ON INSTAGRAM

sabato 31 dicembre 2016

Beeeeh, nun se saluta?

A chi di dovere. Scrivo con riferimento ai giorni belli.
 Ne voglio trecentossessantacinque. 
Se vuoi dei bei giorni, la cosa migliore è ordinarli un anno per volta!  
Lucy van Pelt




Un po' come fai con l'oroscopo...non ci credi, ma lo leggi, se è bello finisci per crederci... 
Alla fine domani è semplicemente il 1 Gennaio. Cambia la numerazione dei documenti, si riparte da 1. Ma noi siamo sempre gli stessi. I buoni propositi durano poco e lo sappiamo bene!
Odio il Capodanno, come il Carnevale, due giorni in cui devi divertirti per forza, secondo la prassi. Tutto rispetto per chi festeggia, ma forse sarebbe più semplice impegnarsi a divertirsi ogni giorno dell'anno non solo una manciata di ore la notte del 31.
Fa "alternativo" fa "polemico" non fare festa?
Chi l'ha detto... si può essere felici staccando il calendario vecchio e appendendo quello nuovo al muro! Si può, per un attimo, in quella frazione succede qualcosa a tutti. Scettici o no, ottimisti o no, sbronzi o no... succede che per un attimo la speranza si accende, che non solo le fatture o i ddt ripartano da 1, ma anche tu. A tutti noi piace pensare che ci possa essere un nuovo inizio...
Ma noi siamo sempre gli stessi. I buoni propositi durano poco e lo sappiamo bene!
Stamattina corsa di fine anno con la mia Compagna di Viaggio. Presezzo-Roncola rivisitata, una corsa in salita per ricordare un 2016 carico di pesi, da buttare...anche se poi "tutto ciò che segna, insegna" 
Uno sguardo al panorama, e via in discesa. Una lunga, divertente discesa con il sole in faccia. Una corsa incontro all'anno nuovo col sorriso, come a dire io sono qui, prova a prendermi...

Il 2014 se devo fare un bilancio da runner è stato l'anno delle Mezze, il 2015 l'anno della Regina,il 2016 l'anno del Trail.
L'anno che verrà sarà senza programmi, quello che si potrà e si vorrà fare si farà. Di sicuro non mancheranno il dislivello e le piccole grandi sfide... perchè un orizzonte sempre piatto non lo voglio ammirare.

Scendendo dalla Roncola un gregge di pecore. 
Ela "salutale con la mano, porta bene"
Io " se serve le abbraccio anche!!"

Di sicuro salutiamo le pecore quelle che portano bene, ma diciamo ciao anche a quelle pecore a due zampe che a volte incontriamo, perchè la vita a volte è già complicata di suo e non servono codardi a complicarla. A volte è così bella e intensa che non la puoi condividere con chi sceglie di viverla a metà. A volte è cosè breve che non puoi sprecarla con chi non fa che commiserarsi...
Ecco saluto così il mio 2016, vestita di rosso con cui ho fatto pace non perchè credo poi porti bene, sorridendo in discesa, col sole in faccia, i capelli scompigliati come sempre... e salutando le pecore.
E domani?
E' semplicemente il 1 gennaio, succede ogni anno!
La cosa importante è non smettere mai di credere che però si può sempre ricominciare. Ma c'è un'altra cosa importante da ricordare...che ci sono alcune cose e persone alle quali vale la pena di aggrapparsi e condividere un anno intero...

martedì 25 ottobre 2016

Pink is Good



Venerdi mattina mi arriva un messaggio da Francesco di Bros to Run, "Vale che fai domenica?"

Niente di particolare, ultimamente le mie corse sono un po' altalenanti, non riesco a darmi un nuovo obiettivo, talmente sono state belle ed importanti per me quelle dell'ultimo anno. 

Così, giusto perchè la curiosità è donna... gli chiedo perchè!

"Domenica 23 a Milano c'è la  Pink Parade Pittarosso e le amiche runner di Pink is good organizano questa corsa da 10k e 5k per sostenere la lotta contro il tumore al seno. 


Questo il messaggio... bum! un colpo allo stomaco in senso buono. 
Devo ancora dare la conferma a Francesco, ma ho già deciso, certo che ci vado.

Un anno esatto fa stesso periodo correvo la Maratona di Venezia e per settimane ho "rotto le scatole" insistendo sulla mia pagina FB per la raccolta fondi a sostegno della ricerca, Venicemarathon infatti associa alle proprie iniziative sportive una finalità benefica, sostenendo diversi progetti di solidarietà coinvolgendo anche noi maratoneti. Così avevo deciso di dare un "senso" alla mia "impresa sportiva" affiancando un'impresa solidale, correndo e raccogliendo fondi per una buona causa. E così è stato.


Qui il racconto che spiega perché io, come tante altre persone, sia così legata alla ricerca 

http://valentinafarneti.blogspot.it/2015/10/326-ora-un-senso-ce-lha.html

Non ero sola domenica, con me è venuto Ferdinando, il mio gemello diverso con cui l'anno scorso ho condiviso la raccolta fondi e quest'anno è stato il giusto compagno di Viaggio per suggellare il nostro impegno e il nostro legame con il fiocco rosa. 




