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sabato 27 agosto 2011

usiamo 19 muscoli, invece di 66...

"Ricerche dimostrano che il sorriso sulla tua faccia
è direttamente proporzionale
alla distanza dagli spazi domestici
e inversamente proporzionale
 alla quantità di vestiti che indossi."


Quindi se la ricerca non mi inganna oggi dovrei indossare un microbikini e partire per la Polinesia e chissà che risate mi farei...ma sarà del tutto vero? C'è sempre il rischio di essere l'eccezione che conferma la regola....e quindi di ritrovarsi a migliaia di km da casa con lo stesso malessere con cui si è partiti.  Io sono più per la teoria pù lontano scappi dai tuoi peccati, dai tuoi problemi, dalle tue paure, più sarai esausto quando ti raggiungeranno. E ti raggiungono, sempre. Non importa quanto tu sia grande o navigato, li puoi allontanare per un po', persino dimenticarli, ma alla fine tornano a galla, a volte persino più grandi di prima.
Non si finisce mai di imparare, ma certe cose le ho imparate bene...forse da poco tempo...ma non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ci ferirà e bisgnerà perdonarla.
Che ci vuole tanto tempo per costruire la fiducia e un attimo per distruggerla.  Che per assurdo ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrartelo o che solo perchè quno nn ci ama come vorremmo, questo non vuol dire che nn ci ama con tutto se stesso...
Ma soprattutto sono 2 le cose che ho imparato meglio: che non importa quanto sei a pezzi, il mondo non aspetta che tu rincolli i cocci ...e non è affatto vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, col cavolo se ci tieni a una cosa o a una persona lo sai bene quanto vale per te, casomani non sappiamo cosa ci è mancato prima che questo entri nella nostra vita....
e da ieri ho imparato che per piangere servono 66 muscoli, per ridere solo 19, eppure  è più facile la prima soluzione molto spesso, forse x' quei muscoli sono + allenati....e allora bisognerebbe imparare a fare economia e a usarne 47 di meno...non solo usarli, ma usarli bene, anche senza andare a km di distanza da casa...

venerdì 26 agosto 2011

A ognuno il suo sogno...

 quando vedete qualcuno/a che fa il matto/a per strada...
consiglitegli/le di farsi una sana scopata...
 almeno le impennate a letto non fanno male a nessuno

Oggi cazzeggiando in un forum di motociclisti, ho letto questo commento...che ovviamente mi ha fatto sorridere e mi è piaciuto, e mi ha fatto pure pensare! Perchè in effetti ne vediamo tanti che siano in moto, in auto o anche con altri mezzi, che seguendo una passione rischiano troppo. La domanda da cui parte tutta la discsusione era questa si può morire per un sogno? Ovvio non si dovrebbe morire per un sogno, sarebbe ancora più bello non morire mai...ma forse andarsene inseguendo o vivendo il proprio sogno è il modo migliore. Chi lo sa? Di sicuro sarebbe meglio evitare comportamenti incoscienti, al limite...ma poi ogni tanto ti fermi a riflettere che la vita va vissuta a modo proprio, perchè c'è quello che se ne va stando seduto in casa e quello che vive come un pazzo, affronta sfide e si ritrova a 80 anni a raccontare le sue peripezie ai nipoti....credo che alla fine tutto quello che accade, nel bene e nel male, succede perchè è così deve andare. Bisogna vivere facendo quello che riteniamo più giusto, nei limiti e nel rispetto della vita e degli altri, ricordandoci che nn sempre abbiamo una seconda possibilità e spt non tutti siamo così fortunati da avere un'altra occasione, sono pochi quelli che sbagliano e hanno la fortuna di rifarsi....e ricordiamoci che anche la fortuna a volte va aiutata!

giovedì 25 agosto 2011

Tra palco e realtà....

