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mercoledì 19 novembre 2014

effetto spugnato...

"Dalla mollezza di una spugna bagnata
 fino alla durezza di una pietra pomice, 
ci sono infinite sfumature. 
Ecco l'uomo."

 Honoré de Balzac




In effetti riflettevo su una cosa ovvia... il mio blog parla praticamente del mio rapporto con la corsa. 
Ma io non sono solo la corsa.
Fortunatamente visto il mio PB :-) !

Scherzi a parte, è un'ottima compagna di vita. Ma non è la vita.

Ci sono tante cose che non scrivo, ma che fanno parte delle mie giornate. Giornate felici, giornate tristi o giornate incazzate.
Come si dice "i cazzi e i mazzi" ce li hanno tutti. Quindi non vi annoierò o rattristerò con i miei. Riflettevo però su una cosa io ho fatto mio l'hashtag di Brooks #runhappy perchè per me la corsa è happy. E quando non lo è, perchè sono triste o incazzata col mondo, lo diventa a fine sessione.

Dovrebbe essere così anche la vita. 
#livehappy.
Sarebbe bello. Non sempre è possibile o semplicemente facile. Ci sono giorni da sindrome della spugna. 
Risparmiatevi i commenti ironici, non centra nulla la sindrome premestruale!

Credo che  la mia neuro-rundagia saprebbe spiegarla benissimo. Ci provo io. 

La sindrome della spugna è così chiamata per descrivere l'incapacità di dare il giusto peso alle cose. C'è, infatti, chi si fa prendere alla sprovvista dagli eventi e anziché reagire si preoccupa più del dovuto e si lascia travolgere dalle cose. Facile parlarne sulla carta ci sono eventi o persone che ti travolgono e tu non puoi evitarlo. Ci sono colpi più o meno bassi e non per  tutti siamo preparati.
Ci sono problemi superabili e altri no. 
Ci sono spugne sottili che assorbono poco e quelle morbidose e spesse che anche se le strizzi un po' di acqua la trattengono sempre... così sono le persone.

Diciamo che mi sento una spugna di quelle spesse che assorbono tutto e da un lato può essere positivo. Da amante del bricolage ci penso e mi vengono in mente gli effetti cromatici dello spugnato su una parete... da persona "normale" penso alla quotidianità e allora l'effetto cromatico perde un po' la poesia.

Poi pensi che il problema davvero insuperabile è solo uno, il resto in qualche modo si affronta. E se non lo superi, ci impari a convivere.
E forse il mio #runhappy serve anche a questo, a vedere le cose e i problemi con più distacco... e provare ad affrontare le cose e le persone se non con leggerezza, almeno con un sorriso.



lunedì 17 novembre 2014

diario di bordo, sì o no?


" È quando il corpo è tra quattro mura 
che lo spirito fa i suoi viaggi più lontani. "


Augusta Amiel-Lapeyre




Rieccomi dopo la pausa forzata. 
Dopo la bellissima mezza d'autunno a Lecco stop forzato causa virus di stagione. 
Una bella settimana di fermo, 3 kg in meno e tanta voglia di ricominciare a correre. Già perchè mentre io ero ferma ai box, gli altri andavano. E vedere chi alla Nizza-Cannes, chi a Livorno, chi a Ravenna o semplicemente alla tapasciata di turno mi faceva venire voglia di andare... ma nonostante i miei non siano chissà che tempi o risultati, ogni tanto uno stop ci vuole. Te lo chiede il fisico e anche la testa, per staccare e non farsi prendere dal loop o semplicemente per recuperare.

Mentre correvano gli altri pensavo a quello che avrei voluto fare io, a dove volevo essere io, a quale "gara" avrei voluto partecipare... insomma dal divano impigiamata correvo con la testa...

Nel frattempo per chi si è perso o è arrivato da poco in queste pagine un po' sconfusionate senza un vero rigor logico, vorrei far presente che ho vinto l'iscrizione alla Maratona di Treviso.
Bene.
Mica tanto!

