ON INSTAGRAM

domenica 12 aprile 2020

#PasquaSolidale


Per alcuni è normale prodigarsi per gli altri, per alcuni è naturale comportarsi come prima o peggio di prima.
Accolgo l'invito di @Ro Rando a sostegno degli #Alpini con il progetto #PasquaSolidale #BerghemMolaMia.


E' più di un mese che le nostre vite sono cambiate o meglio mutate nelle abitudini. Per capire se sono realmente cambiate bisognerà aspettare che torni la normalità, anche se non sarà mai più la normalità. Sembra un paradosso, sembra un film. Nessuno un mese fa avrebbe immaginato tutto questo. Nessuno, ma ci siamo dentro. E spetta solo a noi, a tutti noi fare qualcosa. Se non possiamo essere in primalinea, come in guerra si sostiene chi lo è veramente e combatte per tutti. E come in guerra si riscopre la solidarietà. E' una "guerra", ma fortunatamente non abbiamo la "tessera", non siamo sottoposti a razionamento: non ci spettano 200 gr di pane al giorno o 80gr di carne la settimana o 1 uovo ogni 15 giorni... o almeno la maggior parte di noi, seppur con grandi difficoltà riesce ancora a farcela. Chi ce la fa allora ritrovi dentro di sè il significato e il valore della solidarietà. Essere gentili non è un dovere, ma è un gesto piacevole. Se non appartenete al gruppo per cui è naturale prodigarsi, se non avete lo spirito da crocerossina o del buon Samaritano fatelo comunque per voi. Sì perchè negli ultimi anni gli studi sull'altruismo hanno dimostrato che il sistema che trasporta la dopamina alle aree del cervello associate alla gratificazione si attiva quando facciamo una donazione per beneficenza nello stesso modo in cui si attiva quandi siamo noi a ricevere del denaro. Ci illuminiamo grazie alla gioia del dare. Dare non deve essere sempre denaro, a volte può essere un piccolo gesto, un sorriso, un come stai, un tenere una porta aperta o sollevare una borsa della spesa troppo pesante. Non siamo in guerra, siamo in crisi: ognuno vive la sua, ma questo non ci impedisce di vivere con quella degli altri. Di condividerla. Una volta suonavano gli allarmi e la gente andava a nascondersi. Oggi è il "nemico" che si nasconde e noi suoniamo l'allarme quando ormai è tardi. Non abbamo rifugi se non essere responsabili e coscienti, seguire e rispettare le regole. Ci vengono dati dei limiti a nessuno piacciono i limiti, a nessuno piace fare rinunce. E allora proviamo a convogliare tutti gli slanci che abbiamo verso qualcosa di proibito in questo momento verso qualcosa o qualcuno che ne ha più bisogno. Riempiamo questi vuoti in un altro modo, non lasciamo che siano "vuoti a perdere". Siamo sulla stessa barca questa volta, per davvero. E se ancora non sentite lo slancio solidale fate qualcosa di buono per il mero istinto di sopravvivenza: mettiamola sul piano bniologico, un comportamenteo che aiuta la vostra specie a sopravvivevre. E speriamo che un domani questa specie possa riscoprire o scoprire davvero qualcosa.
Qui il regolamento:
CORRI O CAMMINA CON NOI DEL PAPA PER FAR RINASCERE BERGAMO SOSTENENDO GLI ALPINI
È tempo di sfide su tutti i fronti, accetti la mia?
Sarà una Pasqua diversa da tutte quelle vissute nella nostra vita, vorremmo darle quindi un senso solidale con la speranza di una Rinascita il più velocemente possibile.
In cosa consiste la sfida? Ecco il regolamento:
- Da venerdì Santo a Pasquetta ti dovrai impegnare per trovare un po’ di tempo per correre o camminare (in un’unica volta) almeno 5 km. Il tutto nel massimo rispetto delle direttive ministeriali che sono molto chiare in merito alla pratica del running. Se i questo periodo ti puoi solo “allenare” sulle scale di case, consideriamo valida un’attività continuativa di almeno mezz’ora
- Creare un pettorale personale, il pettorale deve assolutamente riportare le seguenti diciture:
o PASQUA SOLIDALE
o BERGHEM MOLA MIA
o NOME
o NUMERO
Sbizzarritevi dunque nel prepararlo coinvolgendo se possibile figli, nipoti o piccoli amici
- Raggiunto il “risultato sportivo” fare fotografia che attesti la cosa (se non avete orologi GPS ci fidiamo della foto di fine corsa/camminata), fotografia vostra, fotografia del vs pettorale e pubblicatela sul vs profilo FB
- Ora arriva la parte solidale, una volta completata la prova fare bonifico (offerta libera e soggettiva) al seguente cc con causale : PASQUA SOLIDALE CON GLI AMICI DEL PAPA
o Gruppo Alpini Capriate Crespi
o Via Salvi, 8
o 24042 Capriate San Gervasio (BG)
o CF/PI 91040810169

