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sabato 25 giugno 2011

Come te, nessuna mai....

"Un gatto affettuoso è il miglior rimedio contro la depressione."
Proverbio giapponese


...e tu lo eri


Già una volta avevo dedicato una pagina del mio blog al gatto. Si sa che adoro gli animali, senza esserne schiava. Non sono di quelli che dice al proprio animale vieni dalla mamma o li fa mangiare al tavolo assolutamente no, ma questo non vuol dire che non voglio loro un bene enorme. Una persona molto cara qualche giorno mi ha detto che io con loro parlo, creo un legame particolare e forte....come con la mia Coco. Con lei è stato tutto diverso sin dall'inizio, una sfida sin dall'inzio. 180 grammi di randagio, più infezioni che pelo, tutti i veterinari che dicevano di "buttarla via".....e io? Armata di buona volontà e penicillina l'ho tenuta con me....sveglia che suonava di notte x allattarla con la siringa e farle le punture di anitbiotico con un ago che era + grande di lei...e lei, la vera guerriera di casa ce l'ha fatta...vedeva il mondo a modo suo con un occhio solo e malandato. Ma aveva lo sguardo + dolce e comunicativo di tutto il mondo... Lei che sfidava la gravità con i suoi voli, le sue camminate sul cornicione del terrazzo, le sue scappatelle sul tetto....lei che sembrava al di sopra di ogni rischio dopo quello che aveva superato...e invece no.
Dicono che i cani ti insegnano ad amare, i gatti a vivere. Penso proprio di sì, almeno lei è stata un'ottima maestra. E' lei la vera guerriera che ho incontrato, piccola, agli occhi di tutti indifesa, ma per me forte, orgogliosa e indipendente. Fatta a modo suo, come me. Per tutti i luoghi comuni il gatto si affeziona alla casa e non al padrone...beh, lei era la gattina gitana, al lago, al mare, in città qualsiasi casa per lei era la sua casa, purchè io fossi con lei. Perchè è facile conquistare l'amicizia di un gatto, ma ci riesci se mostri di meritarne l' onore, non sarà mai il vostro schiavo ma il tuo alleato. E lei era la mia alleata, in simbiosi con me. Arriva qualche secondo prima della sveglia con le sue leccate e fusa, ma mai la domenica e il lunedì di riposo! Tutte le sere davanti la porta ad aspettarmi al ritorno dal lavoro, le coccole che lei faceva a me quando piangevo...e ora che ho voglia di piangere lei non c'è più...grande e vaccinata, ormai ho 31 anni non sono una bambina, ma davanti a certe cose, soprattutto se improvvise si torna tutti bambini....ovvio per tutti era solo un gatto.....lo so, non era tutto per me, ma era tanto. Perchè di una cosa sono sicura: un gatto non vuole che tutto il mondo lo ami, solo quelli che lui ha scelto di amare. E io vedrò bene di fare lo stesso...

venerdì 24 giugno 2011

Troppo buoni....

Mi hanno insegnato che bisogna sempre buona,disponibile e gentile....ma a volte mi chiedo sono buona, o fessa?

Il confine fra bontà e ingenuità credo sia davvero molto, molto sottile, tanto che la maggior parte delle volte non mi accorgo neanche di averlo scavalcato. Il guaio è che non te ne accorgi quando lo fai, ma sempre troppo tardi. Un conto è essere generosi perchè vuoi farlo e la cosa fa star bene anche te, ma quando dici sì per fare un favore agli altri, o semplicemente perchè non riesci a dire no e le conseguenze sono: mal di stomaco, incazzatura, stressata e soprattutto ti senti fessa...allora forse non sei buona, sei proprio pirla...basta con i piedi in testa, bisogna mettere al primo posto i propri bisogni, ovviamente sempre nel rispetto degli altri, ma mettere dei paletti per non farsi stravolgere dalle esigenze altrui...bisogna prima essere buoni e generosi con se stessi, e poi con gli altri. Non si deve essere buoni, bisogna scegliere di esserlo...e soprattutto scegliere con chi esserlo, perchè non è  sbagliato essere troppo buoni, la cosa sbagliata è esserlo con alcune persone!

mercoledì 22 giugno 2011

Siamo tutti un po' piuma....

