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venerdì 28 settembre 2012

ho visto cose...

"Nei ricordi di ogni uomo ci sono certe cose che egli non svela a tutti, ma forse soltanto agli amici. Ce ne sono altre che non svelerà neppure agli amici, ma forse solo a sé stesso, e comunque in gran segreto. Ma ve ne sono infine, di quelle che l'uomo ha paura di svelare perfino a sé stesso, e ogni uomo perbene accumula parecchie cose del genere."
Fëdor Dostoevskij
 
 
 
Complici tante cose oggi parliamo di ricordi. Partendo da un film a dir poco eccentrico e visionario, se mi lasci ti cancello. Sul genere di vanilla sky, che sicuramente non è fra i miei preferiti come genere. Troppo incasinato e contorto, almeno per me, che in questo periodo vorrei un po' di relax quando riesco a sedermi e vedere un film intero! per chi non ha visto il film non svelo niente, ma dal titolo si può intuire che volendo si possono cancellare i ricordi legati a cose o persone, ovviamente nel film c'è la storia d'amore nata bene e finita male. Sono stata molto sintetica, vabbe ma non è del film che voglio parlare.
Guardando ♥E♥ giorno per giorno mi accorgo di una cosa scontata, i bimbi nn fanno altro che costruire ricordi tutto il giorno e tutti i giorni, e noi grandi che facciamo? Li dimentichiamo, a volte vorremmo cancellarne alcuni, a volte peggio è la vecchiaia o la malattia a cancellarli...
Ci sono cose che non dovrebbero mai finire e altre che non dovrebbero mai iniziare, ma i ricordi belli o brutti andrebbero conservati con cura, perchè è attraverso il ricordo che si scoprono o si capiscono le cose o le persone, non bisogna aver paura dei ricordi come nel film che vogliono eliminarli, per dimenticare il dolore. E' convivendoci che si supera il dolore, non cancellandolo, solo così sarai preparato ad affrontare la vita. E molto spesso sono proprio i ricordi che ti permettono di non separarti mai da qualcosa, bella o brutta che sia stata. Si dice che il tempo cancella ogni cosa, ma prima che qcosa venga cancellato tu avrai imparato qcosa...

mercoledì 26 settembre 2012

guarda e impara...

"Il mondo visto con gli occhi di una bambino è un grande circo,
ed è così che guardo te con la stessa intensità"
Eros Ramazzotti



Certo parlare di occhi è un po' di parte per la sottoscritta, visto che ci lavora! Ma chi mi conosce sa bene sa che non parlo molto, ma i MIEI occhi dicono spesso cose che la voce non può spiegare.
Già l'anno scorso dopo la visita a una mostra di Matisse dicevo come lui che bisognerebbe guardare le cose con gli occhi di un bambino. Conservare cioè quell'ingenuità nel guardare le cose, ma sicuramente non le persone!
Forse però è quella stessa ingenuità e inconsapevolezza dell'inesperienza dei bambini che li fa essere anche così veri, diretti e a volte anche "crudeli". Andando a prendere il nipote più spesso a scuola ora ne vedo di episodi un po' al limite della cattiveria, soprattutto con le parole. Ma tutti ovvimaente li giustificano dicendo son bambini. Gli psicologi sostengono che fra i 5 e gli 11 anni la provocazione e la cattiveria sono normali, fanno parte della crescita

E allora vuoi vedere che il vecchio Matisse sotto sotto mi diceva guarda sempre con gli occhi di un bambino, ma impara a essere più stronza!

martedì 25 settembre 2012

luoghi comuni

Ci vogliono venti anni a una donna per fare del proprio figlio un uomo,
e venti minuti a un'altra donna per farne un idiota.
Charles Dickens
 
 

