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venerdì 29 marzo 2013

relatività...

" Chi supera la crisi,
supera se stesso
senza essere superato. "
A. Einstein
La parola crisi ormai è all'ordine del giorno.
Una volta se uno ti diceva sono in crisi pensavi subito a una crisi d'identità, oggi è inevitabile pensare al lavoro. In ogni caso, qualsiasi sia il settore interessato una crisi è per definizione un passaggio da un momento di stabilità a uno che evidentemente non lo è.
La cosa strana è che l'etimologia della parola è greca e sta per "decisione"... La crisi porta di per sè un cambiamento e forse a volte di deve decidere di cambiare.
Una crisi, se non le permetti di abbatterti e distruggerti, ti obbliga a riflettere e a metterti in discussione, per la prima o per l'ennesima volta, e ti cambia.
E' una sfida: ti costringe a reagire e ad agire, a cercare dentro di te l'energia e le risorse che a volte neppure sai di avere. Ti rimetti in gioco e puoi scoprire che te la sai anche cavare...
Certo di solito è un percorso lungo, difficile e spesso doloroso ma prima o poi necessario.
Anche la primavera, che è il simbolo per eccellenza della rinascita e del cambiamento, tarda ad arrivare, forse perchè noi in primis non siamo ancora pronti.
A volte bisogna saper accettare un sacrificio, ma dopo il buio e il freddo dell'inverno la primavera arriva, sempre.
E se lei tarda ad arrivare approfittiamone per riflettere...
P.S. in bocca al lupo Chicco...

mercoledì 27 marzo 2013

ti sento


" Forse non è a scuola che impariamo per la vita,
ma lungo la strada di scuola."
Heinrich Böll




Ti sento... nell'aria che è cambiata
che anticipa l'estate
e che mi strina un po'
Io ti sento... passarmi nella schiena
la vita non è in rima
per quello che ne so.

Ti sento... nel mezzo di una strofa
un pezzo che era loffio
ed ora non lo è più
Io ti sento... lo stomaco si chiude
il resto se la ride
appena ridi tu

Qui con la vita non si può mai dire
arrivi quando sembri andata via
Ti sento dentro tutte le canzoni
in un posto dentro... che so io

Ti sento... e parlo di profumo
t'infili in un pensiero
e non lo molli mai
Io ti sento... al punto che disturbi
al punto che è già tardi
rimani quanto vuoi

Qui con la vita non si può mai dire
arrivi quando sembri andata via
Ti sento dentro tutte le canzoni
In un posto dentro
che so sempre io

. . . . . .

Io ti sento... c'ho il sole dritto in faccia
e sotto la mia buccia
che cosa mi farai...
L'aria non è ancora cambiata, altro che anticipo d'estate neanche di primavera! Ma questa canzone mi piace sempre indipendentemente dalla stagione e dall'umore. E' poesia. Punto.
Non è una banale canzone d'amore, ma è puramente una canzone sull'Amore, con la A maiuscola. Quello che puoi provare non per forza un marito, una moglie insomma per un compagno. Ma l'Amore anche per un figlio/a, per un amico/a, per un genitore, per una persona speciale  o che ti ha fatto sentire speciale, o perchè no per te stesso per come eri in determinati momenti...
Forse è molto più intimista, più emozionale, una canzone che scava dentro le tue sensazioni e non si limita banalmente a essere una semplice dedica.
Ma stamattina mi sono svegliata con questa e i Guano Apes con Open your eyes... diciamo che fra commentare il festival del rock di Gornate Olona o la poesia del Liga...ho preferito la seconda....in fondo sono una tamarra, ma con un cuore grande!


martedì 26 marzo 2013

Nietzche che dice

" Dove non si può amare,
bisogna passare oltre. "
dal libro "Così parlò Zarathustra"