...quel giorno, senza una ragione particolare, ho deciso di correre un pò. Così sono arrivato in fondo alla strada. Ma quando sono arrivato, ho pensato che forse potevo andare sino alla fine della città e, quando ci sono arrivato, ho sentito che avrei potuto arrivare alla fine della contea. Ma lì ho pensato: se sono arrivato fin qua, perché non attraversare tutto il nostro grande stato? Ed è quello che ho fatto. L’ho attraversato tutto. Senza un motivo preciso, sono arrivato sino all’oceano. A quel punto mi sono detto: perché non tornare indietro? Sono arrivato all’altro oceano, ed ho pensato che potevo anche girarmi e continuare a correre. Molta gente mi ha detto che questo ha dato loro ispirazione; io però non so perché corro, so solo che mi piace e basta. Forse ognuno di noi ha un destino, oppure semplicemente siamo tutti trasportati casualmente dal vento come una piuma. Eppure, io credo, potrebbero essere vere entrambe le cose.
F. Gump

Continuare, sempre. Andare avanti a testa alta, anche se non vinci. Non importa essere la guida di qualcuno, l'ispirazione di qualcunaltro....l'importante è farlo per se stessi, anche quando gli altri nn lo capiscono. Anche quando non lo capisci nemmeno tu. Anche quando sei stanco, demoralizzato, devi ritrovare dentro di te la tua essenza, cercare i tuoi progetti e i tuoi obiettivi, anche quando pensi di non averne più, ci sei cmq tu, il tuo orgoglio e il tuo onore. Chissà se davvero ognuno di noi ha un solo destino, forse abbiamo un numero limitato di possibilità fra le quali scegliere; io credo più a un bivio che a un destino, sono più dell'idea che il Caso non sia casuale. Fa quello che non gli viene impedito. Quindi un po' piuma lo siamo tutti, chi più chi meno, o in alcuni momenti lo siamo più che in altri momenti...ogni scelta che facciamo è irripetibile, perché la vita stessa è irripetibile.
Confucio dice che non esiste una strada verso la felicità. La felicità è la strada....forse è per quello che corro.

giovedì 16 giugno 2011

Ogni cosa ha il suo Tempo....

Dopo la teoria del pesce illuminato, oggi altra riflessione sui pesci...oggi ho scoperto che Yin e Yang in realtà sono detti "i due pesci Yin e Yang": 陰陽魚.

E' proprio vero, tutto alla fine torna....si inizia con un pesce e si finisce ancora lì. Perché sono due metà uguali con la maggior concentrazione al centro e sul rispettivo lato, quando lo Yang raggiunge il suo massimo apice inizia inevitabilmente lo Yin. Un chiaro esempio è il giorno e la notte: quando il buio più totale è arrivato inizia la sua discesa e lo Yang inizia la sua ascesa. Il concetto è molto, molto ampio e io nn ho le conoscenze per mettermi a parlare in modo appropriato dell'argomento, ma di sicuro descrive bene l'ambiguità che c'è dentro ognuno di noi. Un po' come già detto nel cigno bianco e nel cigno nero, esistono entrambi dentro di noi, chi è più bravo riesce a gestirli entrambi o qualcuno ne fa prevalere uno solo... o chi nn si decide e vive in eterno conflitto con se stesso, senza mai trovare la mezza misura.  Nessuno può essere completamente yin o completamente yang, poichè hanno radice uno nell'altro: sono interdipendenti.  Per esempio, ogni uomo ha dentro di sé un parte femminile e dolce così come una donna una parte maschile come  il giorno non può esistere senza la notte. Sono complementari, diminuiscono e crescono: sono costantemente mantenuti in equilibrio o per me è meglio dire sono alla continua ricerca di un equilibrio. Il problema vero è l'impazienza, il saper attendere è una dote rara, ma a volte bisogna saper attendere per trovare il proprio equilibrio. Per tutto c'è il suo tempo, c'è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo. Ma troppo spesso ce ne dimentichiamo, siamo limitati e non sappiamo vedere oltre il nostro naso. Perchè ci fissiamo, vogliamo che le cose vadano come vogliamo noi, ma nn ci rendiamo conto che porterebbero problemi che ora non possiamo vedere. Bisogna fidarsi del tempo e delle circostanze, il  resto verrà quando sarà il Suo momento. E forse capiremo  che era meglio così, che sarebbe stato peggio se avessimo avuto quello che volevamo prima del suo tempo....

