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lunedì 22 agosto 2016

sono un ragazzo fortunato...




Altro pettorale, altro pettorale in montagna: SanFermo Trail
Sono riuscita a trasformare in tapasciata domenicale un Campionato Italiano di Trail Corto.
Corto per loro! Un tracciato di 23 Km - Un dislivello totale di 1500 mt - Una quota massima di 1.922 slm, che la corsa Roncobello Laghi Gemelli a confronto mi è sembrata un falso piano :-)


Iscritta all'ultimo momento utile, allo scadere della mezzanotte, infatti 200 iscritti totali pettorale 200: disagio e presagio, vuoi vedere che arrivo ultima!?!
Partenza all'alba   per Borno in Val Camonica, la valle dei segni la chiamano, in auto tutta sola mi domando se sono sicura della mia scelta... dopo più di un'ora di strada arrivo, ritiro il pettorale e aspetto. Come sempre non conosco niente della corsa in questione, ho stampato in testa l'altimetria e mi ricordo una bella "picchiata" in salita nella primissima parte.


Per questa edizione so che il percorso è stato allungato e modificato, ora è molto tecnico. Si affronta subito un’ascesa impegnativa: dai 1100 m. della partenza  salirà infatti ai 1.868 m del monte San Fermo, si proseguirà poi verso quota 1.922 m...
Questa la sintesi.



Io ricordo i primi 4 km con il Garmin che mi dava già quasi 600mt di dislivello, in mezzo al bosco in un'atmosfera fantasy con la nebbiolina, io che continuo a sfregarmi gli occhi perché non capisco se vedo annebbiato :) l'effetto del bosco è quello di un film. Sto sudando in 4k quello che sudo in una maratona, la pressione bassa inizia a sentirsi, vedo funghi capovolti, sono stanchissima.
Stancati, è li che conoscerai te stesso.
Appunto sono Fantaghirò, mi sono persa e sto cercando il mio destriero... alzo la testa, il bosco è finito, non c'è un cavallo bianco ma un signore brizzolato in curva che mi guarda e mi dice dai ragazza la facciamo insieme.
Non so se sia una visione o un miraggio, ma so che sorrido e me lo tengo vicina. Mi parla, per essere un miraggio è davvero fatto bene, si presenta: Roberto da Brescia. Sembra una visione perché racchiude tutte le persone che la corsa mi ha regalato. Premuroso e non invadente come il mitico Ferdi, pronto a darmi consigli come Cristian, mi chiede se ho velleità per il tempo, parola che ho sentito solo da un'altra persona la mia Ela e saggio come la Ro. Dai non può essere vero!

La salita continua, il respiro diventa affannoso e inizio a camminare, Roberto mi dice non fare passi lunghi e pesanti, corri piano e leggera, ce la fai è la testa che deve vincere...la montagna è così richiede pazienza.
Come la vita penso io.

Panorami mozzafiato, nebbia bassa che sale e scende, sole che esce e fa capolino in una cavalcata a fil di cielo nell'altopiano del Sole.
In discesa inizio a divertirmi e corro, Roberto ride e mi dice sei pericolosa! Dove puoi correre cammini, e dove sarebbe meglio camminare corri...
La salita non molla però e per arrivare al punto più alto le gambe bruciano, iniziano i ritiri...ammetto di averci pensato, ma poi dico sei arrivata al 14k ormai è più corta arrivare che tornare indietro. In quel punto più alto ci arrivo allungando in salita, c'è la musica più zarra di me, il fotografo, i ragazzi dell'organizzazione, l'emozione è altissima e mi travolge e scoppio a piangere dalla gioia e dalla soddisfazione.




Ma non è finita!



Inizio anche ad avere freddo e fame... Roberto chiede a ogni ristoro pa e strinù e in una baita con il barbecue acceso riesce a farseli offrire!
Ma la ragazza deve andare :)
Ripartiamo, chiaccheriamo poco, poche parole, misurate per la fatica, ma anche perché l'atmosfera è talmente bella e noi podisti ci parliamo così, correndo.
Siamo un po' masochisti, mi dice la mia visione. Già, un po' lo siamo.

