ecco sono messaggi così che ti fanno capire ti aver fatto qualcosa di bello, non solo per me, ma anche per gli altri.
Per dare un senso alle cose, anche quando un senso non ce l'ha...



 ♥ Per Emma e Matteo.


lunedì 5 ottobre 2015

c'era una volta...


"Chi è nel fango tende a guardare le stelle."
Ava Gardner




Eccomi qui. Qualche amico Runner mi ha detto in questi giorni mi raccomando voglio leggere le tue impressioni sul Trail della Presolana sul tuo blog...

Spiacente di deludervi. Oggi credo scriverò molto poco, o forse mi prenderà la mano e partirà un papiro.
Poco da dire ieri, è stata una corsa anomala per me e per chi era li con me. Bellissimi panorami, paesaggi per me nuovi e affascinanti come ogni volta sa fare la montagna, ma riguardo alla corsa poco da dire, lo tengo per me perchè non renderebbero mai le parole le vere sensazioni di ieri. Chi era con me ha letto tutto quello che c'era da dire nei miei occhi.

Piccola pecca la segnaletica, soprattutto per le neofite come me, ma pazienza è anche bello perdersi sotto la pioggia, con l'acqua alla caviglie in certi momenti o le ortiche che ti graffiano, arrivare al limite con la pazienza e la voglia di piangere, perchè in certe situazioni viene a galla anche altro. MA è in quelle situazioni che trovi un motivo forte per andare avanti e non perderti d'animo, anche se la pioggia ti costringe quasi a fermarti. E se non lo trovi tu lo trova per te chi ti vuol bene e in quel momento è li con te.


So che ieri nella mia playlist più volte casulamente è passata la canzone dei Subsonica e quel ritornello Se Cenerentola avessse saputo che i sogni possono fare male probabilmente per questa domenica non piangerebbe nascosta cosi... un po' Cenerentola mi sono sentita ieri, ma la scarpetta non l'ho persa e un principe piovuto dal cielo con la sua carrozza ci ha riportato a casa.

Correre è uno spazio in cui incanalo la mia storia e posso ricordare... e il trail te ne insegna di cose. Una su tutte: che non si finisce mai di imparare...


mercoledì 9 settembre 2015

e se la montagna chiama?


"Un compagno allegro è una carrozza in un viaggio a piedi."
Johann Wolfgang Goethe




L'ultimo post è quello dedicato alla Mo.Re. Aspettare una Corsa dello stesso peso per scrivere non era mia intenzione, anche perchè rimarrà unica nella mia storia. Di sicuro il mio "blog" ormai va di pari passo con le corse. Non è che non corro da giugno, anzi nonostante la torrida estate ho rallentato, ma non mi sono fermata. Semplicemente "non ho più rimesso il pettorale" come si dice fra quelli del "settore".

Domenica 30 agosto ho corso il mio primo trail: 1° Trail della Valgandino, anche se mi hanno detto molta corsa poco trail! Così ci riproverò quanto prima sui monti delle nostre Orobie.
Effettivamente anche la grafica del blog ha preso una piega più green, sarà che martedì è iniziato l'asilo e la nostra cara ♥E♥ è nella sezione verde, sarà che avevo voglia di cambiare un po', sarà che l'asfalto e le tabelle mi avevano un po' annoiata, sarà che ho gli occhi da "cerbiatta" e volevo sentirmi a casa :-), sarà, sarà... ma mi sto dando un po' al fuori pista. Visto che con gli sci non mi riesce bene, con le 2 ruote è meglio non provare, ho deciso di provare con le mie gambe! Quindi eccomi qui.

La corsa in montagna è nuova per me, e so bene di avere optato per soluzioni facili, pochi km e poco dislivello: 22k e 1.150m di dislivello non fanno di me Kilian Jornet, ma mi hanno dato delle belle sensazioni ed emozioni. La prima Maratona resta indimenticabile, la Mo.Re unica ma la corsa in montagna è quanto di più simile alla Vita stessa per me. La Vita non è un viaggio in piano, è un continuo alternarsi di salite o discese. E se la vuoi vivere non puoi fermarti a metà salita o farti travolgere dalla discesa. 

Ricordo la capanna monzese e quella scritta sul muro: la montagna più alta è quella dentro di noi. E a distanza di mesi ce l'ho ancora stampata fissa in testa. Niente di più vero. E la montagna esige rispetto, esattamente come la vita. E come la vita sa essere bella, imprevedibile, affascinante. E  nonostante la fatica per raggiungerla, Sa darti riposo e pace, dicono perchè è più vicina al cielo e riesce a darti la sensazione di pace, lontano dalla frenesia del quotidiano. Che sia così o no, non lo so, so che per ora mi ha stregato perchè una "corsa" in montagna è un viaggio davvero lungo la montagna più alta, quella dentro di noi.


lunedì 22 giugno 2015

l'unione fa la forza, per davvero

"E' incredibile come si veda chiaro
nella propria vita, 
camminando da soli 
nel buio della notte."