Che nel 2015 per festeggiare i miei 35 anni volessi affrontare (con sommo rispetto) la gara Regina era cosa nota, ma quale avessi scelto ancora non era noto!
Stavo ancora cercando di scegliere quando è arrivata la notizia.
Volevo fare un po' come quando entro in libreria, che scelgo i libri così a istinto, o meglio loro scelgono me. Stavo navigando fra i vari siti, curiosando fra le foto degli amici runner per trovare l'ispirazione... e Treviso è piovuta dal cielo come quando in libreria passo e il libro che decido di comprare è quello che mi cade dallo scaffale!

Ok, i tempi sono molto molto ristretti. Così mi sono giocata anche la seconda opzione: una Maratona mi ha scelto, io ho scelto una Maratona. 
Così in qualche modo pareggiamo il colpo. Non svelo ora quale, ma almeno ho decisamente qualche mese in più per affrontare con il giusto rispetto la Regina.
La prima la proviamo, la seconda la gustiamo, poi chissà la corsa mi ha stupito e regalato tanto così tante volte che chissà che altre sorprese ci sono ad aspettarmi!

In questi mesi, fra blog, libri, riviste, incontri ho conosciuto tante persone legate alla corsa e ho trovato di frequente persone che si approcciano alla Regina e tengono il diario della preparazione, alcuni li ho seguiti io stessa. 
Mentre li seguivo mi chiedevo farò anche io così?

Mi spiego. Non nel senso farò anche io così gli allenamenti, ma intendevo farò anche io il reportage dei miei allenamenti, della preparazione?

Ci ho pensato un secondo e poi ho semplicemente pensato a quanto fatto finora.

Della preparazione ho sempre parlato poco, di solito vi ho sempre raccontato il dopo "gara", delle emozioni provate durante la corsa.
E allora credo proprio continuerò ancora a fare così...
Forse anche per scaramanzia o semplicemente per abitudine o carattere!

Di sicuro sarà un viaggio lungo e ho una gran voglia di iniziarlo, diciamo pure che il biglietto è pronto, la valigia anche e i compagni di viaggio pure. 

Devo solo partire.




mercoledì 5 novembre 2014

No Pain, no Gain. Ma tanta Rain!

"Più forte dell’estate e dell’inverno
Ti preferisco in abiti d’autunno"


Modà





Settimana iniziata senza corsa. 
Dopo la Mezza di domenica, col botto per me, il lunedì i runner veri fanno lo scarichino...

Io lo scarichino lo intendo sul divano. Che poi tanto divano non è visto che il lunedì è giorno di pulizia in casa ♥FEV♥, ma in ogni caso io dopo la Mezza mi rifiuto di correre!

Martedì sera appuntamento saltato, anche i compagni più temerari hanno alzato bandiera bianca, così figuratevi se andavo da sola al buio, sotto la pioggia battente e il vento. Così mi sono dovuta pure consolare e mangiare da sola i miei pasticcini del PB!
Che sforzo...!

Se guardo le previsioni del meteo per questa settimana indosso la muta non le scarpe da runner, ma non si può mollare così! Almeno in questo cerco di essere una runner vera!
Va bene che le mezze stagioni non esistono pià, ma comunque siamo in autunno...e la pioggia ci sta...e pure di frequente!
Ma in ogni caso io adoro l'autunno, anche la sua pioggia.

Così oggi zitta zitta in pausa pranzo ho indossato il mio k-way e cappellino impermeabile Brooks, le mie amate Launch che da un po' trascuravo e sono andata al parco.
Ero l'unica a correre con quell'acquazzone. Una coppia a spasso col cane e una signora solitaria, tutti ovviamente dotati di ombrello.
Ma sapete una cosa? Mi è davvero piaciuto. Al di là del risultato, mi è proprio piaciuta la sensazione che la corsa sotto la pioggia mi ha dato.

