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giovedì 28 aprile 2011

A ognuno la sua bacchetta magica....

Non abbiamo bisogno della magia per cambiare il mondo: abbiamo già dentro di noi tutto il potere di cui abbiamo bisogno, abbiamo il potere di immaginare le cose migliori di quelle che sono.
Joanne Kathleen Rowling

non pensavo che l'autrice di Harry Potter potesse anche essere saggia!

Di sicuro ci vuole una bella dose di fantasia, più che di magia, a volte per immaginare che le cose siano migliori di quello che in realtà sono. A volte bisogna proprio farlo, per andare avanti. Chi non è bravo con la fantasia può usare altre doti, sicuramente anche un bel fegato, il coraggio, la strafottenza aiutano! Ognuno ha la sua strategia, le sue armi per cambiare il mondo, o almeno per provare a cambiare il proprio. A volte bisogna iniziare a cambiare se stessi e poi si può pretendere di cambiare chi abbiamo vicino, sempre che ce ne sia bisogno. A volte è sufficiente cambiare se stessi e tutto il resto ci sembra già diverso, perchè cambia il nostro modo di guardare e soprattutto di vedere e sentire le cose. Qualche giorno fa parlavo di abitudini e oggi di cambiamento....che dire amo le contraddizioni, ma soprattutto non amo mettere i puntini sulle i! Alcune abitudini ci fanno star bene, altre invece sono delle cattivi abitudini....si possono fare cmq le stesse cose, ma innovandole e trovare il modo di renderle sempre nuove. Ci si veste tutti i giorni, ma si può cambiare il colore del vestito...essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare!   Bisognerebbe fare le cose di cui si ha più paura, perchè il coraggio si impara col tempo, e a volte per vivere davvero serve un briciolo di incoscienza...

mercoledì 27 aprile 2011

Recuperare la memoria...come nei film....

...avete presente nei film o nelle soap opera, quando il protagonista recupera improvvisamente la memoria a seguito di un'amnesia? ecco più o meno è quello che sta capitando a me. Nessuna botta in testa e nessuna amnesia, semplicemente recuperare la memoria di essere viva e sentirsi tale.

Sarà che forse stasera abbiamo appena ricordato un carissimo amico, che 5 anni fa un male tremendo si è portato via. Un amico che era la vita  e l'entusiasmo per la stessa in persona, che ha guardato in faccia quel male fino alla fine. Quello stesso male che con me è stato più magnanimo, più "gentile", ma che non sempre io sono stata capace di guardare in faccia. L'ho lasciato fare e gli ho permesso di scavarmi dentro, con sensi di colpa nei quali piombavo senza il minimo sforzo, anche quando se ne era andato. Passare metà della propria vita a sentirsi  in colpa x tutto, per qualunque cosa, noi donne poi in questo siamo particolarmente brave, a utilizzare il senso di colpa come mezzo di espiazione....e ora? forse ora mi sento abbastanza coraggiosa e finalmente mi sento "in diritto di godere di tutti i piaceri che mi si presentano durante la permanenza su questo pianeta". Sarà che stasera ho sentito il mio amico Giovanni più vicino degli anni passati, sarà che quest'anno non faccio che fare bilanci, ma finalmente mi sento forte, forte abbastanza per stare in piedi da sola, senza i miei sensi di colpa. Mi ci è voluto tanto per arrivare fino a qui, tanto non solo in termini di anni, ma anche di sforzi, ho passato anni pensando di avere la colpa di avercela fatta mentre altri no, e ora finalmente mi rendo conto che la vera colpa è non godere di ogni singola occasione di felicità che la vita può offrirti se la sai vedere, e non solo guardare. Perchè perdere tempo? La vita è un sogno a occhi aperti, e i sogni, quelli belli, sono liberi dai rimorsi e dai sensi di colpa....è ora di sognare....

sabato 23 aprile 2011

La felicità è una buona ABITUDINE...

Smetto di correre, ma non mi fermo. Non posso, perchè le abitudini, anche se sbagliate, sono dure da mollare. Le abitudini, se vere e radicate, sono sacre, per tutti. Le difendiamo perchè ci confortano, ci danno sicurezza e serenità, perchè sono nostre. Spesso sono sbagliate, ma fatichiamo a prenderne atto, tutti...
Un'abitudine non è altro che la ripetizione di un'esperienza, a questo termine si legano anche tanti modi dire:

cattive abitudini, essere legato alle proprie abitudini... può riferirsi sia ad attività fisiche che mentali, che dopo tante ripetizioni diventano automatiche, senza rifletterci, sempre più facilmente. C'è chi gli da una valenza positiva sottolineando la spontaneità con cui nasce, chi invece la vede negativa proprio x' limiterebbe la libertà dell'azione.
Ma le abitudini sono così, buone o cattive non ti lasciano tornare indietro, ma non puoi neanche andare avanti senza!
Perche’ non importa quanto un' abitudine ci faccia male…
A volte smettere e’ ancora piu’ doloroso...

venerdì 22 aprile 2011

Chi ha detto che l'altra metà deve essere sempre la mela?

