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sabato 31 dicembre 2011

Ogni giorno è una fenice...

"Così questo è l'ultimo giorno dell'anno...
un altro anno intero è passato
 e cosa ho concluso io quest'anno rispetto a tutti gli altri anni?
Niente! Si può essere più coerenti?"
Snoopy




Il 31 dicembre come tradizione si dà l'addio all'anno che se ne va e si attende con ansia l'arrivo del nuovo, sperando ogni volta che sia migliore o semplicemente diverso dal precedente.
In realtà il Capodanno è il primo giorno dell'anno. Personalmente trovo più sensato festeggiare l'inizio e non la fine, un po' come una fenice che rinasce dalle sue ceneri...
Tanti, invece, si concentrano sulla fine, sui bilanci come i giornali che pubblicano articoli  su quanto è avvenuto durante l'ultimo anno, gli elenchi delle persone più in vista decedute o di quelle elette a personaggi dell'anno... sulle tragedie vissute o scampate...ecc.
Molti la considerano anche un'occasione per fare dei buoni propositi per il nuovo anno, come la sottoscritta nel post di un anno fa....ma si sa che fine fanno quei buoni propositi: si parte sempre con le migliori intenzioni e si finisce esattamente allo stesso modo.
Penso che ognuno di noi possa decidere liberamente quando festeggiare il "suo" Capodanno: basta un evento nella propria vita o semplicemte un'aspettativa tradita o x' no raggiunta per celebrare un nuovo inizio. In fondo la storia e la tradizione insegna che ogni cultura ha il suo capodanno: quindi è una data di per sè relativa e allora  x' non renderla anche soggettiva.
Bello credere scaramanticamente a quei riti propiziatori come quello di vestire biancheria intima rossa o gettare dalla finestra oggetti vecchi o mangiare le lenticchie in segno di buon auspicio, come se bastasse così poco a rendere un anno diverso, basta pensare al veglione dell'anno precedente per rendersi conto che sono solo superstizioni... non basta una notte a definire l'anno che verrà, siamo noi a farlo giorno per giorno. Inutile darsi dei buoni propositi per un anno intero, basterebbe svegliarsi ogni mattina con dei buoni propositi, in fondo ogni mattina è un nuovo inizio. Ma nonostante questo, stanotte anche i più scettici su questa festa come la sottoscritta, guarderanno lassù sperando che in fondo in fondo il nuovo anno possa essere migliore o diverso...
...il mio anno nuovo a modo suo è già iniziato e un altro inizierà più avanti: questa volta qualcunaltro ha deciso per me!

sabato 24 dicembre 2011

Notte di natale....

"Avanti Cometa! Forza Saetta, Mezzaluna! E anche voi Baleno e Fiordistella! Andiamo Tramonto, più svelto Cieloscuro! Hop, hop Nottechiara! Salite sopra il tetto! In alto, ancora in alto! Fate in fretta!"
Babbo Natale


..Comunque ribadisco il mio concetto la luce nera in sè non esiste, ma sicuramente è più affascinante pensare che esista: vuoi perchè misteriosa e irragiungibile. O forse semplicemente perchè ognuno di noi è un po' come la luna, ha un lato oscuro che non mostra mai a nessun altro.
Così scrivevo nell'ultimo post, che risale a ottobre! E' passato molto tempo, ma volutamente. Un tempo che ho voluto dedicare solo a me. Parlavo di luce nera, e oggi riprendo il blog per parlare di luce! La mia Luce.
La notte di Natale porta per tradizione la Luce, anche per chi non crede. Anche a chi non ha mai creduto o semplicemte sta vacillando, in questo giorno qualcosa succede. Si ricrea un incantesimo stanotte capace di riportare un po' tutti  indietro nel tempo. Quell'impazienza, quell'entusiasmo che tutti quanti sentiamo crescere dentro nonostante sia un periodo duro più o meno per tutti. Tutti quanti almeno per oggi ci aggrappiamo a una speranza, a un sogno. Le luci sfavillano splendono nel buio in città, ma è sufficente un lumicino nella notte per evocare suggestioni fiabesche incredibili. Chiudiamo gli occhi, rilassiamoci, lasciamoci cullare... dalla magia del Natale...e che la Luce di stanotte ci accompagni a lungo!

venerdì 28 ottobre 2011

Un salto nel buio....


Cos'è più utile, il sole o la luna? Georg Lichtenberg
La luna, naturalmente, essa risplende quando è buio,
 mentre il sole splende solo quando c'è luce.




evidentemente il reverendo si è sbagliato: siamo ancora qua!

Oggi parlando con un amico di teoria di colori, di primari, di cosa fa il bianco e il nero.... ho finito per pensarci tutto il giorno, e si che non è che ho poi tutto sto buon tempo! Ma sta cosa mi ha preso, soprattutto sul finale quando si è arrivati a parlare di luce nera... io ho detto che non esiste, e ne sono ancora convinta più o meno!
Certo se cerchi luce nera, trovi qualche gruppo rock e la Lampada di Wood, ma altro non è che una lampada UV. Ma allora la luce nera esiste si o no? E soprattutto come la interpretiamo?
Per me il buio è la luce nera. Perchè se ci penso la parola luce mi fa venire in mente una cosa molto intensa e altrettanto lo è il buio quando non c'è neanche uno spiraglio di ......luce. Mi sa che mi sto incartando!
Comunque ribadisco il mio concetto la luce nera in sè non esiste, ma sicuramente è più affascinante pensare che esista: vuoi perchè misteriosa e irragiungibile. O forse semplicemente perchè ognuno di noi è un po' come la luna, ha un lato oscuro che non mostra mai a nessun altro.

venerdì 21 ottobre 2011

Titoli di coda

«Io so gustarmi la vita perché so che cos’è la morte:
è una grande invenzione».
Steve Jobs


E ci risiamo! Oggi è di nuovo la fine del mondo: per essere esatti, venerdì 21 ottobre, alle 18 ora della California, le tre del mattino in Italia. E' la data fissata dal reverendo Harold Camping per il Secondo Avvento, quando circa il 2% della popolazione mondiale verrà immediatamente spedita in Paradiso mentre il rimanente dovrà rassegnarsi all'alternativa più tropicale.
C'è da dire che questo arzillo nonnino non è la prima volta che se esce con questa sparata...l'ultima previsione era il 21 maggio, poi lassù sapendo che era il mio compleanno, hanno pensato di rimandarla!
In ogni caso, al di la che non ci si crede, che faresti se sapessi che è l'ultimo giorno? A parte che se fosse così, se tutti sapessero la stessa cosa sarebbe il delirio collettivo quindi non è che mi divertirei tanto, ma di sicuro cercherei di godermela il più possibile. Di sicuro non si potrebbe andare molto lontano, dipende dal preavviso certo, ma all'ultimo momento non puoi certo prendere un volo per i tropici, quindi occorre organizzarsi diversamente! Quello che vorrei è non farmi prendere dalla litania degli "avrei potuto...": ecco non vorrei passare le mie ultime 24 ore a rimuginare sulle cose non fatte e non dette. Ma per farlo bisogna arrivare preparati, o quanto meno provarci. Cercare di arrivare il più soddisfatti possibili a quel momento, per poteri dire solo una volta certo avrei potuto fare così...ma in fondo non me la sono cavata poi così male.... ecco vorrei questi come titoli di coda...

mercoledì 19 ottobre 2011

Ci vogliono sia il sole sia la pioggia per fare un arcobaleno...

