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giovedì 22 marzo 2018

It's a Girl!



Oggi richiamo delle vaccinazioni ðŸ’‰ obbligatorie per ðŸ‘¸ðŸ¼Ester. Era passato un bel po' di tempo dalle precedenti quindi o faceva finta di non ricordare o non ricordava proprio, ma in macchina mi dice "ma la vaccinazione è una puntura? come me la danno?"... la mamma improvvisa con "mah non mi ricordo, sarà una chicca che ti danno...vabè ma anche se fosse una puntura è un attimo, come una zanzara...".
In coda all'accettazione realizza che sarà una puntura (per la cronaca 2 ðŸ˜…) e guardando gli altri bimbi mi dice "quello secondo me piange..." e poco dopo "visto te lo dicevo che piangeva!"... ok, inizio a pensare che forse me la cavo oggi. Ma in attesa arrivano le domande trabocchetto di Ester, quelle metafisiche per intenderci. "Mamma ma perchè io sono nata femmina?"

Ehm...perchè io e papà volevamo tanto una bambina che sei nata femmina
"Per fortuna, perchè io so che essere maschio è bruttissimo, vero?"
In coda con 4 maschietti, vabè 2 ancora sotto l'anno ma con i genitori attenti alla mia risposta ho glissato con un "ma guarda io proprio non saprei, sono nata sempre femmina!"

L'immagine può contenere: una o più persone e persone sedute



...e da lì mi parte la riflessione, Ester effettivamente è un po' "sessista", passatemi il termine. Quando vediamo un cane o un gatto devono essere femmina, Cucciolo dei 7 nani è femmina "ha il cappello viola e parla da femmina" la bici ha la cavalletta non il cavalletto potrei continuare. Non so come sia essere maschio, a me sinceramente è sempre sembrato fosse più facile essere uomo rispetto all'essere donna, ma è anche vero che il lavoro degli altri sembra sempre più facile finchè non lo fai tu. 
E poi io ho sempre ragionato sulla facilità, la convenienza non sulla bellezza dell'essere Marte o Venere. Ester è evidentemente un'altra generazione, un po' come sul discorso delle Principesse. Se penso io cosa significhi essere donna penso ai doveri, alle responsabilità, ai sensi di colpa, agli obblighi, ai divieti, al ciclo  a lavorare e fare pure la casalinga... alle etichette che spesso ci vengono date o che a volte ci diamo noi stesse a volte anche fra donne. Quando invece di fare squadra siamo le peggiori giudici. Ecco questo oggi in coda mi ha insegnato Ester, quando aprendo la porta dell'ambulatorio ha visto una dottoressa e 2 infermiere ha sorriso e mi ha detto " te l'ho detto che c'erano le femmine!" e ha sorriso pure mentre la punzecchiavano prima da una parte poi dall'altra. Perchè per lei essere femmine è fare squadra, essere femmina è viola e rosa insieme al glitter e ai brillantini mentre comunque ti arrampichi da qualche parte, essere femmina è spazzolare i capelli e fare le acconciature, essere femmina è coccolare e accarezzare tutti i cuccioli del mondo, essere femmina è leggerezza se vuoi, leggerezza di piccoli passi, ma quegli stessi piccoli passi con cui puoi andare lontano...

giovedì 15 marzo 2018

Principesse Moderne



Ieri ho fatto tappa da Calzedonia, per me, ma ovviamente mi è rimasto attaccato qualcosa per la Princess ðŸ‘¸ðŸ¼E. Sono usciti i calzini con le principesse Disney, ovviamente hanno provato a rifilarmi la promo ogni 4 il 5° paio è in omaggio. Ho ringraziato... "ma a mia figlia piacciono solo 2 principesse" .
Come scusi?
Si quelle che dormono (Aurora e Biancaneve) non le sopporta proprio, quella vestita di azzurro manco a parlarne (Cenerentola)... ancora ancora quella con la Bestia perchè le piacciono tutti gli animali, al gattile o al canile è capace di recuperare solo i casi piu disperati.
Davanti alla mia chiara obiezione la tipa mi ha lasciato da sola a cercare i calzini di Rapunzel  e poi dato che c'ero ho cercato la seconda scelta Ariel.