mercoledì 15 giugno 2011

Chi dice donna, dice danno......

Chi dice donna dice danno.....


ma è vero che chi dice donna dice DANNO, perché  le donne danno la vita, danno la speranza, danno il coraggio, danno il conforto, danno tutte se stesse per amore... eppure tutti i proverbi o modi di dire con la donna sono sempre negativi. Chi dice donna al volante, pericolo costante , Fragilità il tuo nome è donna, La donna è mobile persino nel Rigoletto e via dicendo, per non cadare in modi di dire più superficiali o meno "lusinghieri"... eppure dopo anni, battaglie, movimenti siamo ancora con questi discorsi patetici sulla parità dei sessi. Eppure complice facebook, ogni giorno ti ritrovi in bacheca qualche citazione di altri, alcune belle altre banali...e oggi mi sono ritrovata questa sulla donna e il danno....bella, ma ovvia....ma noi donne diamo anche problemi nn dimentichiamocelo! Con i nostri sbalzi d'umore, i nostri ormoni un po' impazziti nn siamo facili da gestire, nè da controllare....nè da prevedere soprattutto! Non ci va mai bene niente....ci affanniamo dietro 1000 cose pretendo di farle tutte perfettamente, nn deleghiamo o chiediamo aiuto quasi mai, eppure pretendiamo che gli altri ci capiscano e ci aiutino....ma poi nn vogliamo l'aiuto di nessuno....siamo proprio contorte! Ci affaniamo comunque, con la consapevolezza che tanto i conti nn tornano mai.....ma alla fine la parità dei sessi esiste, almeno nei proverbi x' se li ribaltiamo alla fine nn cambiano molto....es uomo al volante pericolo costante.....le 2 volte che mi hanno tamponata erano 2 uomini....Fragilità il tuo nome è uomo, vorrei ricordare come è un uomo con 37,2 di febbre.....e tutti questi sarebbero con la donna,..... ma anche così nn suonano male....Gli uomini hanno i capelli lunghi ed il giudizio corto. Gli uomini sono al mondo per farci dannare l'anima. Chi corre dietro agli uomini cerca guai con la lanterna. Gli uomini con una mano ti accarezzano, con l'altra contano...perchè alla fine una cosa è certa gli uomini vengono da Marte, e le donne da Venere e qualche volta non parlaimo la stessa lingua!

domenica 12 giugno 2011

Non mi fermo allo stop...

Cosa fare quando ti dicono di nn fare una cosa, ma tu quella cosa la vuoi fare a tutti i costi? Quando quella cosa ti fa stare bene in un  modo, ma ti dicono di nn farla x' in questo momento nn ti fa bene in un altro...ma tu quella cosa la vuoi fare? Quando sei così vicino al tuo obiettivo, ancora nn lo senti ma inizi a vederlo e ti dicono di aspettare un po'....ma come si fa? E infatti nn l'ho fatto...chiunque può identificarsi in questa circostanza, ma io nel mio caso parlo della corsa. Quando sei così soddisfatta di te, dei tuoi sforzi e vai, inizi a correre e ti rendi conto di stare bene, di essere ben 30 secondi in meno al km e senti che puoi fare ancora di meglio e quando sei li per provarci...succede il patatrac! I tuoi tendini, che ti avevano avvisato, ti abbandonano! E tu crolli a terra...in quel momento hai voglia di piangere x il male cane e x la delusione, poi passati quei secondi di sconforto, in cui vorresti chiamare quno x farti consolare e soprattutto x farti venire a prendendere, ti assale la rabbia, e una forza che forse nn pensavi di avere ti travolge. Pensi a quanto hai fatto per arrivare li, a cosa significa tutto quello x te, e allora ti alzi, giri i tacchi e ti avvi verso casa da sola. Ok, nn corri, nemmeno cammini perchè zoppichi, ma lo fai a testa alta! Sapendo che sì ti fermi per un po', ma pensi già a quando riprenderai, alle cose da fare...perchè una passione nn ti delude mai. Forse ti vuole solo mettere alla prova, per capire quanto tieni a lei... Perche’ non importa quanto una passione ci faccia male… A volte smettere e’ ancora piu’ doloroso...