La gente dice di amare la pioggia, ma quando piove prendono l'ombrello.
La gente dice di amare il sole, ma quando c'è cercano l'ombra
Tutti dicono di amare il vento, ma quando tira chiudono le porte
Per questo motivo ho paura di credere alla gente quando dice di amarmi



Complice la giornata uggiosa e una citazione di un'amica stamattina, oggi ho voglia di parlare di pioggia.
Chi desidera vedere l'arcobaleno, deve imparare ad amare la pioggia..... ma anche senza arcobaleno la pioggia mi piace. Anche quando ti scompiglia i capelli, ti bagni come un pulcino  e soprattutto mi piace quando ci corri letteralmente dentro.  Non credo di non essere un'ottimista solo perchè mi piace la pioggia...ci sarà già chi dirà la solita malinconica, ma chi se ne frega! Anche x' credo che si possa essere benissimo ottimisti, ma lasciarsi accarezzare ogni tanto dalla malinconia. E la pioggia su di me fa questo effetto. Ogni volta diverso, ma a modo suo lo stesso. Perchè ogni goccia è diversa, ma alla fine è sempre pioggia. La pioggia non è solo un evento atmosferico, è un'esperienza che avvolge tutto e lo trasforma, perchè rinnova. Lo fa con la terra, ma se glielo lasci fare lo fa anche con te.

mercoledì 12 ottobre 2011

Hai visto? Non me la sono fatta scappare

"Serendipità è cercare un ago in un pagliaio,
e trovarvi la figlia del contadino."
Julius Comroe



è da ieri sera che mi frulla per la testa questa parola. L'hanno nominata in un film e mi è rimasta dentro, con una serie di vecchi ricordi e di immagini nuove. Serendipita': la sensazione che si prova quando si scopre una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra... quante volte ci capita? E quante volte ce lo auguriamo, un po' come dire quando meno te lo aspetti, o dietro l'angolo ci può essere qualcosa di più bello, basta aver il coraggio di svoltare...
E' un po' quello che è capitato a Colombo, partito per le Indie ha trovato l'America. Un po' come le scoperte scientifiche fatte "per caso", la penicellina o la mela di Newton. Ma alla fine non è proprio tutto così casuale...c'è chi sa leggere gli indizi, anche se minimi e ha la capacità di lasciarsi sorprendere. Perchè alla fine ribadisco il mio concetto, il Caso non è casuale, fa quello che non gli viene impedito....la fortuna, la sorte favorisce una mente preparata e aperta. Chi ha voglia di sperimentara, di mettersi alla prova.
Vivere è sperimentare...non restare immobili a meditare sul senso della vita, la serendipità è una sensazione, non è solo scoprire qualcosa di incredibile che non avevi immaginato sul tuo percorso, c'è quella vocina dentro che ti dice, complice, "Hai visto? Non me la sono fatta scappare". E' il sentimento comune di chi vive la propria vita con presenza, che coglie le possibilità infinite e meravigliose che ci sono offerte senza accontentarsi di un solo obiettivo, magari opaco...

sabato 8 ottobre 2011

Paint your motorbike!

L'autunno è una stagione saggia e di buoni consigli.
Félix-Antoine Savard, La Minuit, 1948 


Il primo freddo...finalmente il "mio" autunno, con la sua lentezza e i suoi colori dorati. E' la stagione che preferisco, tutto si trasforma, si nasconde e si ha una gran voglia di calore, non solo in casa, anche dentro di sè. La cioccolata calda, le castagnate, i libri da leggere sul divano con la coperta che ti abbraccia, la micia che si infila nella sua cesta al morbido e al caldo... tutto si fa ovattato. Anche la mente e i pensieri. Si ha voglia di calma e di pace, dopo l'esuberanza dell'estate. Si ha voglia di recuperare il contatto con le cose e nel mio caso, con la casa. E guarda un po' l'oroscopo di CasaFacile (la mia bibbia....) dice che sono il segno favorito del mese...mente brillante e lucida (???) che reinventerà qualche mobile vintage e che la mia manualità creativa sarà al top....ma chi mi conosce sa che + o - tutti i mesi ogni occasione è buona per smontare, rimontare, dipingere qualcosa! La cosa che però mi lascia un po' perplessa della previsione è che un hobby diventerà la mia professione. Ora o divento un falegname, una mezza maratoneta...o vuoi vedere che diventa una motociclista? O forse sintetizzando potrei finire per smontare, rimontare e colorare, di corsa, le moto degli altri!

venerdì 7 ottobre 2011

Sani come un pesce!

Se tutti lo facessero anche solo una volta al giorno, regalare un sorriso, immagini che incredibile contagio di buon umore si espanderebbe sulla terra?
Marc Levy



La realtà, a volte, è davvero semplice: senza così il rischio di equivoci, fraintendimenti e di conseguenza delusioni. Oggi mi sono letta un articolo sui microbi che non fanno paura. A parte il titolo, l'articolo è mediocre, non per come scritto, ma per il contenuto scontato. Sintetizzando: esci spesso, mangia bene, fai meditazione, e starai benissimo! Io avrei anche aggiunto un'altra piacevole "attività", poi avevamo fatto tombola! Grazie al xxxxx è quello che tutti vorremmo, relax e divertimento, gustarsi in pieno la vita.
Con queste buone abitudini "addestreremmo" il nostro sistema immunitario e lo renderemmo più forte. Su una cosa però concordo in pieno con l'articolo: sicuramente il buon umore influenza positivamente il funzionamento delle nostre difese.
Non bisognerebbe piangersi addosso e soprattutto evitare paragoni con chi è stato più fortunato o semplicemente è stato più bravo di noi! Il confronto con chi ha maggior successo, secondo uno studio canadese (ma credo ci eravamo arrivati tutti...), mette in circolo nell'organismo sostanze che hanno effetto negativi...che chiamiamo genericamente stress.
Che dire, forse per evitare di andare in cortocircuito occorre il buon umore, un sorriso come vaccino ai mali di stagione...costa sicuramente meno economicamente, ma a volte richiede più fatica di una puntura.
Non è un metodo scientifico, ma tentare non nuoce: cheeeeeeeeese......

mercoledì 5 ottobre 2011

Nessuno nasce "imparato"...

Tutti perdono il fiore della gioventù.
Un fucile, una sella o una persona, tutti sono migliori quando sono usati e hanno perso la lucentezza del nuovo, acquistando il valore del tempo.
Ernest Hemingway





...rieccomi dopo la mia settimana "sabbadica" e dopo la settimana più impegnativa dell'anno!
Ci sono periodi in cui il tempo passa, inserobilmente, ma senza grandi scossoni o piacevoli novità...periodi che sembrano un'eternità, e poi basta veramente un attimo a cambiare tutto, o quasi.
E' stato un anno così così, ormai ci avviciniamo al bilancio di fine anno, ma una settimana ha di gran lunga significato più delle altre, per i risultati ottenuti e spt x come è stata preparata, attesa e vissuta.
In una settimana ho perso la patente della moto e corso la mia prima mezza maratona. Per chi ha già la moto o corre  da tempo sono cose banali....ma li invito a riflettere,  a provare a ricordare il prima di tutto quello, perchè una volta raggiunto l'obbiettivo, il risultato, spesso poi ci dimentichiamo della fatica fatta x raggiungerli...nessuno insomma è nato "imparato"! Ma tutti raggiunta la meta, vuoi x orgoglio, vuoi x qualche processo naturale rimuovono la fatica e tengono il bello....ma per me forse è proprio quella fatica il bello che rende il tutto così speciale! Che ti fa capire ciò che ci è mancato prima che questo arrivi: quello che arriva può essere si una cosa, ma nn è in senso così venale, è nel senso di come ti fa sentire arrivare fino a lì per averla. Raggiungere un obbiettivo e farlo con sudore ti aiuta a dimenticare gli obiettivi non raggiunti, le delusioni o i fallimenti, ti aiuta a vedere le cose da un altro punto di vista. Non necessariamente puoi avere il meglio di ogni cosa; ma cmq puoi provare a trarre il meglio da ogni cosa che incontri sul tuo cammino! E soprattutto lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi dolori, ti aiuta ad andare avanti meglio sulla strada che ti porterà verso il tuo nuovo obiettivo, per quanto faticosa potrà essere.

sabato 24 settembre 2011

Lascia quel nido, inizia a volare.....