Una festa, nonostante la pioggia, Milano si è tinta completamente di rosa. 
A noi è stato dato il pettorale della 5k gentilmente offerto dalla Fondazione Umberto Veronesi, una camminata per le famiglie, un'occasione per divertirsi con le persone care. Con me è venuta anche la mia bimba Ester, ovviamente vestita di rosa anche lei! 


Trovare qualcosa di rosa non è stato difficile, anzi. Forse dovrebbe essere sempre così... riuscire a trovare qualcosa di rosa anche in una giornata di pioggia.
La pioggia non ha fermato la corsa, niente ferma il rosa, niente ferma le donne. Questo lo slogan, niente di più azzeccato.
La pioggia non ha fermato o tanto meno spento gli entusiasmi e i sorrisi di tante persone.



Perché la vita è una Corsa e correre mi ricorda ogni volta quanto possa essere bella e imprevedibile la Vita. La Vita non è un viaggio in piano, è un continuo alternarsi di salite o discese. E se la vuoi vivere non puoi fermarti a metà salita o farti travolgere dalla discesa. Devi correre... 

martedì 11 ottobre 2016

la bestia nera




Non amo di meno gli uomini, ma amo di più la natura...

domenica sera sul divano in casa FEV si guardava, anzi si riguardava Into The Wild, direi perfetto dopo un trail sulla Presolana.

Eh già la Presolana, la  mia bestia nera. Che da sempre associo al mio unico ritiro.

Il ritiro per me è una cosa anomala, non avendo mai velleità di tempo, per me quel che conta è terminare il Viaggio, a meno che ovvio stia male qualcuno. Ma l'anno scorso avevo detto che non sarei uscita di casa il giorno del trail della Presolana tanto era stato negativo per me quel giorno. Capita, ci sono persone e luoghi che tirano fuori il meglio di te e altri il peggio.
E così domenica in barba a quanto detto ci ho riprovato: 6 Comuni Trail.

Nulla da togliere a quella montagna, splendida, ma purtroppo quando un ricordo macchia qualcosa, lo puoi provare a cancellare, ma un alone rimane sempre. E nonostante la pioggia dell'anno scorso e di ieri, l'alone di tristezza rimane.

Poco da dire domenica, è stata una corsa anomala per me e per chi era li con me. Bellissimi panorami, paesaggi per me nuovi e affascinanti come ogni volta sa fare la montagna, ma riguardo alla corsa poco da dire, lo tengo per me perchè non renderebbero mai le parole le vere sensazioni di ieri.

Scritto l'anno scorso ma perfetto anche per il 2016. Questa volta c'era Cris con  me, la mia garanzia, con lui qualsiasi corsa la porto a casa, in barba ai suoi tempi riesce a sopportare i miei. A spronarmi quando vede l'occhio che si spegne e diventa lucido.

Ti concedo di camminare solo in salita... mi ha detto, ma la Vale camminava anche in piano. E lui ad ogni salita, mano sulla schiena  mi spingeva, le gambe vanno è il fiato che manca... ti aiuto io...
Già se non ci fosse stato Cris quasi certamente avrei mollato il colpo anche sta volta.

Al traguardo ci sono arrivata, anche col sorriso, ma anche stavolta mi sono detta basta, con te Presolana ho chiuso.
E se io stessi sorridendo e correndo verso di voi… 
Riuscireste a vedere quello che vedo io ora?
dice il film.

Cri alla fine mi ha fatto gentilmente e sinceramente (come solo un vero amico sa fare) notare che non ero pronta, 3 settimane di stop si sentono, speravo di campare di rendita ma non è così. 
Soprattutto in montagna, soprattutto in una montagna che per qualche motivo non consideri amica. Ci sono montagne che mi ispirano serenità, altre stupore e meraviglia, altre malinconica, altre tristezza e quasi angoscia.
Non cerco alibi per la mia corsa, quella è andata così così, ma alla fine l'abbiamo portata a casa come si dice.

Credo che quella montagna mi riveli esattamente l'ambiguità della Montagna, quel suo essere complessa. 

Sia ben chiaro la mia non è una campagna contro la Presolana! :) è solo una timida analisi di una che ha scoperto tardi la montagna. 
Come in tutte le storie d'amore c'è anche un lato un po' più "oscuro" e qui la montagna mi ha messo in luce la sua e la mia fragilità. 
A volte come l'esperienza insegna la montagna sa essere anche inospitale e pericolosa. La mia non vuole essere una visione tragica della montagna, non è passata la cotta. Anzi.

E' solo una visione più disincantata che mette anche a nudo gli aspetti "inquietanti" di questa Regina e gli aspetti più fragili che ognuno ha dentro di sè.

  

domenica 2 ottobre 2016

sfogliando...

Qual è il limite fra passione e ossessione?