Sei un miracolo
mi dai il coraggio per stare dove sto
sul ciglio di un equilibrio che non ho
questo sono io, ma con te c'è la farò.
Sono ancora qui
per dirti cosa per dirti scusami
ma comprendimi
siamo sempre noi
sospesi ognuno sul proprio oceano
quando è gelido
ma adesso è presto se tu te ne vai
Daniele Groff
 

Non sono una fan di Vasco e non lo sono mai stata, diciamo che mi è del tutto indifferente, ma leggere sul giornale che è "depresso" mi fa effetto...Ha tutto, ha avuto la sua "vita spericolata" e ora si dichiara depresso... oggi come oggi ti aspetti che il "male oscuro" colpisca altre categorie, chi non ha tempo per essere depressa, chi deve pensare a come arrivare a fine mese, chi è precario nel lavoro e nella vita, insomma altri. Eppure se ti fermi a pensare non è che uno perchè ha i soldi o il successo nn può essere depresso e solo. Sono pochi quelli (come canta il Liga) che non hanno mai avuto nemmeno un dubbio,  mai... sono tante le persone che invece si sentono perse, ogni tanto in bilico, su un equilibrio precario. A volte li accusiamo di essere deboli, di arrendersi troppo facilmente alle difficoltà; ad altri invece  addirittura viene detto che fingono un disagio per non assumersi le responasibilità che la vita ti pone davanti.  Infine c'è chi risolve tutto dando la colpa a un banale squilibrio chimico da affrontare con le stesse armi chimiche, cioè farmaci....o forse prima di arrivare alla  perdita di interesse nelle cose, nelle persone, in quello che ci circonda dovremmo sempre sforzarci di mantenere vive le nostre passioni o di cercarne altre quando quelle che abbiamo non ci bastano più.....

martedì 16 agosto 2011

Spieghiamo agli uomini a cosa serve il clacson...

"...amada mia che sei stata mia
du du du du du du du du
questo e' un clacson qui si segue
una donna
du du du du du du du du
questo e' un clacson clacson da
sarabanda
ehi che bel tipo sei
che romanzante meraviglia
ah che bel tipo sei..."
Paolo Conte

 


In un qualsiasi paese civilizzato l'uso del clacson è disciplinato dal codice della strada che ne vieta l'abuso...ma l'Italia non è un Paese civilizzato già da molto tempo!
Ora, che secondo l'uomo la donna abbia problemi con la macchina ormai è una costante....ma è pure appurato che l'uomo abbia un grosso problema col clacson! Poi quando lo fai notare agli amici loro dicono che solo i cafoni e i tamarri suonano....beh vorrà dire che la maggior parte in giro appartiene a queste categorie.
Certo sono in tanti che non hanno capito la funzione "nascosta" per cui è stato inventato a inizio Novecento, alcuni probabilmente pensano che serva per rallegrare i matrimoni o i motoraduni, altri per avvisare che sei sotto casa ad aspettare...quindi scendi!, altri per riempire il vuoto in mezzo al volante.....a quno viene in mente che forse, serve x segnalare un pericolo?
Perchè non mi puoi suonare il clacson alle 7 della mattina, mentre io corro con la mia musica nelle orecchie, mentre penso "forse sto finendo sotto una macchina???"....e invece no: è solo un "apprezzamento". Certo se poi è da 10 km che corri, sei sudata fradicia e diciamo non profumi di rosa...ti senti presa proprio per i fondelli!

mercoledì 10 agosto 2011

"Stella, mia bella stella, desidero che…"

“È caduta una stella tutto si avvererà
la coperta è gelata è l’estate che va …
ma è caduta una stella e tutto si avvererà
con le dita provo a toccare tutti i sogni che fai ”
L. Carboni




Post decisamente scontato per questo giorno... ma un po' di sana romanticheria non guasta ogni tanto. Eh, già stasera tutti col naso all'insù, complice il bel tempo, alla ricerca di qualche stella cadente a cui affidare uno o + desideri... in Romagna si abbina alla ricerca delle Perseidi anche l'immersione in mare per 7 volte, per purificarsi e attirare a sè fortuna e felicità. Evidentemente non sono in Romagna, ma in quel di Bergamo...quindi potrei optare per il parco della Trucca, immergermi nel laghetto per 7 volte e attendere la mia buona stella....
Non sempre i desideri espressi in questa notte si avverano, un po' perchè alcuni sono davvero complessi, un po' come i buoni propositi di inizio anno...vedi il mio post...ad esempio nei mei ho evitato di mettere Clive Owen o Batman, perchè in tal caso dovrebbe cadere un meteorite enorme e non sarei cmq più qui a godermi il desiderio esaudito! Quindi optiamo per cose più facili e realizzabili, per esempio imparare a chiuudere le curve strette in moto: o forse anche questo è troppo!
Ma quello che conta è che più o meno tutti stasera e nei giorni a seguire, perchè il culmine del passaggio non è ma il 10 esatto, alziamo la testa speranzosi... almeno per un paio di ore torniamo un po' bambini, ci concentriamo solo sulle cose belle che vorremo avere con noi, certo quelli venali ci sono sempre, ma la maggior parte che cerca la sua stella lo fa con un buon proposito in fondo al cuore.... perchè alla fine ogni desiderio, possibile o irrealizzabile che sia, è una forma di energia, una speranza e più energia ci metti nell'esprimerlo, nel crederci forse prima o poi arriverà. Perchè "coloro che reprimono il desiderio, lo fanno perchè il loro desiderio è abbastanza debole da essere represso."  Quindi largo ai desideri....quelli veri...che nessun può reprimere...