Giovannino Guareschi



Come promesso a Ro non ho scritto subito, anzi non ho nemmeno pubblicato molto questa volta. Ma d'altronde la Mo.Re non è una corsa come le altre, è qualcosa di unico e irripetibile, e nemmeno immaginabile finchè non la fai e ci sei dentro. Ho lasciato decantare le emozioni come si fa con i vini buoni prima di sedermi davanti la tastiera e ancora l'ordine dei pensieri non è definito. 
So che nel nostro piccolo abbiamo fatto l'impresa e rimarrà un ricordo indelebile di noi 3 legate da una sana e folle passione, ma ancora di più da un forte legame che non è solo amicizia è sintonia e leggersi dentro. Siete state 2 eccezionali compagne di viaggio e 2 angeli custodi oltre quelli che avevamo vicini e lontani di angeli. Non so da che parte iniziare il nostro racconto, anche se credo che le parole sminuiscano il viaggio e il finale. Ricordo tutto adesso, ieri un po' meno per la stanchezza, l'euforia, lo spavento preso, tante tante emozioni che ora trovano un filo logico nella mia mente.
Ricordo l'arrivo al Papa da Rosa, la partenza come se fosse una gita da bambine! Il Ferdi e Simone che ci accompagnano, Rosa che crede di aver scambiato il suo zaino appena arrivate a Monza, Ela che ha tenuto la torcia accesa durante il viaggio in macchina e la sua autonomia è già andata a quel paese, io che vi dico la più a posto sono io e la cosa è preoccupante...
Ritiriamo il pettorale, la firma e già da lì mettendo quel sigillo capisco che sarà diversa da tutte le altre corse. Cazzeggiamo, ridiamo, facciamo foto, ci prepariamo e ricontrolliamo mille volte di aver preso tutto. Dividiamo pure la caramelle come dei piccoli boy-scout!
Le 21 arrivano in un attimo, ci prepariamo alla partenza e abbiamo la pelle d'oca e sappiamo bene che non è la brezza a fare quell'effetto... siamo emozionate come non mai!
Dicono il nostro nome... Run&Smile: si parte.
Ed è emozione pura, il tifo lungo la strada è fortissimo i bambini che ti danno il 5 neanche fossi un atleta vera, ma per loro non c'è differenza, siamo tutti campioni e io in ogni bimbo che mi ha dato il 5 ho visto la mia ♥E♥ che oggi mi ha salutato dicendo nun c'è mamma corre. E gli occhi si fanno già lucidi...
Dividiamo il viaggio in tappe da 5k, come i ristori troviamo la nostra velocità di crociera e da una terna diventiamo un sestetto con la terna 9, chiaccheriamo con loro, non ci sono avversari qui! Anzi sfruttiamo la loro scorta in bici che ha pure la musica! La nostra di scorta in auto non si fa attendere e a ogni ristoro Ferdi e Simo son lì a fare il tifo e foto!
Al 17k le ginocchia si fanno sentire, speravo facessero le brave, ma pazienza ho in tasca un paio di Aulin per l'emergenza e il mio medico preferito mi chiede soglia del dolore da 1a 10? fra il 6 e il 7. Cazzo, è la risposta del medico! ok prendo un aulin e al ristoro bevo. Sono un misto fra un cammello e una spugna, bevo dai 2 ai 4 bicchieri, non fa caldissimo ma di sicuro l'antidolorifico aumenta la sudorazione e la sete mi rassicura il mio medico :-)
Al ristoro del 25k però ne prendo un altro il dolore aumenta anche se alle mie compagne dico è costante, tranquille! E al 27k un peso sullo stomaco... magari 2 aulin a digiuno non sono proprio l'ideale, così la saggezza di Ela mi impone di mangiare i biscotti al ristoro del 30k camminiamo un pochino e va meglio, arriva anche la scorta e Ferdi e Simo corrono con noi! Se si dovesse scrivere il galateo del runner dovrebbero scriverlo sul Ferdi! Prima delle scalette di Calolzio si ferma in un bar a prendermi pure la bottiglietta di acqua perchè continuo ad avere sete! GRAZIE Ferdi sei unico!