Fra la gente che corre questa domanda ha un senso, qualcuno SE lo domanda, qualcuno TE lo domanda,  qualcuno no.
Io spesso, ma più rispetto a quelli che incontro che verso me stessa. La MIA risposta la so: è una passione. Stop.
Me lo ha confermato giusto uno stop, il mio fisico e quello di un cartello stradale, al quale una donzella non si è fermata due settimane fa. Auto distrutta e io un po' acciaccata. Al di là della botta, dello spavento e del disagio di essere per un bel po' senza auto ci sono aspetti positivi. Ho riscoperto la bici e il rallentatore.
Nella corsa non sono mai stata una velocista, ma nella vita quotidiana tendo a esserlo. Ora i ritmi sono necessariamente più lenti e a volte non è così male.

Anche la corsa si è fermata, un po' di strascichi ci sono stati. Ma a breve si torna a correre.

Non è un'ossessione la mia, ma una bella storia d'amore, che ti seduce, si ritrae a volte, ma poi ti cerca ancora. Non se ne va. Idem la corsa in montagna.

Sabato mattina in treno sfogliando una rivista "fashion" davanti a una pubblicità di un noto marchio di filati, quello che mi ha incantato è stato il paesaggio non il maglione.



Deformazione? Forse. O forse un grande amore che ti fa vedere sempre il bello dell'oggetto del tuo desiderio.
Prima di amare la corsa in montagna devi imparare a soffrire, anche a perdere l'equilibrio... ma poi non se ne va più via. E' una gigantesca famiglia, che ti accoglie, qualsiasi montagna sia.
Io in quella montagna imparo a conoscermi, ad ascoltarmi e a vivere. Ancora pochi giorni e sarà di nuovo pettorale in montagna.
C'è chi lo fa per pura sfida, chi per mollare tutto il resto e chi semplicemente lo fa per natura, per vocazione (nonostante i risultati :-) ...) perché è un piacere puro e assoluto.
Paesaggi ed emozioni a volte malinconici, ma è proprio lì il bello: riuscire a lavorare su se stessi e trasformare le ombre in luce...

martedì 13 settembre 2016

sulla cima


🎶 credo che un giorno così non ritorni mai più... 🎶
ecco cosa suonava nella mia testa alla fine di questa giornata.