"Quando corro tutti i pensieri volano via.
Superare gli altri è avere la forza,
superare se stessi è essere forti."Confucio




Era il post del 3 marzo quando dicevo che volevo preparare una mezza maratona, e sono passati ben 6 mesi... la metà di un anno. Un anno duro per me, come per tante altre persone più o meno vicine. Ma anche molto intenso, come mai avrei potuto immaginare...
Dicevo che mi ero avvicinata alla corsa per caso, ma detto da me che dico sempre che Il Caso non è casuale. Fa quello che non gli viene impedito, non è credibile! Forse so perchè mi sono avvicinata alla corsa...per emozionarmi di nuovo, per mettermi alla prova, per aumentare la fiducia in me stessa, che non è mai abbastanza, nonostante quella che sembro. E solo ora mi rendo conto di quanto "invasiva" sia la corsa....non è mai diventata un'ossesione, vuoi per un po' di pigrizia o di mancanza di tempo, ma è diventata una parte importante di me, ed è proprio vero che la corsa è la più grande metafora della vita, perché ne tiri fuori quello che ci hai messo dentro. E io ci ho messo dentro davvero tanto in questi mesi, è stata la mia "terapia" per affrontare la rabbia, le delusioni, ma è stata anche la compagna con cui celebrare i piccoli successi e le piccole conquiste, passo dopo passo. Di strada ne ho fatta tanta, non solo in termini di km...e la cosa bella non è solo tagliare il traguardo, ma il precorso che fai per arrivarci, quello che provi mentre vai e senti che vuoi andare ancora, quando lasci i tuoi "pesi" lungo la strada e diventi sempre più leggera, talemente leggera che senti che puoi volare....

domenica 18 settembre 2011

Quasi arrivata...

"Correre è la più grande metafora della vita,
perchè ne tiri fuori quello che ci hai messo dentro."

Oprah Winfrey





...qualcosa ho già cominciato a tirarlo fuori, per altro ci vuole ancora un po' di tempo.
Ormai ci siamo, la preparazione è quasi finita e poi ci sarà il grande giorno: la prova del nove, come si dice. Anche se per quanto mi riguarda, la preparazione non finisce mai, perchè non si è mai pronti del tutto a tutto...soprattutto a quello che "tirerai fuori".
Così ho ripiegato su qualcosa di più "semplice": ho iniziato a preparare ciò che mi farà compagnia per quelle fatidiche 2 ore non solo di fatica...la mia colonna sonora.
Sto preparando la mia playlist, ma non è un lavoro poi così facile! Prima devo trovare le canzoni giuste e poi metterle anche nell'ordine giusto. La scaletta è fondamentale, per darmi il ritmo giusto, per non farmi perdere il passo...ci sono canzoni che hanno effetto positivo, tanto da aumentare il ritmo anche di 2 km/h e altre che invece sono capaci di farmi rallentare, alcune persino di farmi voltare e tornare sui miei passi, perchè? Perchè legate a qualcosa o a qualcuno. E mai come in questi giorni mi sto rendendo conto di quanta strada ti fa fare la corsa e la musica che la accompagna.
Ho resettato l'Ipod per iniziare sa zero, ma è una cosa lunga...ho ritrovato canzoni "vecchie"...Bon Jovi su tutti, legato a minimo 15 anni fa, una "vita fa", con i suoi sogni e i suoi progetti...e mentre corri ne hai di tempo per pensare e purtroppo nn sempre lo fai guardando avanti, molto più spesso finisci per fare bilanci...
Domenica ho fatto i miei primi 18km, e in quasi 2 ore è inevitabile pensare, ripensare e a volte rimuginare. L'adrenalina c'è, la fatica anche, ma sei solo, solo con te stesso e nn sempre si è preparati a questa compagnia! La mezza di domenica prossima sarà una "prova" non tanto fisica, quanto mentale: resistere alla fatica, ma anche alla fatica di stare da sola con me stessa per circa 2 ore, in cui mi metterò alla prova e cercherò il meglio di me stessa, la persona della quale non voglio più dubitare!
Sono quasi arrivata, da LI in avanti sarà un'altra Storia...

sabato 3 settembre 2011

Collezionare è un'arte

"Ho una vasta collezione di conchiglie, che tengo sparse per le spiagge di tutto il mondo."
Steven Wright



Collezionare qualcosa sicuramente è un po' passato di moda... appartiene a secoli fa la scusa vuoi vedere la mia collezione di farfalle? Ma c'è sicuramente chi oggi continua a collezionare qcosa, spesso contro la propria volontà, tipo 2 di picche, brutte figure e sfighe varie!
Ma c'è ancora chi, come me, colleziona veramente qualcosa. Io per esempio ho una raccolta di matite, ognuna da una località diversa, spesso portate da amici e parenti incaricati di riportarne una anche dalle località + sperdute, che spesso sono anche le più belle: memorabile la ricerca di una matita a Odessa in Ucraina, o la più patetica nella ridente località in quel di Selvino con commerciante che per disperazione ha incisco al momento il nome su una matitaccia! Ma alla fine l'ho avuta...
Tutti mi dicono che collezione del cavolo, per non dire altro. Ma una designer in fondo cosa poteva collezionare? Le opere d'arte mi costavano un po' troppo e in casa non c'è spazio per tutte! Così ho ripiegato su questa scelta, che ormai è una tradizione.
Stendhal diceva che collezionare rende l'animo angusto, a me sinceramente fa l'effetto contrario! Un po' perchè la condivido e non la tengo solo per me, nel senso che è un modo per creare legami coi posti e le persone, ormai chi mi conosce sa che mi accontento di un pezzo di legno quando va da qualche parte! Basta non fare della propria collezione una cosa paranoica e che ti isola dal resto del mondo, io appunto ne ho scelta una che invece vorrebbe portarti in giro per il mondo proprio per accrescerla e forse ogni collezione rispecchia un desiderio. Il mio potrebbe proprio essere quello di un continuo partire...ecco perchè ho scelto quella frase di apertura cosa c'è di più bello di una collezione di conchiglie sparse in tutto il mondo...
e poi dopo questa lettura, oggi do un valore aggiunto alle mie matite...


Il bambino guardava la nonna che stava scrivendo la lettera. 
A un certo punto, le domandò:
“Stai scrivendo una storia che è capitata a noi? E che magari parla di me. ”
La nonna interruppe la scrittura, sorrise e disse al nipote:
“È vero, sto scrivendo qualcosa di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita con la quale scrivo. Vorrei che la usassi tu, quando sarai cresciuto. ”
Incuriosito, il bimbo guardò la matita, senza trovarvi alcunché di speciale.
“Ma è uguale a tutte le altre matite che ho visto nella mia vita! ”
“Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose. 
Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell'esistenza sarai sempre una persona in pace col mondo.

Prima qualità: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. 'Dio': ecco come chiamiamo questa mano! 
Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.

Seconda qualità, di tanto in tanto, devo interrompere la scrittura e usare il temperino. 
È un'azione che provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.

Terza qualità: il tratto della matita ci permette si usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. 
Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.

Quarta qualità: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. 
Dunque, presta sempre attenzione a quello che accade dentro te.

Ecco la quinta qualità della matita: essa lascia sempre un segno.
Allo stesso modo, tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: 
di conseguenza impegnati 
per avere piena coscienza di ogni tua azione".

Paulo Coelho
(da "Sono come il fiume che scorre")

giovedì 1 settembre 2011

Molto rumore per nulla...


Solo il silenzio è grande; tutto il resto è debolezza.
Alfred de Vigny, 1864

Di aforismi, frasi, proverbi sul silenzio c'è piena l'aria, molto più spesso l'aria non è piena di silenzi!
Quella più conosciuta è sicuramente il silenzio è d'oro, la parola d'argento. A volte, infatti, bisognerebbe avere il coraggio o la prontezza di stare zitti, non parlare, perchè si sa le parole hanno un peso notevole e a volte possono fare male. Anche il silenzio però può ferire, può ferire la persona stessa che lo applica perchè si lascia logorare dallo stesso, ma può ferire chi le sta intorno....perchè anche se d'oro, l'oro è bello ma hail suo peso! A volte bisognerebbe imparare il silenzio, esiste persino un libro datato 1771, L'arte del tacere.
Le parole quando sono tante, troppe ti complicano la vita perchè devi stargli dietro... c'è invece chi parla col silenzio: chi parla cogli occhi, coi gesti, con le espressioni...
Chi se ne sta in silenzio, in genere viene additato come saggio. Certo è saggio colui che parla a proposito, che dispendia massime e consigli, non chi se ne sta perennemente in silenzio, perchè quello forse non sa proprio che dire! A volte è meglio preferire il silenzio, piuttosto che perdere tempo ed energie cercando di convincere gli altri con le parole, a volte .più si parla, più si discute cercando di spiegare una cosa più la si complica....
C'è anche chi sceglie il silenzio come via di fuga, non perchè non sappia o non voglia parlare, ma perchè non riesce a far parlare quello che c'è nel suo cuore....o forse ha solo paura di farlo.
Alla fine io la penso così, meglio starsene in silenzio e smettere di tacere solo quando si ha qualche cosa da dire che valga più del silenzio stesso!

sabato 27 agosto 2011

usiamo 19 muscoli, invece di 66...

