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giovedì 14 luglio 2016

La cura. Punto







Prima di partire per la prima parte delle vacanze la mia Doc preferita mi ha scritto, la cura per ogni cosa è l'acqua salata: lacrime, sudore, mare. 

Che dire le lacrime grazie ai capricci della Princess E non sono mancate.
Il sudore anche a star fermi si presentava copiosamente :)
E il mare? Beh quello finalmente riempie l'orizzonte!


A volte basta poco "per uscire da se stessi", per cambiare prospettiva e vedere le cose e se stessi in un altro modo. A volte con le note di una canzone, le parole di un buon libro, un panorama infinito come il mare... e a volte anche con un paio di scarpe da corsa.
Se mettiamo tutto insieme, come solo l'estate può regalarti, l'effetto è garantito. 
Speriamo anche il risultato!
:-)
Qui a Jesolo sto correndo poco, la mammite che coglie Little E in vacanza batte pure la pigrizia di mamma V.
Pazienza, ci rifaremo.

Non fa niente la qualità della corsa, qui conta la qualità di tutto il resto: era tanto che non correvo su un lungo mare, un anno esatto e l'effetto per chi non vede il mare tutto i giorni è passatemi il termine "devastante"! In senso buono ovvio.

Continui a fissare quel orizzonte immenso e anche con la musica nell'orecchie riesci a sentire la sua voce, le sue onde, che senza sosta continuano a infrangersi e a riprovarci.
Fa caldo, anche alle 6 della mattina e la vocina ti dice dai chi ti le fa fare sei in vacanza...
Ma quell'immensità invece che incuterti  ansia da prestazione mi fa un po' l'effetto delle sirene con Ulisse tipo "vieni, continua, avvicinati..."
Così io continuo, lentamente ovvio il caldo si sente tutto! E mi dico dai ancora un pezzetto vediamo cosa c'è lì, dai ancora un pezzetto vediamo cosa c'è la, così facendo arrivò al Faro che da quando sono arrivata a Jesolo mi ripeto voglio vederlo.

Alla fine ho applicato una regola dei veri runner. Quindi sulla carta lo sono anche io!
Cambiare la prospettiva appunto, non vedere tutto il percorso, il lungomare o il faro alla fine, ma piccoli pezzetti. Ora arrivo agli ombrelloni gialli, ora quelli verdi, ora quelli blu così via. Piccoli riferimenti per un obiettivo più grande: il Faro in questo caso.

Non era certo questo l'allenamento che avevo in programma questa settimana, ma dicono che anche che la flessibilità in certi casi sia un'ottima qualità per un corridore, che ti permette di reagire ai cambiamenti e soprattutto agli imprevisti!
Quello che per ora non cambia è la motivazione, questa settimana abbiamo fatto il pieno di iodio più che di endorfine, ma come si dice, male non fa.

Ora di nuovo una corsa in città a casa e poi via di nuovo al mare.
Mare, città bassa, città alta, mare... questi per ora i miei dislivelli: così facendo alleno anche la mente ai saliscendi.
E con una testa ben allenata puoi spingerti ben oltre le tue gambe...

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