52km alla fine segnati sul Garmin
2.850m di dislivello
panorami mozzafiato
13 ore 11 minuti 1 caviglia 2 aulin
sorrisi e buongiorno a volontà
cioccolato quanto basta 2 rospi e 14 ranocchie
Ecco la mia ricetta di un sogno che diventa realtà: 10/09/2016 sono un FINISHER del DOLOMITI di BRENTA TRAIL 2016.
E sono felice, tanto.
La tensione il giorno prima era tanta, la preoccupazione c'era, la distorsione alla caviglia di 2 settimane fa si sente ancora e la giornata sarebbe stata lunga, molto lunga. La notte prima mi sono sognata la mia amica Ela e le sue raccomandazioni e le mie scarpe da trail con la suola che si staccava... numeri vincenti da giocare al lotto non ne ho trovati, ma di sicuro mi ha portato bene!
Nel sogno per la cronaca cercavo del biadesivo, non so l'ho trovato, ma sta di fatto che le mie scarpette non mi hanno tradito!
Il viaggio inizia così, partiti da Molveno che da 4 anni mi ha adottato si procede verso Andalo dove la mia family si fa trovare a mia insaputa e fanno il tifo, neanche 40 minuti dalla partenza e già mi fanno commuovere!
Primo cancello e siamo dentro.
Primo ristoro e già rido! La ragazza con la maglia gialla distribuisce banane ed è molto solare in tutto questo giallo che mi scappa "sembri un minions..." ecco faccio già ridere tutti. Il ragazzo del ristoro viene facilmente corrotto e mi regala una tavoletta intera di cioccolato, che avrà il suo perchè molto più avanti!
Ricaricati io e Ferdi il mio "gemello diverso" come si definisce lui ripartiamo, si sale e tanto. Guardiamo e analizziamo il pettorale nel minimo particolare, c'è stampata l'altimetria, il percorso con i cancelli e i ristori.
La nostra idea è semplice: stare nei cancelli, gustarci il panorama e divertirci.
Le ore iniziano a passare e credetemi volano! Ogni volta che alzo la testa il panorama cambia. E ti toglie il fiato. Non soffro di vertigini, ma la testa più volte gira quando osservo quell'immensità.
Non a caso le Dolomiti sono patrimonio tutelato dall'Unesco, quasi da sindrome di Stendhal!
Arriva l'ora di pranzo, siamo al Passo della Gaiarda e io mi sento così: Gaiarda, abbiamo appena passato un bel ghiaione e la fatica è stata notevole, anche se non so ancora cosa mi aspetta. Ma ho fame e quella barretta di polistirolo al cacao in quel momento, a quell'altezza è buonissima! Come il pranzo della domenica a casa della mamma :-)
E via si riparte. Verso il Passo Grostè col suo rifugio in uno scenario quasi lunare. Il tempo sempre bello ogni tanto cambia, nuvole basse si alzano e si abbassano e creano dei giochi di luce e di atmosfera magica. Al rifugio ci aspetta un vero banchetto che fa dimenticare la fatica nelle gambe, la testa tiene ancora molto bene!
E ora si procede verso Bocca di Brenta io continuo a rimirare il panorama e a immaginare un secolo fa la storia di queste montagne. La Grande Guerra e i rifugi con la loro di storia Graffer, Tuckett, Brentei, Pedrotti, le Malghe... tutto ti parla, ma con discrezione.
Io e Ferdi parliamo, ma con la stessa discrezione, la stessa che queste montagne hanno nei nostri riguardi.
Superata la parte più tosta con ancora ghiaccio e la corda per arrivare in cima alla Bocca di Brenta siamo leggeri, e ci gustiamo quella famosa tavoletta di cioccolato. Fermi sempre in piedi per paura di non riuscire a ripartire... ;-) gustiamo il cioccolato e guardiamo in silenzio il panorama.
Inizia anche a calare il sole, siamo abbondantemente dentro i cancelli l'ultimo con quasi 2 ore e 30 minuti di margine. Sarà l'emozione, sarà che inizia la discesa, sarà che vedo il Pedrotti...ma scivola la caviglia... e tac! Che male, la lacrimuccia arriva. Giustamente penso: siamo al 30k è più corta arrivare che tornare indietro!
Arriviamo al rifugio, mi scaldo con il tè e mi ricarico col Treningrana! E metto la manica lunga.
Si comincia a scendere, avrei voluto correre, mi piace correre in discesa coi sassi che scricchiolano sotto e sei sempre lì al limite della caduta, mi diverto come una bambina, ma stavolta passo. Corricchio ogni tanto, ma il più è una camminata a passo veloce.
Pazienza! E' bello anche così...
Mi gusto ogni passo, ogni sasso.
Un caro amico dopo l'arrivo mi ha definita mangiasassi.
Mi piace.
Rende bene l'idea.
Perchè me la gusto la montagna, senza fretta! Il podio è per gli altri, il mio podio è arrivare quassù, con le mie gambe e la mia testa. Con una preparazione più da incosciente che da atleta, ma con una passione che ti spinge ad andare lassù.
Questo è il mio trofeo, vedere calare il sole e sorgere la luna dietro al profilo delle Dolomiti. La cornice più bella per una foto. Attraversare il bosco con la sola luce della nostra frontale, con la stanchezza nelle gambe che ti fa inciampare ogni 2x3 ma con la consapevolezza che questo resterà uno di quei Giorni con la G maiuscola. Che ti si tatuano nella testa e nel cuore.
L'ultimo pezzo è duro, la stanchezza si sente, la voglia di arrivare e di abbracciare chi ti aspetta anche. Ho contato 2 rospi e 14 ranocchie nel bosco, col povero Ferdi che non ne poteva più dei miei urletti da psicopatica... io odio le rane! Ma alla fine le contavo, per superare anche questo di limite, si prova a superare tutto, la paura, la notte...che per buia possa essere ha sempre una durata limitata, sempre.
Volevo la musica nell'aria... è arrivata.
Ho iniziato questa pagina con un pezzo storico.
Ora lo chiudo con un meno famoso...
🎶 e allora avrai paura perchè quella notte non eri pronto
al mattino ti rialzerai sulle tue gambe
e sarai l'uomo più forte del mondo 🎶

giovedì 1 settembre 2016

si...può...fare!

Mentre inizio a scrivere una delle ultime pagine di questo piccolo diario di bordo... 

detto così fa un po' tristezza, tipo le mie memorie... non era quello l'effetto desiderato!

Infatti per alleggerire i toni posso dire che  ho in mente una canzone, mentre preparo il borsone per la partenza ♪ ♫ ♪  la valigia sul letto è quella di un lungo viaggio... ♫ ♪ ♫
Non sono un'amante del genere, con tutto il rispetto per il buon Julio ;-) ma ho in mente che sarà un lungo Viaggio.
Si parte lunedì con la family per Molveno e sabato la seconda parte del Viaggio: il Brenta Trail.

Ci siamo.

C'è chi dice non mettere le mani avanti... è una cosa che non mi piace mai fare, o sei pronto o non lo sei, e io quando non lo sono improvviso, non uso  o cerco scuse :-) ma stavolta più che le mani devo mettere la caviglia avanti!


shhhhhhhhh è solo una distorsione, qualche giorno di riposo e si riparte, io addirittura con il tutore alla caviglia mi sto iscrivendo a gare nuove ;) In fondo come ho detto alla mia Doc al trail mica corro sempre si cammina anche, quindi stai tranquilla :-D

Effettivamente sono giorni che non scrivevo più, un po' come con le tabelle, quando si avvicina la data si parla di scarico. Così anche i pensieri si fanno più leggeri, la voglia di scrivere e di dargli una forma non c'è. Leggeri per modo di dire... si dice appunto l'insostenibile leggerezza. I pensieri e le aspettative sono tanti.  Pesano e si sentono. 
La montagna più di tutti merita rispetto, spero lei ne abbia nei miei riguardi. Spero  abbia soprattutto pazienza. 
Sarà un lungo Viaggio, sia in termini di km si di tempo, un pochino farà male, ma dicono che poi non ne puoi fare a meno. E' anche la grande prova del 9 per vedere se vorrò ancora iscrivermi al GTO.