Nietzche e una mamma giapponese (per chi ce l'ha) possono aiutare a vivere meglio.
Sul primo non ho dubbi. A distanza di un decennio sto cercando di rileggere Così parlò Zarathustra, e anche sta volta su qcosa mi sta illuminando. Sulla seconda evidentemente non mi posso esprimere, la soluzione? Le mie ricerche sulle teorie Zen.
Per esempio un proverbio giapponese predica aspetta 3 giorni prima di agire.
Ma quando mai l'ho fatto? Mai, appunto.
Soprattutto nei momenti no, l'impulsività prende il sopravvento altro che zen.
Ieri parlavo di quote rosa, certo essere donna comporta anche " un'intelligenza emotiva " superiore... cioè le donne sono maggiormente ricettive a stimoli e sensazioni, cioè sclerano di più e più frequentemente!
Non c'è nulla che non vada in noi, semplicemente nel nostro cervello femminile questa parte è più sviluppata, in alcune di noi evidentemente sopra la media!
A volte ce l'abbiamo col mondo,  a volte con qualcuno in particolare, ma è un modo per il nostro corpo di sfogare lo stress o la stanchezza accumulata. Gli uomini sono più bravi di noi e si sfogano fisicamente, noi non sempre ci riusciamo e allora esplodiamo verbalmente. Non a caso una lingua tagliente (per non dire biforcuta...) è tipica del genere femminile...
Se non riusciamo ad aspettare 3 giorni come suggerirebbe una saggia mamma giapponese, almeno prendiamoci un'ora prima di fare o dire quello che ci passa per la testa. Nel frattempo dedichiamoci ad un'attività piacevole che tenga impegnate la testa e anche la mani se necessario!
Anche qualche lacrima a volte può essere liberatoria o una stecca di cioccolato, ma mai rimuginare troppo sui fallimenti, che non fa che peggiorare le cose. E poi armiamoci di pazienza la primavera prima o poi arriverà e con il cambio di stagione ritroveremo anche un po' di equilibrio. Un bel "bagno" di luce solare sarà un toccasana per corpo e mente... prima di tornare a sclerare col prossimo autunno!

lunedì 25 marzo 2013

quote rosa

" Superiorità della donna.
L'uomo chiede alla donna di essere bella,
lei chiede a lui di essere intelligente. "
Massimo Bontempelli
Al di là del titolo impegnativo del post non affronterò certo il dibattito sulle quota rosa, d'altronde anche a volerlo fare e nonostante il mio ottimismo è un discorso perso in partenza, almeno in Italia, Paese maschilista fino alla radice dove una donna deve impegnarsi sempre almeno il doppio rispetto a un uomo e nonostante questo non basta mai.
Cmq non ho voglio di fare grandi discorsi, le mie riflessioni nascono sempre da vicende quotidiane, quindi parleremo del mio piccolo.
Ho desiderato da sempre una figlia femmina e fin dall'inizio sapevo che lo era anche se fino all'ultimo non si è fatta vedere e nonostante questo la sua cameretta è stata fatta dalla sottoscritta bianca e azzurra. Non mi piace il rosa e spesso a passeggio ♥ E ♥ viene scambiata x un bambino... pazienza!
Anche io ero un maschiaccio poi è arrivata la fase fashion victim, ma nonostante questo mi piace ancora sporcarmi le mani, trafficare con qualsiasi arnese di bricolage, annusare l'odore della vernice (annusare non sniffare... ;)... ) insomma ci siamo capiti, alla paint your life.
Eppure nonostante questo solo perché sei donna e diciamolo pure magari anche da non buttare via devi per forza essere stupida.  In quasi 15 anni di patente è la seconda volta che mi capita che al semaforo mi dicano con aria di superiorità  guarda che non ti va lo stop... e io che pazientemente tiro giù il finestrino e gli rispondo con aria di sufficienza... uso il freno motore, guarda bene che funziona!
Sembra una battuta, ma se lo fa o lo dice una donna sembra impossibile... non è che solo voi uomini siete capaci di usare una frizione senza bruciarla. O non è possibile che se io vado dal gommista mi dici un prezzo, se ci torna il marito ne dici uno più basso. Ecco perché voglio che anche ♥ E ♥ si sporchi le mani in garage col suo papà... certo nella vita non ci sono solo i motori, i meccanici o i gommisti, poi penseremo all'elettronica e all'idraulica....scherzi a parte, voglio che possa essere superiore ai pregiudizi che purtroppo essere donna spesso comporta.
E di sicuro una bambina bionda con gli occhi azzurri che sa cosa è la sonda lambda o cambiare uno scarico o semplicemente una gomma avrà una marcia in più...