sabato 11 giugno 2011

...e adesso ti racconto una bella storia?

Per migliorare c'è sempre tempo. E ancora oggi come a scuola scrivo senza fare la brutta copia, scrivo di getto senza rileggere, a volte pieno di errori di ortografia a volte veri strafalcioni, ma sono così: contradditoria! Forse perchè quando rileggo cancello tutto...e allora non rileggo di proposito. Anche se a volte bisognerebbe cancellare quello che si scrive, come a volte bisognerebbe contare prima di parlare.... Oggi non so bene di cosa scrivere, ma ho voglia di scrivere. Oggi è uno di quei giorni in cui hai voglia di qualcuno che ti dica: e adesso ti racconto una bella storia.

Solo che quel quno non c'è, così me ne sono andata in libreria in cerca di una bella storia...cosa forse saggia o forse no. Sta di fatto che sono uscita con 3 libri. "La donna di scorta", "L'ultimo giorno felice" e "La 21° donna"...ora se fra i tre libri c'è una relazione non lo so ancora. So che i libri mi scelgono, difficilmente entro con un titolo in mano, comincio a guardarli, a curiosare fra i titoli....e loro mi chiamano. E oggi questi 3 mi hanno scelto. Dei 3 mi incuriosisce di + la 21° donna. Vuoi perchè 21 è il mio numero, mi piace al di là che sia il giorno della mia nascita, il numero storico di Bayliss, l'album di Adele che ascolto a ripetizione....insomma al di là di tutto il 21 è il mio numero. E qui una zingara dice che il 21 è il numero della donna. Ma quella del destino o ogni donna è la ventunesima? Boh, lo leggo e poi vi dirò...Di sicuro l'ordine sarà La 21° donna, La donna di scorta e L'ultimo giorno felice....messi in quest'ordine sembra quasi abbiano un senso logico, di sicuro fa ipotizzare una storia con un finale triste, ma non ero partita che voleva una bella storia? Si ma alla fine le storie più avvincenti sono quelle tormentate, che ti coinvolgono, un libro è vero quando ti scava e ti costringe a guardarti dentro in modo spietato.  Ti interroga sui desideri, su quello che cerchiamo e sui limiti degli orizzonti che ci siamo creati. Sulle mille possibilità degli incontri, sugli autobus perduti, e su quello che sarebbe potuto accadere se fossimo arrivati solo qualche istante dopo. O se non fossimo mai passati da quel marciapiede. Su quello che neanche noi sapevamo di volere fino a quando il destino ce lo ha presentato davanti.  Bisogna solo saperne godere, con la consapevolezza che finirà. Un vero libro nbon fa altro che descrivere quello che guardiamo tutti i giorni, ma che forse non vediamo: debolezze e desideri, paure e rinunce, bassezze e mediocrità con le quali prima o poi tutti dobbiamo fare i conti. Che fanno male, sempre, ma che forse noi adulti  siamo già in grado di curare, cinicamente come forse l'esperienza ci ha insegnato o sta provando a farlo...

