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sabato 24 settembre 2011

Lascia quel nido, inizia a volare.....

"Quando corro tutti i pensieri volano via.
Superare gli altri è avere la forza,
superare se stessi è essere forti."Confucio




Era il post del 3 marzo quando dicevo che volevo preparare una mezza maratona, e sono passati ben 6 mesi... la metà di un anno. Un anno duro per me, come per tante altre persone più o meno vicine. Ma anche molto intenso, come mai avrei potuto immaginare...
Dicevo che mi ero avvicinata alla corsa per caso, ma detto da me che dico sempre che Il Caso non è casuale. Fa quello che non gli viene impedito, non è credibile! Forse so perchè mi sono avvicinata alla corsa...per emozionarmi di nuovo, per mettermi alla prova, per aumentare la fiducia in me stessa, che non è mai abbastanza, nonostante quella che sembro. E solo ora mi rendo conto di quanto "invasiva" sia la corsa....non è mai diventata un'ossesione, vuoi per un po' di pigrizia o di mancanza di tempo, ma è diventata una parte importante di me, ed è proprio vero che la corsa è la più grande metafora della vita, perché ne tiri fuori quello che ci hai messo dentro. E io ci ho messo dentro davvero tanto in questi mesi, è stata la mia "terapia" per affrontare la rabbia, le delusioni, ma è stata anche la compagna con cui celebrare i piccoli successi e le piccole conquiste, passo dopo passo. Di strada ne ho fatta tanta, non solo in termini di km...e la cosa bella non è solo tagliare il traguardo, ma il precorso che fai per arrivarci, quello che provi mentre vai e senti che vuoi andare ancora, quando lasci i tuoi "pesi" lungo la strada e diventi sempre più leggera, talemente leggera che senti che puoi volare....

domenica 18 settembre 2011

Quasi arrivata...

"Correre è la più grande metafora della vita,
perchè ne tiri fuori quello che ci hai messo dentro."

Oprah Winfrey





...qualcosa ho già cominciato a tirarlo fuori, per altro ci vuole ancora un po' di tempo.
Ormai ci siamo, la preparazione è quasi finita e poi ci sarà il grande giorno: la prova del nove, come si dice. Anche se per quanto mi riguarda, la preparazione non finisce mai, perchè non si è mai pronti del tutto a tutto...soprattutto a quello che "tirerai fuori".
Così ho ripiegato su qualcosa di più "semplice": ho iniziato a preparare ciò che mi farà compagnia per quelle fatidiche 2 ore non solo di fatica...la mia colonna sonora.
Sto preparando la mia playlist, ma non è un lavoro poi così facile! Prima devo trovare le canzoni giuste e poi metterle anche nell'ordine giusto. La scaletta è fondamentale, per darmi il ritmo giusto, per non farmi perdere il passo...ci sono canzoni che hanno effetto positivo, tanto da aumentare il ritmo anche di 2 km/h e altre che invece sono capaci di farmi rallentare, alcune persino di farmi voltare e tornare sui miei passi, perchè? Perchè legate a qualcosa o a qualcuno. E mai come in questi giorni mi sto rendendo conto di quanta strada ti fa fare la corsa e la musica che la accompagna.
Ho resettato l'Ipod per iniziare sa zero, ma è una cosa lunga...ho ritrovato canzoni "vecchie"...Bon Jovi su tutti, legato a minimo 15 anni fa, una "vita fa", con i suoi sogni e i suoi progetti...e mentre corri ne hai di tempo per pensare e purtroppo nn sempre lo fai guardando avanti, molto più spesso finisci per fare bilanci...
Domenica ho fatto i miei primi 18km, e in quasi 2 ore è inevitabile pensare, ripensare e a volte rimuginare. L'adrenalina c'è, la fatica anche, ma sei solo, solo con te stesso e nn sempre si è preparati a questa compagnia! La mezza di domenica prossima sarà una "prova" non tanto fisica, quanto mentale: resistere alla fatica, ma anche alla fatica di stare da sola con me stessa per circa 2 ore, in cui mi metterò alla prova e cercherò il meglio di me stessa, la persona della quale non voglio più dubitare!
Sono quasi arrivata, da LI in avanti sarà un'altra Storia...

sabato 3 settembre 2011

Collezionare è un'arte

"Ho una vasta collezione di conchiglie, che tengo sparse per le spiagge di tutto il mondo."
Steven Wright



