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venerdì 27 maggio 2011

E tu, che paura hai?

Complice un articolo di un settimanale stasera si parla di fobie. Per esempio, quanti di voi sanno cosa è l'aritmofobia o la cianofobia? Fobia dei numeri o della neve....di sicuro io non soffro di koumpounofobia visto che per un po' li ho disegnati e soprattutto appena posso cambio bottoni a tutto!

Ok a parte le fobia più assurde, l'articolo fa riflettere. Perchè la nostra mente è capace di crearsi i nemici non solo più assurdi, ma anche i più forti. Le paure, condizionando le nostre scelte, ci possono rovinare letteralmente la vita, perchè davanti al panico uno che fa? Di solito scappa, evitando così di affrontare la causa della sua paura. Riconosciamo ciò che ci fa bene e ciò che ci fa male e ovviamente evitiamo ciò che ci spaventa o consideriamo pericoloso. Ma così nn si vincono le paure. E' vero che la paura ci protegge, ci difende da qualcosa o qualcno che potrebbe farci male, ma per uscire dal circolo vizioso bisogna anche affrontare le proprie paure, per non farci condizionare la vita! La paura non ha chi sa quale significato simbolico inconscio, ma una paura specifica è legata unicamente alle nostre esperienze, magari sbagliate del passato.  Bisogna allora superarle con gradualità, come un vero allenamento, rispettando i propri tempi e le proprie aspettative.

lunedì 23 maggio 2011

Parli sempre di corsa

Ho iniziato il libro di Linus, Parli sempre di corsa. Devo finirne anche un altro, e un altro era li pronto x essere iniziato....ma si sa che mi piace complicare le cose. Ma questo di Linus è veloce, ovvio parla di corsa... non pensavo di avere cose in comune con lui, ma penso siano le stesse cose che si hanno in comune con le persone che si avvicinano alla corsa "per Caso"....che poi se ci pensano bene per caso non lo è mai. C'è sempre un motivo, per tutto, anche quando dici "non lo so" a una domanda un po' troppo profonda....La corsa è una passione e come tutte le passioni che ti colpiscono in età adulta, ti colgono impreparata e vanno a colmare un vuoto....ed è talmente invasiva che ti fa perdere la testa, come tutte le passioni, quelle vere. C'è un momento preciso nella vita di tutti noi in cui le cose cambiano, di punto in bianco, il tuo punto di vista cambia. Linus dice che nei bambini è più facile accorgersi di questi momenti, perchè ovviamente li osserviamo sempre e con attenzione o cmq è più facile accorgersi quando questo cambiamento avviene negli altri quando siamo gli spettatori, ma quando siamo noi i protagonisti del cambiamento come la mettiamo? Ce ne accorgiamo subito...o ce ne accorgiamo troppo tardi? La corsa alla fine è una metafora della vita, ti ci puoi avvicinare da amatoriale e commettere tanti errori per troppa foga, come un innamorato ma un po' sprovveduto che per strafare, per generosità alla fine sbaglia. Così è nella corsa, così è nella vita, come in tutto non ci vuole il fisico, ma ci vuole la testa, l'equilibrio, mettere ordine nei propri pensieri. Correre, come qualsiasi altra passione, aiuta ma non risolve i conflitti che uno ha dentro.

sabato 14 maggio 2011

Quante storie per un colore!

Complice il film "Il cigno nero" mi sono tinta i capelli di nero...ma perchè?

La domana non perchè sia pentita, tutt'altro...anzi mi sa che li farò ancora più scuri, sempre che sia possibile e questo non ha niente a che vedere con l'umore che non è affatto nero, ma allora perchè ci tingiamo i capelli? Si sa che i capelli sono un ottimo strumento di comunicazione involontaria e di attrazione , soprattutto per noi donne restie a tagliarli! Cmq nonostante le bionde siano state icone di bellezza già dall'antichità, (chissà perchè tutte le dee erano bionde o le tipe da calendario di Playboy erano sempre platino....) alla fine i capelli scuri "rappresentano la maggioranza e trasmettono simpatia non minacciante, accompagnata da un’immagine di concretezza e intelligenza". Da una ricerca e' emerso che il colore preferito dai maschi italiani e' il bruno, scelta dettata probabilmente dall’attuale momento storico caratterizzato da preoccupazioni per il presente e da insicurezza per il futuro. Sarà....ma è anche vero che si dice gli uomini preferiscono le bionde, ma sposano le more... cmq il mio cambio di colore non ha nulla a che vedere nè con la "crisi" nè con la competizione con le bionde!
Alla fine il colore dei tuoi capelli è una cosa molto intima. Il colore è la tua energia e quella che trasmetti agli altri. Credo abbia molto di + che a che fare con la tua testa (in tutti i sensi...) e il momento che stai vivendo. Anche nel film emerge il tema del  doppio, il “gemello maligno”, la parte oscura, nascosta a noi stessi, argomento trattato spessimo in letteratura. Non sempre questa parte di noi deve essere per forza cattiva, può essere semplicemente quella parte di noi che ha dubbi, incertezze, che ci rende umani e ci invita a lasciarsi andare, ad aprirsi a quella parte di noi che abbiamo dimenticato durante la nostra ostinata ricerca della perfezione. Perchè come dice il film : La perfezione non è solo questione di controllo. Si tratta anche di lasciarsi andare. Sorprendete voi stessi in modo da poter sorprendere il pubblico....è inutile essere un perfetto cigno bianco, se poi non sai tenere a bada il tuo lato oscuro, bisogna avere il coraggio di  raggiungere dentro di sè la propria parte nascosta e un po' oscura, per potere essere in grado di interpretare le due facce del cigno.
O forse avevo solo voglia di cambiare un po'.... E farmi bionda era decisamente più difficile! Per un po' niente film impegnativi....


