ON INSTAGRAM

lunedì 27 giugno 2016

Balliamo sul mondo...anzi sul cielo

Due non è il doppio
ma il contrario di uno,
della sua solitudine.
Due è alleanza,
filo doppio che non è spezzato
.
Erri De Luca






Si torna in montagna, poca ma buona!
Pochi km e soprattutto poco dislivello rispetto a cosa "mi aspetta" sulle Dolomiti... ma come si dice, l'appetito vien mangiando, quindi la montagna vien scalando. 

Domenica ho corso In coppia verso il cielo. Niente ali o voli pindarici questa domenica, questa volta abbiamo fatto andare le gambe come si dice. Gara a cronometro a coppie Femminile/Maschile/Mista, di 13 km, parte su asfalto, parte su un sentiero altamente suggestivo che porta fino in cima al Monte Poieto, uno dei luoghi più attraenti del territorio bergamasco. Diceva la descrizione: panorama mozzafiato, aria incontaminata e lo scenario spettacolare delle prealpi Orobiche.




Detto, fatto. Anche meglio della descrizione. Corsa a coppia. Si pensa che la corsa sia uno sport solitario, certo per i professionisti lo è, per me anche no. Ci sono uscite in solitaria, anche qualche gara, soprattutto la Maratona è giusto che per me sia stato così. Ognuno ha il suo tempo e i suoi tempi, i suoi obiettivi e i suoi fantasmi, e la Corsa è sempre un modo per affrontarli. Poi ci sono corse che è doveroso condividere con chi è in sintonia con te o ti completa e ti compensa. E domenica io e la mia compagna di Viaggio ci siamo compensate e sostenute e soprattutto divertite. Soprattutto io, la capretta tibetana come ormai mi ha soprannominato la mia amica Ela. Quando vedo roccia, sassi sorrido e via, si va!

Quando dico via si va, ovvio è inteso nei miei limiti :-) cronometrici.

Non corro per vincere una medaglia, quello è ovvio da tempo! Ma come tanti corro per vincere la mia battaglia personale. Con la pigrizia a volte, con la mancanza di fiducia altre, con la rabbia, con lo stress altre ancora. Ecco perchè corro. Perchè correre mi ha semplicemente insegnato (e lo fa ogni volta) a soffrire, perchè ammettiamolo ogni volta che inizio una corsa mi ripeto chi me lo ha fatto fare, questa è l'ultima... ecc ecc e ogni volta superato il traguardo sorrido e dico ok la prossima cosa facciamo?
E si alza l'asticella, ogni volta.
La corsa mi insegna a soffrire, non per autolesionismo! Mi insegna a sopportare la fatica e a gestirla. A combattere quella vocina che ti dice dai molla tutto e andiamo a casa, ti insegna a non mollare.
E in quel momento pensi se la finisco posso fare di più la prossima volta.
Devo averlo proprio pensato quando mi sono iscritta al Brenta!



Non so se sia saggezza o incoscienza, di sicuro non ho il senso della misura :-) perchè quando mi sono iscritta al Brenta ho guardato i km, e non ho dato molto peso al dislivello! Solo settimana scorsa curiosando per bene nel loro sito ho visto il tempo limite massimo...  14h 30 minuti ecco lì mi è preso un po' male: mi sono immaginata a vagare per i monti per più di mezza giornata... ecco un attimo di panico è arrivato. Non metto le mani avanti sia chiaro :-) non sono di quelle che allo start dicono non mi sono preparata, e poi ti picchiano fuori il tempone.
La Vale non lo dice, lo da per assodato!
Quando domenica sentivo tu che strategia hai intenzione di adottare? Come scusa? E' un gioco di ruoli? Io sono qui "solo" per correre :-)
Ecco appunto non corro per vincere, ma ammiro chi lo fa, ma come dico altra categoria! Io corro per divertirmi, stancarmi ma caricandomi di endorfine. Quelle non sono mai abbastanza, di quelle bisogna fare scorta.
Soprattutto in vista di un bel dislivello.



sabato 25 giugno 2016

God save the Queen :-)



#unaprincipessaelaregina fa un po' snob? 
Niente affatto, alla fine di questa storia capirete che le corone sono solo dei bellissimi copricapi... :-)



Domenica fra le nuvole, effettivamente siamo una famiglia un po' pasticciona, ma stavolta siamo stati davvero fra le nuvole! Prima volta per tutti su un Cessna, e prima volta per Ester su un aereo. Ho sorvolato le nostre valli e scrutato per bene le montagne di casa
Dicono che chi sogna impara a volare, effettivamente qui si sogna parecchio ultimamente e quindi ci stava spiccare il volo!




