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sabato 11 giugno 2011

...e adesso ti racconto una bella storia?

Per migliorare c'è sempre tempo. E ancora oggi come a scuola scrivo senza fare la brutta copia, scrivo di getto senza rileggere, a volte pieno di errori di ortografia a volte veri strafalcioni, ma sono così: contradditoria! Forse perchè quando rileggo cancello tutto...e allora non rileggo di proposito. Anche se a volte bisognerebbe cancellare quello che si scrive, come a volte bisognerebbe contare prima di parlare.... Oggi non so bene di cosa scrivere, ma ho voglia di scrivere. Oggi è uno di quei giorni in cui hai voglia di qualcuno che ti dica: e adesso ti racconto una bella storia.

Solo che quel quno non c'è, così me ne sono andata in libreria in cerca di una bella storia...cosa forse saggia o forse no. Sta di fatto che sono uscita con 3 libri. "La donna di scorta", "L'ultimo giorno felice" e "La 21° donna"...ora se fra i tre libri c'è una relazione non lo so ancora. So che i libri mi scelgono, difficilmente entro con un titolo in mano, comincio a guardarli, a curiosare fra i titoli....e loro mi chiamano. E oggi questi 3 mi hanno scelto. Dei 3 mi incuriosisce di + la 21° donna. Vuoi perchè 21 è il mio numero, mi piace al di là che sia il giorno della mia nascita, il numero storico di Bayliss, l'album di Adele che ascolto a ripetizione....insomma al di là di tutto il 21 è il mio numero. E qui una zingara dice che il 21 è il numero della donna. Ma quella del destino o ogni donna è la ventunesima? Boh, lo leggo e poi vi dirò...Di sicuro l'ordine sarà La 21° donna, La donna di scorta e L'ultimo giorno felice....messi in quest'ordine sembra quasi abbiano un senso logico, di sicuro fa ipotizzare una storia con un finale triste, ma non ero partita che voleva una bella storia? Si ma alla fine le storie più avvincenti sono quelle tormentate, che ti coinvolgono, un libro è vero quando ti scava e ti costringe a guardarti dentro in modo spietato.  Ti interroga sui desideri, su quello che cerchiamo e sui limiti degli orizzonti che ci siamo creati. Sulle mille possibilità degli incontri, sugli autobus perduti, e su quello che sarebbe potuto accadere se fossimo arrivati solo qualche istante dopo. O se non fossimo mai passati da quel marciapiede. Su quello che neanche noi sapevamo di volere fino a quando il destino ce lo ha presentato davanti.  Bisogna solo saperne godere, con la consapevolezza che finirà. Un vero libro nbon fa altro che descrivere quello che guardiamo tutti i giorni, ma che forse non vediamo: debolezze e desideri, paure e rinunce, bassezze e mediocrità con le quali prima o poi tutti dobbiamo fare i conti. Che fanno male, sempre, ma che forse noi adulti  siamo già in grado di curare, cinicamente come forse l'esperienza ci ha insegnato o sta provando a farlo...

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