sabato 28 marzo 2020

Coraggio. Corage. Cor.





Oggi a pranzo abbiamo stappato una bottiglia di Passerina di Ciù Ciù, una bottiglia per noi un po' speciale, che avevamo deciso di tenere per un'occasione speciale. Ma oggi è una giorno speciale.

Stamattina Ester ha avuto una bella idea così siamo andati al mare. (vedi foto, non abbiamo trasgredito nessun decreto)
Inoltre ho approfittato del bellissimo sole per stendere i panni in giardino e su 6 coppie di calzini finite in lavatrice 5 avevano il loro legittimo compagno. Il 6° paio comunque era un fantasmino, quindi non un vero calzino, quindi direi 5 su 5: un valido motivo per festeggiare.
A pranzo ho fatto una frittata con gli spinaci che pareva disegnata da Giotto. Altro motivo per festeggiare.
Ho voluto fare una crostata dopo pranzo e Ester ha deciso di aiutarmi. La situazione poteva sembrare  sfuggita di mano, ma ne sono usciti dei biscotti d'avanguardia decisamente buoni!
Potrei continuare ad elencare i motivi per cui oggi è una bella giornata.

Con Ester a fine giornata, o meglio prima di addormentarci, ho rispolverato il gioco delle 3 cose belle accadute nell'arco della giornata. Le prime volte ci impiegavamo un po' a carburare, tentennando un po'. Poi ci sono volte come oggi che partiamo in tromba e 3 sono troppo poche...

Abbiamo perso la cognizione del tempo, non si sa più che giorno sia, si ragiona a mattino, pomeriggio e sera eppure oggi Ester scrivendo il suo diario ha esordito con un "Però i giorni passano così in fretta..."
Ha ragione. 
I primi giorni sembravano lunghi,pesanti, quasi opprimenti. Ora la preoccupazione è una costante, ma i giorni si sono fatti un po' più scorrevoli, non voglio e non posso dire leggeri.

So per certo che saranno giorni indimenticabili. Per tutti.
Per noi, però, voglio siano indimenticabili perché speciali. Soprattutto per Ester.
Non ci capiterà mai più, in nessuna occasione, di passare così tanto tempo insieme noi 3. 
E' vero è un tempo forzato, obbligato, ma questo non vuol dire che per noi non possa essere anche bello. I primi giorni ci si concentrava solo sulle parole obbligo e dovere. Ora voglio pensare alle parole casa e insieme.

Non è una vacanza, lo so. E lo sa anche Ester, che giusto due giorni fa ha perso il suo riferimento a scuola per colpa di questo maledetto virus. E ha pianto, tanto, chiedendomi perché, perché!?!