In tanti provano a dirmi cosa è un trail oltre i 40 km ma solo io sentirò cosa la montagna mi dirà a me e cosa io dirò a Lei... (qualche accidente di sicuro)

E ora  aspettiamo qualche giorno di riposo e poi proviamo a corricchiare e saltellare sulla mia gambetta, e poi?
E poi cala il silenzio... dicono Fa' silenzio intorno a te, se vuoi udir cantare l'anima tua ecco ci provo, per sentire la musica non solo nelle orecchie :-) ma nell'aria, esattamente come qualche domenica fa.

( Ho preparato la frontale, oltre a tutto il resto, si spera senza aver dimenticato nulla! 
E le pile di scorta perchè il buio se starò nei cancelli sicuramente mi farà compagnia per un po'... ma questa settimana mi piace pensare così: Finché dal mezzo di queste tenebre una luce improvvisa mi illuminò, una luce così brillante e portentosa, eppure così semplice: cambiare i poli da positivo a negativo e da negativo a positivo... .S I ...P U O'...F A R E!!! )

lunedì 22 agosto 2016

sono un ragazzo fortunato...




Altro pettorale, altro pettorale in montagna: SanFermo Trail
Sono riuscita a trasformare in tapasciata domenicale un Campionato Italiano di Trail Corto.
Corto per loro! Un tracciato di 23 Km - Un dislivello totale di 1500 mt - Una quota massima di 1.922 slm, che la corsa Roncobello Laghi Gemelli a confronto mi è sembrata un falso piano :-)


Iscritta all'ultimo momento utile, allo scadere della mezzanotte, infatti 200 iscritti totali pettorale 200: disagio e presagio, vuoi vedere che arrivo ultima!?!
Partenza all'alba   per Borno in Val Camonica, la valle dei segni la chiamano, in auto tutta sola mi domando se sono sicura della mia scelta... dopo più di un'ora di strada arrivo, ritiro il pettorale e aspetto. Come sempre non conosco niente della corsa in questione, ho stampato in testa l'altimetria e mi ricordo una bella "picchiata" in salita nella primissima parte.


Per questa edizione so che il percorso è stato allungato e modificato, ora è molto tecnico. Si affronta subito un’ascesa impegnativa: dai 1100 m. della partenza  salirà infatti ai 1.868 m del monte San Fermo, si proseguirà poi verso quota 1.922 m...
Questa la sintesi.



Io ricordo i primi 4 km con il Garmin che mi dava già quasi 600mt di dislivello, in mezzo al bosco in un'atmosfera fantasy con la nebbiolina, io che continuo a sfregarmi gli occhi perché non capisco se vedo annebbiato :) l'effetto del bosco è quello di un film. Sto sudando in 4k quello che sudo in una maratona, la pressione bassa inizia a sentirsi, vedo funghi capovolti, sono stanchissima.
Stancati, è li che conoscerai te stesso.
Appunto sono Fantaghirò, mi sono persa e sto cercando il mio destriero... alzo la testa, il bosco è finito, non c'è un cavallo bianco ma un signore brizzolato in curva che mi guarda e mi dice dai ragazza la facciamo insieme.
Non so se sia una visione o un miraggio, ma so che sorrido e me lo tengo vicina. Mi parla, per essere un miraggio è davvero fatto bene, si presenta: Roberto da Brescia. Sembra una visione perché racchiude tutte le persone che la corsa mi ha regalato. Premuroso e non invadente come il mitico Ferdi, pronto a darmi consigli come Cristian, mi chiede se ho velleità per il tempo, parola che ho sentito solo da un'altra persona la mia Ela e saggio come la Ro. Dai non può essere vero!

La salita continua, il respiro diventa affannoso e inizio a camminare, Roberto mi dice non fare passi lunghi e pesanti, corri piano e leggera, ce la fai è la testa che deve vincere...la montagna è così richiede pazienza.
Come la vita penso io.

Panorami mozzafiato, nebbia bassa che sale e scende, sole che esce e fa capolino in una cavalcata a fil di cielo nell'altopiano del Sole.
In discesa inizio a divertirmi e corro, Roberto ride e mi dice sei pericolosa! Dove puoi correre cammini, e dove sarebbe meglio camminare corri...
La salita non molla però e per arrivare al punto più alto le gambe bruciano, iniziano i ritiri...ammetto di averci pensato, ma poi dico sei arrivata al 14k ormai è più corta arrivare che tornare indietro. In quel punto più alto ci arrivo allungando in salita, c'è la musica più zarra di me, il fotografo, i ragazzi dell'organizzazione, l'emozione è altissima e mi travolge e scoppio a piangere dalla gioia e dalla soddisfazione.




Ma non è finita!



Inizio anche ad avere freddo e fame... Roberto chiede a ogni ristoro pa e strinù e in una baita con il barbecue acceso riesce a farseli offrire!
Ma la ragazza deve andare :)
Ripartiamo, chiaccheriamo poco, poche parole, misurate per la fatica, ma anche perché l'atmosfera è talmente bella e noi podisti ci parliamo così, correndo.
Siamo un po' masochisti, mi dice la mia visione. Già, un po' lo siamo.