"Ricerche dimostrano che il sorriso sulla tua faccia
è direttamente proporzionale
alla distanza dagli spazi domestici
e inversamente proporzionale
 alla quantità di vestiti che indossi."


Quindi se la ricerca non mi inganna oggi dovrei indossare un microbikini e partire per la Polinesia e chissà che risate mi farei...ma sarà del tutto vero? C'è sempre il rischio di essere l'eccezione che conferma la regola....e quindi di ritrovarsi a migliaia di km da casa con lo stesso malessere con cui si è partiti.  Io sono più per la teoria pù lontano scappi dai tuoi peccati, dai tuoi problemi, dalle tue paure, più sarai esausto quando ti raggiungeranno. E ti raggiungono, sempre. Non importa quanto tu sia grande o navigato, li puoi allontanare per un po', persino dimenticarli, ma alla fine tornano a galla, a volte persino più grandi di prima.
Non si finisce mai di imparare, ma certe cose le ho imparate bene...forse da poco tempo...ma non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ci ferirà e bisgnerà perdonarla.
Che ci vuole tanto tempo per costruire la fiducia e un attimo per distruggerla.  Che per assurdo ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrartelo o che solo perchè quno nn ci ama come vorremmo, questo non vuol dire che nn ci ama con tutto se stesso...
Ma soprattutto sono 2 le cose che ho imparato meglio: che non importa quanto sei a pezzi, il mondo non aspetta che tu rincolli i cocci ...e non è affatto vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, col cavolo se ci tieni a una cosa o a una persona lo sai bene quanto vale per te, casomani non sappiamo cosa ci è mancato prima che questo entri nella nostra vita....
e da ieri ho imparato che per piangere servono 66 muscoli, per ridere solo 19, eppure  è più facile la prima soluzione molto spesso, forse x' quei muscoli sono + allenati....e allora bisognerebbe imparare a fare economia e a usarne 47 di meno...non solo usarli, ma usarli bene, anche senza andare a km di distanza da casa...

venerdì 26 agosto 2011

A ognuno il suo sogno...

 quando vedete qualcuno/a che fa il matto/a per strada...
consiglitegli/le di farsi una sana scopata...
 almeno le impennate a letto non fanno male a nessuno

Oggi cazzeggiando in un forum di motociclisti, ho letto questo commento...che ovviamente mi ha fatto sorridere e mi è piaciuto, e mi ha fatto pure pensare! Perchè in effetti ne vediamo tanti che siano in moto, in auto o anche con altri mezzi, che seguendo una passione rischiano troppo. La domanda da cui parte tutta la discsusione era questa si può morire per un sogno? Ovvio non si dovrebbe morire per un sogno, sarebbe ancora più bello non morire mai...ma forse andarsene inseguendo o vivendo il proprio sogno è il modo migliore. Chi lo sa? Di sicuro sarebbe meglio evitare comportamenti incoscienti, al limite...ma poi ogni tanto ti fermi a riflettere che la vita va vissuta a modo proprio, perchè c'è quello che se ne va stando seduto in casa e quello che vive come un pazzo, affronta sfide e si ritrova a 80 anni a raccontare le sue peripezie ai nipoti....credo che alla fine tutto quello che accade, nel bene e nel male, succede perchè è così deve andare. Bisogna vivere facendo quello che riteniamo più giusto, nei limiti e nel rispetto della vita e degli altri, ricordandoci che nn sempre abbiamo una seconda possibilità e spt non tutti siamo così fortunati da avere un'altra occasione, sono pochi quelli che sbagliano e hanno la fortuna di rifarsi....e ricordiamoci che anche la fortuna a volte va aiutata!

giovedì 25 agosto 2011

Tra palco e realtà....

Sei un miracolo
mi dai il coraggio per stare dove sto
sul ciglio di un equilibrio che non ho
questo sono io, ma con te c'è la farò.
Sono ancora qui
per dirti cosa per dirti scusami
ma comprendimi
siamo sempre noi
sospesi ognuno sul proprio oceano
quando è gelido
ma adesso è presto se tu te ne vai
Daniele Groff
 

Non sono una fan di Vasco e non lo sono mai stata, diciamo che mi è del tutto indifferente, ma leggere sul giornale che è "depresso" mi fa effetto...Ha tutto, ha avuto la sua "vita spericolata" e ora si dichiara depresso... oggi come oggi ti aspetti che il "male oscuro" colpisca altre categorie, chi non ha tempo per essere depressa, chi deve pensare a come arrivare a fine mese, chi è precario nel lavoro e nella vita, insomma altri. Eppure se ti fermi a pensare non è che uno perchè ha i soldi o il successo nn può essere depresso e solo. Sono pochi quelli (come canta il Liga) che non hanno mai avuto nemmeno un dubbio,  mai... sono tante le persone che invece si sentono perse, ogni tanto in bilico, su un equilibrio precario. A volte li accusiamo di essere deboli, di arrendersi troppo facilmente alle difficoltà; ad altri invece  addirittura viene detto che fingono un disagio per non assumersi le responasibilità che la vita ti pone davanti.  Infine c'è chi risolve tutto dando la colpa a un banale squilibrio chimico da affrontare con le stesse armi chimiche, cioè farmaci....o forse prima di arrivare alla  perdita di interesse nelle cose, nelle persone, in quello che ci circonda dovremmo sempre sforzarci di mantenere vive le nostre passioni o di cercarne altre quando quelle che abbiamo non ci bastano più.....

martedì 16 agosto 2011

Spieghiamo agli uomini a cosa serve il clacson...

"...amada mia che sei stata mia
du du du du du du du du
questo e' un clacson qui si segue
una donna
du du du du du du du du
questo e' un clacson clacson da
sarabanda
ehi che bel tipo sei
che romanzante meraviglia
ah che bel tipo sei..."
Paolo Conte

 


In un qualsiasi paese civilizzato l'uso del clacson è disciplinato dal codice della strada che ne vieta l'abuso...ma l'Italia non è un Paese civilizzato già da molto tempo!
Ora, che secondo l'uomo la donna abbia problemi con la macchina ormai è una costante....ma è pure appurato che l'uomo abbia un grosso problema col clacson! Poi quando lo fai notare agli amici loro dicono che solo i cafoni e i tamarri suonano....beh vorrà dire che la maggior parte in giro appartiene a queste categorie.
Certo sono in tanti che non hanno capito la funzione "nascosta" per cui è stato inventato a inizio Novecento, alcuni probabilmente pensano che serva per rallegrare i matrimoni o i motoraduni, altri per avvisare che sei sotto casa ad aspettare...quindi scendi!, altri per riempire il vuoto in mezzo al volante.....a quno viene in mente che forse, serve x segnalare un pericolo?
Perchè non mi puoi suonare il clacson alle 7 della mattina, mentre io corro con la mia musica nelle orecchie, mentre penso "forse sto finendo sotto una macchina???"....e invece no: è solo un "apprezzamento". Certo se poi è da 10 km che corri, sei sudata fradicia e diciamo non profumi di rosa...ti senti presa proprio per i fondelli!

mercoledì 10 agosto 2011

"Stella, mia bella stella, desidero che…"

“È caduta una stella tutto si avvererà
la coperta è gelata è l’estate che va …
ma è caduta una stella e tutto si avvererà
con le dita provo a toccare tutti i sogni che fai ”
L. Carboni