Tutti sogniamo, ma ovviamente non tutti allo stesso modo.
Non si sogna solo di notte dormendo, spesso quelli neanche si ricordano. Si sogna anche di giorno e quelli spesso diventano progetti se il sogno è davvero importante e ricorrente.
Per realizzare un grande obiettivo, non basta solo agire e impegnarsi, ma bisogna anche sognare, osare. Occorre un pizzico di follia e di fantasia. Sognare diventa così una forma di progetto, è dare voce ai bisogni dentro di noi.
I sogni son desideri di felicita’
nel sogno non hai pensieri
esprimi con sincerita’
si vede chissa’ se un giorno
la sorte non ti arridera’
tu sogna e spera fermamente
dimentica il presente
e il sogno realta’ diverra’
cantava la fatina a Cenerentola... ecco appunto la principessa che perde la scarpetta, ma che ha dimostrato come una scarpa ti possa cambiare la vita!

Principessa e Regina non sono stati messi a caso nel mio nickname o per manie di grandezze... anche se forse tutti le abbiamo :-)
Mi sembrava giusto però spiegarlo, visto che di strada insieme dovremmo farne un po'.
Il blu è sicuramente fra i miei colori preferiti, ma non ho sangue blu nelle vene! Una principessa è quanto più lontano da me... per definizione sono un maschiaccio, la Tamarra, la Zarra del gruppo corsa,  ma sono anche una donna! 
Semplicemente sono una principessa un po' selvatica che non indossa scarpe di cristallo ma ha una scarpiera con più scarpe da runner che con i tacchi. 
E poi diciamocelo, alla fine tutte vorremmo trovare un principe dopo tanti rospi... ma quella è un'altra storia!
La Regina è ovviamente la Maratona, quando ancora non ne avevo mai affrontata una la sentivo sempre chiamare così, e mi incuteva sicuramente fascino, ma anche timore. Di sicuro richiedeva rispetto! E così è stato.

Da qui il nome, una principessa, una qualsiasi, ma anche io, perché ogni donna dovrebbe considerarsi tale o comunque essere trattata così. 
La Regina, intesa come la Maratona inizialmente, poi il significato si è allargato e l'ho inteso come la Corsa, quella con la C maiuscola che esige sempre rispetto, come la Vita.

Alla fine questo nickname è diventato parte di me, perché rispecchia le mie passioni, me stessa come persona, la corsa, la montagna e ovvio la mia bambina. La principessa è anche lei!
Tutto torna...

Ecco spiegato il mio nome, certo avrei potuto lasciare un po' di fascinoso mistero... ma immaginare una testa coronata che ci prova con il trail poteva lasciare qualche perplessità. In questo modo le uniche perplessità le possiamo riservare ai miei tempi e alle mie prestazioni! ;-)

martedì 14 giugno 2016

Caro diario...



Scrivere su un diario è come prendere fotografie con la matita.
W. Kan





Mi sono innamorata tardi della montagna pur essendo nata a Bergamo, una città di montagnini come dicono da queste parti. Mamma e papà non sono orobici, e nel mio sangue forse c'era più iodio che ossigeno alla nascita, viste le origini.
Poi piano io e la montagna abbiamo cominciato ad incontraci. Neanche lo sci è riuscito ad avvicinarci, ma l'arrampicata sì. E abbiamo capito di piacerci, così toccandoci con mano.
Nel frattempo arrivava anche la corsa nella mia vita. Tutte passioni arrivate in età non più giovanissima, forse esplose per colmare delle mancanze o delle insoddisfazioni in quel momento. Passioni che hanno aiutato a riempire quei vuoti e a superare delle incertezze e ancora mi aiutano.





Corsa e montagna si stanno sovrapponendo ultimamente e stiamo lavorando per migliorare l'intesa fra le parti.
L'anno scorso c'è stata la scintilla che ha definitivamente acceso la passione per la montagna: terminare la Monza-Resegone con 2 grandi Amiche. Tanti ricordi di quella notte, ma uno chiarissimo, dentro la Capanna Alpinisti Monzesi la scritta sul muro di Walter Bonatti la montagna più alta rimane sempre dentro di noi.
Quella scritta è stata la molla.







La corsa è sempre un percorso, dentro e fuori di noi. Lo dicono in tanti.
Su qualsiasi superficie, asfalto o meno, è sempre un Viaggio. Ma la corsa in montagna è secondo me qualcosa di più, è un percorso alla scoperta di sé e di quella montagna dell'anima che ognuno di noi ha dentro di sé e non tutti sanno arrivarci o vogliono arrivarci.