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Ci ho ripensato poi a lungo su questa scelta. All'età di Ester bene o male le avevo viste tutte le principesse, Ariel a parte ovvio è arrivata dopo. Alla sua età adoravo Biancaneve, poi crescendo ho optato per Ariel, vuoi per la messa in piega sempre perfetta nonostante l'umidità o quel bikini che io solo in tarda età ho osato😂
Ester no. Ci ho provato a farle venire vogia di conoscerle tutte, ma niente.
Ho 3 vestiti di Rapunzel in casa, il mini 2 anni, il mezzano 3/4 anni e quello che userà per qualche anno ancora ðŸ˜…altrimenti opta per un travestimento alla Ariel in vasca da bagno in versione nature. Non si sposta. Mi fa sorridere quando dice "a me quelle che dormono non mi piacciono!"
💞💞💞
L'evoluzione passa anche attraverso le favole, non più solo le principesse belle e aggraziate, femminili che aspettano passive il loro principe. Ci possono essere anche "principesse" più spavalde, curiose e avventurose, che non aspettano troppo e provano a farsi strada con le proprie armi...e io spero che quella strada ti dia grandi soddisfazioni, con o senza calzini...

giovedì 8 marzo 2018

#8marzo



8 marzo 2018

Il serpente che non può cambiare pelle muore. Così forse capita a chi non cambia mai idea, muore dentro. O almeno un pezzetto di lui. 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Ho finalmente capito quanto possa essere piacevole cambiare idea, non nel senso di bandierina che cambia idea a seconda di come cambia il vento, ma nel senso più profondo. A volte capisci che stavi sbagliando o semplicemente sei cambiata tu. Per farla semplice non ho mai festeggiato l'8 marzo, l'ho sempre considerata una sciocchezza come tutte le feste commerciali. Ma il significato commerciale viene dagli altri, il significato che vuoi dargli tu glielo dai tu. E così stamattina ho portato la mia piccola donna all'asilo e sono corsa dalla Fatina dei Fiori (e non solo) OPI ILLI Ho preso un regalo per le donne della mia vita: mamma, sorella, figlia e... Me stessa!
Per ricordare a noi donne che ogni tanto è giusto e bello Viziarci. E che trascurarci, dimenticare chi siamo é l'errore più grande che possiamo fare verso noi stesse...

martedì 19 dicembre 2017

All I Want for Xmas...





Non è ancora arrivato Natale che già ho l'orticaria da "cosa fai a Capodanno?"

Amo il Natale, odio il 31 dicembre.
Odio i bilanci, amo i cerchi quando si chiudono, anche se a volte richiedono tempo.

La parola bilancio a questo punto del calendario, arriva in sordina, ma si presenta quotidianamente da qui a fine anno. Giornali, radio, TV si preparano a eleggere l'evento, la donna, l'uomo, il film, la canzone, la parola, e chi più ne ha più ne metta, del 2017.
Odio questo cliché. Come non sopporto l'ultimo dell'anno. 
Festeggiare cosa, un nuovo calendario? Voi festeggiate la fine o l'inizio? Non l'ho mai capito, credo faccia comodo uno switch, a seconda dell'annata celebrate la fine o cospargete di glitter l'inizio.
Polemica?
Neanche tanto, perché nel dubbio metterò anche io qualcosa di rosso, mangerò lenticchie e già che ci sono anche 12 chicchi d'uva vestita peggio che Lady Glitter Brillantina (che non si sa mai)

Preferisco tuttavia pensare che ognuno se lo crei il suo Capodanno, durante l'anno. Che a ognuno di noi possa capitare una o più occasioni per dire riparto da qui, riparto di nuovo.
Come quando metti un punto e vai a capo, o quando addirittura cambi pagina.