Post decisamente scontato per questo giorno... ma un po' di sana romanticheria non guasta ogni tanto. Eh, già stasera tutti col naso all'insù, complice il bel tempo, alla ricerca di qualche stella cadente a cui affidare uno o + desideri... in Romagna si abbina alla ricerca delle Perseidi anche l'immersione in mare per 7 volte, per purificarsi e attirare a sè fortuna e felicità. Evidentemente non sono in Romagna, ma in quel di Bergamo...quindi potrei optare per il parco della Trucca, immergermi nel laghetto per 7 volte e attendere la mia buona stella....
Non sempre i desideri espressi in questa notte si avverano, un po' perchè alcuni sono davvero complessi, un po' come i buoni propositi di inizio anno...vedi il mio post...ad esempio nei mei ho evitato di mettere Clive Owen o Batman, perchè in tal caso dovrebbe cadere un meteorite enorme e non sarei cmq più qui a godermi il desiderio esaudito! Quindi optiamo per cose più facili e realizzabili, per esempio imparare a chiuudere le curve strette in moto: o forse anche questo è troppo!
Ma quello che conta è che più o meno tutti stasera e nei giorni a seguire, perchè il culmine del passaggio non è ma il 10 esatto, alziamo la testa speranzosi... almeno per un paio di ore torniamo un po' bambini, ci concentriamo solo sulle cose belle che vorremo avere con noi, certo quelli venali ci sono sempre, ma la maggior parte che cerca la sua stella lo fa con un buon proposito in fondo al cuore.... perchè alla fine ogni desiderio, possibile o irrealizzabile che sia, è una forma di energia, una speranza e più energia ci metti nell'esprimerlo, nel crederci forse prima o poi arriverà. Perchè "coloro che reprimono il desiderio, lo fanno perchè il loro desiderio è abbastanza debole da essere represso."  Quindi largo ai desideri....quelli veri...che nessun può reprimere...

venerdì 5 agosto 2011

L'abito non fa il monaco...

L'abito non fa il monaco.



Stamattina mi sono imbattuta in un articolo: "La moda non ha età. O forse sì."
Il tutto parte da un sondaggio inglese, su quale sia l'età più consona per indossare abiti succinti, tipo minigonne, shorts o bikini striminziti. Hanno interpellato solo donne, e noi donne sappiamo essere spietate soprattutto con(tro) le nostre simili!  Le inglesi sono state terribili, infatti secondo loro spente le 35 candeline si eliminano shorts e mini dall'armadio...bene mi mancano solo 4 anni....ma per fortuna non abito a Londra!
Scherzi a parte, uno è quello che è a prescindere da quello che indossa! Anche perchè come si dice l'abito non fa il monaco, l'apparenza in genere non corrisponde alla realtà, quindi bisogna essere cauti nel giudicare gli altri. Alla fine credo che il buongusto paghi sempre, a 20 come a 50 anni. Il rispetto di sè, del proprio corpo, un po' di amor proprio e perchè no anche il rispetto nei confronti degli altri, ecco cosa non passa mai di moda. A volte bisogna essere severe non solo con le altre, ma anche con se stesse. Severe e sincere. Il problema non è l'età o lo specchio, il problema è non cadere nel ridicolo! Molto spesso donne o uomini nn si rassegnano al tempo che passa  e fanno di tutto per sembrare più giovani.  Accettare il tempo che passa fa parte della crescita di una persona, e prima lo si fa e prima si vive sereni! Imparando che ogni periodo ha i suoi pro e i suoi contro, ma in ogni caso vanno assaporati e gustati pienamente, per non pentirsi dopo, e dopo è sempre troppo tardi per tornare indietro, neanche una minigonna può fare miracoli anche se hai il fisico, perchè è il tempo quello che conta....

giovedì 4 agosto 2011

the importance of being earnest...

Esperienza è il nome che ciascuno dà ai propri errori.
Oscar Wilde



Cosa è il nome? Perchè quno di noi tende a dare un nome proprio o un soprannome agli oggetti più cari?

Che cosa c'è in un nome? quel che noi chiamiamo col nome di rosa, anche se lo chiamassimo d'un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo, diceva Shakespeare.
Eppure lo facciamo lo stesso, almeno io, perchè? trovare un nome adatto per un oggetto non è solo un lavoro di fantasia, perchè con un nome vero, la Cosa prende un'identità nuova, più vera, ma soprattutto unica, che la rende diversa dalle altre. Creo con lei un legame indissolubile, la "addomestico" come la rosa del Piccolo Principe, e sarà sempre mia. E' un modo per iniziare un nuovo "cammino", con una nuova compagna di viaggio, nella quale riponi nuove aspettative, desideri e progetti.
Dicono che si danno i nomi alle cose anche per nn averne paura, soprattutto quando si parla di bambini. Conoscere aiuta a non avere paura. Bene allora ho la sindrome di Peter Pan....perchè ho dato il nome alla moto...forse così nn ne avrò paura! non che io ne abbia tanta, almeno da passeggera non ne ho mai avuta, ma ora che la prospettiva cambia, qualche dubbio si insinua! E allora ieri quno mi ha detto in moto non puoi aver paura.....perfetto...una cosa che non si conosce può far paura, ma anche attrarre come una calamita...

lunedì 4 luglio 2011

Stringhe: mondi paralleli

"Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni"
W. Shakespare.


Caso vuole che questa celebre frase del poeta sia stata tristemente abbinata alla pubblicità di un'auto, come se quell'insieme di lamiera fosse paragonabile alla magia di un sogno...sto iniziando Doppio sogno, di Schnitzler, autore austriaco del secolo scorso. Ancora prima di iniziare ho scoperto un mondo intero....la teoria fisica delle Stringhe. Quello che l'astrofisica chiama "mondi paralleli": realtà che esistono accanto alla nostra, ma in un altro tempo e in un altro spazio. Senza andare a tirare in ballo Einstein e la relatività....chi di noi non ha dentro di sè il suo mondo parallelo? A volte non ne abbiamo neanche uno solo! A volte rimangono confinati nel mondo dei sogni, altre volte si inseriscono nella quotidinaità, lasciando tracce del loro passaggio. L'introduzione del libro, di Tabucchi, dice così: " ...il sogno, dimensione ignota che abitiamo ogni notte, ma nella quale siamo stranieri come povere creature smarrite; un paese continguo al nostro dove continuiamo a essere noi senza esserlo più e dovve parliamo una lingua che conosciamo ma che non capiamo, una lingua che non è più la nostra." A volte per capire i sogni bisogna avere il coraggio di raccontarli, ma non tanto agli altri, quanto a se stessi. Senza bisogno di manuali per l'interpretazione dei sogni, la chiave per risolvere certi "enigmi" è già dentro di noi...e il sogno non è che il mezzo per giungere alla "soluzione". A volte non li ricordiamo, a volte vorremmo dimenticarli o perchè incubi o perchè talmente belli da sembrare veri, da deisderare che siano veri....e in quel caso il guaio è capire dove è l'esatto confine tra il sogno e la realtà che ogni giorno viviamo....

sabato 2 luglio 2011

Free Hugs...

Sentivo che mi leggeva dentro, e io avrei voluto essere più uomo con lei. Avrei voluto essere quell’abbraccio in cui desiderava perdersi. Protetta e libera di lasciarsi andare, perché tanto c’ero io a prendermi cura di lei, a difenderla dal freddo e dal male.
Fabio Volo, Il giorno in più



Prima volta che riprendo il blog da venerdì....e forse porprio x' in questo momento ne vorrei uno....oggi si parla di abbracci. Ebbene sì, ho scoperto che esiste la "terapia dell'abbraccio"! Non ci voleva un genio a capire che fanno bene, c'è gente che addirittura si mette in piazza col cartello e li regala, perchè non fanno bene solo a chi li riceve, ma anche a chi li fa. E' uno scambio, in cui anche due metà che non si intersecano perfettamente alla fine riescono a combaciare, non è solo unione fisica, ma scambio di energia. Non ci sono limiti o barriere in un abbraccio sincero, è un modo per aprirsi agli altri e al mondo, è un lasciar cadere maschere per svelarsi e lasciarsi conoscere. E' una liberazione, ma è un gesto che usiamo tutti troppo poco e troppo brevemente, nonostante faccia così bene.

sabato 25 giugno 2011

Come te, nessuna mai....

