ON INSTAGRAM

martedì 11 ottobre 2016

la bestia nera




Non amo di meno gli uomini, ma amo di più la natura...

domenica sera sul divano in casa FEV si guardava, anzi si riguardava Into The Wild, direi perfetto dopo un trail sulla Presolana.

Eh già la Presolana, la  mia bestia nera. Che da sempre associo al mio unico ritiro.

Il ritiro per me è una cosa anomala, non avendo mai velleità di tempo, per me quel che conta è terminare il Viaggio, a meno che ovvio stia male qualcuno. Ma l'anno scorso avevo detto che non sarei uscita di casa il giorno del trail della Presolana tanto era stato negativo per me quel giorno. Capita, ci sono persone e luoghi che tirano fuori il meglio di te e altri il peggio.
E così domenica in barba a quanto detto ci ho riprovato: 6 Comuni Trail.

Nulla da togliere a quella montagna, splendida, ma purtroppo quando un ricordo macchia qualcosa, lo puoi provare a cancellare, ma un alone rimane sempre. E nonostante la pioggia dell'anno scorso e di ieri, l'alone di tristezza rimane.

Poco da dire domenica, è stata una corsa anomala per me e per chi era li con me. Bellissimi panorami, paesaggi per me nuovi e affascinanti come ogni volta sa fare la montagna, ma riguardo alla corsa poco da dire, lo tengo per me perchè non renderebbero mai le parole le vere sensazioni di ieri.

Scritto l'anno scorso ma perfetto anche per il 2016. Questa volta c'era Cris con  me, la mia garanzia, con lui qualsiasi corsa la porto a casa, in barba ai suoi tempi riesce a sopportare i miei. A spronarmi quando vede l'occhio che si spegne e diventa lucido.

Ti concedo di camminare solo in salita... mi ha detto, ma la Vale camminava anche in piano. E lui ad ogni salita, mano sulla schiena  mi spingeva, le gambe vanno è il fiato che manca... ti aiuto io...
Già se non ci fosse stato Cris quasi certamente avrei mollato il colpo anche sta volta.

Al traguardo ci sono arrivata, anche col sorriso, ma anche stavolta mi sono detta basta, con te Presolana ho chiuso.
E se io stessi sorridendo e correndo verso di voi… 
Riuscireste a vedere quello che vedo io ora?
dice il film.

Cri alla fine mi ha fatto gentilmente e sinceramente (come solo un vero amico sa fare) notare che non ero pronta, 3 settimane di stop si sentono, speravo di campare di rendita ma non è così. 
Soprattutto in montagna, soprattutto in una montagna che per qualche motivo non consideri amica. Ci sono montagne che mi ispirano serenità, altre stupore e meraviglia, altre malinconica, altre tristezza e quasi angoscia.
Non cerco alibi per la mia corsa, quella è andata così così, ma alla fine l'abbiamo portata a casa come si dice.

Credo che quella montagna mi riveli esattamente l'ambiguità della Montagna, quel suo essere complessa. 

Sia ben chiaro la mia non è una campagna contro la Presolana! :) è solo una timida analisi di una che ha scoperto tardi la montagna. 
Come in tutte le storie d'amore c'è anche un lato un po' più "oscuro" e qui la montagna mi ha messo in luce la sua e la mia fragilità. 
A volte come l'esperienza insegna la montagna sa essere anche inospitale e pericolosa. La mia non vuole essere una visione tragica della montagna, non è passata la cotta. Anzi.

E' solo una visione più disincantata che mette anche a nudo gli aspetti "inquietanti" di questa Regina e gli aspetti più fragili che ognuno ha dentro di sè.

  

Nessun commento:

Posta un commento