Lo sappiamo che non è una vacanza, ma può essere comunque un tempo bello e costruttivo per noi che abbiamo la fortuna di stare in casa. E' un dovere che abbiamo anche verso chi sta lavorando e si sta sacrificando per noi. Non è consentito lamentarsi, non possiamo permettercelo se abbiamo la fortuna di stare con le persone a cui vogliamo bene e nelle nostre case.

Certo ho paura, e ho anche un mutuo. Come tanti ho paura per la nostra salute e il nostro lavoro che
non sappiamo quando, se e come riprenderà...ma ora è il tempo dell' hic et nunc: qui e ora.
Siamo vulnerabili, fragili, non ha senso pensare troppo in là perché la paura ci farebbe fare errori. Viviamo oggi con coraggio. Coraggio. Questa parola deriva dal francese corage, a sua volta derivante dal latino cor, cuore. E allora per avere più coraggio forse bisogna solo prendersi cura del proprio cuore.
Facciamolo. Qui e ora.
Rendiamo indimenticabili questi giorni per noi e per chi abbiamo la fortuna di avere vicino.

lunedì 23 marzo 2020

Hopper non c'entra



"Le Parche cantando vaticinavano
 le sorti degli uomini nascenti e de' morenti"



Risultato immagini per hopperRisultato immagini per parcheRisultato immagini per hopper

Fra le varie immagini social che ci bombardano in questi giorni mi ha colpito un'immagine la cui didascalia diceva siamo tutti dentro a un dipinto di Hopper
Inizialmente pensando ad alcune opere ho sorriso e pensato effettivamente, pensando a chi come me è a casa e non in prima linea. 
Effettivamente siamo tutti in attesa, sospesi come in quei dipinti. Però c'è una differenza, spesso in quei dipinti le persone sono vicine fisicamente, ma distanti emotivamente. Per noi è l'esatto contrario. Dobbiamo stare a distanza di sicurezza, ma empaticamente siamo vicini. 
O almeno dovremmo esserlo. Tutti. Con il prossimo.
O almeno mi piace pensarlo e immaginarlo.

Questa pandemia sta mettendo a dura prova la mia città e sta tirando fuori il meglio o il peggio delle persone.

Qualcuno ha riscoperto il piacere di comunicare veramente, di parlare e di ascoltare.
Qualcuno no: è scappato ancora più lontano.
Qualcuno si è addirittura approfittato della situazione. Ma il tempo rimette tutto al proprio posto, ogni re sul proprio trono e ogni pagliaccio nel proprio circo. 
(Non entro nella polemica.)

Questo uragano, quando sarà passato, potrà insegnare molto a chi lo vorrà o comunque mostrare a tutti che la strada giusta per ricominciare non sarà la più facile, ma la più dura. Come spesso accade nella vita.
Serve coraggio. Coraggio oltre la preoccupazione e la rabbia. 

Nei periodi difficili si va avanti a piccoli passi, con piccole gesti. Giorno per giorno, senza pensare troppo al futuro, nemmeno al domani. Concentriamoci sul momento. Puliamo la casa, cuciniamo, leggiamo, facciamoci belle, preoccupiamoci anche dei nostri vicini di casa. Abbiamo fatto un passo avanti. Consoliamoci e andiamo avanti, e senza accorgerci passeranno i giorni.
Sono giorni unici, nel vero senso della parola. Giorni in una città deserta, scanditi dal suono incessante delle ambulanze. E ogni volta una reminiscenza scolastica mi riporta questa immagine che tanto mi aveva colpita da ragazzina: le Parche. Soprattutto quella con le forbici pronta a tagliare il filo della vita di qualcuno. E' inquietante lo so, ricorda un film dell'orrore a volte, ma si impara a convivere con la paura, con la rabbia e la preoccupazione.
Ogni giorno ci si adatta e si cambia qualcosa dentro di noi se vogliamo adattarci meglio al cambiamento.
Mi auguro che il cambiamento di ognuno implichi più consapevolezza e soprattutto che nessuno rimanga come era.

domenica 6 ottobre 2019

#WeCanBeHeroJustForOneDay

6 ottobre. San Bruno. Il primo senza di te.