Corriamo ,decisamente corriamo gli ultimi 3k spingendo un po' di più aiutati dalla discesa, ma anche dalla fatica e dalla voglia di arrivare... all'arrivo Roberto mi abbraccia, mi saluta e mi dice alla prossima. Non ci siamo scambiati né telefono né indirizzo e vista l'età e la riservatezza non è sui social, ci siamo ripromessi di vederci al prossimo GTO e io mi auguro di ritrovarlo.

Se nell'altro trail canticchiavo ci vuole calma, stavolta posso solo intonare sono un ragazzo fortunato... sono partita nei boschi fra tantissime farfalle e tantissimi trifogli e mentre correvo pensavo e guardavo vuoi che non ci sia un quadrifoglio?
Ci sarà stato di sicuro, e nella valle dei Segni ha un significato in più.



mercoledì 17 agosto 2016

the wall



La donna è mobile
Qual piuma al vento
Muta d'accento - e di pensiero

figuriamoci una donna runner...
capita!
Soprattutto a noi comuni mortali, di perdersi un po' per strada. In fondo la corsa rappresenta benissimo la Vita, ci sono corse che vanno bene altre no nonostante tu le abbia preparate bene, altre improvvisate ti riescono per botta di xxxx

Ci sono giorni un po' più pesanti di altri, capita a tutti o no?

Weekend di ferragosto niente pettorale, ho corricchiato qua e là, da sola e dalle mie parti. Niente di particolarmente entusiasmante oserei dire dopo il bel trail, capita... anche se a volte sembra sia un obbligo sociale mostrarsi felicemente di corsa per chi ama correre, ma potete trasferire l'immagine a qualsiasi categoria :-) magari anche alla food blogger tocca sorridere con il sac a poche in mano anche quando ha la gastrite!

Ecco questa immagine ora mi fa sentire meno sfigata... ma essere un po' giù di corda ogni tanto non è così  da condannare. Ci rende vulnerabili e soprattutto umani. Ci fa prendere una pausa se è il caso o ci spinge a farlo se non lo abbiamo ancora fatto.

E domenica è arrivata la maratona femmnile  in Tv, mentre poltrivo sul divano e vedere la Bertone saltellare di gioia e soprattutto la sua dedica mi ha scaldato il cuore. A noi, che corriamo ogni giorno in mezzo alla fatica.
Non ci obbliga nessuno a farlo, per carità a correre. Se sei in difficoltà o sei stanca non ci vai mi dicono, ma non sanno che per molti è un modo per riprendersi da quelle stesse difficoltà, un modo sano per stancarsi e ritrovare la lucidità e tornare a casa con un pizzico di serenità.

Questa settimana ho anche resettato la playlist con cui corro e ho chiesto a ognuno dei  miei contatti, amici reali e virtuali, di condividere con me un titolo. Qualcuno ha partecipato, facendomi ovviamente piacere, e più di tutti una persona mi ha colpito. Esattamente come la Bertone, con una dedica.
Ditier Macchiavelli mi ha segnalato una canzone e ha aggiunto qualunque muro ti troverai ad affrontare... peace.

Poche parole, da entrambe le dediche, ma che fanno centro.

Così ora prendo io la mira, indosso le mie scarpette e corro e penso a dove andare domenica ;)

martedì 9 agosto 2016

è cambiata la musica...


E' cambiata la musica... o meglio la musica non era nelle orecchie, ma nell'aria.
Ok, andiamo con ordine!
Domenica la scelta è andata su la Roncobello-Laghi Gemelli, corsa nel Parco delle Orobie, le prealpi bergamasche per intenderci :) 22km con 1.400m di dislivello. Partenza da Roncobello a 1.006 s.l.m arrivo alla diga dei Laghi Gemelli e ritorno. 
Giornata stupenda per il meteo e per il paesaggio.


Dura per una principiante come la sottoscritta in montagna e direi anche tecnica, soprattutto la discesa, ma se devo dirvela tutta ho trascorso quasi 4 ore fra un mix di adrenalina, divertimento e serenità.
Quasi 4 ore... perfettamente dentro il cancello orario! Il tempo finale è proprio da principiante, ma l'entusiasmo e la botta di autostima sono davvero in crescita.


Non sapevo nulla del percorso, non ci ero mai stata, neanche 2 km di asfalto e via nei boschi, la pendenza si sente ma corricchio, so che c'è un cancello orario...ma ovviamente come mio solito, non so dove sia! Mi dicono passo Mezzeno, ma ne so quanto prima. Proseguo mi dico in qualche modo farò...

Ed ecco che si apre il panorama, seguiamo il sentiero che attraversa pascoli (non mi chiedo infatti se sia solo fango quello che pesto ;) ) e inizia a salire con decisione per guadagnare il ripido pendio che conduce al passo di Mezzeno (2142 m) : il CANCELLO!!! 