Da piccola c'era Filippo l'amico immaginario, ( chi non ne ha avuto uno...?), crescendo Filippo si è appassionato alla corsa, così io secondo la mia "pseudo tabella" creata da questo "coach immaginario" avrei dovuto fare 50 minuti tra 5'.30"/5'.40". 
E invece?
Già perchè io le tabelle, non le rispetto mai, o vado meglio o vado peggio!



Così oggi mi sono sparata 51 minuti a 5'23" e se non avessi avuto le scarpe che facevano cik ciak forse pure meglio.... eh già me la tiro un pochino! 
Oggi un pochino sì, perchè se per lo scarichino non sono una vera, oggi però con la pioggia lo sono stata! 
O meglio mi sono sentita tale.

E mi sono pure divertita!
Sull'ultimo rettilineo nonostante la playlist zarra nelle orecchie, io ho saltellato come una bimba per evitare le pozzanghere e nella mia testa pensavo a Gene Kelly e Donald O'Connor... I'm singing, I'm dancing and running in the rain....


lunedì 3 novembre 2014

Maratonina d'Autunno: no pain, no gain!

"L'autunno è una seconda primavera, 
quando ogni foglia è un fiore."
Albert Camus





2 novembre, Mezza Maratona d' Autunno a Lecco
Mi iscrivo "in segreto" e all'ultimo riesco a convincere Rosa a venire con me. Rosa non ama la Mezza, predilige la gara Regina. Ma fa uno strappo e si iscrive. Con il patto di non pubblicare nulla fino a gara fatta, per scaramanzia.

La gara è alla prima edizione in questo periodo dell'anno: l'autunno, che appunto le da il nome. Per essere una prima "versione" è tutto perfetto. 
Sono reduce dall'ultima mezza quella di Breno, che ho definito nel mio repertorio quella più bella per organizzazione e paesaggi, quindi potevo risultare molto critica con questa Mezza Lariana. 
Invece no. Tanto di cappello agli organizzatori.  La giornata poi ha aiutato moltissimo.

Domenica calda e soleggiata, alla partenza il termometro segna 19° all'arrivo 21°. Sul nastro di via siamo poco più di 400 e il percorso si sviluppa sulla ciclabile che avvolge il Lago di Lecco, il Fiume Adda e il Lago di Garlate.  
Durante i 21.097 km attraverso paesi di cui ignoravo l'esistenza, ma mi piace mentre corro guardarmi intorno col rischio di distrarmi e cadere, ma io sono così, con la testa a viole. E le ginocchia spesso in terra!
Per dovere di cronaca i paesi attraversati sono : Vercurago, Calolziocorte, Olginate, Garlate e Pescate. Ok, dai posso scriverli sulle dita di un guanto e un po' mi sento un po' con la mia compagna Ela che nello stesso giorno sta attraversano i quartieri della grande Mela!

La corsa parte che io, Rosa e i compagni di viaggio Alfio e Marco alias Mister stiamo ancora chiaccherando facendo foto come in una normale tapasciata domenicale. Faccio partire il mio Tom Tom Cardio e mi affianco a Rosa che predilige stare all'esterno. 

I primi 3 km volano letteralmente, il Cardio segna i 5' al km...

Dopo i primi 3 km siamo sulla ciclabile e il lago alla nostra destra, sembra una giornata primaverile. 
Sparisce l'asfalto e arriva lo sterrato battuto.
Al 5° km puntuale il ristoro e io mi sento bene, ho davanti un tipo con la maglia "no pain, no gain" e contemporaneamente  nelle orecchie mi parte Bon Jovi con "Give me something for the pain".

Sorrido... e inizio a pensare che forse oggi è la volta buona.




Alla partenza dico a Rosa, voglio scendere sotto quel maledetto 1.55.00 mi basta anche un secondo, ma lo voglio. 
Quasi una promessa.

I segnali ci sono.

Al 7° km Rosa mi sente che scalpito un po' come un cavallo che ha appena imparato a correre e vuole andare. Mi fa cenno con le mani e mi dice calma... se pensi di tenere questo ritmo vai, altrimenti te lo dico io quando andare.