6 ottobre. Eroica. Un anno fa c'ero. Quest'anno no.



Quest'anno sarebbe stato abbastanza eroico anche solo indossare gli abiti da ciclista preparati ieri sera in fondo al letto e inforcare la bici e pedalare. Invece no. Anche oggi ho trovato una scusa  e ho preferito uscire con il cane. Il mio unico "sport" ultimamente.


E' un anno esatto che non uso la bici in maniera seria, ho fatto qualche uscita, ma la casalinga di Voghera farebbe più km di me per andare a fare la spesa molto probabilmente...

Zelda ormai è il mio sport estremo. E io so benissimo perchè. 


Un maremmano, un cane non facile, criticato da molti, ma senza conoscerlo fino a fondo. Persino mia mamma se ne lamenta "con tante razze docili, proprio questa dovevi prendere che già la conoscevamo..." già proprio questa che già la conoscevamo.

E oggi mentre io Zelda passeggiavamo ti ho pensato tanto. Oggi è il tuo onomastico papà, il primo che non festeggiamo insieme, anche se io i pasticcini li ho comprati comunque. Da noi si è sempre festeggiato qualsiasi cosa. Non tanto per il gusto di fare festa, la baldoria non è mai stato il nostro forte, ma per il gusto di ricordare qualcosa o qualcuno, perchè la memoria è sempre stato il nostro forte. Proprio quella memoria che alla fine ti ha tradito, invece.


Io oggi mentre passeggiavo con a fianco il mio guardiano bianco ho realizzato e ho messo nero su bianco nella mia testa perchè non tanto inconsciamente ho scelto proprio lei. Perchè nel momento in cui la portavo a casa con Ester, in quella macchina era come se ci fossi io bambina nel '93 quando tu orgoglioso mi hai portato a prendere Argo il nostro primo maremmano. A cui tu hai perdonato sempre tutto, il "leggere" il giornale prima di te, aver mangiato pedale e sella del tuo Garelli, aver trasformato il giardino in una landa desolata dove giocare a golf... ma di cui parlavi fiero quando raccontavi come facesse la guardia. Perchè anche Zelda è così. Crapona, indisciplinata, ma iperprotettiva con me. Con il suo gregge. Come un guardiano lei farebbe di tutto per proteggerci su questo ci metto una mano, anzi due.

Sarà psicoanalisi spiccia, da 4 soldi... ma io quando sono con lei mi sento protetta. Quel senso di protezione che ci davi anche tu. Non sto paragonando niente a nessuno. Non metto certo sullo stesso piano un genitore e un animale, ma quando scompare un papà grande o piccolo che tu sia, una parte di te più o meno grande, si rompe. E tu ti ritrovi scoperto, più fragile, più vulnerabile. E allora si cerca qualcosa per coprire quel buco, per non sentirti così indifesa. 

Si cerca di tornare dove si è stati bene. E io forse con quella palla di pelo bianco torno dove sono stata bene, dove mi sono sentita al sicuro.


Perché tutti si torna sempre dove si è stati bene.
E i posti a volte sono semplicemente persone.


Poi mi abituerò...

venerdì 20 settembre 2019

#GirlOnABike


Negli ultimi tempi in casa il pensiero protagonista è il trasloco. 
Una metà è stata fatta, abbiamo salutato la "vecchia" casa FEV e siamo ospiti dalla nonna, in attesa che si liberi la "nuova" casa FEV.
Fortunatamente non si parla solo di questo! Altri dibattiti e dubbi amletici prendono vita. Per esempio farò mai pace con i miei capelli, troverò un rossetto che diventerà il mio rossetto prima dei 40, che sport farà Ester?
Sembra che dovrò cercare ancora per il rossetto, non so se farò pace con i miei capelli, ma almeno uno sport per Ester pare lo abbiamo trovato!