Dopo aver provato la Mezza, la Regina e un'ultra K il trail è stato il passaggio inevitabile per me. Perché non hai riferimenti, è incertezza pura. Quello davanti può scivolare sul sasso e tu no, o viceversa. Può esserci fango se piove o un terreno asciutto se c'è il sole. E per chi come me odia le tabelle, le ripetute, l'imprevedibilità del percorso è quanto di più esaltante ci sia.

Impegnarsi è complicato, richiede sforzo e sacrificio, ma puoi stupirti di quanto tu sia capace di impegnarti per arrivare in cima a quella salita e poi al traguardo.
Qualsiasi corsa è impegnativa, che sia strada o asfalto. Io per il momento ho scelto il fuoristrada. E ne dovrò fare ancora tanto per realizzare il sogno di quest'anno: il Brenta Trail. 
Niente GTO per la sottoscritta! Sarebbe stata una scelta "scontata" vista la vicinanza, ma troppo "impegnativa" in questo momento. Mamma, moglie e lavoratrice autonoma non DEVO dare, ma VOGLIO dare la priorità alle persone a me care e al lavoro. La corsa mi piace tanto, ma non cambio la mia vita per la corsa, se mai cambio la corsa in base alla mia vita. Così gli allenamenti si adeguano agli spazi e ai tempi. 
La corsa comunque a modo suo ha cambiato in meglio la mia vita, arricchendola, ma non voglio che mi privi di qualcosa. Finirei per non amarla più così.

Quindi ho lasciato agli altri l'impegnativo, ma anche inflazionato GTO e ho optato per il mio lago: Molveno. Il lago che da 4 anni, cioè da quando è nata la mia Ester, ci accoglie. E' il nostro angolo di Paradiso e scoprire che il Brenta Trail parte e arriva a Molveno mi sembrava che aspettasse solo il mio sì.
Quindi eccomi qui. 
Il diario di bordo come la mia preparazione è un po' incasinato, già iniziata ma non ancora scritta!




Qualche mini trail, ma neanche troppo per un'amatoriale, sono stati già affrontati e messi per iscritto, altri arriveranno. Io ci provo, a raccontarli, a viverli e soprattutto a divertirmi. Perché una montagna va salita passo dopo passo, come la vita. La salita è dura e la discesa richiede attenzione...a volte ti manca il fiato, a volte il panorama te lo toglie il fiato.

E come cantava De Andrè nella fatica del tuo sorriso, cerco un ritaglio di Paradiso. 
E questo Paradiso con la sua fatica riesce a farmi sorridere...



domenica 12 giugno 2016

stai attenta...

"I veri acciacchi dell'età sono i rimorsi"
C. Pavese







Da piccola le raccomandazioni della mamma erano sempre quelle, da che mi ricordo:
"Non correre"
"Non ti sporcare"
Crescendo si sono evolute in
"Non fare tardi"
"Stai attenta"
Che se le guardi bene sono più o meno le stesse. Se arrivi in orario non devi correre per stare nel coprifuoco. Se stai attenta oltre a non farti male, non rischi di sporcarti...
Che poi secondo me quando sei grande rischi di sporcarti di più di quando sei bambino. E spesso certe macchie non vanno in lavatrice come i pantaloni sporchi di terra. 
Le regole non mi piacevano e mi andavano strette, ma ho fatto del mio meglio per rispettarle.
 Poi si cresce e si cambia. C'è chi le segue e chi no. C'è che si ingegna. E le si aggira o ci si prova. 
Così ora corro e mi sporco. E la mamma ormai rassegnata ci prova con la nipote a dire "non correre".
Anche oggi la mia razione di fango, scalette, salite, discese, erba bagnata, pozzanghere...e si deve stare attenti. Si scivola, tanto. Ma che bella la sensazione quando sentì slittare la scarpa e sei lì per cadere, ma non cadi. Ti senti forte, semplicemente forte. E sorridi, mentre quello dietro ti dice "brava". Ecco donne se avete carenza di autostima un giro alle tapasciate fatevelo...specie le corse nei boschi. Dove i cartelli "attenzione postazione di caccia fissa" hanno un senso. C'è sempre il provolone di turno, sempre. Altro che donne e' arrivato l'arrotino... E comunque si ride, tanto.


