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mercoledì 6 luglio 2016

mare mare mare ma che voglia di arrivare!



Quasi 2 anni fa mi sono permessa di "fare" il mio aforisma personale. Insomma tutti lo fanno, ne volevo fare uno anche io! :-) Così in apertura di un post ho scritto così cit. Farneti Valentina Affrontare la salita ti rende più forte. Iniziare e finire la salita di corsa,  ti ricorda quanto sei forte.
Ultimamente mi torna in mente spesso, vuoi perchè le salite stanno diventando quotidiane? E non parlo solo della corsa ;-) Si cresce e come succede a tutti la vita un pochino si complica. Ma si continua, come sul tracciato di una Corsa. 

Dalla mia maratona di  Venezia (ottobre 2015) so che è cambiato decisamente il mio modo di correre, non sono diventata  certo più veloce, per un attimo mi sarebbe piaciuto scendere sotto determinati tempi, poi ho scelto di aumentare o i km o il dislivello, incurante dei tempi se non quelli limite ovviamente!
Ho capito che corro più con la testa che con le gambe.


Dopo la ultraK di 50km di Salsomaggiore mi sono resa conto che posso correre anche 6 ore, piano, ma senza mollare. Niente di eccezionale, lo so bene, ma nel mio piccolo "mi piace". Sapere che se voglio fare una cosa, nessun pregiudizio o preconcetto mi ferma: iniziare non vuol dire finire, ma sicuramente vuol dire provarci. Vuol dire non fermarti quando sei stanco, ma fermati quando hai finito...

So che al Brenta ci saranno dei cancelli da rispettare, e ovvio ci proverò!

Che la corsa ti insegni a vivere è cosa nota e ripetuta, ma la lunga distanza o la corsa in montagna secondo me ti permetta di capire che cosa vale la pena tenere e  che cosa vale la pena lasciare andare...

Gli allenamenti qui continuano, ovviamente nel mio stile: senza una logica precisa!
Si alternano levatacce alle 5.30 per correre verso il punto più alto della città, a uscite con la compagna che invece vuole migliorare il suo tempo in maratona e allora le faccio compagnia con le ripetute... al  massimo mi aiutano per la prova costume! Male non fanno :-)

Eh già le vacanze sospirate sono alle porte, l'asilo è finito e quindi le uscite della mamma runner vanno incastrate con tutta la family, il lavoro e gli imprevisti e pure la pigrizia ogni tanto!

Stamattina mi sono dedicata alle salite nella mia città che fortunatamente ne offre non poche, la famosa Berghem de hura o de hota... è nota a tutti credo! E se foneticamente parlando non è certo la finezza :-) podisticamente parlando è #tantaroba come si dice sui social!

Le salite di oggi, come ogni volta, mi hanno lasciato tanto, soprattutto visto il periodo. So che la corsa ultimamente mette a dura prova testa, cuore, gambe ed equilibrio. 
Ero sola. Ero io. E l'ho affrontato con la testa, il cuore e le gambe.  E alla fine ammirare la città dal suo punto più alto diventa ancora più bello, non solo per il panorama che offre agli occhi, ma anche per le emozioni che ti regala dentro.

E mentre rientravo a casa attraversando la città ancora addormentata e pensavo alle cose da fare in settimana, le cose da programmare o preparare prima di andare al mare, il primo pensiero della lista è stato... che scarpe mi porto...? e non pensavo ai tacchi, ma le scarpette da runner!

Dicevo solo da strada o anche da trail? Assurda... vai al mare Vale, direi che un paio possono bastare, ma magari uno di riserva? Non si sa mai!
Si sa per una donna le scarpe non sono mai abbastanza... figuriamoci per una donna che corre!!!

E ora non resta che studiare i percorsi che il mare mi offre... #staytuned

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