Iniziano le scalette e la paura del cancello delle 4h15 di Erve. Eravamo sicure di starci dentro, ma i miei intoppi cominciano a preoccuparmi. Così chiediamo a chi fa assistenza quanto manca, le risposte sono ogni volta diverse, chi 2 chi 5k comincio un po' a preoccuparmi e temo di non stare nel cancello. Inizia il buio vero sulla strada e il cielo è una meraviglia una stellata unica, emozione pura in quel momento con il naso all'insù. Le mie compagne mi rassicurano che ci stiamo nel cancello, a tratti corriamo a tratti camminiamo a passo svelto. Arriva il Mister e cambiamo le maglie, mi indicano il mitico cancello e so di averlo attraversato correndo :-) le ginocchia non fanno più male, ristoro dopo un super abbraccio fra di noi. Ponticello e ....siamo gli immortali suona a tutto volume. Niente è per caso come dice sempre la Ro  che inizia a cantare a braccia aperte, ridiamo come pazze e ignoriamo alla grande cosa ci aspetta! 
Foto sul ponticello, sorridiamo come sempre... Io faccio anche la brillante, dopo essere stata nelle retrovie, dico ecco che esce lo stambecco che è in me e accenno a una corsa. Superiamo il Prat di Rat e ora capiamo che non si scherza più, le gambe iniziano a tremare un pochino io comincio a sentirmi strana, senti chi ha crampi, qualcuno che rallenta e si ferma anche, noi pianino pianino andiamo su. Ela davanti, io in mezzo e Ro dietro di me. A un certo punto dico io non ce la faccio più, ma in tanti lo stiamo dicendo, però lo dico un po' di più accosto un attimo e Ro è lì con me, Ela davanti non vede. So che dico a Ro io non sto bene e mi appoggio con la schiena alla roccia e lascio andare anche la testa all'indietro... Ro urla il nome di Ela che arriva in un secondo, e io che penso non sei mai svenuta cazzo Vale non puoi farlo ora, è notte sei in culo al mondo chi ti prende qui...questo il mio pensiero, ma capisco che non va, iniziano a fischiare le orecchie, ma soprattutto dico a Ela non vedo più niente, non ti vedo ricordo bene di averlo detto! Ricordo che mi hanno sollevato le gambe e appoggiate su una roccia, ricordo Ela che mi dice è tutto a posto respira con me e ricordo di aver cercato e trovato la mano di Ro che ho stritolato in quel momento. Minuti lunghi e interminabili, i più brutti di quella notte, ma sicuramente quelli più intensi. Ho avuto paura, ma in quel momento ho capito anche il senso del nostro nome. So che si è avvicinato un ragazzo e ha detto sono un dottore... Ela difensiva nei miei confronti che ha riposto a tono anche io!, e lui sì ma io in scienze politiche... ricordo una risata collettiva e dentro di me ho detto se riusciamo a ridere anche adesso davvero siamo Smile&Run. Passano i minuti e inizia a passare, so che mi dicono che la croce rossa è li vicino se voglio, no di certo! Mangio una caramella e ripartiamo dico. Ela e Ro mi guardano e ridono, sei una testona mi dicono. Aspettiamo un po' mi coccolano, Ro ferma un gruppo e cerca una maglia per me che inizio ad aver freddo, la trova mi aiutano a cambiarmi e ripartiamo. Tutto passato, è ancora lunga e lo so, ma sappiamo di farcela, e quando finalmente vediamo le luci della capanna e sentiamo le voci ci prendiamo per mano, arriviamo allineate, l'una accanto all'altra, nessuna avanti nessuna dietro.
Ricordo una voce che dice terna 12 al completo.  Eh già, al completo, siamo arrivate. Ci abbracciamo forte, le lacrime arrivano: ci siamo riuscite! La volevamo e l'abbiamo presa. So che sarà un ricordo indelebile dentro di me, so che se fossi stata da sola non l'avrei finita, ma insieme tutto diventa più semplice. Ricordo le vostre coccole di quella notte, e le vostre parole: la tua tempra e la tua forza di volontà sono le più forti di noi 3... detto da voi 2 è il complimento più grande ricevuto finora. Non è mai stata una gara fra noi 3, anche perchè io considero voi 2 le Donne con la D maiuscola, ma quel complimento ha ripagato di tanto, di tante chiacchere, di tante delusioni. 
Delle 3 ero convinta di essere l'anello debole della catena ma fra le tante cose che ho imparato in questa notte è che non è vero! Abbiamo gli attributi tutte e 3 e di sicuro io ho preso il meglio di voi 2, ecco perchè...

Quando si dice l'unione fa la forza.

mercoledì 10 giugno 2015

1,2,3... stella

"Non si può toccare l'alba
se non si sono percorsi
i sentieri della notte."