Già che ci siamo ho già qualche calendario 2018 pronto in  casa, non vedo l'ora di chiudere uno degli anni più brutti per me. Non so cosa arriverà, ma di sicuro un anno in più, comunque sia andato, insegna qualcosa. Si "invecchia" o si "matura" forse,  e una testa davvero matura sa sfruttare l'esperienza. Speriamo.

Io da quest'anno mi porto via qualche esperienza che mi auguro di trasformare in abitudini per il nuovo anno.

"Lasciar correre", in tutti i sensi.

Lasciar correre gli altri letteralmente parlando, portando più rispetto e pazienza verso le mie giunture e lasciar andare cose, circostanze, situazioni o persone che tolgono solo energie e in cambio non danno niente.

Mi porto dietro il profumo del cloro che ha fatto l'effetto del sale tante volte ricordandomi la bambina che sognava di essere sirena.

Mi porto dietro la mia Frida (la bici) che mi ha stupito, conquistato ed emozionato. Senza illudermi. Mi ha dimostrato che ci si può ancora emozionare e stupirsi, qualsiasi siano le circostanze. Mi ha dimostrato che a volte si rinuncia a qualcosa per far spazio ad altro. Mi ha dimostrato che a volte si rompe un equilibrio e il resto si aggiusta.

Che dire, mi  e vi auguro di rompere e aggiustare ancora tanto da qui a un anno. E soprattutto emozionarsi e non smettere mai di cercare chi o cosa ci permette di farlo.

lunedì 30 ottobre 2017

contro vento, ma in pista







Giusto un mese dall'ultimo pezzo, di nuovo in pista: detto, scritto, fatto.

29 ottobre prima edizione della Mezza d'Italia e gli amici di BrosToRun mi hanno ospitato. Una bellissima giornata di amicizia e di sport, soprattutto di amicizia per me più che sport! :-P

Una mezza maratona tutta all'interno del circuito di Imola, dove da appassionata vedevo sempre girare le 2 ruote... e quelle 2 ruote non facevano bene intravedere il dislivello! Eh già 200m di dislivello sul percorso totale, quasi un collinare :-D
Il vento poi ci ha messo del suo, tanto! Gazebo e transenne che svolazzavano, pettorali e maglie effetto vela...e io ho molto, molto spesso, ceduto il passo a una camminata sportiva...
Non parlerlò di tempi, per i più curiosi ho registrato come previsto il PW vale a dire il mio Personal Worst! Ma era prevedibile dopo 6 mesi che non corro, cosa pretendo?
Nulla, se non quello che la corsa ti offre: il conto.

Già, non si campa di rendita nella corsa, come in tante altre cose della vita.

Ma su una cosa ho "campato di rendita" la mia testa. E quella è di sicuro merito mio, ma anche della corsa e delle persone incontrate sul percorso.
Al secondo giro ho fatto cenno al Ferdi io mi fermo, mi fa male tutto. Poi però vedi la sua faccia e pensi vabbè facciamo il 3° giro, poi vediamo... Poi però mentre inizi il 3° dici vabè ne manca solo uno, mal che vada lo cammino tutto!
E quindi?
E quindi l'ho portata a casa.
Sono felice così, e quell'unghia nera oggi al piede mi ha fatto sorridere, alla fine della storia sono ancora una Runner. 
Una Runner alla quale ieri re Giorgio Calcaterra ha messo la medaglia al collo dicendole bravissima, quando lui con il mio tempo di ieri ci fa quasi una maratona :-O e io scherzando "scusa il ritardo!"



Per lui ieri siamo tutti bravissimi, ha accolto sul palco le ultime 3 arrivate dedicando loro la stessa attenzione di chi è andato a podio. Anzi forse di più, perchè chi ha impiegato più tempo, più forza ed energia è quello che è più soddisfatto alla  fine.