sabato 23 marzo 2013

a modo mio


" Ci sono persone che tirano fuori il peggio di te,
altri tirano fuori il meglio,
e poi ci sono quelli rari, dai quali diventi dipendente,
che tirano fuori solo il più. Di tutto.
Ti fanno sentire così vivo che li seguiresti dritto all’inferno,
solo per drogarti ancora una volta di loro. "  



 Karen M. Moning



E' in arrivo il week-end, quindi facciamo un post un po' impegnativo e poi si stacca la mente, almeno ci proviamo. Non sono un'amante di Sthephen King, nè dei suoi libri, tanto meno dei suoi film, non sono proprio il mio genere.
Però questo frase oggi fa al caso mio e dell'argomento di cui parlerò brevemente: se le persone possono cambiare, ma soprattutto se sappiamo farlo. Quasi nessuno scopre mai che le sue azioni feriscono davvero gli altri. La gente non migliora, diventa solo più furba. Quando diventi più furbo, non smetti di strappare le ali alle mosche, cerchi solo di trovare dei motivi migliori per farlo. 
Due delle mie migliori amiche interpellate indirettamente sull'argomento poche settimane fa mi hanno dato due opinioni completamente diverse. La prima sulla base dell'esperienza, della sua saggezza e concretezza mi ha detto chiaramente le persone non cambiano. La seconda più giovane e quindi forse più fiduciosa nel genere umano, mi ha detto le persone cambiano, possono migliorare. Quindi? Facciamo 50% e 50%... la verità sta nel mezzo... 
Non possiamo certe generalizzare la cosa, possiamo però ragionare e riflettere su noi stessi e sulle persone con cui abbiamo a che fare. Di sicuro tanti di noi ci hanno provato, ci stanno provando o si troveranno a provarci, ma quanti poi ci riescono e i risultati sono duraturi?
Tanti sembrano cambiare, ma poi ricascano negli errori... un po' come le diete, ci provi righi dritto per qualche mese, poi cedi alla tentazione, ti abbuffi e poi? Ti rimetti a dieta, ogni volta con l'illusione che possa durare.
Poi ci sono i pessimisti cronici, quelli per cui le persone possono si cambiare, ma solo in peggio. Oddio, non è che se siamo tutti pazzi schizzofrenici con manie omicide o persecutorie, qualcuno esiste, ma per fortuna sono una minoranza...
La perfezione non esiste, le eccezioni si. Qualcuno che vuole cambiare esiste, qualcuno che ci prova anche, qualcuno che ci riesce? Ai posteri l'ardua sentenza....
Io sono più dell'idea che le persone non cambiano, semplicemente si rivelano per quello che sono...