venerdì 5 agosto 2011

L'abito non fa il monaco...

L'abito non fa il monaco.



Stamattina mi sono imbattuta in un articolo: "La moda non ha età. O forse sì."
Il tutto parte da un sondaggio inglese, su quale sia l'età più consona per indossare abiti succinti, tipo minigonne, shorts o bikini striminziti. Hanno interpellato solo donne, e noi donne sappiamo essere spietate soprattutto con(tro) le nostre simili!  Le inglesi sono state terribili, infatti secondo loro spente le 35 candeline si eliminano shorts e mini dall'armadio...bene mi mancano solo 4 anni....ma per fortuna non abito a Londra!
Scherzi a parte, uno è quello che è a prescindere da quello che indossa! Anche perchè come si dice l'abito non fa il monaco, l'apparenza in genere non corrisponde alla realtà, quindi bisogna essere cauti nel giudicare gli altri. Alla fine credo che il buongusto paghi sempre, a 20 come a 50 anni. Il rispetto di sè, del proprio corpo, un po' di amor proprio e perchè no anche il rispetto nei confronti degli altri, ecco cosa non passa mai di moda. A volte bisogna essere severe non solo con le altre, ma anche con se stesse. Severe e sincere. Il problema non è l'età o lo specchio, il problema è non cadere nel ridicolo! Molto spesso donne o uomini nn si rassegnano al tempo che passa  e fanno di tutto per sembrare più giovani.  Accettare il tempo che passa fa parte della crescita di una persona, e prima lo si fa e prima si vive sereni! Imparando che ogni periodo ha i suoi pro e i suoi contro, ma in ogni caso vanno assaporati e gustati pienamente, per non pentirsi dopo, e dopo è sempre troppo tardi per tornare indietro, neanche una minigonna può fare miracoli anche se hai il fisico, perchè è il tempo quello che conta....

giovedì 4 agosto 2011

the importance of being earnest...

Esperienza è il nome che ciascuno dà ai propri errori.
Oscar Wilde



Cosa è il nome? Perchè quno di noi tende a dare un nome proprio o un soprannome agli oggetti più cari?

Che cosa c'è in un nome? quel che noi chiamiamo col nome di rosa, anche se lo chiamassimo d'un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo, diceva Shakespeare.
Eppure lo facciamo lo stesso, almeno io, perchè? trovare un nome adatto per un oggetto non è solo un lavoro di fantasia, perchè con un nome vero, la Cosa prende un'identità nuova, più vera, ma soprattutto unica, che la rende diversa dalle altre. Creo con lei un legame indissolubile, la "addomestico" come la rosa del Piccolo Principe, e sarà sempre mia. E' un modo per iniziare un nuovo "cammino", con una nuova compagna di viaggio, nella quale riponi nuove aspettative, desideri e progetti.
Dicono che si danno i nomi alle cose anche per nn averne paura, soprattutto quando si parla di bambini. Conoscere aiuta a non avere paura. Bene allora ho la sindrome di Peter Pan....perchè ho dato il nome alla moto...forse così nn ne avrò paura! non che io ne abbia tanta, almeno da passeggera non ne ho mai avuta, ma ora che la prospettiva cambia, qualche dubbio si insinua! E allora ieri quno mi ha detto in moto non puoi aver paura.....perfetto...una cosa che non si conosce può far paura, ma anche attrarre come una calamita...