Il nuoto, non ne abbia a male nessuno, lo sappiamo lo dicevano già ai miei tempi " è uno sport completo", ma vuoi che sia proprio perchè è così completo che a noi in famiglia proprio non ci va giù! E' troppo preciso, e a noi non piace proprio. Con Ester ci abbiamo provato, è andata per 3 anni, ha imparato il minimo sindacale e poi è andata a ripetizione dalle sirene come dice lei. A suo dire lo stile Sirena la salverà... 

Così in settimana, in attesa della prova del mini volley, ha provato la bici da corsa su strada.
Alla fine sono gli sport in cui crediamo di più io e il suo papà. 
La pallavolo come sport di gruppo, su questo il papà è tassativo :-) avendola praticata anche a livelli medio-alti  crede fortemente nel suo spirito di aggregazione, la condivisione, il gruppo anche per aiutarla a diminuire le ansie, le paure e i dubbi che anche in tenera età si possono avere. Far parte di una squadra insegna a supportarsi, a condividere gioie e insuccessi, a sostenersi.
Sulla bici, almeno per la prova ho insistito io, all'inzio credevo di esagerare, di portarla su questa strada perchè piace a me. Ero un po' scettica, vuoi anche perchè la prima prova si era rivelata un bagno di lacrime: bici in prova troppo alta e lei che non riesce. Credevo che il capitolo si chiudesse proprio all'incipit, invece no.
Ieri ha voluto riprovare. 
Un'ora prima era già sull'attenti con il mio casco blu Tiffany e quando le hanno fatto trovare una piccola Bianchi in pendant con il casco ho visto accendersi una saetta nei suoi occhi, quando poi ha visto il nastro del manubrio arancio fluo la saetta si è incendiata!
E' salita al volo e ha detto al maestro andiamo!
io sono stata a guardarla per un'ora girare come un criceto, sempre più veloce, sempre più sicura e sempre più leggera. In un'ora si è messa in tasca 14 km e un po' di acido lattico, ma  anche un'energia e un entusiasmo che mi hanno convinto che lo vuole fare perchè le piace e non perchè piace a me.
Tanto che stamattina mentre prendevo l'auto per portarla a scuola lei tirava fuori la bici, quella bici dal box. 
Il ciclismo è uno sport di resistenza e il fatto che Ester non abbia mollato dopo la prima tragica prova mi ha dimostrato che ha "resistito" non ha mollato. So che la resistenza che ti insegna la bici non è questa, ma in quel non mollare ci ho visto tanto. Come vedo tanto nella bici, ci vedo la possibilità di migliorare le capacità di equilibrio e combinazione motoria, per tutte e due, e visto che siamo un po' maldestre entrambe, invece che con la danza ci raffineremo sulle 2 ruote :-)
Sicuramente è un più pericoloso di altri, ma c'è anche da dire che Ester si è slogata il polso in casa e messo i punti dopo una caduta in sala... 
Io ho imparato ad amare la bici perchè più di altre attività ha migliorato la mia autostima e  io mi auguro regali stessa fiducia in se stessa anche a Ester. Che possa capire che solamente impegnandosi e applicandosi nel tempo si riesce a ottenere un miglioramento delle proprie capacità.

Non potrà farlo per tutta la stagione invernale, ma questo più che un difetto per noi è un vantaggio ci permetterà di dedicarci alla pallavolo se piacerà con lo stesso entusiasmo e di migliorare lo stile sulle piste da sci!

30 anni fa nessun si sarebbe preso la briga di farmi provare la bici da corsa, ai miei tempi il traguardo era togliere le rotelle e imparare ad andare in bici, punto. Il top negli anni '90 era la mountain bike... ma per girarci in città.
Io ho fatto anni di nuoto, odiandolo alla fine  mi hanno ritirata perchè pagavano per farmi tuffare o stare a bordo vasca a chiacchierare :-) idem dal corso di danza quando mi trovavano chiusa in bagno al buio alla fine della lezione. Peccato io mi ci chiudessi all'inizio.
Finalmente quando ho potuto dire la mia ho potuto giocare a pallavolo, noi cresciute a Mila e Shiro o Mimi, ma ormai iniziavo il liceo praticamente!