C'è chi il fango lo considera solo nelle spa per i trattamenti...e chi ci gioca, ci scherza come me. Oddio non che faccia le lotte nel fango e cmq ho anche io i miei Guam, ma se posso scegliere, preferisco di gran lunga quello nel bosco...le gambe non saranno quelle della pubblicità, ma lo spirito e la testa vanno ben oltre lo spot.
E oltre le gambe c'è di più...

mercoledì 8 giugno 2016

salirò, salirò...

"La vita è fatta a scale, 
c'è chi scende e c'è chi sale"

Marchese del Grillo



Sveglia biologica e via, di corsa.

Orfanella per una decina di 10 gg della mia Compagna di levatacce ho deciso di non lasciarmi prendere dalla pigrizia e di non optare per le endorfine da cioccolato, ma di rimanere fedele alle mie scarpette da running. 
Saranno le scarpette nuove le mie Mizuno o i tanti, anzi troppi completini nuovi...


ma sono saltata fuori dal letto e via per la città ancora addormentata. Non che io non lo fossi, ma l'effetto di una corsa all'alba è sempre positivo.

Così ho pure deciso di cambiare il solito giro, e mi sono inoltrata per una via che era chiaramente in salita. 
Chiaramente. 
C'era pure scritto a inizio sentiero: dislivello 109 m in 450 metri...
Ma si dai. Sono entrata nel loop dei gradini, della salita, di tutto ciò che abbia una qualche inclinazione :-)



Ci sono delle vie che in discesa sono più belle. Via Fontanabrolo è sicuramente una di queste! Pensavo a metà scaletta... poi mi sono fermata un attimo e ho guardato dietro... wow, solo wow. Un belvedere panoramico, niente di meno, niente di più.  
Che la vita sia un cammino e che il cammino presenti ostacoli o semplicemente salite e bla bla bla... lo sappiamo tutti, chi prima chi dopo. Ma quando la salita è dura, o gli scalini sono veramente tanti si possono fare due cose. Semplicemente dire non ce la faccio, torno indietro. Cosa che penso quasi sempre, soprattutto se sono da sola. Oppure, mi riposo un po', prendo fiato e vado avanti. 


Ultimamente faccio così. Mi fermo un attimo, prendo fiato e riparto. E in quel prendere fiato mi godo il panorama, le gocce di sudore che cadono e mi dimostrano coi fatti che sto tenendo duro. 
Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna. Dice un grande esperto di montagne. 
E allora io ho scelto di continuare a salire, e salire all'alba con gli occhi ancora impastati di sonno e sogno... aumenta sicuramente l'effetto.


martedì 7 giugno 2016

Repetita juvant

Controlla quello che Tu puoi controllare.
Andre Agassi




Lunga pausa dal blog e lunga pausa dai pettorali. 
Quelli non sono mai stati il mio forte, comunque mi riferivo ai pettorali da spillare alle gare :-)
Anno un po' sabbatico dalle competizioni, ma non dalle corse. Più tapasciate che gare ufficiali e ultimamente sempre più belle. 
Credo fosse normale dopo un 2015 tanto intenso. Il 2016 difficilmente poteva regalarmi le stesse emozioni. Di sicuro mi sta regalando ottimi panorami, soprattutto della nostra provincia a me sconosciuti.


Domenica scorsa mi sono regalata la 24k di Caprino Bergamasco e i suoi 1226 gradini, gradino più o gradino meno. Affascinante. Allenante. Alienante a un certo punto!
Ho odiato ogni singolo gradino, ma alla fine me li sono gustati tutti. Conquistati uno alla volta, gocciolando letteralmente di sudore, ma orgogliosa di quanto fatto. 


Stancati. E' lì che conoscerai te stesso. Al di là della stanchezza. Citazione rubata al libro di Agassi, Open. Mai presa in mano una racchetta, ma la passione quando c'è fa lo stesso effetto, che sia una palla o un paio di scarpe. 

E io ultimamente ho la passione del fango. Sarà la prova costume che si avvicina...e allora andiamo di fanghi? O la mania di ♥E♥ di saltare su e giù nelle pozzanghere...sarà, sarà... non lo so che cosa è che scatena questa passione, ma conosco l'effetto che fa. Ela dice che sembravo una capretta... certo uno stambecco sarebbe stato più lusinghiero :-) ma la capretta fa molto Heidi e io sono in fase montagnina! Mi piace, mi diverto e mi sporco. Tanto! Più ti sporchi ti fango, più dimentichi le brutture della quotidianità. Mentre mi sporcavo l'effetto era opposto, mi sentivo leggero e sorridevo. Come se quel fango portasse via le schifezze della settimana...




Per la cronaca la mia prima corsa in gonnellino... egggggnente, maschiaccio sono, maschiaccio rimango :-)