venerdì 22 marzo 2013

strade in salita

" Per gli alpinisti la felicità non sta tanto nella vetta
 quanto nella scalata.
 Altrimenti prenderebbero l'elicottero. "
Luciano De Crescenzo
Anche se ultimamente non ho parlato di corsa, non vuole certo dire che non stia correndo! Diciamo che per il momento non abbiamo ancora deciso quale mezza fare o se passare a un altro tipo di sfida, la 10 km ovviamente con il proposito di abbassare notevolmente il tempo, altrimenti è solo barare sulla lunghezza!
Ma questa opzione non è ancora stata presa in considerazione seriamente.  Sono affezionata alla mezza Maratona, ma il tempo per allenarsi  seriamente e costantemente scarseggia. Così mi sono inventata un escamotage che non so se funzionerà, intanto ci provo: correre sempre e solo in salita, correre ne... mica camminare!
Correre in salita non è sicuramente facile, per diversi motivi: devi sollevare il tuo corpo, oltre che spingerlo in avanti. Si tratta di un impegno che determina un incremento notevole delle risorse energetiche con conseguente innalzamento della frequenza cardiaca.
Inoltre se la salita è anomala cioè artificiale come quella di un tappeto, non hai la discesa... sali, sali, corri, corri, ma alla fine della fatica non ti godi la sospirata discesa! E questa componente psicologica non è cosa da poco...
Così ho deciso di documentarmi un po' sull'argomento e vi assicuro che di salite ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti, secondo una distinzione riconosciuta da tutti gli allenatori le salite vengono suddivise in cinque sottotipi:
  • Le salite brevi
  • Le salite medie 
  • Le salite lunghe
  • Le salite lunghissime
  • Le salite che rafforzano la forza – resistenza
...un po' come nella vita!
Le difficoltà ma anche i pregi legati a quest’attività fisica sono evidenti, ma sicuramente è fra i modi migliori, seppur uno tra i più faticosi, per ottenere un notevole miglioramento della propria resistenza non solo fisica ma anche psicologica. 
Non mi stancherò mai di ripeterlo che la corsa è la miglior metafora della vita, perchè ne tiri fuori quello che ci hai messo dentro, imparare a correre in salita facilita la corsa su tutti gli altri terreni, rafforza la muscolatura degli arti inferiori, aiuta nella ricerca del ritmo, permettendo di superare anche le crisi di stanchezza, aiuta ad interiorizzare la fatica con una spesa relativamente bassa, serve a correre meglio in condizioni di fatica, serve a utilizzare e modulare le energie nei finali di gara... come nella vita: ciò che non ti uccide ti fortifica!
In fondo lo diceva già il gabbiano Jonathan... più in alto vola il gabbiano, più vede lontano.
Quindi bisogna salire molto in alto, per vedere molto lontano... anche senza discesa, l'importante è la vetta e la strada che fai per raggiungerla.

martedì 19 marzo 2013

WABI-SABI 侘寂

" Wabi Sabi è la bellezza delle cose imperfette, mutevoli e incomplete.
È la bellezza delle cose modeste e umili.
È la bellezza delle cose non convenzionali "
Chissà come mai dal parrucchiere le riviste sono sempre e solo quelle di gossip, mai una lettura un po' più impegnativa... di sicuro mi avrebbe fatto comodo leggere prima questo articolo: La soluzione giusta la trovi se non ci pensi.
Che tempismo... giusto due ore dopo aver fatto la cazzata: una testa che è un mix fra un francescano e Lady Gaga. Già perchè io mi scervellavo su come tagliare i capelli senza tagliarli, ci pensavo ci pensavo e ho fatto un casino. Invece non dovevo pensarci.... anche perchè ci ha pensato lei... la parrucchiera.
Credo sia il sogno proibito di qualsiasi parrucchiera sentirsi dire: non lo so, sono indecisa, tu cosa dici? non avevo finito la frase che zac... una bella frangia! Panico... non sapevo se prendere lei a sberle o io a testate il muro. In qualche modo ho retto il colpo, perchè il Sansone che è in me ha preso il sopravvento e le ha ordinato non toccare la lunghezza!
A casa poi mi sono imbattuta
  •  nello specchio...
  • nella faccia stralunata di ♥ E ♥ che è scoppiata a ridermi in faccia... (non so se x apprezzamento o x presa x i fondelli)
  • nel sopracitato articolo. 
Dice che bastano due minuti di distrazione al cervello per far si che valuti meglio una situazione.
Ecco la prossima volta che tornerò dal parrucchiere ( se mai ci torno...) mi devo ricordare di prendere due minuti per me e in quei due minuti toglierle le forbici di mano...
Cmq l'articolo è una "buona" consolazione perchè dice anche che il primo step da fare è comprendere che non esiste LA scelta giusta, perchè ognuna ha il suo margine di rischio...e oggi me ne sono resa conto!
Dice anche che può aiutare dedicarsi ad attività che distentano il corpo e la mente, per esempio una bella corsa... domani mi voglio vedere a correre con questa scodella in testa! Oppure una bella doccia, peggio ancora... voglio vedermi domani ad asciugarli!
Ecco allora le care filosofie zen che arrivano a darmi una mano: il Wabi Sabi, l'arte zen di apprezzare l'asimmetria degli oggetti, come un bicchiere sbeccato o un vaso incrinato...e allora perchè no un taglio venuto male?
Ovvio il significato di questa filosofia è molto più profondo, io ironicamente cerco di applicarlo a questa giornata storta!
Il wabi-sabi rappresenta esattamente l’opposto ai nostri ideali occidentali di bellezza come qualcosa di monumentale, spettacolare e duraturo.
Può trovarsi bellezza nella bruttezza. La bellezza del wabi-sabi è, in un certo senso, il fatto di saper accettare ciò che si considera brutto. Suggerisce che la bellezza sia un evento dinamico che si produce tra se stessi e qualcos’altro. La bellezza può apparire spontaneamente in qualsiasi momento in cui ci siano le circostanze, il contesto o il punto di vista appropriato. Può essere imperfetta e incompleta, ma soprattutto sostiene che tutte le cose sono transitorie.
Anche la mia frangia.
Non mi resta che aspettare...