Corriamo ,decisamente corriamo gli ultimi 3k spingendo un po' di più aiutati dalla discesa, ma anche dalla fatica e dalla voglia di arrivare... all'arrivo Roberto mi abbraccia, mi saluta e mi dice alla prossima. Non ci siamo scambiati né telefono né indirizzo e vista l'età e la riservatezza non è sui social, ci siamo ripromessi di vederci al prossimo GTO e io mi auguro di ritrovarlo.

Se nell'altro trail canticchiavo ci vuole calma, stavolta posso solo intonare sono un ragazzo fortunato... sono partita nei boschi fra tantissime farfalle e tantissimi trifogli e mentre correvo pensavo e guardavo vuoi che non ci sia un quadrifoglio?
Ci sarà stato di sicuro, e nella valle dei Segni ha un significato in più.



mercoledì 17 agosto 2016

the wall



La donna è mobile
Qual piuma al vento
Muta d'accento - e di pensiero

figuriamoci una donna runner...
capita!
Soprattutto a noi comuni mortali, di perdersi un po' per strada. In fondo la corsa rappresenta benissimo la Vita, ci sono corse che vanno bene altre no nonostante tu le abbia preparate bene, altre improvvisate ti riescono per botta di xxxx

Ci sono giorni un po' più pesanti di altri, capita a tutti o no?

Weekend di ferragosto niente pettorale, ho corricchiato qua e là, da sola e dalle mie parti. Niente di particolarmente entusiasmante oserei dire dopo il bel trail, capita... anche se a volte sembra sia un obbligo sociale mostrarsi felicemente di corsa per chi ama correre, ma potete trasferire l'immagine a qualsiasi categoria :-) magari anche alla food blogger tocca sorridere con il sac a poche in mano anche quando ha la gastrite!

Ecco questa immagine ora mi fa sentire meno sfigata... ma essere un po' giù di corda ogni tanto non è così  da condannare. Ci rende vulnerabili e soprattutto umani. Ci fa prendere una pausa se è il caso o ci spinge a farlo se non lo abbiamo ancora fatto.

E domenica è arrivata la maratona femmnile  in Tv, mentre poltrivo sul divano e vedere la Bertone saltellare di gioia e soprattutto la sua dedica mi ha scaldato il cuore. A noi, che corriamo ogni giorno in mezzo alla fatica.
Non ci obbliga nessuno a farlo, per carità a correre. Se sei in difficoltà o sei stanca non ci vai mi dicono, ma non sanno che per molti è un modo per riprendersi da quelle stesse difficoltà, un modo sano per stancarsi e ritrovare la lucidità e tornare a casa con un pizzico di serenità.

Questa settimana ho anche resettato la playlist con cui corro e ho chiesto a ognuno dei  miei contatti, amici reali e virtuali, di condividere con me un titolo. Qualcuno ha partecipato, facendomi ovviamente piacere, e più di tutti una persona mi ha colpito. Esattamente come la Bertone, con una dedica.
Ditier Macchiavelli mi ha segnalato una canzone e ha aggiunto qualunque muro ti troverai ad affrontare... peace.

Poche parole, da entrambe le dediche, ma che fanno centro.

Così ora prendo io la mira, indosso le mie scarpette e corro e penso a dove andare domenica ;)

martedì 9 agosto 2016

è cambiata la musica...


E' cambiata la musica... o meglio la musica non era nelle orecchie, ma nell'aria.
Ok, andiamo con ordine!
Domenica la scelta è andata su la Roncobello-Laghi Gemelli, corsa nel Parco delle Orobie, le prealpi bergamasche per intenderci :) 22km con 1.400m di dislivello. Partenza da Roncobello a 1.006 s.l.m arrivo alla diga dei Laghi Gemelli e ritorno. 
Giornata stupenda per il meteo e per il paesaggio.