Kahlil Gibran




Ci siamo, è iniziato per tutti il conto alla rovescia.
Ieri sera in diretta streaming sorteggio come quelli veri e le 3 "folli" sono state baciate dalla fortuna: pettorale 12. Si parte presto: dicono chi ben comincia è a metà dell'opera, bene ma il resto comunque dobbiamo mettercelo noi!
La voglia non ci manca di sicuro.

Come faccio ultimamente purtroppo dall'ultimo post è passato molto molto tempo, ma ho tenuto comunque il mio diario di bordo, fra pensieri e foto, di questo Viaggio. Per ora abbiamo preparato le "valigie" fra poco si salpa per davvero.
Tutto è nato per gioco, ma alla fine non è mai stato solo un gioco per noi.

Ho conosciuto questa Corsa solo 2 anni fa, l'ho sognata e idealizzata, vedendola sempre come una leggenda, una Corsa che lasci fare a quelli veri.
Poi il cambiamento: dovevo incontrare le persone giuste, anzi le amiche folli quanto me per credere in questa terna e provare insieme il brivido di questa corsa. Ed eccoci qui,la decisione di farla è nata la mattina della famosa tapasciata dove è stato anche deciso il mio esordio in Maratona e da lì è stato un crescendo di sogni e progetti. Davanti a una pizza e una birra non filtrata abbiamo fatto la tabella di marcia per un risultato spumeggiante. Non tanto per il tempo finale, ma per le emozioni che ci regalerà. Quella sera abbiamo riso, scherzato e scambiato confidenze, dubbi, ma... non abbiamo pensato al nome!
Quando ci è stato chiesto di comunicarlo in una mattina non abbiamo vacillato troppo. A me piaceva E♥RVE ecco Rosa Vale Ela, ma non dobbiamo solo arrivare a Erve, dobbiamo anche anche oltre!
Così abbiamo pensato alla cosa che ci accomuna, corriamo ridendo e ridiamo correndo. Così è nato Run&Smile Team.
La Farneti (la sottoscritta per chi legge) era un po' scettica... visto che passa per la polemica! Le mie mitiche compagne però mi hanno fatto notare che "tu ridi, ma solo a persone selezionate,  e noi siamo selezionate!". 
Vi adoro, punto!

Quindi abbiamo un nome, stiamo definendo l'outfit e poi si parte! Gli allenamenti in modalità #roadtoMoRe ci sono stati, la prova su strada no. Questa è stata una vera scelta di gruppo, che la terna ha condiviso pienamente. Non corriamo una maratona o un passatore prima di farlo veramente almeno per me, per come io vivo la corsa. Non sottovaluto questa Corsa, ma non sono un atleta professionista! Sono solo una ragazza (un po' cresciuta) che ama la corsa e le emozioni che le regala.
Non mi voglio perdere nulla di quella notte e ogni passo deve essere unico e irripetibile, una sorpresa da vivere intensamente e condividere con voi 2.
Una notte magica, se non fosse per la temperatura sembrerebbe l'attesa della notte di S.Lucia di quando ero bambina. Ecco mi sembra di aver scritto la letterina e sto aspettando per vedere se sono stata davvero brava!

La voglia c'è, l'amicizia e la complicità abbondano, i numeri li abbiamo?
Credo di sì. Per me che sono fissata coi numeri poi...
Eravamo la terna 125 prima del sorteggio... il 12 è rimasto, e il 5? Che siano le ora?

Lo scopriremo solo vivendo...anzi correndo!

giovedì 7 maggio 2015

ci proviamo!


" L'amicizia lega,
la complicità unisce "

Roberto Gervaso



Dal sito Società Alpinisti Monzesi, nella sezione storia della Mo.Re Perciò, per fare parte del terzetto, occorre essere ben affiatati con i compagni e quindi essere amici. Non si usa più il passo di marcia ma si corre. Correre sul pianeggiante asfalto che dall'Arengario accompagna i concorrenti fino alle porte di Calolzio, correre sulle prime erte frammischiate a scalini spesso introvabili per il buio pesto e che fanno poi baluginare le prime lontane luci di Erve, correre sullo sconnesso, aspro, malagevole e fosco sentiero che, dipartendosi dal Ponte del Scelto issa, fra una selva di piante, lassù fino alla Capanna Alpinisti Monzesi. Qui finalmente si conclude ogni sacrificio ed esplode la felicità per la competizione portata a termine.