Ho scoperto tardi lo sport, è andata così, altri tempi. Forse con Ester esagero pure troppo: le faccio provare un po' di tutto, e sicuramente è un modo per compensare la mia curiosità in materia sportiva. Lei di sicuro si diverte, sperimenta, si mette in discussione e io spero possa trovare la sua dimensione, l'attività che le farà bene e soprattutto la farà stare bene.



sabato 14 settembre 2019

#BackToSchool

si torna a scuola. 2 elementare.



Considerando le ultime sere condite da " non voglio tornare a scuola, la scuola è noiosa..." temevo scene da strapparsi i capelli, invce i capelli sono stati ripetutamente spazzolati. Pettinati, spazzolati, lisciati, profumati e acconciati, più volte. Tutto da sola.
Devo farmi bella.
Scusa per chi?
Per il Tommi, mamma!
Tommi è il suo moroso. Dai tempi dell'asilo Tommi le ha promesso che la sposerà. Ogni anno glielo ha ripetuto e confermato. Dalla prima elementare, stessa scuola, ma sezioni diverse A e B. Il risultato non cambia. Tommi ha tante amichette come dice lui, ma tanto mi sposo la Ester ripete a tutte 
La cosa ci fa sorridere sempre, ma la costanza, la convinzione che ci mettono loro nel raccontarlo è spiazzante a volte. L'innocenza con cui danno valore a quella promessa mi stupisce ogni volta di più, perchè noi adulti nella nostra superficialità diamo per scontato che la cosa si affievolisca prima o poi, come un fuoco di paglia. Chissà è probabile che succederà, ma la loro "non semplice avventura" che si avvia verso il 5 anno intanto ci commuove e ci scalda il cuore.
Ieri sera Ester giocava con il vecchio telefono della nonna, ovviamente senza sim, ma simulava il suono del messaggio...
Mi è arrivato un messaggio!
Chi è chiede il papà.
Il mio moroso.
il papà smemorato ovviamente chiede e chi sarebbe???
ma papà è da sempre che è il Tommi!
Ecco a me già quel sempre fa un suono strano sulla bocca di una bambina di 7 anni. Che poi se ci penso, forse fa più strano sulla bocca di un adulto. Perchè un bambino al per sempre ci crede ancora, noi grandi spesso facciamo promesse, dando tutto per scontato e poi nel giro di poco ci rimangiamo tutto...
Più tardi la sento sghignazzare da sola sempre con quel telefono "finto" in mano.
E ora che stai facendo?
Mi ha mandato un messaggio bellissimo. Mi ha scritto i tuoi gatti sono dolcissimi. E' per questo che lo sposo mamma!
...
ci credete che mi sono venuti gli occhi lucidi?
perchè l'amore è proprio questo, volere bene all'altro e voler bene alle sue passioni.
Tommi è allergico al pelo, ma nonostante tutto ha un peluche a gatto che ha chiamato Ester perchè sa che lei adora i gatti.
Ester si appassiona a macchine e motori anche perchè Tommi è un fanatico di 4 ruote.
Per loro è tutto così semplice, perchè vedere l'altro sorridere è un ingrediente fondamentale nel loro "rapporto" e coltivare quel qualcosa che lo fa felice è un ottimo punto di partenza.
E loro lo hanno capito all'asilo. O forse non lo hanno nemmeno capito, ma ci sono arrivati naturalmente...
Comunque vada questo Viaggio vi auguro il meglio dalla 2 elementare, vi auguro di imparare il meglio della vita e io mi auguro di imparare tanto da voi 2.