Dura per una principiante come la sottoscritta in montagna e direi anche tecnica, soprattutto la discesa, ma se devo dirvela tutta ho trascorso quasi 4 ore fra un mix di adrenalina, divertimento e serenità.
Quasi 4 ore... perfettamente dentro il cancello orario! Il tempo finale è proprio da principiante, ma l'entusiasmo e la botta di autostima sono davvero in crescita.


Non sapevo nulla del percorso, non ci ero mai stata, neanche 2 km di asfalto e via nei boschi, la pendenza si sente ma corricchio, so che c'è un cancello orario...ma ovviamente come mio solito, non so dove sia! Mi dicono passo Mezzeno, ma ne so quanto prima. Proseguo mi dico in qualche modo farò...

Ed ecco che si apre il panorama, seguiamo il sentiero che attraversa pascoli (non mi chiedo infatti se sia solo fango quello che pesto ;) ) e inizia a salire con decisione per guadagnare il ripido pendio che conduce al passo di Mezzeno (2142 m) : il CANCELLO!!! 

Guardo in alto, ammiro il panorama e vedo la croce del passo. E la vedo piccola... e mi rendo conto che ci vorrà un bel po' per arrivarci. Meno di 1 km ma i minuti su un pendio ripido tutto sassi saranno tanti.

Proseguo e chiacchero con il vicino che mi racconta passo per passo cosa mi aspetta, è un abituè di questa corsa, e la salita così fa meno paura, fino a quando Rosario un compagno di squadra già alle prese con la discesa mi urla 7 minuti al cancello. Ok non si scherza. Caramella di maltodestrine che ha più l'effetto placebo su di me e spingo. 

Arrivo al passo il controllo mi urla sei dentro, la signora col thè che mi fa i complimenti e io sorrido, anzi scoppio proprio a ridere! 
L'abituè che si siede e si stacca il pettorale e mi dice io mi fermo ho i crampi . 
Ma come ora scendiamo... dico io. 
Scoppiano tutti a ridere, e mi rendo conto di aver detto una cazzata. La signora del thè mi dice devi arrivare alla diga e poi torni indietro.
Ma io mi perdo in città. 
Altra risata... devi solo puntare alla diga mi dicono.
L'abituè che mi dice ne hai ancora vai tranquilla.

Ok, sono carica, proseguo e sono euforica, devo solo puntare alla diga!
Sono sola e sto correndo verso una diga che non ho mai visto, ogni tanto inciampo, le gambe iniziano a farsi sentire ma sono felice. E inizia la musica, un altro che corre che mi canta "io che credevo di essere il più forte..." e scoppio a ridere a 2.000m
Nella mia testa parte una playlist e i fuochi di artificio. 

Arrivo alla diga e le foto di rito ci stanno!


Inizio a scendere. o meglio a tornare indietro perchè per tornare al Passo la strada è di nuovo in salita. Arrivo al Passo corricchiando e la mia signora del thè mi sorride e mi dice hai visto che non ti sei persa, bravissima.
La discesa è il mio divertimento, canticchio ci vuole calma e sangue freddo, calma eh eh 
Corro, inciampo alla Fantozzi e non cado...a un certo punto però si cado. Di sedere... ho un gel nella tasca dietro, vi lascio immaginare. Esplode, appiccico tutta e non posso che ridere. Le gambe non sono imballate, ma appiccicano, ma il bello della montagna? una cascatella mini che mi aspetta mi ci infilo, mi lavo e riparto. Devo stare nelle 4 ore, devo!
Il bello della corsa in montagna è questa atmosfera per chi come me ovvio non è nelle prime posizioni e forse non può assaporarla tutta. 
Respiri un'atmosfera quasi goliardica, è una festa. Chiunque incontri ha una parola per te, un sorriso, una battuta. Al ritorno corre con me un signore coi bidoni vuoti del ristoro, corre proprio! E mi parla e mi fa i complimenti...e alla fine scopro che oggi non ha corso, ma aveva avuto il record di 1h e 40' andata e ritorno!!! Mi faccio piccola piccola, vorrei sparire... e gli faccio i complimenti e lui mi risponde i complimenti si fanno a tutti quelli che affrontano una gara così... ok se non fossi in bilico sulle rocce gli stamperei un bacio! Ma un sorriso glielo regalo...