Ci siamo, ho aspettato un po' a scrivere anche se la comunicazione che la nostra terna era stata accetta era arrivata da giorni. Ho voluto aspettare, pensare e ripensare alla "cosa" portandole il dovuto rispetto. 
Non so molto di questa Corsa, se non dai racconti di chi l'ha vissuta. E' solo da 2 anni che ne sento parlare, e me ne parlano come una leggenda, come qualcosa di mitico e il dovuto rispetto mi sembrava il minimo.  So che non saranno solo 42 km, e se nella maratona c'era di tutto, qui ci sarà ancora di più. Nella mia maratona ci ho trovato tutto drammi, paure, amicizia, vittorie, sconfitte, affetti, persone, sogni, rimpianti, rimorsi.. qui? Qui ci sarà anche il buio, il regolamento dei "cancelli", mettiamoci qualche imprevisto dai vari racconti e la montagna. Non parliamo di 2000m lo so, ma è sempre montagna. E la montagna lo sappiamo esige rispetto. 
Come la Regina. 
Il rispetto è doppio e quasi incute timore.

Incute timore quello si, ma il bello è che oltre a tutto quello che ho scritto c'è un elemento in più, rassicurante e incoraggiante: l'amicizia che diventa complicità e sostegno. So di non essere sola ad affrontarla. E leggere nella sezione storia del sito occorre essere ben affiatati con i compagni e quindi essere amici è rassicurante. Non è ovvio una regola da regolamento, ma è un valido consiglio e in questo caso io so di aver seguito il consiglio alla lettera, cosa che invece non faccio di solito. 
Se della prima Maratona ho provato anche solo a immaginare qualcosa della Mo.Re non ci provo neanche. Dai racconti scritti o a voce capisco "solo" che è "diversa" dalle altre corse e davvero impegnativa, tanto impegnativa. 

Di certo c'è poco: 
che ci hanno preso :-) nonostante i pronostici, 
la data e il percorso,
il resto è un'incognita tutta da scoprire e vivere insieme come una vera squadra non solo come una semplice terna.



mercoledì 8 aprile 2015

♥ 2 is megl che 1 ♥

"Ogni persona che incontri sta lottando con i propri problemi. 
Sii gentile con lei. Non potrai risolverli al suo posto
ma la tua gentilezza forse la incoraggerà a non rinunciare. 
La tua gentilezza può essere il miracolo che stava aspettando. 
Spesso, senza saperlo, facciamo veri miracoli."
G. Birth




Di aprile non parlano mai molto bene i detti popolari,  Aprile e conti per lo più son traditori, Aprileogni goccia un barile, Aprile non ti scoprire, Aprile suol esser cattivo da principio o al fine... insomma non è un mese che nella tradizione ispira simpatia! 

Ma... ne ho trovato uno che davvero fa al caso mio:  Aprile e maggio sono la chiave di tutto l'anno.
Anzi nel mio caso aprile 2014 è stato la chiave di tutto l'anno e degli anni a seguire.

Un anno fa, il 7 e il 23 aprile 2014 incontravo per la prima volta e grazie alla corsa due ragazze davvero speciali Ro e Ela, due vere compagne di Viaggio al di là della corsa. Anzi compagne di quella corsa più grande che è la Vita al di la dei pettorali, dei Pb e delle prestazioni. 

Con loro ho corso e corro spesso, di solito Mezze per venire incontro alle mie "esigenze" anche se non è la loro passione o semplici allenamenti o tapasciate.

Abbiamo sempre fatto corse a 2 a 2 e la prima corsa tutte e 3 insieme è stata non per caso la mia Prima Maratona, non potevano non accompagnarmi loro, che mi hanno insegnato il rispetto verso quella corsa e verso la vita e a ogni occasione mi insegnano qualcosa con la loro esperienza e la loro saggezza. 

Tanto diverse, ma entrambe fondamentali per il mio "percorso".  
Se penso a Ro non posso non pensare a la semplicità è l'anima della felicità. Se penso a Ela non posso non pensare a non giudicare sbagliato ciò che non conosci, prendi l'occasione per comprendere.

Tanto diverse, ma ogni corsa insieme finisce allo stesso modo con un sorriso.
Perchè camminare da soli è comunque possibile, però il buon viaggiatore sa che il gran viaggio, quello della vita, richiede compagni e parte sempre da dentro di noi solo se la testa è pronta a partire. 



sabato 4 aprile 2015

e la sorpresa?

"Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. 
E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile"

San Francesco


 



Vigilia di Pasqua. Non è certo la magia del Natale, ma il clima di festa in famiglia si respira, soprattutto quando ci sono di nuovo bambini per casa. La festa non manca e la voglia di stare insieme. 
Domani ci sarà la trepidante attesa di ♥E♥ da tenere a bada per tutto il pranzo e la guardia alle uova di Pasqua rigorosamente targate Minnie! 

