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domenica 2 ottobre 2016

sfogliando...

Qual è il limite fra passione e ossessione?

Fra la gente che corre questa domanda ha un senso, qualcuno SE lo domanda, qualcuno TE lo domanda,  qualcuno no.
Io spesso, ma più rispetto a quelli che incontro che verso me stessa. La MIA risposta la so: è una passione. Stop.
Me lo ha confermato giusto uno stop, il mio fisico e quello di un cartello stradale, al quale una donzella non si è fermata due settimane fa. Auto distrutta e io un po' acciaccata. Al di là della botta, dello spavento e del disagio di essere per un bel po' senza auto ci sono aspetti positivi. Ho riscoperto la bici e il rallentatore.
Nella corsa non sono mai stata una velocista, ma nella vita quotidiana tendo a esserlo. Ora i ritmi sono necessariamente più lenti e a volte non è così male.

Anche la corsa si è fermata, un po' di strascichi ci sono stati. Ma a breve si torna a correre.

Non è un'ossessione la mia, ma una bella storia d'amore, che ti seduce, si ritrae a volte, ma poi ti cerca ancora. Non se ne va. Idem la corsa in montagna.

Sabato mattina in treno sfogliando una rivista "fashion" davanti a una pubblicità di un noto marchio di filati, quello che mi ha incantato è stato il paesaggio non il maglione.



Deformazione? Forse. O forse un grande amore che ti fa vedere sempre il bello dell'oggetto del tuo desiderio.
Prima di amare la corsa in montagna devi imparare a soffrire, anche a perdere l'equilibrio... ma poi non se ne va più via. E' una gigantesca famiglia, che ti accoglie, qualsiasi montagna sia.
Io in quella montagna imparo a conoscermi, ad ascoltarmi e a vivere. Ancora pochi giorni e sarà di nuovo pettorale in montagna.
C'è chi lo fa per pura sfida, chi per mollare tutto il resto e chi semplicemente lo fa per natura, per vocazione (nonostante i risultati :-) ...) perché è un piacere puro e assoluto.
Paesaggi ed emozioni a volte malinconici, ma è proprio lì il bello: riuscire a lavorare su se stessi e trasformare le ombre in luce...

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