Ora accellero però non ho i bidoni in mano e non voglio un bidone! Altro controllo e sento i ragazzi che dicono ce la fa ce la fa...inizia il bosco e poi so che c'è l'asfalto e li devo spingere.
Lascio le gambe libere, qualche auto suona il clackson e arrivano le urla di incoraggiamento.
Guardo il garmin...gli ultimi km mi segna 4.10 e un 4.50, vorrei commuovermi, ma non ho tempo!
Allungo e arrivo...e rido, sono felice, tanto.
Chiedo per curiosità il tempo: 3h e 52'. 
Chi ha vinto credo ci abbia impiegato meno della metà del mio tempo, ma la mia vittoria era andare, farla, finirla e stare nei cancelli, ho fatto tutto col sorriso se non è una vittoria questa ditemelo voi cosa è!

mercoledì 3 agosto 2016

equilibri




E' arrivato Babbo Natale! 
Chi mi conosce da un po' conosce la mia passione sregolata per quel periodo dell'anno, scherzando stamattina al lavoro ho detto ragazzi fra 4 mesi iniziamo col calendario dell'Avvento. Vi risparmio i commenti... :-) non troppo lusinghieri! 
Sarà la botta di ottimismo, la scorta di iodio, ma stamattina ero in clima festoso...e taaaaaaaac: arrivano i regali!

Regali, che poi me li faccio da sola, ma quando arrivano i corrieri con quegli scatoloni o scatolette per me è sempre una festa. Così stamattina è arrivato il mio agognato, sospirato, sognato (chi più ne ha più ne metta) zainetto Salomon S-LAB ADVSKIN3 5L. 

Sono mesi che gli faccio il filo, che lo tengo d'occhio e finalmente è arrivata l'occasione. E' arrivato rosso, in tema natalizio appunto, anche se la temperatura è più da tacchino ripieno.
E poi sono arrivate loro, le racchette. 
Ovviamente mi hanno già corretto, per non dire cazziata, ecco l'ho detto. 
Si chiamano bastoni, Vale, bastoni. Vabè però mi avete capito comunque ;-)

Ora il kit è completo direi, manca solo la benda e poi il kit obbligatorio richiesto dal regolamento del Brenta Trail è pronto.
Il kit. 
Io un po' meno!

Continuo a correre per la mia città, su e giù, ma mi rendo conto che correre in città per quanto offra saliscendi non è certo paragonabile al correre o camminare in montagna. Si fa quel che si può con i tempi e i mezzi a disposizione. 
Mamma, moglie e lavoratrice autonoma ci si inventa come si può, ma la montagna non scherza così questa domenica è prevista un'uscita sul campo. Quello vero. Non anticipo quale sarà il percorso, non per scaramanzia, ma perchè le opzioni sono 2 e ovviamente io deciderò all'ultimo, come sempre improvviserò... di sicurò testerò i nuovi arrivati.

Non ho mai corso con lo zaino, figuriamoci con le racchette, ops bastoni! Anche perchè l'unica volta che ho corso con delle racchette rincorrevo da adolescente i miei sci dopo averli persi in qualche caduta: ecco posso immaginarmi così, un po' goffa. Giusto un po'. 

Andava provato tutto prima, sicuramente. Lo so, me ne rendo conto, ma umilmente dico che tutto qui è un po' relativo, tutto un po' concentrato. Sto diventando la Coccolino della montagna: minimi tempi, massima resa. 

Quello che posso fare è mantenere alto l'obiettivo, l'entusiasmo e l'equilibrio, anche con la zavorra sulle spalle e due bastoni fra le mani!