E i grandi? Aspettano la loro di sorpresa. Almeno io. Pasqua, Pasquetta e ...il 7 aprile. 
Un giorno come gli altri sul calendario, ma il giorno in cui si presentano le domande per l'iscrizione alla Monza-Resegone. 
Ecco, la mia sorpresa di Pasqua vorrei fosse questa! Che la mitica terna e♥RVE venisse presa.

Dicono che lo spirito con cui si affronta questa "corsa" è  simile  ma non è lo stesso che ti entra nel cuore quando fai la maratona. Quando fai una maratona, o almeno quando ho fatto la mia prima e per ora unica maratona so che sei solo con te stesso e le tue sensazioni, e sei tu che lotti contro te stesso in alcune parti del lungo percorso. 
Ma nella Mo.Re tutto quel bagaglio di sensazioni, paure, emozioni, sogni aspettative lo condividi con i tuoi compagni di avventura, ognuno porta e condivide il suo di bagaglio e soprattutto il suo spirito.

Dicono che se non hai sentito quello spirito alla tua prima maratona non devi rifarla. 
Bene io so di averlo sentito forte e chiaro dentro di me e aver pensato all'arrivo è stata dura, ma altrettanto bella, da rifare. 
Quindi il mio consiglio è Vale rifalla!

E nel frattempo incrocio le dita e confido nella sorpresa dell'uovo di Pasqua, come quando sei bambino e speri di trovarci qualcosa di incredibile!

Buona Pasqua a tutti!

lunedì 16 marzo 2015

godiamoci questo momento

"Godiamoci questo momento."
"Mi piace questo lato di te."
"Sono anni che vivo ricorrendo a questi trucchi.
I lati positivi è meglio tenerseli stretti."
Banana Yoshimoto





E' passato un bel po' dall'ultimo post, quasi un mese. Non è la prima volta che passa così tanto tempo, anzi a volte anche di più. Ma dopo l'entusiasmo e la magia di Verdi non c'era molto da dire! 
Anzi, poco da dire e qualcosa da cancellare! Ieri c'era la BAM io ero iscritta alla Mezza, ma ho bigiato. 
Dopo la Maratona c'è stato un po' un calo fisico e mentale. Vuoi che tante energie erano state riposte in quel giorno, c'è stato un calo. In più gli attacchi virali che a ♥E♥ non fanno una piega, alla sua mamma fanno un po' di danni! Visto che la piccola di casa è una roccia e non da soddisfazione questi si dicono "abbiamo fatto tanta strada dall'asilo...dobbiamo pur prendercela con qualcuno..." ecco appunto!

Poi però raggiungi il fondo del calo fisiologico e reagisci! 
Per fortuna, o almeno ci proviamo. Vuoi che ieri dal divano vedevo i post da Barcellona e sapevo di Ela che nonostante tutto non molla mai un colpo e si faceva la Maratona a Brescia, e io? E io basta poltrire! 

Così stamattina ho portato ♥E♥ all'asilo, fatto un po' di desperate housewife e mi sono picchiata fuori i miei leggins nuovi e via. Avevo detto un'ora sola o 10k, scegli tu, parlando ovviamente da sola. 
E allora partenza tranquilla, asfalto bagnato e si sente! E metto nelle orecchie la playlist di Salsomaggiore e inizio a scalpitare e mi piace. Così metto a ripetizione fino allo sfinimento quella canzone delle T.A.T.U. che non so perchè ma mi fa questo effetto dopante, la canzone della Corsa con la C. E gli ultimi km volano a 4.50 a 5.05 e sempre sotto i 5.09.

Chi conosce i miei tempi sa cosa vuol dire! 
Orgoglio puro, soprattutto dopo lo stop fisico e mentale. 
Ma. 
Non sono solo i numeri, sono le emozioni e i "brividi" che mi sono arrivati oggi. Questo conta. Il voler fare di nuovo progetti, il non essersi arresa neanche questa volta ed essere ripartita prima che si andasse troppo giù. In ogni caso rimango della mia idea che questi "periodi di calo" vadano vissuti, non ignorati o affrontati con rabbia, ma vissuti semplicemente. Perchè tutto passa e in qualche modo ti rivela sempre qualcosa. Se andasse sempre tutto "bene" non avremmo molto da imparare è attraverso le avversità e le sfide che scopriamo chi siamo o almeno ci proviamo.

E ora si puntano le sveglie, la tamarra è tornata!

lunedì 23 febbraio 2015

FINISHER...anche io!