Io dalla mia ho chiuso ancora il cerchio, non l'ho lasciato a metà. E in quel cerchio ci ho messo dentro tanto, come sempre. Tanto di mio e di chi era lì.
Ci ho messo dentro il PB di Francesco, che dopo un anno pesantissimo per lui ha trovato la gioia e la soddisfazione di una prestazione che lo ripaga in parte di tante tante fatiche e battaglie. 
Ci ho messo dentro l'energia di un uragano come Nicola e la sua Rete di Emma, e tanti progetti che sono sicura arriveranno.
Ci ho messo dentro la compagnia del Ferdi, che dimostra che se hai la fortuna di aver qualcuno al tuo fianco che ha fiducia in te, puoi arrivare ovunque.
E beh e poi ci ho messo dentro quella medaglia e il sorriso di Calcaterra.



Qualche giorno fa ho letto Bisognerebbe alternare momenti di seria e riflessiva leggerezza ad altri di spensierata e frivola profondità. E ieri ho capito davvero cosa voleva dire chi l'ha scritta.



venerdì 29 settembre 2017

di nuovo in pista, e che pista!




Eccomi qui, quasi non ricordo come si fa! 
Naaaaaaaaa... 
è come andare in bici, non si dimentica. 
E' come nuotare, non si dimentica.
E' come correre, non si dimentica.
Quindi? Si continua!

Ieri sera Fra mi ha chiesto hai voglia di scrivere qualcosa sulla Mezza d'Italia? 
Certo! Con le gambe non sono molto brava, ma con le parole me la cavo meglio.

Poi però comincio a pensare, da aprile non corro di cosa parlo? Non posso essere molto credibile come runner se da aprile non faccio che nuotare o pedalare.
In realtà domenica ho corso 7 km. Una lenta (nel vero senso della parola) agonia :-) anche se ho avuto lampi di onnipotenza in cui pensavo di iscrivermi al GTO.

Giusto qualche giorno fa ho incontrato casualmente il mio ortopedico che mi dice come stai infiltrata? Che detto così fa molto gangster! 
Bene, gli dico non corro. 
E lui brava, mi raccomando.
Già, ma lo sappiamo che più una cosa ci viene proibita e più ci attrae. In questo caso sicuramente il dolore non mi attrae particolarmente, anzi ha aiutato il mio allontanamento dalla corsa. Ma le sensazioni che la corsa mi regalava, quelle sicuramente mi mancano.

La corsa mi ha dato tanto, era il mio modo di incanalare le mie storie, e forse lo sarà ancora (di sicuro il 29 ottobre!) . Ora lo faccio con le 2 ruote o con una piscina, Sono tutti pezzi di un puzzle, il mio. E si incastrano perfettamente fra di loro. Anche con me.
Il resto si vedrà, la strada da fare è ancora tanta. Cambiano i mezzi, i tempi, ma non cambia la passione o la voglia di fare. 
La corsa mi ha insegnato parecchio, non voglio esagerare dicendo tanto, ma qualcosa sì, soprattutto su me stessa, ma anche su alcune persone. In alcuni casi ti permette di fare anche un po' di selezione e spazio intorno a te, se la tua passione diventa ossessione per qualcun altro!  In questo sono stata efficientissima.
Per me, ma non per tutti giustamente, vale il detto che  le distanze non si misurano in km o in tempi, ma in felicità.  Questo per me è ciò che conta. Non sarò mai la prima, e probabilmente alla Mezza d'Italia potrei essere addirittura l'ultima, ma questo non significa meno rispetto. Perchè in quel momento pensi, sì ho vinto. HO vinto anche oggi, mettendo a tacere i fantasmi che tutti abbiamo dentro, ho vinto sorridendo a ogni km, ho vinto commuovendomi alla fine di ogni corsa quando ti mettono la medaglia da finisher. E vinco ogni giorno, anche quando non me ne rendo conto, perchè la corsa tira fuori la forza e la grinta che credevi perdute o dimenticate. Nonostante i tempacci cronometrici o i dolori, arrivo sempre al traguardo perchè adoro i cerchi quando si chiudono e ogni corsa è un cerchio da chiudere. 
Ogni giorno è un cerchio da chiudere, un viaggio, non sempre in piano, è un continuo alternarsi di salite o discese. E se vuoi vivere non puoi fermarti a metà salita o farti travolgere dalla discesa. Devi correre e metterti in gioco, rischiando e magari farti male, ma si sopravvive, sicuramente più consapevole di prima, di me stessa e dei miei limiti, ma anche di altre potenzialità o possibilità che prima non vedevo. 
E adesso? E adesso si va tutti a IMOLA il 29 ottobre con i BroS!