martedì 7 giugno 2011

Big Kahuna. Il monologo

Oggi alla radio ho riascoltato il discorso che Danny de Vito fa nel film Big Kahuna, una serie
di consigli, a volte banali a volte no. Ma spesso anche le cose più banali e ovvie finiscono nel dimenticatoio delle nostre teste e finiamo col fare le cose più complicate. A volte però dare
 consigli è impossibile, come alle volte è anche difficile accettare i consigli che gli altri ci
danno.
E' difficile mettersi nei panni degli altri e pensare "io cosa farei al suo posto? io cosa
avrei fatto? io come avrei reagito?" Sono domande a cui nn si può rispondere, perchè
nn puoi mai sapere come reagiresti a una cosa prima di esserne travolto! Tutto in quei
momenti cambia, i tuoi riferimenti si perdono e tu non sei più la stessa persona , quindi inutile provare a mettersi nei panni degli altri per dispensare consigli. Per questo bisogna essere
cauti a dare consigli, ma anche ad accettarli. Dare consigli è una forma di nostalgia, perchè andiamo a ripescare nel nostro passato, un modo per ripulirlo, per passare una mano di
vernice sulle parti più brutte, nella speranza che qualcunaltro non faccia gli stessi errori...
Ma questi più che consigli sono semplici "regole" di vita, o meglio accortezze più regole,
 piccole attenzioni che forse ci farebbero vivere meglio.....
Non le ho messe tutte, solo quelle che sentivo più mie o che in questo momento mi hanno semplicemente colpito di più, poi ognuno sceglie le sue di "regole"...anche se si sa le regole
sono fatte per non essere rispettate....


"Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.

Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.

Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.

Lavati i denti.

Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

Prendi molto calcio.

Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.

Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.

Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.

Ma accetta il consiglio... per questa volta.

domenica 5 giugno 2011

La teoria del pesce illuminato: perdersi x ritrovarsi....

Le pause in questo mio blog si stanno allungando...ma a me i silenzi servono per raccogliermi, non sempre l'esito è positivo, ma almeno uno ci prova. Stamattina dopo la mia corsa insoddisfatta e interrotta dalla pioggia mi sono data alla lettura...e mi sono ritrovata a leggere la teoria del pesce illuminato...per farla breve è così:


"Ognuno di noi è come un pesce che ha sempre vissuto nell'oceano: gli è impossibile conoscere l'oceano. Per coloro che ne sono fuori è ovvio, ma non è così evidente per il pesce: ci è nato, ne fa parte. Per conoscere l'oceano occorre una minima distanza, una piccola separazione.
Se invece tiri fuori quel pesce dall'acqua,lo scaraventi sulla riva, sulla sabbia ardente, proverà un dolore e una sofferenza estremi: proprio in quella sofferenza, per la prima volta, il pesce saprà di aver vissuto nell'oceano. E per la prima volta proverà una sete infinita, un desiderio ardente di tornarci; e per la prima volta farà ogni sforzo possibile per tornarci.
E se mai riuscirà a tornare nell'oceano, proverà una gioia immensa. Da sempre ha vissuto immerso nell'oceano, senza mai provare alcuna gioia. Ma adesso la gioia sarà immensa. D'ora in poi, ogni istante sarà un'estasi. Eppure si tratta dello stesso vecchio oceano nel quale quel pesce era nato: qual è la differenza? Cos'è accaduto? E' affiorata una nuova consapevolezza...il pesce è illuminato."

Alla fine è vero bisogna perdersi un po', per poi ritrovare se stessi. L'importante, in questo gioco pericoloso di ombre, è non smarrirsi definitivamente, come purtroppo spesso accade. Ogni giorno la vita ti mette a dura prova in una competizione in cui a volte combatti o almeno provi a difenderti, a volte invece non provi neanche e cedi. Lo stesso accade con chi hai al tuo fianco, quelli che durano alla fine è perchè  "riscoprono continuamente la loro incolmabile diversità", lo accettano e soprattutto ci convivono. Come dice Alberoni "l'amore che dura è un continuo perdersi e un meraviglioso ritrovarsi nuovi".