" Se vuoi correre un miglio, corri un miglio.
Se vuoi vivere un'altra vita, corri una maratona. "
Emil Zatopek



Da ieri sono una maratoneta anche io. Ho aspettato un po' a diventarlo, tante mezze ma mai il grande passo, c'era sempre una scusa e la pigrizia a bloccarmi. Poi nel giro di un anno sono cambiate tante cose e soprattutto sono arrivate le 2 pazze! 
Ela e Ro, maratonete da tempo, hanno cominciato a buttarla lì. Così quando si è chiuso il 2014 ho detto nel 2015 farò la mia prima Maratona. Che doveva essere Venezia, praticamente quasi un anno per preparla. Poi è arrivata a sopresa il pettorale per Treviso per il 1° marzo così abbiamo detto vabe ci proviamo, cominciamo a fare i lunghi.

Primo lungo appunto, 11 gennaio. Non sono neanche le 7 della mattina quando ha luogo questo dialogo!



Si parla, si parla e il Mister la butta lì: perchè non fai le Terre Verdiane? 
Le 2 pazze: appunto perchè non la facciamo?
Nicola: dai che ce la fai
Io: ma quasi quasi, ma dove è che si corre poi sta Maratona?
Mister: ok, io ti iscrivo lo hai detto.

Ecco è andata proprio così! I magnifici 4 della foto mi hanno convinto che ce la potevo fare. Quello che è successo nel mese successivo lo avete letto. 

Dicono che della prima maratona ricordi tutto, ogni singolo km. Esatto. 
Posso dire esattamente cosa è successo km per km, persino la velocità! Non che mi interessasse il tempo, ma ricordo il ritmo per come mi sentivo.
In tanti mentre ci cambiavamo mi facevano gli auguri per il mio debutto, tutti che si preoccupavano e mi chiedevano se ero pronta! Io semplicemente rispondevo no non sono pronta. 
Non lo sai e non lo sei finchè non la corri. Ora lo so. Ed è stato un bellissimo Viaggio, e come tutti i bei viaggi ne vuoi fare altri. O la ami o la odi. E a me è piaciuta, tanto.
Nonostante la pioggia, il freddo io l'ho amata questa Regina. Esordio peggiore non poteva esserci metereologicamente parlando, ma forse non poteva essere migliore! Mi ha temprata e forgiata quella pioggia, perchè se non mi sono fermata qualcosa di buono è scattato dentro.

I primi km volano con le mie socie. Bellissimi i fotogrammi nella mia testa di noi 3 allineate con la nostra divisa Runners Bergamo.



Le mie compagne di Viaggio sono lì con me sotto l'acqua, non siamo neanche al primo km che la mia mente si immagina noi 3 affiancate su quella strada che parte da Monza... scuoto la testa e mi dico Vale sei a Salsomaggiore ora! Comincia a finire questa!
Però è una gran bella fantasia e io e Ro scherziamo anche sui numeri dei pettorali cercando un segnale dall'alto!
V: 301
R: 520
E: 33
dunque il mio pettorale è fighissimo! 
301
3 come la principessa, la Regina e il principe. 1 come 1 corsa. 
Ma anche 3 come Vale+Rosa+Ela che diventano 1 terna!
520 come 5.20 il tempo che potremmo impiegarci alla Mo.Re
33 come più di 3 di così non si può.
I segnali ci sono tutti!

Passata l'allucinazione riprendo a correre. Mi accorgo che stiamo tenendo un ritmo da Mezza sui 5.15/5.20 dico ragazze non è che rallentiamo un po'!!!
Ma sto bene e continuo con loro. Non salto un ristoro, faccio la brava, da manuale. Ma al 18k comincio un po' a rallentare, il ginocchio si sveglia e inizia a far male. Fa freddo e io ho un gran freddo. Le ragazze cominciano ad allontanarsi un po', ma sapevo che sarebbe successo. Ed è giusto che sia così. Loro ci sono, ma io devo correre con le mie gambe e la mia testa. Loro non possono farlo per me. Le vedo li davanti, ogni tanto si voltano faccio ok con la mano e provo anche a sorridere. 
Al 22k inizia la mia crisi, tutti mi parlano del muro dopo i 30/35k il mio è arrivato lì. Ce l'ho stampato in testa. Ela e Ro iniziano ad allungare rispetto a me, comincio ad avere un freddo cane, mani ghiacciate, labbra viola, mi guardo intorno e si mi viene da piangere. Mi sento sola come una bambina, credo sia il momento in cui ti fanno visita i fantasmi. Ecco sono stata così per 2k. La velocità scende drasticamente! da 5.15 passo a 6.30, mi fa male tutto, voglio fermarmi e ci penso seriamente. Poi però succede una cosa, mi superano i palloncini delle 4 ore. Mi dico ma allora non stai andando così male! 