Complice il tema della serata oggi parlo di luoghi comuni, semplici opinioni la cui frequente ricorrenza nella vita di tutti i giorni li ha resi celebri. Alcuni ieri parlando li abbiamo sfatati e ognuno si è divertito a trovarne o inventarne al momento!
Al di la di Venezia è bella ma non ci vivrei, o  Se lasci una bistecca a mollo nella coca cola per un'ora non ci rimane niente.. è anche bello vedere le differenze fra quelli citati da donne e quelli dagli uomini...
le donne vanno in bagno in 2, hanno borse enormi (anche per metterci dentro quello che voi uomini finite col dire "me lo tieni tu, tanto hai la borsa grande....") e che dire di Ti meriti un uomo migliore di me, o ancora meglio Possiamo rimanere amici...ma quando mai si è visto?
lui: Non è bella, ma è simpatica
lei:Comunque basta che respira
c'è anche quella che sostiene che gli uomini comprano aute grosse per compensare certe mancanze...beh che dire in casa abbiamo macchine piccole, meglio così!
che dire molte sono cazzate, confutabili benissimo... tipo i bambini cinesi sono tutti uguali!
Ma in alcuni luoghi comuni c'è un fondo di verità...
L'erba cattiva non muore mai
Appena lavi la macchina, piove
Non è che non mi piaci, è che forse mi piaci troppo e quindi è meglio che non ci vediamo più!

lunedì 24 settembre 2012

L'arte del falso

"Oh, certo! Pensi che un attore non si commuova per il dramma in cui recita?
Pensi che il cuore d'un qualche Romeo non sobbalzi alle parole di Giulietta?
 Dove il confine tra realtà e finzione?"
 
 
 
Erving Goffman, sociologo canadese, aveva già capito tutto: la vita quotidiana è solo una grande recita, o almeno per molti, volenti o nolenti. Goffman  riduce la vita ad una sorta di “teatro del quotidiano” in cui si assiste ad una costante “messa in scena”, un po' come in Uno, nessuno, centomila. Pirandello, più profondamente e in maniera più contorta descrive una vera crisi d'identità: il protagonista si rende conto che non è Uno, e che la realtà non è oggettiva., passa dal considerarsi unico per tutti (Uno) a capire che è un nulla (Nessuno), attraverso la presa di coscienza dei diversi se stesso che via via diventa nel suo rapporto con gli altri (Centomila).
Molto più semplicemente noi tutti recitiamo una parte, ogni giorno, molto spesso incosciamente e involontariamente, semplicemente perchè la circostanza o il contesto ci obbliga a farlo. Anche solo il nostro modo di parlare lo dimostra o il nostro semplice abbigliamento, quando siamo con i nostri amici per esempio siamo diversi da quello  che siamo sul posto di lavoro.
Fino a qui niente di male, d'altronde è la vita sociale che ci impone certe regole e certi comportamenti, ma come sempre c'è chi esagera e indossa maschere che poi si dimentica di togliere oppure recita a copione la stessa parte.
Io li chiamerei "la banda dei falsari", come il vecchio film., certo recitare richiede grandi doti, ma anche un gran pelo sullo stomaco. E' una vera arte, l'arte del falso.
Come direbbe Gogol, questi soggetti non hanno una faccia.
Sono facce qualunque, cosi' cosi'.
 

L'amico imaginario...

"Attenzione!
Il personaggio o l'oggetto descritto in questa pagina è inesistente.
Proprio come la
fatina dei denti, il cervello dei truzzi, Babbo Natale, la Padania, Pikachu, Dio e il piccolo drago Grisù. Sappiamo che questa sarà un'informazione sconvolgente per molti poveri bambini che credevano fermamente nell'esistenza di una cosa chiamata "Amico immaginario", ma è così."
 
Nonciclopedia
 
 
 
in genere questi brevi post nascono da episodi di vita vissuta, semplici commenti a qcosa di più o meno divertente successo.
Stanotte abbiamo  creato la mamma immaginaria. Per evitare che E si apropriasse del lettone e di ciocche di miei capelli le ho messo nel lettino una mia maglietta usata, ovvio nn quella della corsa, l'avrei stesa all'istante...3 mesi e mezzo per un amico immaginario sono un po' pochi, ma per una mamma immaginaria almeno di notte funziona! Esperimento riuscito, 7 ore di sonno profondo!!!
Così stamattina mi sono incuriosita sul soggetto in questione, quanti di noi ne hanno avuto uno? e quanti continuano ad averlo? e spt chi ora non ne vorrebbe uno...
Per i bambini è una creazione positiva ed è solo un gioco, serve per portare fuori da se tutte quelle emozioni, tensioni e preoccupazioni che possono far parte della vita di tutti i giorni.  E' una cosa infantile, ma a volte si trascina nell'adolescenza e persino nell'età adulta. Che dire che forse avolte anche io ho il mio Wilson all'occorrenza? Non perchè sia a corto di amicizie, ma perchè  è quel tipo di persona che non ti fa mancare mai niente. È un soggetto al quale puoi dire tutto quello che ti passa per la mente, senza rischiare alcuna delusione, cosa che purtroppo oggi troppo spesso è all'ordine del giorno nei rapporti affettivi.
Alla fine è più reale di quanto non sembri, sta sempre con te, ovunque, ma è come se non ci fosse, cosa che solo i veri amici sanno fare. Quelli veri e sinceri, mentre a volte ci sono amici che credi veri e si rivelano solo frutto della tua immaginazione...