"Un gatto affettuoso è il miglior rimedio contro la depressione."
Proverbio giapponese


...e tu lo eri


Già una volta avevo dedicato una pagina del mio blog al gatto. Si sa che adoro gli animali, senza esserne schiava. Non sono di quelli che dice al proprio animale vieni dalla mamma o li fa mangiare al tavolo assolutamente no, ma questo non vuol dire che non voglio loro un bene enorme. Una persona molto cara qualche giorno mi ha detto che io con loro parlo, creo un legame particolare e forte....come con la mia Coco. Con lei è stato tutto diverso sin dall'inizio, una sfida sin dall'inzio. 180 grammi di randagio, più infezioni che pelo, tutti i veterinari che dicevano di "buttarla via".....e io? Armata di buona volontà e penicillina l'ho tenuta con me....sveglia che suonava di notte x allattarla con la siringa e farle le punture di anitbiotico con un ago che era + grande di lei...e lei, la vera guerriera di casa ce l'ha fatta...vedeva il mondo a modo suo con un occhio solo e malandato. Ma aveva lo sguardo + dolce e comunicativo di tutto il mondo... Lei che sfidava la gravità con i suoi voli, le sue camminate sul cornicione del terrazzo, le sue scappatelle sul tetto....lei che sembrava al di sopra di ogni rischio dopo quello che aveva superato...e invece no.
Dicono che i cani ti insegnano ad amare, i gatti a vivere. Penso proprio di sì, almeno lei è stata un'ottima maestra. E' lei la vera guerriera che ho incontrato, piccola, agli occhi di tutti indifesa, ma per me forte, orgogliosa e indipendente. Fatta a modo suo, come me. Per tutti i luoghi comuni il gatto si affeziona alla casa e non al padrone...beh, lei era la gattina gitana, al lago, al mare, in città qualsiasi casa per lei era la sua casa, purchè io fossi con lei. Perchè è facile conquistare l'amicizia di un gatto, ma ci riesci se mostri di meritarne l' onore, non sarà mai il vostro schiavo ma il tuo alleato. E lei era la mia alleata, in simbiosi con me. Arriva qualche secondo prima della sveglia con le sue leccate e fusa, ma mai la domenica e il lunedì di riposo! Tutte le sere davanti la porta ad aspettarmi al ritorno dal lavoro, le coccole che lei faceva a me quando piangevo...e ora che ho voglia di piangere lei non c'è più...grande e vaccinata, ormai ho 31 anni non sono una bambina, ma davanti a certe cose, soprattutto se improvvise si torna tutti bambini....ovvio per tutti era solo un gatto.....lo so, non era tutto per me, ma era tanto. Perchè di una cosa sono sicura: un gatto non vuole che tutto il mondo lo ami, solo quelli che lui ha scelto di amare. E io vedrò bene di fare lo stesso...

venerdì 24 giugno 2011

Troppo buoni....

Mi hanno insegnato che bisogna sempre buona,disponibile e gentile....ma a volte mi chiedo sono buona, o fessa?

Il confine fra bontà e ingenuità credo sia davvero molto, molto sottile, tanto che la maggior parte delle volte non mi accorgo neanche di averlo scavalcato. Il guaio è che non te ne accorgi quando lo fai, ma sempre troppo tardi. Un conto è essere generosi perchè vuoi farlo e la cosa fa star bene anche te, ma quando dici sì per fare un favore agli altri, o semplicemente perchè non riesci a dire no e le conseguenze sono: mal di stomaco, incazzatura, stressata e soprattutto ti senti fessa...allora forse non sei buona, sei proprio pirla...basta con i piedi in testa, bisogna mettere al primo posto i propri bisogni, ovviamente sempre nel rispetto degli altri, ma mettere dei paletti per non farsi stravolgere dalle esigenze altrui...bisogna prima essere buoni e generosi con se stessi, e poi con gli altri. Non si deve essere buoni, bisogna scegliere di esserlo...e soprattutto scegliere con chi esserlo, perchè non è  sbagliato essere troppo buoni, la cosa sbagliata è esserlo con alcune persone!

mercoledì 22 giugno 2011

Siamo tutti un po' piuma....

...quel giorno, senza una ragione particolare, ho deciso di correre un pò. Così sono arrivato in fondo alla strada. Ma quando sono arrivato, ho pensato che forse potevo andare sino alla fine della città e, quando ci sono arrivato, ho sentito che avrei potuto arrivare alla fine della contea. Ma lì ho pensato: se sono arrivato fin qua, perché non attraversare tutto il nostro grande stato? Ed è quello che ho fatto. L’ho attraversato tutto. Senza un motivo preciso, sono arrivato sino all’oceano. A quel punto mi sono detto: perché non tornare indietro? Sono arrivato all’altro oceano, ed ho pensato che potevo anche girarmi e continuare a correre. Molta gente mi ha detto che questo ha dato loro ispirazione; io però non so perché corro, so solo che mi piace e basta. Forse ognuno di noi ha un destino, oppure semplicemente siamo tutti trasportati casualmente dal vento come una piuma. Eppure, io credo, potrebbero essere vere entrambe le cose.
F. Gump

Continuare, sempre. Andare avanti a testa alta, anche se non vinci. Non importa essere la guida di qualcuno, l'ispirazione di qualcunaltro....l'importante è farlo per se stessi, anche quando gli altri nn lo capiscono. Anche quando non lo capisci nemmeno tu. Anche quando sei stanco, demoralizzato, devi ritrovare dentro di te la tua essenza, cercare i tuoi progetti e i tuoi obiettivi, anche quando pensi di non averne più, ci sei cmq tu, il tuo orgoglio e il tuo onore. Chissà se davvero ognuno di noi ha un solo destino, forse abbiamo un numero limitato di possibilità fra le quali scegliere; io credo più a un bivio che a un destino, sono più dell'idea che il Caso non sia casuale. Fa quello che non gli viene impedito. Quindi un po' piuma lo siamo tutti, chi più chi meno, o in alcuni momenti lo siamo più che in altri momenti...ogni scelta che facciamo è irripetibile, perché la vita stessa è irripetibile.
Confucio dice che non esiste una strada verso la felicità. La felicità è la strada....forse è per quello che corro.

giovedì 16 giugno 2011

Ogni cosa ha il suo Tempo....

Dopo la teoria del pesce illuminato, oggi altra riflessione sui pesci...oggi ho scoperto che Yin e Yang in realtà sono detti "i due pesci Yin e Yang": 陰陽魚.

E' proprio vero, tutto alla fine torna....si inizia con un pesce e si finisce ancora lì. Perché sono due metà uguali con la maggior concentrazione al centro e sul rispettivo lato, quando lo Yang raggiunge il suo massimo apice inizia inevitabilmente lo Yin. Un chiaro esempio è il giorno e la notte: quando il buio più totale è arrivato inizia la sua discesa e lo Yang inizia la sua ascesa. Il concetto è molto, molto ampio e io nn ho le conoscenze per mettermi a parlare in modo appropriato dell'argomento, ma di sicuro descrive bene l'ambiguità che c'è dentro ognuno di noi. Un po' come già detto nel cigno bianco e nel cigno nero, esistono entrambi dentro di noi, chi è più bravo riesce a gestirli entrambi o qualcuno ne fa prevalere uno solo... o chi nn si decide e vive in eterno conflitto con se stesso, senza mai trovare la mezza misura.  Nessuno può essere completamente yin o completamente yang, poichè hanno radice uno nell'altro: sono interdipendenti.  Per esempio, ogni uomo ha dentro di sé un parte femminile e dolce così come una donna una parte maschile come  il giorno non può esistere senza la notte. Sono complementari, diminuiscono e crescono: sono costantemente mantenuti in equilibrio o per me è meglio dire sono alla continua ricerca di un equilibrio. Il problema vero è l'impazienza, il saper attendere è una dote rara, ma a volte bisogna saper attendere per trovare il proprio equilibrio. Per tutto c'è il suo tempo, c'è il suo momento per ogni cosa sotto il cielo. Ma troppo spesso ce ne dimentichiamo, siamo limitati e non sappiamo vedere oltre il nostro naso. Perchè ci fissiamo, vogliamo che le cose vadano come vogliamo noi, ma nn ci rendiamo conto che porterebbero problemi che ora non possiamo vedere. Bisogna fidarsi del tempo e delle circostanze, il  resto verrà quando sarà il Suo momento. E forse capiremo  che era meglio così, che sarebbe stato peggio se avessimo avuto quello che volevamo prima del suo tempo....

mercoledì 15 giugno 2011

Chi dice donna, dice danno......