Guardo in alto, ammiro il panorama e vedo la croce del passo. E la vedo piccola... e mi rendo conto che ci vorrà un bel po' per arrivarci. Meno di 1 km ma i minuti su un pendio ripido tutto sassi saranno tanti.

Proseguo e chiacchero con il vicino che mi racconta passo per passo cosa mi aspetta, è un abituè di questa corsa, e la salita così fa meno paura, fino a quando Rosario un compagno di squadra già alle prese con la discesa mi urla 7 minuti al cancello. Ok non si scherza. Caramella di maltodestrine che ha più l'effetto placebo su di me e spingo. 

Arrivo al passo il controllo mi urla sei dentro, la signora col thè che mi fa i complimenti e io sorrido, anzi scoppio proprio a ridere! 
L'abituè che si siede e si stacca il pettorale e mi dice io mi fermo ho i crampi . 
Ma come ora scendiamo... dico io. 
Scoppiano tutti a ridere, e mi rendo conto di aver detto una cazzata. La signora del thè mi dice devi arrivare alla diga e poi torni indietro.
Ma io mi perdo in città. 
Altra risata... devi solo puntare alla diga mi dicono.
L'abituè che mi dice ne hai ancora vai tranquilla.

Ok, sono carica, proseguo e sono euforica, devo solo puntare alla diga!
Sono sola e sto correndo verso una diga che non ho mai visto, ogni tanto inciampo, le gambe iniziano a farsi sentire ma sono felice. E inizia la musica, un altro che corre che mi canta "io che credevo di essere il più forte..." e scoppio a ridere a 2.000m
Nella mia testa parte una playlist e i fuochi di artificio. 

Arrivo alla diga e le foto di rito ci stanno!


Inizio a scendere. o meglio a tornare indietro perchè per tornare al Passo la strada è di nuovo in salita. Arrivo al Passo corricchiando e la mia signora del thè mi sorride e mi dice hai visto che non ti sei persa, bravissima.
La discesa è il mio divertimento, canticchio ci vuole calma e sangue freddo, calma eh eh 
Corro, inciampo alla Fantozzi e non cado...a un certo punto però si cado. Di sedere... ho un gel nella tasca dietro, vi lascio immaginare. Esplode, appiccico tutta e non posso che ridere. Le gambe non sono imballate, ma appiccicano, ma il bello della montagna? una cascatella mini che mi aspetta mi ci infilo, mi lavo e riparto. Devo stare nelle 4 ore, devo!
Il bello della corsa in montagna è questa atmosfera per chi come me ovvio non è nelle prime posizioni e forse non può assaporarla tutta. 
Respiri un'atmosfera quasi goliardica, è una festa. Chiunque incontri ha una parola per te, un sorriso, una battuta. Al ritorno corre con me un signore coi bidoni vuoti del ristoro, corre proprio! E mi parla e mi fa i complimenti...e alla fine scopro che oggi non ha corso, ma aveva avuto il record di 1h e 40' andata e ritorno!!! Mi faccio piccola piccola, vorrei sparire... e gli faccio i complimenti e lui mi risponde i complimenti si fanno a tutti quelli che affrontano una gara così... ok se non fossi in bilico sulle rocce gli stamperei un bacio! Ma un sorriso glielo regalo...

Ora accellero però non ho i bidoni in mano e non voglio un bidone! Altro controllo e sento i ragazzi che dicono ce la fa ce la fa...inizia il bosco e poi so che c'è l'asfalto e li devo spingere.
Lascio le gambe libere, qualche auto suona il clackson e arrivano le urla di incoraggiamento.
Guardo il garmin...gli ultimi km mi segna 4.10 e un 4.50, vorrei commuovermi, ma non ho tempo!
Allungo e arrivo...e rido, sono felice, tanto.
Chiedo per curiosità il tempo: 3h e 52'. 
Chi ha vinto credo ci abbia impiegato meno della metà del mio tempo, ma la mia vittoria era andare, farla, finirla e stare nei cancelli, ho fatto tutto col sorriso se non è una vittoria questa ditemelo voi cosa è!

mercoledì 3 agosto 2016

equilibri




E' arrivato Babbo Natale! 
Chi mi conosce da un po' conosce la mia passione sregolata per quel periodo dell'anno, scherzando stamattina al lavoro ho detto ragazzi fra 4 mesi iniziamo col calendario dell'Avvento. Vi risparmio i commenti... :-) non troppo lusinghieri! 
Sarà la botta di ottimismo, la scorta di iodio, ma stamattina ero in clima festoso...e taaaaaaaac: arrivano i regali!

Regali, che poi me li faccio da sola, ma quando arrivano i corrieri con quegli scatoloni o scatolette per me è sempre una festa. Così stamattina è arrivato il mio agognato, sospirato, sognato (chi più ne ha più ne metta) zainetto Salomon S-LAB ADVSKIN3 5L. 

Sono mesi che gli faccio il filo, che lo tengo d'occhio e finalmente è arrivata l'occasione. E' arrivato rosso, in tema natalizio appunto, anche se la temperatura è più da tacchino ripieno.
E poi sono arrivate loro, le racchette. 
Ovviamente mi hanno già corretto, per non dire cazziata, ecco l'ho detto. 
Si chiamano bastoni, Vale, bastoni. Vabè però mi avete capito comunque ;-)

Ora il kit è completo direi, manca solo la benda e poi il kit obbligatorio richiesto dal regolamento del Brenta Trail è pronto.
Il kit. 
Io un po' meno!