Penso a ♥Ester♥ che è rimasta con la febbre dai nonni, a ♥F♥ che mi ha accompagnato all'alba al pullman e sarà all'arrivo e io che faccio mollo? Nooooooooooo!!!
Così mi inserisco nel gruppo delle 4 ore e sto con loro fino al 26 riprendo da lontano Rosa, Ela, Nicola e Patrizia. Resto un po' dietro di loro e continuo il mio viaggio da sola. Li lascio andare ancora una volta, ma tengo un ritmo quanto meno decente, sui 6 al km. 
Mi prendo anche il secondo di quei gel che fanno veramente schifo, più per l'effetto placebo che fisico e continuo. 
Al 3ok mi da fastidio tutto persino la musica. E arriva il mitico Ferdi. Si affianca e mi fa compagnia, poche parole e tanto sostegno mentale!
Mollo le cuffiette e faccio come dice lui, la musica sentila dentro e la sento. Verso il 36k sento anche quella di Verdi, una gran bella emozione. 
Da li in poi è pura fatica. Le gambe diventano dure, di legno continui perchè ormai non puoi più fermarti manca pochissimo! 
E al 40k ritrovo Rosa. 
Ferdi da vero signore e cavaliere alla sua 138° maratona dopo aver sostenuto me, rallenta ancora di più e accompagna fino al traguardo un'altra ragazza. Grandissima lezione la sua, non c'è stato runner che lui non abbia salutato o a cui non abbia chiesto se era tutto ok. 
Io e Ro continuiamo così, lei un passo avanti a me. Poche parole, vedo il cartello Busseto e mi dico a Busseto ci sei arrivata!


Arriva il cartello del 42k prendo Ro per mano e vedo ♥F♥ al traguardo. Rido come una pazza ma le farfalle in pancia arrivano e un singhiozzo c'è, mi viene come si dice il groppone allo stomaco...ma ragazzi io rido però al traguardo! Le foto parlano! Ho gli occhi lucidi sì, ho pianto durante la corsa sì, ma al traguardo ho riso.
Ro rallenta, mi lascia la mano e mi dice questa è la tua corsa vai da sola a prenderla!

Passato il traguardo, non guardo neanche il tempo! Vedo lei e l'abbraccio.
Per la cronaca il tempo è 4.12.14 e io ne sono felicissima!



Dicono che se vuoi vedere come sarai tra 10 anni di guardarti allo specchio dopo una maratona. Beh io sinceramente ci metto la firma! Perchè vi assicuro che ero semplicemente felice, in piedi sulle mie gambe e ridevo all'arrivo...


sabato 21 febbraio 2015

sei invitata a una festa...

"Le feste si fanno con gli amici
perché con i nemici non vengono bene"
Pino Caruso




 Ci siamo, meno un giorno, anche meno. Domani a quest'ora "in teoria" sarò arrivata.

Dicono che si piange al termine di una maratona. Qualcuno ci è già riuscito a farmi commuovere ancora prima di partire! L'amica che vedo tutti i giorni ♥I♥, quella che sento tutti i giorni ♥R♥, quella che vedo almeno una volta alla settimana ♥E♥ sono già riuscite con le loro premure e i loro pensieri a commuovermi ieri e stamattina. Della serie #preparateifazzoletti domani si piange. :-)
Un'altra persona speciale ieri sera mi ha detto di non pensare alle cose brutte domenica perchè domenica sarà una festa.

Quindi come ci si prepara a una festa? Ci si fa belle! Quindi capelli, unghie per l'occasione in tinta con le scarpe, si sceglie l'outfit... anche se piove. Si prepara il k-way e si spera di non prenderne troppa!

Per il resto è tutto un incognito. Come quando vai a un festa, sai chi ti accompagnerà, ma non sai quanto ti divertirai, se ti piacerà la musica e l'atmosfera.

Mi hanno detto che sarà un Viaggio, un Viaggio lungo. Io mi auguro sia un viaggio incredibile pieno di curve e tornanti,  di cime, vallate e pianure. E alla fine io possa  scoprire  che tutto quello che stavo cercando è sempre stato lì davanti a me.
Dicono che della prima Maratona ricorderai tutto e ci trovarai dentro di tutto. Drammi, paure, amicizia, vittorie, sconfitte, affetti, persone, sogni, rimpianti, rimorsi... di tutto, non puoi sapere cosa nè quando arriveranno. Io ci sarò il resto arriverà.

Di sicuro non sarò "sola".
Di sicuro correrò.
Di sicuro mi emozionerò.

Correrò emozionandomi e mi emozionerò correndo.

Il resto lo scoprirò solo correndo.