venerdì 15 marzo 2013

fogbow

" Se il sole può donare al cielo il suo arcobaleno più bello
 solo dopo un temporale, anche la vita, forse,
ci maltratta un po' per poterci offrire qualcosa di prezioso. "

Laura Tangorra


Siamo soliti dire che non esistono più le mezze stagioni, che il clima è impazzito ecc ecc... in effetti dopo la grandinata di ieri sera e il sole di stamattina ormai non ci stupiamo più di tanto. Ma forse qualcosa che vi stupirà esiste ancora, chi di di voi ha mai sentito parlare di arcobaleno in bianco e nero? a parte quello di Pieraccioni in Fuochi d'artificio grazie!
Invece cari miei esistono anche questi varianti!
L'arcobaleno come lo conosciamo tutti è un fenomeno ottico che produce un arco multicolore nel cielo quando la luce del sole attraversa le gocce d'acqua rimaste in sospensione dopo un temporale. Comunemente, tuttavia, lo spettro continuo viene descritto attraverso una sequenza di bande colorate; la suddivisione tradizionale è: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto.
E se l’arcobaleno perde i suoi colori? Si ha un arco di nebbia, come quello visibile in questa immagine. Come il suo omonimo colorato, si forma per la rifrazione della luce sulle gocce d’acqua in sospensione, ma mancano i colori poichè le gocce sono troppo piccole e non riescono a creare l’effetto prisma visibile negli arcobaleni.
In genere odiamo la nebbia, soprattutto noi grigi abitanti della pianura padania,  sarà perchè grigia, perchè pericolosa, perchè noiosa. Ma a volte anche le cose che sembrano più brutte, possono rivelarsi sorprendenti.
La nebbia a volte è in grado di generare dei giochi ottici sorprendenti: solitamente chiamato fogbow, “arcobaleno di nebbia”.
Come per gli arcobaleni tradizionali, la caratteristica forma dell’arco è causata da minuscole goccioline d’acqua presenti nell’aria, disposte nella migliore angolazione per riflettere la luce del sole all’osservatore. Ma le gocce che costituiscono la nebbia sono talmente fini e fitte, che non si comportano come dei prismi, in grado di scomporre la luce solare nelle sue diverse lunghezze d’onda. 
Ne risulta un arco quindi privo di colori, ma ugualmente spettacolare...

            Arcobaleno di nebbia

giovedì 14 marzo 2013

saluti e baci

 