Continuo a correre per la mia città, su e giù, ma mi rendo conto che correre in città per quanto offra saliscendi non è certo paragonabile al correre o camminare in montagna. Si fa quel che si può con i tempi e i mezzi a disposizione. 
Mamma, moglie e lavoratrice autonoma ci si inventa come si può, ma la montagna non scherza così questa domenica è prevista un'uscita sul campo. Quello vero. Non anticipo quale sarà il percorso, non per scaramanzia, ma perchè le opzioni sono 2 e ovviamente io deciderò all'ultimo, come sempre improvviserò... di sicurò testerò i nuovi arrivati.

Non ho mai corso con lo zaino, figuriamoci con le racchette, ops bastoni! Anche perchè l'unica volta che ho corso con delle racchette rincorrevo da adolescente i miei sci dopo averli persi in qualche caduta: ecco posso immaginarmi così, un po' goffa. Giusto un po'. 

Andava provato tutto prima, sicuramente. Lo so, me ne rendo conto, ma umilmente dico che tutto qui è un po' relativo, tutto un po' concentrato. Sto diventando la Coccolino della montagna: minimi tempi, massima resa. 

Quello che posso fare è mantenere alto l'obiettivo, l'entusiasmo e l'equilibrio, anche con la zavorra sulle spalle e due bastoni fra le mani!


giovedì 28 luglio 2016

ricalcolando





Va bene la flessibilità avevo detto, ma ora un po' stiamo esagerando ;-)

Altro cambio di programma in casa FEV (questa la sigla con cui chiamiamo il nostro campo base). La corsa mi piace si sa, ma non ha la precedenza sulla mia vita, soprattutto sulla logistica familiare: deve incastrarsi. Finora si era incastrata molto bene, ma cambiamenti lavorativi mi hanno fatto cedere la prima sveglia a papà F. così per ora niente corse all'alba. 
Ci si riorganizza. 

Un po' come quando sbagli strada col navigatore: niente panico quella vocina prontamente ti avvisa "sto ricalcolando il percorso..."

Ecco più o meno è quello che sto cercando di fare io :-D 
Ricalcolare e ristrutturare.

Più ci avviciniamo al giorno X più aumentano gli imprevisti. 
Vediamolo come un aspetto positivo, il riprogrammare allena anche la mente:
  •  imparo a non abbattermi
  •  a cercare alternative e/o soluzioni
  •  e perchè no nuovi percorsi!
Così si va a correre alla sera, dopo il lavoro: con l'asfalto bello rovente, le cicale che non hanno più nemmeno la forza di cantare una playlist di  sottofondo, le zanzare dietro l'angolo, l'aria carica di smog e la stanchezza della giornata.

Invitante come programma vero? 
Beh può esserlo però, o almeno diventarlo ai tuoi occhi. 

Stancati. E' lì che conoscerai te stesso. Al di là della stanchezza. Citazione rubata al libro di Agassi, Open. Mai presa in mano una racchetta, ma la passione quando c'è fa lo stesso effetto, che sia una palla o un paio di scarpe. 
Direi che ci stiamo stancando, anzi sfiancando, ma la stanchezza è inversamente proporzionale all'entusiasmo.
L'euforia per fortuna non manca, è diventata fondamentale non più un semplice accessorio.

Anche stasera mi sono divertita, ho variato ancora il percorso, Bergamo nel suo piccolo ti sa offrire scorci nuovi: salite e scalette abbondano. Così ogni sera la combinazione è diversa, e in cima il panorama è da cartolina.  
La playlist è stata rinnovata e mi offre addirittura la spinta in salita e accenno un allungo prima della discesa... e mi sorprendo.

Come avrete capito non sono tipa da tabella o ripetute, non è certo un vanto lo so, ma io improvviso e ricalcolo
Così stasera mi sono divertita a dare i nomi alle mie "sequenze"... il fartleck lo lascio a quelli seri. Io mi sono inventata la mia "composizione", non sono una musicista, ma mi piace correre con la musica.  Da oggi il mio allenamento si compone di adagio - andante - moderato - allegro - vivo - presto... e mentre andavo mi divertivo a immaginare cosa potesse essere il nome più adatto a quella sequenza. E soprattutto cercavo di mantenere il tempo e così facendo mi sono concentrata semplicemente di più su ogni singolo passo terminando ogni salita di corsa, senza mai mollare il colpo e cedere il passo.  

Potrei dire alla fine di aver portato a casa un andante grazioso, ma molto grazioso e la curiosità della prossima uscita serale, quale nuovo percorso riarrangiato percorrerò e quale sarà la composizione che ne verrà fuori. Sicuramente dove non arriva il talento o l'allenamento mi aiuta la curiosità di andare, provare e rischiare! 
Curiosità o incoscienza... l'importante è andare e non fermarsi :-) a qualsiasi ora