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martedì 25 ottobre 2016

Pink is Good



Venerdi mattina mi arriva un messaggio da Francesco di Bros to Run, "Vale che fai domenica?"

Niente di particolare, ultimamente le mie corse sono un po' altalenanti, non riesco a darmi un nuovo obiettivo, talmente sono state belle ed importanti per me quelle dell'ultimo anno. 

Così, giusto perchè la curiosità è donna... gli chiedo perchè!

"Domenica 23 a Milano c'è la  Pink Parade Pittarosso e le amiche runner di Pink is good organizano questa corsa da 10k e 5k per sostenere la lotta contro il tumore al seno. 


Questo il messaggio... bum! un colpo allo stomaco in senso buono. 
Devo ancora dare la conferma a Francesco, ma ho già deciso, certo che ci vado.

Un anno esatto fa stesso periodo correvo la Maratona di Venezia e per settimane ho "rotto le scatole" insistendo sulla mia pagina FB per la raccolta fondi a sostegno della ricerca, Venicemarathon infatti associa alle proprie iniziative sportive una finalità benefica, sostenendo diversi progetti di solidarietà coinvolgendo anche noi maratoneti. Così avevo deciso di dare un "senso" alla mia "impresa sportiva" affiancando un'impresa solidale, correndo e raccogliendo fondi per una buona causa. E così è stato.


Qui il racconto che spiega perché io, come tante altre persone, sia così legata alla ricerca 

http://valentinafarneti.blogspot.it/2015/10/326-ora-un-senso-ce-lha.html

Non ero sola domenica, con me è venuto Ferdinando, il mio gemello diverso con cui l'anno scorso ho condiviso la raccolta fondi e quest'anno è stato il giusto compagno di Viaggio per suggellare il nostro impegno e il nostro legame con il fiocco rosa. 




Una festa, nonostante la pioggia, Milano si è tinta completamente di rosa. 
A noi è stato dato il pettorale della 5k gentilmente offerto dalla Fondazione Umberto Veronesi, una camminata per le famiglie, un'occasione per divertirsi con le persone care. Con me è venuta anche la mia bimba Ester, ovviamente vestita di rosa anche lei! 


Trovare qualcosa di rosa non è stato difficile, anzi. Forse dovrebbe essere sempre così... riuscire a trovare qualcosa di rosa anche in una giornata di pioggia.
La pioggia non ha fermato la corsa, niente ferma il rosa, niente ferma le donne. Questo lo slogan, niente di più azzeccato.
La pioggia non ha fermato o tanto meno spento gli entusiasmi e i sorrisi di tante persone.



Perché la vita è una Corsa e correre mi ricorda ogni volta quanto possa essere bella e imprevedibile la Vita. La Vita non è un viaggio in piano, è un continuo alternarsi di salite o discese. E se la vuoi vivere non puoi fermarti a metà salita o farti travolgere dalla discesa. Devi correre... 

martedì 11 ottobre 2016

la bestia nera




Non amo di meno gli uomini, ma amo di più la natura...

domenica sera sul divano in casa FEV si guardava, anzi si riguardava Into The Wild, direi perfetto dopo un trail sulla Presolana.

Eh già la Presolana, la  mia bestia nera. Che da sempre associo al mio unico ritiro.

Il ritiro per me è una cosa anomala, non avendo mai velleità di tempo, per me quel che conta è terminare il Viaggio, a meno che ovvio stia male qualcuno. Ma l'anno scorso avevo detto che non sarei uscita di casa il giorno del trail della Presolana tanto era stato negativo per me quel giorno. Capita, ci sono persone e luoghi che tirano fuori il meglio di te e altri il peggio.
E così domenica in barba a quanto detto ci ho riprovato: 6 Comuni Trail.

Nulla da togliere a quella montagna, splendida, ma purtroppo quando un ricordo macchia qualcosa, lo puoi provare a cancellare, ma un alone rimane sempre. E nonostante la pioggia dell'anno scorso e di ieri, l'alone di tristezza rimane.

Poco da dire domenica, è stata una corsa anomala per me e per chi era li con me. Bellissimi panorami, paesaggi per me nuovi e affascinanti come ogni volta sa fare la montagna, ma riguardo alla corsa poco da dire, lo tengo per me perchè non renderebbero mai le parole le vere sensazioni di ieri.

