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giovedì 28 luglio 2016

ricalcolando





Va bene la flessibilità avevo detto, ma ora un po' stiamo esagerando ;-)

Altro cambio di programma in casa FEV (questa la sigla con cui chiamiamo il nostro campo base). La corsa mi piace si sa, ma non ha la precedenza sulla mia vita, soprattutto sulla logistica familiare: deve incastrarsi. Finora si era incastrata molto bene, ma cambiamenti lavorativi mi hanno fatto cedere la prima sveglia a papà F. così per ora niente corse all'alba. 
Ci si riorganizza. 

Un po' come quando sbagli strada col navigatore: niente panico quella vocina prontamente ti avvisa "sto ricalcolando il percorso..."

Ecco più o meno è quello che sto cercando di fare io :-D 
Ricalcolare e ristrutturare.

Più ci avviciniamo al giorno X più aumentano gli imprevisti. 
Vediamolo come un aspetto positivo, il riprogrammare allena anche la mente:
  •  imparo a non abbattermi
  •  a cercare alternative e/o soluzioni
  •  e perchè no nuovi percorsi!
Così si va a correre alla sera, dopo il lavoro: con l'asfalto bello rovente, le cicale che non hanno più nemmeno la forza di cantare una playlist di  sottofondo, le zanzare dietro l'angolo, l'aria carica di smog e la stanchezza della giornata.

Invitante come programma vero? 
Beh può esserlo però, o almeno diventarlo ai tuoi occhi. 

Stancati. E' lì che conoscerai te stesso. Al di là della stanchezza. Citazione rubata al libro di Agassi, Open. Mai presa in mano una racchetta, ma la passione quando c'è fa lo stesso effetto, che sia una palla o un paio di scarpe. 
Direi che ci stiamo stancando, anzi sfiancando, ma la stanchezza è inversamente proporzionale all'entusiasmo.
L'euforia per fortuna non manca, è diventata fondamentale non più un semplice accessorio.

Anche stasera mi sono divertita, ho variato ancora il percorso, Bergamo nel suo piccolo ti sa offrire scorci nuovi: salite e scalette abbondano. Così ogni sera la combinazione è diversa, e in cima il panorama è da cartolina.  
La playlist è stata rinnovata e mi offre addirittura la spinta in salita e accenno un allungo prima della discesa... e mi sorprendo.

Come avrete capito non sono tipa da tabella o ripetute, non è certo un vanto lo so, ma io improvviso e ricalcolo
Così stasera mi sono divertita a dare i nomi alle mie "sequenze"... il fartleck lo lascio a quelli seri. Io mi sono inventata la mia "composizione", non sono una musicista, ma mi piace correre con la musica.  Da oggi il mio allenamento si compone di adagio - andante - moderato - allegro - vivo - presto... e mentre andavo mi divertivo a immaginare cosa potesse essere il nome più adatto a quella sequenza. E soprattutto cercavo di mantenere il tempo e così facendo mi sono concentrata semplicemente di più su ogni singolo passo terminando ogni salita di corsa, senza mai mollare il colpo e cedere il passo.  

Potrei dire alla fine di aver portato a casa un andante grazioso, ma molto grazioso e la curiosità della prossima uscita serale, quale nuovo percorso riarrangiato percorrerò e quale sarà la composizione che ne verrà fuori. Sicuramente dove non arriva il talento o l'allenamento mi aiuta la curiosità di andare, provare e rischiare! 
Curiosità o incoscienza... l'importante è andare e non fermarsi :-) a qualsiasi ora

mercoledì 27 luglio 2016

dica 33. anzi 43!






Si dice che ogni cambiamento offra nuove possibilità, bla bla bla....banale e facile sulla carta. 

Però un posto non nuovo, ma semplicemente diverso dal quotidiano può essere davvero un'opportunità.