 

sabato 7 maggio 2011

       "I sogni son desideri di felicità....
Nel sonno non hai pensieri
Ti esprimi con sincerità.
Se hai fede chissà che un giorno
La sorte non ti arriderà.
Tu sogna e spera fermamente
Dimentica il presente
E il sogno realtà diverrà"

Un salto indietro di qualche anno, anzi direi decenni....questa è la canzone che la fatina cantava a Cenerentola, ma visti i tempi, direi che Cindarella non esiste più, oggi la chiamiamo Desperate Housewife! Comunque vestita di stracci o coi tacchi a spillo...sogna anche oggi, sogna anche di giorno perchè chi lo fa conosce molte cose che sfuggono a chi sogna solo di notte...Walt Disney, fra le cui creature rientra Cenerentola diceva "se puoi sognarlo, puoi farlo". Col cavolo... è vero che chi rinuncia ai propri sogni, un po' rinuncia a vivere, ma siamo realisti mica tutti i sogni si avverano, mica tutti possono avverarsi e soprattutto non quelli di tutti, 1 su tanti forse sì....qualcuno il 6 lo fa, la legge delle probabilità esiste ovvio, ma gli altri? Gli altri continuano a sognare e fra questi mi metto anche io.
Nei sogni, in quelli più grandi e impossibili uno ci mette tutto, anche quello che vorrebbe mantenere confinato nel limbo innocuo della fantasia...ma perchè sono i sogni e l'ottimismo che possono migliorare la realtà quando quello che hai a disposizione non è sufficiente. Sognare può essere pericoloso, per alcuni e sicuramente per i più realistici, ma Proust diceva che la terapia non è smettere di sognare, ma addirittura sognare di più, per tutto il tempo...forse esagerava, ma alla fine uno in un sogno cosa fa? tenta di appagare un desiderio, che in realtà può solo sperare di realizzare, quindi anche la speranza è un sogno ad occhi aperti...è un circolo vizioso....può darsi che sognare sia vano e inutile, una perdita di tempo e di energia, ma alla fine non sono i sogni che ci fanno dormire, al contrario, ci vogliono svegliare e far aprire gli occhi....

domenica 1 maggio 2011

Siamo felici, quando vogliamo che succeda...

"La natura non ci ha solamente dato il desiderio della felicità, ma il bisogno… senza la possibilità di soddisfarlo, senza nemmeno aver posto la felicità nel mondo".

G. Leopardi


Mi spiace, ma non sono d'accordo. Per quanto possa essere molto più in gamba della sottoscritta, non condivido la citazione del poeta. Condivido il fatto che il bisogno di felicità sia fortemente radicato in ognuno di noi, ma la natura ha messo nel mondo le possibilità per soddisfare questo desiderio... Non sempre sono alla nostra portata, non per tutti sono così facili da ottenere e per altri non sono nemmeno facili da scoprire. A volte, infatti, non sappiamo nemmeno cosa davvero ci rende felici. Siamo così impegnati a cercare la felicità, senza nemmeno capire cosa davvero ci rende felici. La felicità è un attimo, arriva quando meno te lo aspetti, è lì dietro l'angolo ad aspettare che tu ti distragga solo per un secondo, per poi colpirti alle spalle, ed inondare la tua vita...è un sorriso che esplode all'improvviso e non c'è niente di meglio al mondo di un sorriso.
Aristotele sosteneva che essere felice non è una scommessa, ma deriva dal fatto di saper governare le passioni, dalla volomtà e dalla buona misura dei desideri.  Per Schopenhauer, invece, noi siamo destinati all'infelicità perchè desideriamo sempre ciò che non possiamo avere, e la felicità è qualcosa che si ricorda, si rimpiange o si attende in eterno. Tanti altri filosofi, poeti, scrittori, blogger hanno provato a stabilire se la felicità è possibile o no, io nn salgo certo in cattedra a dire cosa è vero e cosa no. Di sicuro la vera felicità è quella che dura! Purtroppo non è sempre così, ma questo non vuol dire che non esista. La puoi anche attendere una vita, ma se l'aspetti vuol dire che sai cosa è, e cosa ti perderesti rinunciandoci....Se si costruisse la casa della felicità, la stanza più grande sarebbe la sala d'attesa (Jules Renard) perchè la felicità arriva, in ogni caso, arriva all'improvviso, indipendentemente dalla situazione, a volte ti sembra persino spietata e imprevedibile...a volte non sei nemmeno preparato a riceverla, ma può arrivare anche domani se hai il coraggio di credere nei tuoi sogni...