giovedì 25 maggio 2017

càpita. capìta. van ben entrambi




Capita, prima o poi  di  farsi male. Farsi male non è solo inevitabile, a volte lo puoi evitare, a volte è prevedibile, ma a volte può anche essere necessario. Non è essere masochisti o particolarmente zen, chi mi conosce sa che non lo sono per niente! Ma a volte ti salva. 
Non dico ti salvi la vita, ma in un certo senso, può salvarci da noi stessi. Da quello che siamo diventati o da quello che stiamo diventando, dalla piega che abbiamo preso o da aspettative esagerate, magari neanche nostre. O dalla pretesa di non fallire mai, pensando a volte che dare il meglio di sé significhi per forza essere i migliori in assoluto.
A me è capitato di farmi male, inevitabile in questo caso. E' stato graduale, ma inevitabile. Il ginocchio ha presentato il conto. Quando si dice ginocchio "vissuto" per non dire artrosi del ginocchio che fa un po' vecchia e a 37 anni appena compiuti non mi sento ancora una milf :-)
Da 2 mesi praticamente non corro o quando ci provo non arrivo a 5km. In compenso ho recuperato in un mese quello che non ho nuotato in 30 anni di vita! Sarà la maturità, sarà aver riscoperto lo iodio che per origini genetiche scorre in me, sarà che il cartone in loop per Ester è stato Nemo, sarà che una delle sue canzoni preferite è "voglio restare tutto il giorno in una vasca...", sarà sarà ma sto nuotando come Dory: perdendo il conto delle vasche. 
Il Garmin però mi fa notare che dopo le prime timide sedute, (aiutata pure dalla tavoletta...) ora siamo passati a una media superiore ai 2km a seduta. Con un piccolo record di 3.000m settimana scorsa. E credetemi, gongolo come alla prima Maratona! 
"Quando la vita si fa dura, sai che si fa? Zitto e nuota, nuota e nuota."

Niente di più vero. In acqua ti senti leggero, anche se dentro puoi avere pesi più grossi di te. Quando la vita ti toglie il fiato, nuotare ti ricorda come respirare. Non c'è altro modo per imparare a vivere che facendo degli errori, come imparare a nuotare senza affogare.
Una volta la corsa era il mio modo di incalanare le mie storie, e lo sarà ancora. 
Ora lo faccio con il nuoto e la bici. Altra riscoperta. La reazione appena l'ortopedico mi ha dato lo stop è stata andare a comprare una bici "da corsa" e fare l'abbonamento in piscina.
Il resto è arrivato da sè. La voglia di fare, di divertirsi, i desideri si sono riaccesi. La bici mi permette di raggiungere distanze maggiori in meno tempo rispetto alla corsa, soprattutto per una tapasciona come me! E' un'altra via di fuga. 

Sono entrambi pezzi di un puzzle, il mio. E si incastrano perfettamente fra di loro. Anche con me.
Il resto si vedrà, la strada da fare è ancora tanta. Cambiano i mezzi, i tempi, ma non cambia la passione o la voglia di fare. 
Il piacere di mettersi in gioco, di rischiare e magari farsi ancora male. :-) ma si sopravvive, sicuramente più consapevole di prima, di me stessa e dei miei limiti, ma anche di altre potenzialità o possibilità che prima non vedevo. 

Quante volte da piccola sono caduta e mi sono sbucciata le ginocchia? Tante, ma tante! Eppure ci si rialzava e si continuava a correre!
E anche stavolta è solo un ginocchio, solo un po' più sbucciato!