Collezionare qualcosa sicuramente è un po' passato di moda... appartiene a secoli fa la scusa vuoi vedere la mia collezione di farfalle? Ma c'è sicuramente chi oggi continua a collezionare qcosa, spesso contro la propria volontà, tipo 2 di picche, brutte figure e sfighe varie!
Ma c'è ancora chi, come me, colleziona veramente qualcosa. Io per esempio ho una raccolta di matite, ognuna da una località diversa, spesso portate da amici e parenti incaricati di riportarne una anche dalle località + sperdute, che spesso sono anche le più belle: memorabile la ricerca di una matita a Odessa in Ucraina, o la più patetica nella ridente località in quel di Selvino con commerciante che per disperazione ha incisco al momento il nome su una matitaccia! Ma alla fine l'ho avuta...
Tutti mi dicono che collezione del cavolo, per non dire altro. Ma una designer in fondo cosa poteva collezionare? Le opere d'arte mi costavano un po' troppo e in casa non c'è spazio per tutte! Così ho ripiegato su questa scelta, che ormai è una tradizione.
Stendhal diceva che collezionare rende l'animo angusto, a me sinceramente fa l'effetto contrario! Un po' perchè la condivido e non la tengo solo per me, nel senso che è un modo per creare legami coi posti e le persone, ormai chi mi conosce sa che mi accontento di un pezzo di legno quando va da qualche parte! Basta non fare della propria collezione una cosa paranoica e che ti isola dal resto del mondo, io appunto ne ho scelta una che invece vorrebbe portarti in giro per il mondo proprio per accrescerla e forse ogni collezione rispecchia un desiderio. Il mio potrebbe proprio essere quello di un continuo partire...ecco perchè ho scelto quella frase di apertura cosa c'è di più bello di una collezione di conchiglie sparse in tutto il mondo...
e poi dopo questa lettura, oggi do un valore aggiunto alle mie matite...


Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo la lettera. 
A un certo punto, le domandò:
“Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me. ”
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:
“È vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto. ”
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale.
“Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita! ”
“Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. 
Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell'esistenza sarai sempre una persona in pace col mondo.

Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. 'Dio': ecco come chiamiamo questa mano! 
Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.

Seconda qualità, di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. 
È un'azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.

Terza qualità: il tratto della matita ci permette si usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. 
Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.

Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. 
Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro te.

Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno.
Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: 
di conseguenza impegnati 
per avere piena coscienza di ogni tua azione".

Paulo Coelho
(da "Sono come il fiume che scorre")

giovedì 1 settembre 2011

Molto rumore per nulla...


Solo il silenzio è grande; tutto il resto è debolezza.
Alfred de Vigny, 1864

Di aforismi, frasi, proverbi sul silenzio c'è piena l'aria, molto più spesso l'aria non è piena di silenzi!
Quella più conosciuta è sicuramente il silenzio è d'oro, la parola d'argento. A volte, infatti, bisognerebbe avere il coraggio o la prontezza di stare zitti, non parlare, perchè si sa le parole hanno un peso notevole e a volte possono fare male. Anche il silenzio però può ferire, può ferire la persona stessa che lo applica perchè si lascia logorare dallo stesso, ma può ferire chi le sta intorno....perchè anche se d'oro, l'oro è bello ma hail suo peso! A volte bisognerebbe imparare il silenzio, esiste persino un libro datato 1771, L'arte del tacere.
Le parole quando sono tante, troppe ti complicano la vita perchè devi stargli dietro... c'è invece chi parla col silenzio: chi parla cogli occhi, coi gesti, con le espressioni...
Chi se ne sta in silenzio, in genere viene additato come saggio. Certo è saggio colui che parla a proposito, che dispendia massime e consigli, non chi se ne sta perennemente in silenzio, perchè quello forse non sa proprio che dire! A volte è meglio preferire il silenzio, piuttosto che perdere tempo ed energie cercando di convincere gli altri con le parole, a volte .più si parla, più si discute cercando di spiegare una cosa più la si complica....
C'è anche chi sceglie il silenzio come via di fuga, non perchè non sappia o non voglia parlare, ma perchè non riesce a far parlare quello che c'è nel suo cuore....o forse ha solo paura di farlo.
Alla fine io la penso così, meglio starsene in silenzio e smettere di tacere solo quando si ha qualche cosa da dire che valga più del silenzio stesso!