Scritto l'anno scorso ma perfetto anche per il 2016. Questa volta c'era Cris con  me, la mia garanzia, con lui qualsiasi corsa la porto a casa, in barba ai suoi tempi riesce a sopportare i miei. A spronarmi quando vede l'occhio che si spegne e diventa lucido.

Ti concedo di camminare solo in salita... mi ha detto, ma la Vale camminava anche in piano. E lui ad ogni salita, mano sulla schiena  mi spingeva, le gambe vanno è il fiato che manca... ti aiuto io...
Già se non ci fosse stato Cris quasi certamente avrei mollato il colpo anche sta volta.

Al traguardo ci sono arrivata, anche col sorriso, ma anche stavolta mi sono detta basta, con te Presolana ho chiuso.
E se io stessi sorridendo e correndo verso di voi… 
Riuscireste a vedere quello che vedo io ora?
dice il film.

Cri alla fine mi ha fatto gentilmente e sinceramente (come solo un vero amico sa fare) notare che non ero pronta, 3 settimane di stop si sentono, speravo di campare di rendita ma non è così. 
Soprattutto in montagna, soprattutto in una montagna che per qualche motivo non consideri amica. Ci sono montagne che mi ispirano serenità, altre stupore e meraviglia, altre malinconica, altre tristezza e quasi angoscia.
Non cerco alibi per la mia corsa, quella è andata così così, ma alla fine l'abbiamo portata a casa come si dice.

Credo che quella montagna mi riveli esattamente l'ambiguità della Montagna, quel suo essere complessa. 

Sia ben chiaro la mia non è una campagna contro la Presolana! :) è solo una timida analisi di una che ha scoperto tardi la montagna. 
Come in tutte le storie d'amore c'è anche un lato un po' più "oscuro" e qui la montagna mi ha messo in luce la sua e la mia fragilità. 
A volte come l'esperienza insegna la montagna sa essere anche inospitale e pericolosa. La mia non vuole essere una visione tragica della montagna, non è passata la cotta. Anzi.

E' solo una visione più disincantata che mette anche a nudo gli aspetti "inquietanti" di questa Regina e gli aspetti più fragili che ognuno ha dentro di sè.

  

domenica 2 ottobre 2016

sfogliando...

Qual è il limite fra passione e ossessione?

Fra la gente che corre questa domanda ha un senso, qualcuno SE lo domanda, qualcuno TE lo domanda,  qualcuno no.
Io spesso, ma più rispetto a quelli che incontro che verso me stessa. La MIA risposta la so: è una passione. Stop.
Me lo ha confermato giusto uno stop, il mio fisico e quello di un cartello stradale, al quale una donzella non si è fermata due settimane fa. Auto distrutta e io un po' acciaccata. Al di là della botta, dello spavento e del disagio di essere per un bel po' senza auto ci sono aspetti positivi. Ho riscoperto la bici e il rallentatore.
Nella corsa non sono mai stata una velocista, ma nella vita quotidiana tendo a esserlo. Ora i ritmi sono necessariamente più lenti e a volte non è così male.

Anche la corsa si è fermata, un po' di strascichi ci sono stati. Ma a breve si torna a correre.

Non è un'ossessione la mia, ma una bella storia d'amore, che ti seduce, si ritrae a volte, ma poi ti cerca ancora. Non se ne va. Idem la corsa in montagna.

Sabato mattina in treno sfogliando una rivista "fashion" davanti a una pubblicità di un noto marchio di filati, quello che mi ha incantato è stato il paesaggio non il maglione.



Deformazione? Forse. O forse un grande amore che ti fa vedere sempre il bello dell'oggetto del tuo desiderio.
Prima di amare la corsa in montagna devi imparare a soffrire, anche a perdere l'equilibrio... ma poi non se ne va più via. E' una gigantesca famiglia, che ti accoglie, qualsiasi montagna sia.
Io in quella montagna imparo a conoscermi, ad ascoltarmi e a vivere. Ancora pochi giorni e sarà di nuovo pettorale in montagna.
C'è chi lo fa per pura sfida, chi per mollare tutto il resto e chi semplicemente lo fa per natura, per vocazione (nonostante i risultati :-) ...) perché è un piacere puro e assoluto.
Paesaggi ed emozioni a volte malinconici, ma è proprio lì il bello: riuscire a lavorare su se stessi e trasformare le ombre in luce...