Con ritmi e tempi diversi dal solito ogni occasione è buona per "cambiare". Così ci si inventa e ci si ingegna un po' e alla fine ci si incastra, perchè la sensazione quando ti avvicini verso il tuo nuovo obiettivo è un'emozione a cui non puoi rinunciare. E poi diciamolo certi traguardi non si raggiungono così per magia, bisogna anche sudarseli!
Sarebbe stato comodo una bella settimana di "scarico" sul divano o sul lettino della spiaggia, ma anche volendo l'iperattività della principessa E. non lo avrebbe permesso! ;)
Quindi sveglia alle 5.30 
✔️playlist preferita
✔️ e possiamo andare

Carica di sonno e di sogni dove corro? Corro nel posto su misura per i sognatori: lungo il Dream Point, il 43° parallelo. Un posto dove puoi immaginare e sognare di trovarti e correre contemporaneamente in tutte quelle località attraversate da questo filo immaginario che unisce le diversità. RussiaCinaGiappone, USASpagna, Francia e molti altri. Mi spiegano che questo filo attraversa anche 4 grandi SantuariSantiago de CompostelaLourdesAssisi e Medjiugorie, l'atmosfera diventa ancora più mistica e magica, soprattutto di questi tempi.

Ma la corsa è anche questo, ti regala nuovi sogni e poi ti accompagna lungo la strada per provare a realizzarli.

Ti fa conoscere ogni volta una storia nuova e qui la strada ne ha ancora tante da raccontare...

giovedì 14 luglio 2016

La cura. Punto







Prima di partire per la prima parte delle vacanze la mia Doc preferita mi ha scritto, la cura per ogni cosa è l'acqua salata: lacrime, sudore, mare. 

Che dire le lacrime grazie ai capricci della Princess E non sono mancate.
Il sudore anche a star fermi si presentava copiosamente :)
E il mare? Beh quello finalmente riempie l'orizzonte!


A volte basta poco "per uscire da se stessi", per cambiare prospettiva e vedere le cose e se stessi in un altro modo. A volte con le note di una canzone, le parole di un buon libro, un panorama infinito come il mare... e a volte anche con un paio di scarpe da corsa.
Se mettiamo tutto insieme, come solo l'estate può regalarti, l'effetto è garantito. 
Speriamo anche il risultato!
:-)
Qui a Jesolo sto correndo poco, la mammite che coglie Little E in vacanza batte pure la pigrizia di mamma V.
Pazienza, ci rifaremo.

Non fa niente la qualità della corsa, qui conta la qualità di tutto il resto: era tanto che non correvo su un lungo mare, un anno esatto e l'effetto per chi non vede il mare tutto i giorni è passatemi il termine "devastante"! In senso buono ovvio.

Continui a fissare quel orizzonte immenso e anche con la musica nell'orecchie riesci a sentire la sua voce, le sue onde, che senza sosta continuano a infrangersi e a riprovarci.
Fa caldo, anche alle 6 della mattina e la vocina ti dice dai chi ti le fa fare sei in vacanza...
Ma quell'immensità invece che incuterti  ansia da prestazione mi fa un po' l'effetto delle sirene con Ulisse tipo "vieni, continua, avvicinati..."
Così io continuo, lentamente ovvio il caldo si sente tutto! E mi dico dai ancora un pezzetto vediamo cosa c'è lì, dai ancora un pezzetto vediamo cosa c'è la, così facendo arrivò al Faro che da quando sono arrivata a Jesolo mi ripeto voglio vederlo.

Alla fine ho applicato una regola dei veri runner. Quindi sulla carta lo sono anche io!
Cambiare la prospettiva appunto, non vedere tutto il percorso, il lungomare o il faro alla fine, ma piccoli pezzetti. Ora arrivo agli ombrelloni gialli, ora quelli verdi, ora quelli blu così via. Piccoli riferimenti per un obiettivo più grande: il Faro in questo caso.

Non era certo questo l'allenamento che avevo in programma questa settimana, ma dicono che anche che la flessibilità in certi casi sia un'ottima qualità per un corridore, che ti permette di reagire ai cambiamenti e soprattutto agli imprevisti!
Quello che per ora non cambia è la motivazione, questa settimana abbiamo fatto il pieno di iodio più che di endorfine, ma come si dice, male non fa.