sabato 22 settembre 2012

La spia del motore...

"Io sono il motore di questo mezzo"
Alex Zanardi




Ogni volta che vedo un'intervista di questo uomo mitico l'effetto è sempre devastante, ma in senso positivo. Non voglio risultare patetica nei miei commenti verso di lui, perchè tutto quello che potrei dire risulterebbe scontato e non renderebbe l'idea. Dico solo che la voglia di vivere, ma soprattutto la gioia di vivere va oltre ogni limite. Ascoltare poi le sue parole mentre carichi il tuo garmin, rispolveri le tue scarpe da corsa e tiri fuori il "completo" da corsa... è il miglior allenamento e insegnamento.
Oggi è il mio capodanno estivo, o meglio è stato ieri notte! Si resetta e si riparte. Si ricomincia anche a correre, non come una che ha già dato, ma come una che deve imparare di nuovo tutto. Perchè è questo il bello della mia corsa. Capire ogni volta perchè lo faccio e prendere ciò che la corsa e la fatica mi danno...è questo il bello. E tutto succede mentre mi infilo le mie cuffiette e chiudo il mondo fuori, ora più che mai. Anche se sono una runner modesta non importa, la corsa ha il potere di farti sentire libera, quasi di purificarti, mentre corri e fatichi e sudi butti fuori tutto, soprattutto quello che non va o semplicemente non vuoi più vedere. Un grande corridore ha detto che la corsa è la cosa più vicina alla libertà, dicono anche  che conosci veramente qalcuno quando è libero, libero dalle costrizioni, e forse questa corsa può aiutarti a riprendere in mano non dico la tua vita, ma qualcosa lasciato per strada... e io voglio riprendermi tutto!

venerdì 21 settembre 2012

Giocare col fuoco...

"L'uomo avrà scoperto il fuoco,
 ma la donna ha scoperto come giocarci"
Sex & City


Lo sputafuoco... oggi mi è capitato di imbattermi in uno di questi personaggi d'altri tempi. E fra i ricordi da bambina mentre lo ammiravo è nata una riflessione... su come sia un vero stile di vita per alcune persone, anche senza l'utilizzo della fiamma.
La definizione di wikipedia è artista e giocoliere. Due parole per una sintesi perfetta. Artista, colui che crea qualcosa in grado di emozionarti, e giocoliere sempre in bilico col rischio.
Alla fine la frase "giocare col fuoco" è legato a questo personaggio? Non credo, x' la sentenza popolare dice che chi gioca col fuoco è destinato a scottarsi, ma il vero sputafuoco con grande abilità non si scotta mai. Infatti  Il vero vantaggio del giocare col fuoco è che non ci si scotta mai. Sono coloro che non sanno giocarci che si bruciano del tutto diceva il caro Oscar Wilde. E alcuni di noi vivono la vita così. Alcuni sempre, altri solo per certi periodi della propria vita. Sono scelte. Forse bisognerebbe imparare le regole di "questo gioco" e all'occorrenza usarle. E soprattutto se tu sei capace a giocare col fuoco devi però stare attento a non scottare chi non sa giocare...

domenica 9 settembre 2012

Voglio andare a vivere...

"Voglio andare a vivere in campagna
voglio la rugiada che mi bagna
ma vivo qui in citta, e non mi piace piu
in questo traffico bestiale
la solitudine ti assale e ti butta giù
che bella la mia gioventù ..."
 
Toto Cutugno!!!
 