"Il tempo separa
solo chi non si è mai appartenuto"
F. Privitera


Oggi ho voglia di parlare di addii. Vi starete chiedendo perchè... tutto tranquillo, nessuna crisi famigliare! Semplici flashback che capitano a tutti,  ogni tanto! Oggi complice Raf alla radio per la prima volta dopo 12 anni mi sono accorta di non aver cambiato stazione. Il poveretto non mi ha fatto nulla, anzi lo reputo anche un bravo cantante! Ma purtroppo alcune sue canzoni erano inevitabilmente legate a certi ricordi e inconsciamente ogni volta cambiavo. Oggi invece non solo l'ho ascoltato, ma udite udite l'ho pure cantato!
Quindi torniamo al tema, a chi è capitato di dare un vero addio? Non sto parlando di quelli forzati a senso unico, quelli che non  danno alternativa perchè la persona in questione purtroppo se ne è andata definitivamente, parlo di quegli addi, per scelta nostra o altrui, veri e duraturi. Una porta che si chiude a chiave e quno ha pensato bene di buttare via la chiave.
Già perchè cazzeggiando su internet si trovano tante citazioni sull'argomento, questa è per me la più azzeccata: 
Gli addii devono essere urlati, agitati, rabbiosi, furiosi. Con porte sbattute in faccia. Con telefoni muti. Con nessun augurio di compleanno. Con nessun sms che ti chiede come stai. Con nessuna foto in fondo ad un cassetto. Con nessuna forma di contatto mentale e fisico. Altrimenti si chiama “arrivederci”. Ed è un’altra storia.
Ora non è che per forza si devono avere tutte queste fasi e spt in quest'ordine esatto, ma alcune sicuramente sono necessarie. Per il bene di entrambi, o almeno di chi sta peggio in quel momento! Poi si dice che il tempo aggiusti tutto... e alla fine è vero.
Poi a distanza di tanto tempo ti accorgi che è vero, che il tempo separa solo chi non si è mai appartenuto, perchè nonostante l'addio ci sono ricordi indelebili come persone che faranno sempre parte di te anche se non fanno più parte della tua vita, perchè è giusto che sia così, ma che a distanza di tempo e di spazio puoi cmq apprezzare. Anche Bach diceva di non  lasciarsi spaventare dagli addii. A volte un addio è necessario prima che ci si possa ritrovare. E il ritrovarsi dopo momenti o esistenze, è certo per coloro che sono amici.
e poi... e poi come sempre io devo trovare anche l'altro lato della medaglia. Perchè se i veri addii sono quelli urlati, io credo che ne esistano anche altri, più infimi, quelli silenziosi che scattano nella mente e tieni per te. Sono quelli più pericolosi, perchè anche se continui a vederla e a sentirla una persona, non ti avrà più perchè l'hai salutata dentro....

mercoledì 13 marzo 2013

peso piuma

" Volare non significa solo muovere le ali,
ma riuscire a muoversi
 e a restare in aria senza sostegno "
 
aforisma indiano
 
 
Ieri pomeriggio la manica del mio piumino si è impigliata in un ramo... sembravo uscita da una lotta con i cuscini, piume ovunque. Rattoppato in qualche modo salgo in macchina e mi ritrovo fra le mani l'ennesima piuma, e in quel momento non poteva non venirmi in mente il mitico Forrest: io però non so perché corro, so solo che mi piace e basta. Forse ognuno di noi ha un destino, oppure semplicemente siamo tutti trasportati casualmente dal vento come una piuma. Eppure, io credo, potrebbero essere vere entrambe le cose...
Ieri sera, poi, un uomo innamorato riferendosi alla sua donna ha detto, anche Dumbo sapeva già volare, ma all'inzio aveva bisogno della sua piuma magica per farlo...
sempre di piume parliamo.
Certo, magari non a tutte piacerebbe essere paragonate a un pachiderma con le orecchie a sventola, ma fortunatamente il paragone non era estetico! E', invece, una bella dichiarazione di fiducia e di amore, perchè prima di tutto c’è la cer­tezza che la Dumbo in questione sa volare,  quindi ha tutte le poten­zia­lità per volare: e chi di noi non le ha vera­mente? Ogni volta che limi­tiamo le nostre pos­si­bi­lità, che diciamo di non riu­scire, stiamo impli­ci­ta­mente ammet­tendo di non saper volare, anche quando ne avremmo tutte le possibilità. A volte chi ci sta vicino e ci conosce riesce a vedere le nostre potenzialità ancora prima di noi, o semplicemente le vediamo anche noi, ma spesso non ci crediamo fino in fondo.
La piuma magica è solo un mezzo, a volte un’ancora alla quale ci aggrappiamo. Può essere un qua­lun­que oggetto, molto più spesso è una situa­zione o una persona, che creano in noi una rea­zione posi­tiva o un com­por­ta­mento ade­guato nella vostra vita. Non ha impor­tanza cosa sia. Qualunque cosa sarà avrà lo stesso effetto della piuma magica.
Ma DEVE arrivare il momento in cui non ne avremo più biso­gno, quando avremo fatto nostro il com­por­ta­mento ­le­gato alla piuma, potremo fare come Dumbo: con­ti­nuare a volare senza biso­gno di alcuna piuma.