Decido di ascoltarla, come si da retta alla sorella maggiore. Ha molta più esperienza di me, è una svizzera in gara, ed è saggia. 
Fra le 2 teste meglio ascoltare la sua!

Prima del 9°km un bel ponte che attraversa lo specchio d'acqua. Peccato che per salirci ci sia una bella rampa. E io penso alla descrizione... percorso pianeggiante, adatto al personale. Ecco, potrei fare ricorso!!!
Invece guardo la salita, affianco Rosa e mi metto li davanti le dico ho avuto un'ottima maestra sulla salita, che mi ha insegnato che la salita è solo un blocco psicologico... lei ricambia il sorriso, sa benissimo che quella maestra è lei, e credo le faccia piacere vedere il bel cambio di ritmo che ho sul dislivello.

Continuiamo così sull'altra sponda, il ritmo a tratti rallenta a tratti riprende. 
I ristori ci servono tutti, fa caldissimo! E puntuali ci sono.

Io inizio a guardare ipnotizzata il Tom Tom e a fare calcoli... ma mentre corri la matematica non è così scontata! 
E allora mi concentro sugli orologi dei campanili, che a tratti mi appaiono come miraggi, semplicemente così: sono partita alle 10, semplice devo arrivare prima delle 11.55!

Ma mi accorgo di una cosa che per la prima volta non sto facendo il mio conto alla rovescia. Di solito al 10° km io già inizio a fare il countdown fino al 20° poi cerco lo sprint.... o quello che con il mio ritmo si può chiamare tale. (è tutto in proporzione, ovvio!)

Inizio a godermi la corsa e le emozioni che mi da. 

Tante immagini mi passano nella mente, le persone a cui voglio bene, a cui cerco di dedicarmi in settimana e che a volte trascuro per mettere le mie scarpette. 
Tutti.
La mia bimba ♥E♥, il suo papà ♥F♥, la mia famiglia, gli amici che ci sono sempre stati e quelle persone fantastiche che la corsa mi ha regalato quest'anno, una è li con me mi ha guidato per 19 km e poi mi ha lasciato andare come aveva promesso al 7° km e mi ha detto Vai, a prenderti il tuo personale! Incitandomi nonostante io avessi le mie "maledette" cuffiette, ma ti ho sentito Ro, te lo assicuro!!!

Gli altri sono comunque con me, nella mia testa e nelle mie gambe.

L'ultimo km è tosto la voglia di andare è tanta che mi scivola il piede, come sempre la mia caviglia sinistra fa la ballerina fra prato e asfalto...ma stavolta non cado! Sono più forte io della gravità, devo andare a prendere il mio tempo. 
L'ho promesso a chi voglio bene che oggi avrei fatto bene.


Ed ecco l'arrivo, tolgo le cuffiette e mi godo il mio momento, come dice Alfio sul tappeto rosso per ritirare l'Oscar alla miglior Mezza 2014 ?

Esatto. 
La migliore Mezza per ora, spero!

Non so se per quest'anno indosserò ancora il pettorale o farò solo tapasciate. In ogni caso volevo chiudere questo 2014 con un bel tempo per me.
Il muro del 1h 55' è stato abbattuto. 
La testa è dura e ora ovvio ne vuole abbattere altri di muri.

Il 2015 sarà l'anno della qualità, il 2014 è stato quello della quantità. 
Si cresca, si matura, si cambia e si prova a migliorare.

Io so che il nuovo PB è arrivato lo stesso giorno di un super tempo per Ela dall'altra parte del mondo e io il mio l'ho fatto con Ro, l'altra persona che corre ridendo e ride correndo, forse più di me!



Due ragazze e amiche speciali che correndo mi stanno insegnando tanto. E ovvio non parlo solo di corsa. Ma di vita.

Ma chi corre col cuore e non solo con le gambe sa che la corsa è la miglior metafora della vita, perchè ne tiri fuori quello che ci hai messo dentro....