Chi dice donna dice danno.....


ma è vero che chi dice donna dice DANNO, perché  le donne danno la vita, danno la speranza, danno il coraggio, danno il conforto, danno tutte se stesse per amore... eppure tutti i proverbi o modi di dire con la donna sono sempre negativi. Chi dice donna al volante, pericolo costante , Fragilità il tuo nome è donna, La donna è mobile persino nel Rigoletto e via dicendo, per non cadare in modi di dire più superficiali o meno "lusinghieri"... eppure dopo anni, battaglie, movimenti siamo ancora con questi discorsi patetici sulla parità dei sessi. Eppure complice facebook, ogni giorno ti ritrovi in bacheca qualche citazione di altri, alcune belle altre banali...e oggi mi sono ritrovata questa sulla donna e il danno....bella, ma ovvia....ma noi donne diamo anche problemi nn dimentichiamocelo! Con i nostri sbalzi d'umore, i nostri ormoni un po' impazziti nn siamo facili da gestire, nè da controllare....nè da prevedere soprattutto! Non ci va mai bene niente....ci affanniamo dietro 1000 cose pretendo di farle tutte perfettamente, nn deleghiamo o chiediamo aiuto quasi mai, eppure pretendiamo che gli altri ci capiscano e ci aiutino....ma poi nn vogliamo l'aiuto di nessuno....siamo proprio contorte! Ci affaniamo comunque, con la consapevolezza che tanto i conti nn tornano mai.....ma alla fine la parità dei sessi esiste, almeno nei proverbi x' se li ribaltiamo alla fine nn cambiano molto....es uomo al volante pericolo costante.....le 2 volte che mi hanno tamponata erano 2 uomini....Fragilità il tuo nome è uomo, vorrei ricordare come è un uomo con 37,2 di febbre.....e tutti questi sarebbero con la donna,..... ma anche così nn suonano male....Gli uomini hanno i capelli lunghi ed il giudizio corto. Gli uomini sono al mondo per farci dannare l'anima. Chi corre dietro agli uomini cerca guai con la lanterna. Gli uomini con una mano ti accarezzano, con l'altra contano...perchè alla fine una cosa è certa gli uomini vengono da Marte, e le donne da Venere e qualche volta non parlaimo la stessa lingua!

domenica 12 giugno 2011

Non mi fermo allo stop...

Cosa fare quando ti dicono di nn fare una cosa, ma tu quella cosa la vuoi fare a tutti i costi? Quando quella cosa ti fa stare bene in un  modo, ma ti dicono di nn farla x' in questo momento nn ti fa bene in un altro...ma tu quella cosa la vuoi fare? Quando sei così vicino al tuo obiettivo, ancora nn lo senti ma inizi a vederlo e ti dicono di aspettare un po'....ma come si fa? E infatti nn l'ho fatto...chiunque può identificarsi in questa circostanza, ma io nel mio caso parlo della corsa. Quando sei così soddisfatta di te, dei tuoi sforzi e vai, inizi a correre e ti rendi conto di stare bene, di essere ben 30 secondi in meno al km e senti che puoi fare ancora di meglio e quando sei li per provarci...succede il patatrac! I tuoi tendini, che ti avevano avvisato, ti abbandonano! E tu crolli a terra...in quel momento hai voglia di piangere x il male cane e x la delusione, poi passati quei secondi di sconforto, in cui vorresti chiamare quno x farti consolare e soprattutto x farti venire a prendendere, ti assale la rabbia, e una forza che forse nn pensavi di avere ti travolge. Pensi a quanto hai fatto per arrivare li, a cosa significa tutto quello x te, e allora ti alzi, giri i tacchi e ti avvi verso casa da sola. Ok, nn corri, nemmeno cammini perchè zoppichi, ma lo fai a testa alta! Sapendo che sì ti fermi per un po', ma pensi già a quando riprenderai, alle cose da fare...perchè una passione nn ti delude mai. Forse ti vuole solo mettere alla prova, per capire quanto tieni a lei... Perche’ non importa quanto una passione ci faccia male… A volte smettere e’ ancora piu’ doloroso...

sabato 11 giugno 2011

...e adesso ti racconto una bella storia?

Per migliorare c'è sempre tempo. E ancora oggi come a scuola scrivo senza fare la brutta copia, scrivo di getto senza rileggere, a volte pieno di errori di ortografia a volte veri strafalcioni, ma sono così: contradditoria! Forse perchè quando rileggo cancello tutto...e allora non rileggo di proposito. Anche se a volte bisognerebbe cancellare quello che si scrive, come a volte bisognerebbe contare prima di parlare.... Oggi non so bene di cosa scrivere, ma ho voglia di scrivere. Oggi è uno di quei giorni in cui hai voglia di qualcuno che ti dica: e adesso ti racconto una bella storia.

Solo che quel quno non c'è, così me ne sono andata in libreria in cerca di una bella storia...cosa forse saggia o forse no. Sta di fatto che sono uscita con 3 libri. "La donna di scorta", "L'ultimo giorno felice" e "La 21° donna"...ora se fra i tre libri c'è una relazione non lo so ancora. So che i libri mi scelgono, difficilmente entro con un titolo in mano, comincio a guardarli, a curiosare fra i titoli....e loro mi chiamano. E oggi questi 3 mi hanno scelto. Dei 3 mi incuriosisce di + la 21° donna. Vuoi perchè 21 è il mio numero, mi piace al di là che sia il giorno della mia nascita, il numero storico di Bayliss, l'album di Adele che ascolto a ripetizione....insomma al di là di tutto il 21 è il mio numero. E qui una zingara dice che il 21 è il numero della donna. Ma quella del destino o ogni donna è la ventunesima? Boh, lo leggo e poi vi dirò...Di sicuro l'ordine sarà La 21° donna, La donna di scorta e L'ultimo giorno felice....messi in quest'ordine sembra quasi abbiano un senso logico, di sicuro fa ipotizzare una storia con un finale triste, ma non ero partita che voleva una bella storia? Si ma alla fine le storie più avvincenti sono quelle tormentate, che ti coinvolgono, un libro è vero quando ti scava e ti costringe a guardarti dentro in modo spietato.  Ti interroga sui desideri, su quello che cerchiamo e sui limiti degli orizzonti che ci siamo creati. Sulle mille possibilità degli incontri, sugli autobus perduti, e su quello che sarebbe potuto accadere se fossimo arrivati solo qualche istante dopo. O se non fossimo mai passati da quel marciapiede. Su quello che neanche noi sapevamo di volere fino a quando il destino ce lo ha presentato davanti.  Bisogna solo saperne godere, con la consapevolezza che finirà. Un vero libro nbon fa altro che descrivere quello che guardiamo tutti i giorni, ma che forse non vediamo: debolezze e desideri, paure e rinunce, bassezze e mediocrità con le quali prima o poi tutti dobbiamo fare i conti. Che fanno male, sempre, ma che forse noi adulti  siamo già in grado di curare, cinicamente come forse l'esperienza ci ha insegnato o sta provando a farlo...

martedì 7 giugno 2011

Big Kahuna. Il monologo

Oggi alla radio ho riascoltato il discorso che Danny de Vito fa nel film Big Kahuna, una serie
di consigli, a volte banali a volte no. Ma spesso anche le cose più banali e ovvie finiscono nel dimenticatoio delle nostre teste e finiamo col fare le cose più complicate. A volte però dare
 consigli è impossibile, come alle volte è anche difficile accettare i consigli che gli altri ci
danno.
E' difficile mettersi nei panni degli altri e pensare "io cosa farei al suo posto? io cosa
avrei fatto? io come avrei reagito?" Sono domande a cui nn si può rispondere, perchè
nn puoi mai sapere come reagiresti a una cosa prima di esserne travolto! Tutto in quei
momenti cambia, i tuoi riferimenti si perdono e tu non sei più la stessa persona , quindi inutile provare a mettersi nei panni degli altri per dispensare consigli. Per questo bisogna essere
cauti a dare consigli, ma anche ad accettarli. Dare consigli è una forma di nostalgia, perchè andiamo a ripescare nel nostro passato, un modo per ripulirlo, per passare una mano di
vernice sulle parti più brutte, nella speranza che qualcunaltro non faccia gli stessi errori...
Ma questi più che consigli sono semplici "regole" di vita, o meglio accortezze più regole,
 piccole attenzioni che forse ci farebbero vivere meglio.....
Non le ho messe tutte, solo quelle che sentivo più mie o che in questo momento mi hanno semplicemente colpito di più, poi ognuno sceglie le sue di "regole"...anche se si sa le regole
sono fatte per non essere rispettate....


"Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.

Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.

Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.

Lavati i denti.

Non perdere tempo con l'invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa...

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

Prendi molto calcio.

Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E' il più grande strumento che potrai mai avere.

Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.

Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.

Ma accetta il consiglio... per questa volta.

domenica 5 giugno 2011

La teoria del pesce illuminato: perdersi x ritrovarsi....

Le pause in questo mio blog si stanno allungando...ma a me i silenzi servono per raccogliermi, non sempre l'esito è positivo, ma almeno uno ci prova. Stamattina dopo la mia corsa insoddisfatta e interrotta dalla pioggia mi sono data alla lettura...e mi sono ritrovata a leggere la teoria del pesce illuminato...per farla breve è così:


"Ognuno di noi è come un pesce che ha sempre vissuto nell'oceano: gli è impossibile conoscere l'oceano. Per coloro che ne sono fuori è ovvio, ma non è così evidente per il pesce: ci è nato, ne fa parte. Per conoscere l'oceano occorre una minima distanza, una piccola separazione.
Se invece tiri fuori quel pesce dall'acqua,lo scaraventi sulla riva, sulla sabbia ardente, proverà un dolore e una sofferenza estremi: proprio in quella sofferenza, per la prima volta, il pesce saprà di aver vissuto nell'oceano. E per la prima volta proverà una sete infinita, un desiderio ardente di tornarci; e per la prima volta farà ogni sforzo possibile per tornarci.
E se mai riuscirà a tornare nell'oceano, proverà una gioia immensa. Da sempre ha vissuto immerso nell'oceano, senza mai provare alcuna gioia. Ma adesso la gioia sarà immensa. D'ora in poi, ogni istante sarà un'estasi. Eppure si tratta dello stesso vecchio oceano nel quale quel pesce era nato: qual è la differenza? Cos'è accaduto? E' affiorata una nuova consapevolezza...il pesce è illuminato."

Alla fine è vero bisogna perdersi un po', per poi ritrovare se stessi. L'importante, in questo gioco pericoloso di ombre, è non smarrirsi definitivamente, come purtroppo spesso accade. Ogni giorno la vita ti mette a dura prova in una competizione in cui a volte combatti o almeno provi a difenderti, a volte invece non provi neanche e cedi. Lo stesso accade con chi hai al tuo fianco, quelli che durano alla fine è perchè  "riscoprono continuamente la loro incolmabile diversità", lo accettano e soprattutto ci convivono. Come dice Alberoni "l'amore che dura è un continuo perdersi e un meraviglioso ritrovarsi nuovi".

venerdì 27 maggio 2011

E tu, che paura hai?

Complice un articolo di un settimanale stasera si parla di fobie. Per esempio, quanti di voi sanno cosa è l'aritmofobia o la cianofobia? Fobia dei numeri o della neve....di sicuro io non soffro di koumpounofobia visto che per un po' li ho disegnati e soprattutto appena posso cambio bottoni a tutto!

Ok a parte le fobia più assurde, l'articolo fa riflettere. Perchè la nostra mente è capace di crearsi i nemici non solo più assurdi, ma anche i più forti. Le paure, condizionando le nostre scelte, ci possono rovinare letteralmente la vita, perchè davanti al panico uno che fa? Di solito scappa, evitando così di affrontare la causa della sua paura. Riconosciamo ciò che ci fa bene e ciò che ci fa male e ovviamente evitiamo ciò che ci spaventa o consideriamo pericoloso. Ma così nn si vincono le paure. E' vero che la paura ci protegge, ci difende da qualcosa o qualcno che potrebbe farci male, ma per uscire dal circolo vizioso bisogna anche affrontare le proprie paure, per non farci condizionare la vita! La paura non ha chi sa quale significato simbolico inconscio, ma una paura specifica è legata unicamente alle nostre esperienze, magari sbagliate del passato.  Bisogna allora superarle con gradualità, come un vero allenamento, rispettando i propri tempi e le proprie aspettative.

lunedì 23 maggio 2011

Parli sempre di corsa

Ho iniziato il libro di Linus, Parli sempre di corsa. Devo finirne anche un altro, e un altro era li pronto x essere iniziato....ma si sa che mi piace complicare le cose. Ma questo di Linus è veloce, ovvio parla di corsa... non pensavo di avere cose in comune con lui, ma penso siano le stesse cose che si hanno in comune con le persone che si avvicinano alla corsa "per Caso"....che poi se ci pensano bene per caso non lo è mai. C'è sempre un motivo, per tutto, anche quando dici "non lo so" a una domanda un po' troppo profonda....La corsa è una passione e come tutte le passioni che ti colpiscono in età adulta, ti colgono impreparata e vanno a colmare un vuoto....ed è talmente invasiva che ti fa perdere la testa, come tutte le passioni, quelle vere. C'è un momento preciso nella vita di tutti noi in cui le cose cambiano, di punto in bianco, il tuo punto di vista cambia. Linus dice che nei bambini è più facile accorgersi di questi momenti, perchè ovviamente li osserviamo sempre e con attenzione o cmq è più facile accorgersi quando questo cambiamento avviene negli altri quando siamo gli spettatori, ma quando siamo noi i protagonisti del cambiamento come la mettiamo? Ce ne accorgiamo subito...o ce ne accorgiamo troppo tardi? La corsa alla fine è una metafora della vita, ti ci puoi avvicinare da amatoriale e commettere tanti errori per troppa foga, come un innamorato ma un po' sprovveduto che per strafare, per generosità alla fine sbaglia. Così è nella corsa, così è nella vita, come in tutto non ci vuole il fisico, ma ci vuole la testa, l'equilibrio, mettere ordine nei propri pensieri. Correre, come qualsiasi altra passione, aiuta ma non risolve i conflitti che uno ha dentro.

sabato 14 maggio 2011

Quante storie per un colore!

Complice il film "Il cigno nero" mi sono tinta i capelli di nero...ma perchè?

La domana non perchè sia pentita, tutt'altro...anzi mi sa che li farò ancora più scuri, sempre che sia possibile e questo non ha niente a che vedere con l'umore che non è affatto nero, ma allora perchè ci tingiamo i capelli? Si sa che i capelli sono un ottimo strumento di comunicazione involontaria e di attrazione , soprattutto per noi donne restie a tagliarli! Cmq nonostante le bionde siano state icone di bellezza già dall'antichità, (chissà perchè tutte le dee erano bionde o le tipe da calendario di Playboy erano sempre platino....) alla fine i capelli scuri "rappresentano la maggioranza e trasmettono simpatia non minacciante, accompagnata da un’immagine di concretezza e intelligenza". Da una ricerca e' emerso che il colore preferito dai maschi italiani e' il bruno, scelta dettata probabilmente dall’attuale momento storico caratterizzato da preoccupazioni per il presente e da insicurezza per il futuro. Sarà....ma è anche vero che si dice gli uomini preferiscono le bionde, ma sposano le more... cmq il mio cambio di colore non ha nulla a che vedere nè con la "crisi" nè con la competizione con le bionde!
Alla fine il colore dei tuoi capelli è una cosa molto intima. Il colore è la tua energia e quella che trasmetti agli altri. Credo abbia molto di + che a che fare con la tua testa (in tutti i sensi...) e il momento che stai vivendo. Anche nel film emerge il tema del  doppio, il “gemello maligno”, la parte oscura, nascosta a noi stessi, argomento trattato spessimo in letteratura. Non sempre questa parte di noi deve essere per forza cattiva, può essere semplicemente quella parte di noi che ha dubbi, incertezze, che ci rende umani e ci invita a lasciarsi andare, ad aprirsi a quella parte di noi che abbiamo dimenticato durante la nostra ostinata ricerca della perfezione. Perchè come dice il film : La perfezione non è solo questione di controllo. Si tratta anche di lasciarsi andare. Sorprendete voi stessi in modo da poter sorprendere il pubblico....è inutile essere un perfetto cigno bianco, se poi non sai tenere a bada il tuo lato oscuro, bisogna avere il coraggio di  raggiungere dentro di sè la propria parte nascosta e un po' oscura, per potere essere in grado di interpretare le due facce del cigno.
O forse avevo solo voglia di cambiare un po'.... E farmi bionda era decisamente più difficile! Per un po' niente film impegnativi....