sabato 2 marzo 2013

20 decibel

 
" Non sempre il silenzio significa tatto:
è il tatto ch'è d'oro,
non il silenzio. "
 
Samuel Butler
 
 
 
Con silenzio si intende la relativa o assoluta mancanza di suono o rumore; un ambiente che produca suono inferiore ai 20 decibel viene solitamente considerato silenzioso.
In senso figurato, può indicare l'astensione dalla parola o dal dialogo.
Questa è la definizione di silenzio su wikipedia.
Già una volta ho dedicato un post al silenzio e oggi torno sull'argomento.
Sarà che ogni tanto se ne ha voglia (vista l'ipod costantemente nelle orecchie quando corro o MTV per far mangiare ♥ E ♥) o anche  se non se ne ha voglia, a volte ci si deve fare i conti.
Il silenzio però non è banalmente  l'assenza o l'interruzione della comunicazione, ma è  un vero e proprio mezzo di espressione di pensieri ed emozioni, ne erano convinti anche Cicerone, Quintiliano, Seneca: un bravo oratore non solo deve saper parlare (persuasivamente), ma anche tacere (efficacemente).
Il silenzio può essere un messaggio, di sicuro è una scelta.
Il silenzio, come assenza di suono, è anche considerato una componente della musica. Essendo naturalmente privo di tono, tibro e intensità, l'unica caratteristica che condivide con il suono nel contesto musicale, è la durata. Già la durata.
Esistono silenzi che durano anni, persino una decina di anni e poi ti accorgi che nonostante quel silenzio quella persona c'è sempre stata e ci sarà sempre, il dialogo ha comunque continuato ad esserci e ad andare avanti anche se non si è sentito, e tutto il resto è la vita.  Altre volte con il silenzio, invece, è calato anche il sipario. Non sempre si è fortunati.
Oggi ho pure scoperto che esiste un museo del silenzio, altro non  è che un monastero di clausura che ti permette di provare l'esperienza del raccoglimento: perchè solo in completo silenzio si comincia ad ascoltare. E solo quando il linguaggio scompare si comincia a vedere.
Certo, ma come in tutte le cose ci sono quelle che vanno bene e quelle che vanno male, così ci sono silenzi che fanno bene e altri che fanno male. Perchè è vero che a volte bisognerebbe darsi un freno e tenere a bada la propria lingua: a volte si dicono strafalcioni, che si potevano evitare, ma a volte si dicono anche cose giuste...che andavano dette...
 

venerdì 1 marzo 2013

succede. punto.

 " E' la vita.
 A volte credi che due occhi ti guardino e invece non ti vedono neanche.

A volte credi d'aver trovato qualcuno che cercavi e invece non hai trovato nessuno. Succede. "
 
O. Fallaci
 
 
Già a volte succede. Mi piace moltissimo questa citazione della Fallaci, certo un po' tragica, ma a volte decisamente realistica. Purtroppo a volte capita con gli amici o con le persone che incontri, a volte con le cose: credi di aver trovato qualcosa o qualcuno di speciale e invece ti accorgi di aver perso tempo.
Succede.
Punto.
No, non mi sono certo pentita del tempo dedicato alla corsa!
 
Sarebbe bello invece poter dedicare il proprio tempo e le proprie attenzioni solo a chi le merita e a chi dimostra di volere dedicare il suo tempo a te. Certo non si dovrebbe dare per avere, ma a volte bisognerebbe centellinare davvero il nostro tempo e le nostre energie solo per chi merita. Perchè non si torna indietro a recuperarli.
Quante volte diciamo non ho tempo... ?
Io almeno un paio di volte al giorno purtorppo! Ora poi con ♥ E ♥ il tempo non basta mai e spt vorrei aver più tempo da dedicare a lei, ma a volte anche quando il tempo c'è ti accorgi che la tua testa e le tue attenzioni sono da altre parti.
Dovremmo imparare a dire non ho tempo... ma aggiungere non ho tempo da dedicare a chi non merita il mio tempo, la vita ha tanto da darmi e io tutto da prendere!