Ora di nuovo una corsa in città a casa e poi via di nuovo al mare.
Mare, città bassa, città alta, mare... questi per ora i miei dislivelli: così facendo alleno anche la mente ai saliscendi.
E con una testa ben allenata puoi spingerti ben oltre le tue gambe...

mercoledì 6 luglio 2016

mare mare mare ma che voglia di arrivare!



Quasi 2 anni fa mi sono permessa di "fare" il mio aforisma personale. Insomma tutti lo fanno, ne volevo fare uno anche io! :-) Così in apertura di un post ho scritto così cit. Farneti Valentina Affrontare la salita ti rende più forte. Iniziare e finire la salita di corsa,  ti ricorda quanto sei forte.
Ultimamente mi torna in mente spesso, vuoi perchè le salite stanno diventando quotidiane? E non parlo solo della corsa ;-) Si cresce e come succede a tutti la vita un pochino si complica. Ma si continua, come sul tracciato di una Corsa. 

Dalla mia maratona di  Venezia (ottobre 2015) so che è cambiato decisamente il mio modo di correre, non sono diventata  certo più veloce, per un attimo mi sarebbe piaciuto scendere sotto determinati tempi, poi ho scelto di aumentare o i km o il dislivello, incurante dei tempi se non quelli limite ovviamente!
Ho capito che corro più con la testa che con le gambe.


Dopo la ultraK di 50km di Salsomaggiore mi sono resa conto che posso correre anche 6 ore, piano, ma senza mollare. Niente di eccezionale, lo so bene, ma nel mio piccolo "mi piace". Sapere che se voglio fare una cosa, nessun pregiudizio o preconcetto mi ferma: iniziare non vuol dire finire, ma sicuramente vuol dire provarci. Vuol dire non fermarti quando sei stanco, ma fermati quando hai finito...

So che al Brenta ci saranno dei cancelli da rispettare, e ovvio ci proverò!

Che la corsa ti insegni a vivere è cosa nota e ripetuta, ma la lunga distanza o la corsa in montagna secondo me ti permetta di capire che cosa vale la pena tenere e  che cosa vale la pena lasciare andare...

Gli allenamenti qui continuano, ovviamente nel mio stile: senza una logica precisa!
Si alternano levatacce alle 5.30 per correre verso il punto più alto della città, a uscite con la compagna che invece vuole migliorare il suo tempo in maratona e allora le faccio compagnia con le ripetute... al  massimo mi aiutano per la prova costume! Male non fanno :-)

Eh già le vacanze sospirate sono alle porte, l'asilo è finito e quindi le uscite della mamma runner vanno incastrate con tutta la family, il lavoro e gli imprevisti e pure la pigrizia ogni tanto!

Stamattina mi sono dedicata alle salite nella mia città che fortunatamente ne offre non poche, la famosa Berghem de hura o de hota... è nota a tutti credo! E se foneticamente parlando non è certo la finezza :-) podisticamente parlando è #tantaroba come si dice sui social!

Le salite di oggi, come ogni volta, mi hanno lasciato tanto, soprattutto visto il periodo. So che la corsa ultimamente mette a dura prova testa, cuore, gambe ed equilibrio. 
Ero sola. Ero io. E l'ho affrontato con la testa, il cuore e le gambe.  E alla fine ammirare la città dal suo punto più alto diventa ancora più bello, non solo per il panorama che offre agli occhi, ma anche per le emozioni che ti regala dentro.

E mentre rientravo a casa attraversando la città ancora addormentata e pensavo alle cose da fare in settimana, le cose da programmare o preparare prima di andare al mare, il primo pensiero della lista è stato... che scarpe mi porto...? e non pensavo ai tacchi, ma le scarpette da runner!

Dicevo solo da strada o anche da trail? Assurda... vai al mare Vale, direi che un paio possono bastare, ma magari uno di riserva? Non si sa mai!
Si sa per una donna le scarpe non sono mai abbastanza... figuriamoci per una donna che corre!!!

E ora non resta che studiare i percorsi che il mare mi offre... #staytuned