 
 
Si sa che vorrei vivere come Heide in Tirolo, (anche se lei forse era svizzera???) e  alzarmi la mattina respirare l'aria di montagna, ma contemporanemate dalla finestra vorrei vedere e sentire il mare...oppure in Patagonia, per arrampicarmi, e ascoltare il "canto delle balene"... ma in questa mia eterna contraddizione, chi mi conosce veramente sa chemi accontenterei di vivere qui, in una mitica casetta rosso pompeiano, cioè la casa cantoniera! Se poi potessi scegliere vorrei una delle 4 lungo la strada del passo dello Stelvio...
"Distribuite su tutte le strade statali storiche italiane, all'interno delle case cantoniere vengono custoditi i mezzi e le attrezzature utilizzate per espletare le operazioni di manutenzione delle strade statali. Sono in genere affiancate da autorimesse o depositi, e, fino a qualche decennio fa, erano adibite a residenza del cantoniere addetto alla manutenzione del "cantone", un tratto di strada di 4-5 chilometri. In alcuni casi venivano costruite al confine fra due cantoni ed ospitavano le 2 famiglie dei cantonieri."
Credo mi piaccia così tanto perchè è un po' officina, un po' rimessa, ma anche luogo per alloggiare e dare alloggio ai viaggiatori... Un po' come vivo io, con un cantiere sempre aperto! Niente operai in giro x casa, ma sono io che come mi salta in mente qcosa smonto, sposto, pitturo, rimonto...e vivere in un'officina affacciata sul mondo sarebbe il sogno.
Balzac diceva che il privilegio di trovarsi a casa dappertutto spetta solo ai re, alle puttane e ai ladri. Ora non appartenendo a nessuna della categorie citate, credo che vivere in una casa cantoniera ti darebbe lo stesso questo privilegio. Perchè li si respira l'aria del viaggiatore, del giramondo... anche quando non sei tu ad andare, ma assapori il mondo attraverso gli altri e le loro esperienze. Un po' come le mie matite, che mi permettono di legarmi a Paesi dove nn sono mai stata e mai andrò.
Perchè se è vero che dalla conchiglia riconosci il mollusco...dalla casa impari a conoscere l'inquilino. E io in una casa così avrei trovato il mio guscio!

mercoledì 5 settembre 2012

Un battito d'ali...

"Può il batter d'ali di una farfalla in Brasile
provocare un tornado in Texas?"
E. Lorenz



Ecco in sintesi l'effetto farfalla, che piccole variazioni nelle condizioni iniziali possano produrre grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema o piu' semplicementenella vita di una persona.
Gia' nel 1963, "Un meteorologo fece notare che se le teorie erano corrette, un battito delle ali di un gabbiano sarebbe stato sufficiente ad alterare il corso del clima per sempre." In discorsi e scritti successivi, Lorenz usò la più poetica farfalla...
Perchè a volte una singola azione può determinare imprevedibilmente il futuro: nella metafora della farfalla si immagina che un semplice movimento di molecole d'aria generato dal battito d'ali dell'insetto possa causare una catena di movimenti di altre molecole fino a scatenare un uragano.
E a volte sarebbe bello se il tasto undol'utilissima icona con la freccetta rivolta a sinistra che ti permette piu' di un passo indietro, si potesse usare anche nella vita reale!
Per ora esiste solo un’opzione per migliorare l’invio di email, per cancellare cio' che non avremmo dovuto o voluto scrivere, o semplicemente abbiamo sbagliato destinatario... 
Il nuovo tasto si chiama "Undo send" , ma solo per coloro che hanno un account Gmail. La novità sta nel cancellare nell’immediato un’email spedita.
C un pero' che limita l'azione di quresto tasto miracoloso...
La trasmissione del messaggio può essere annullata entro cinque secondi dall’invio.
Quindi o ti penti subito o ti accorgi inmediatamente se hai sbagliato... un po' troppo poco direi! A volte non ci si accorge neanche dopo banni di aversbagliato figuriamoci dopo 5 secondi, se poi non hai l'adsl sei matematicamente fottuto!
Qualche giorno fa parlavo di tempismo, ma a volte non basta solo arrivare in tempo. Bisogna anche rendersene conto...