«Nessuno può completarci. Dobbiamo essere noi a completare noi stessi. Se non ci riusciamo la ricerca dell'amore diventa autodistruzione. E noi ci illudiamo che questa autodistruzione sia amore...»
Erica Jong - "Paura di volare"

Voglio leggere questo libro. La scrittrice è una statunitense forse un po' femminista, sessantottina, rivoluzionaria...(vabè il genere che piace alla sottoscritta) che creò scalpore con questo suo romanzo nel '73 per la franchezza con cui trattò temi come il desiderio sessuale femminile....a parte questo c'è anche altro che mi attira.

La fase riportata è un po' come dire l'altra metà della mela non esiste, puoi torvarne una che combacia più o meno bene, ma non è la perfezione, perchè sencondo me quando tagli una mela, per quanto ti impegni a riattacarla non è più la stessa mela....o no? Un po' come l'ovetto kinder, o l'uovo di pasqua visto il periodo.....per quanto tu sia bravo a romperlo alla perfezione....è pur sempre rotto alla fine, e la sorpresa è andata....non si torna inidetro! E poi chi ha detto che la tua metà deve essere per forza una mela, anche gli innesti, gli incroci sono altrettanto validi...!
Poi ci sono altre teorie, tipo  quella di Fabio Volo  "C'è chi cerca l'altra metà della mela, io sto cercando ancora la mia mezza. Sono uno spicchio di me stesso".  Esattamente, non basta una vita per imparare a conoscere se stessi, impariamo a conoscerci spicchio dopo spicchio, a volte non li conosciamo neanche tutti. Bisogna prima imparare a stare bene con se stessi e poi forse staremo bene con la metà che abbiamo scelto anche se non combacia alla perfezione con noi, perchè ricordiamoci che la perfezione non è la regola, ma l'eccezione!
La vera solitudine non è l'assenza dell'altro, ma la mancanza di noi stessi. Perciò risolviamo prima l'assenza di noi stessi, e poi impareremo a gestire le assenze delgi altri....

lunedì 18 aprile 2011

C'è chi misura la vita in giorni...chi in km!

...ci siamo quasi. Oggi ho capito: ho cominciato a pensare come un runner, da qualche giorno, infatti, non dico più devo andare a correre, ma spontaneamente dico vado a correre.


Finalmente la differenza, la mentalità è cambiata e i giorni di riposo sembrano una perdita di tempo nonostante servano a recuperare. Ognuno di noi, se ha voglia, sceglie un modo per superare i propri limiti, correre è quello che ho scelto io. Una maratona era uno dei miei obbiettivi di inizio anno, e giorno dopo giorno ci stiamo avvicinando alla meta, anche se un vero runner sa che dietro ogni traguardo c'è una nuova sfida.
La corsa non mi fa più paura, all'inizio non mi decidevo a iniziare, ogni scusa era buona per rimandare. Non era pigrizia, forse solo paura della competizione. Non con gli altri, ma il confronto con me stessa. La corsa ti mette a nudo, ci sei solo tu e le tue gambe, e non vuoi fallire. Ammettere di non essere in grado di portare a termine il proprio obbiettivo fa male, ma averci provato con convinzione batte ogni scusa su un eventuale fallimento. Lo sforzo per ora c'è e continua, e lo sapremo solo fra qualche mese se dopo il traguardo fissato c'è una nuova sfida o mi fermo alla prima.....intanto continuo a correre.

martedì 12 aprile 2011

Il mio manifesto di trentenne

Direi che ho trovato il Manifesto di noi trentenni di oggi! La canzone di Noemi, Vuoto a perdere.


"Sono un peso per me stessa
sono un vuoto a perdere
sono diventata grande
senza neanche accorgermene
E ora sono qui che guardo
che mi guardo crescere
la mia cellulite
le mie nuove consapevolezze
consapevolezze
quanto tempo che è passato
senza che me ne accorgessi
quanti giorni sono stati
sono stati quasi eterni
quanta vita che ho vissuto
inconsapevolmente
quanta vita che ho buttato
che ho buttato via per niente
dai ti dirò come mai
giro ancora per strada
vado a fare la spesa
ma non mi fermo più
mentre vado cercare
quello che non c’è più
perchè il tempo ha cambiato le persone

sono un altra da me stessa
sono un
vuoto a perdere
sono diventata questa
senza neanche accorgemene"


Chi si è sentito come la sottoscritta quando ha spento 30 candeline....mi capirà! E' uno di quei periodi della vita in cui si fanno i bilanci e qualche volta ci si fa prendere dall'ansia. Complici le aspettative proprie e quelle imposte dagli altri, che ti vorrebbero così o cosà. Ma alla fine mi sono detta chi se ne frega! Quello che è stato è stato, e quello che non è stato non è stato? Pazienza, sarà qualcosa d'altro. Bisogna guardare in faccia fantasmi, dolori e insuccessi e trasformarli in qualcosa da cui imparare la lezione. Basta con la fissazione di essere perfetti, di realizzare ogni nostra aspettativa e soprattuto in determinati tempi. La perfezione non esiste, e se esiste è un'eccezione non è la regola. Ecco questa canzone canta delle nostre imperfezioni, che sono quelle che ci rendono unici  e soprattutto ci rendono noi stessi.

martedì 5 aprile 2011

L'orto della felicità....

....dal titolo si potrebbe pensare a una bella coltivazione di maria, e invece no, non sono ancora brava come la zia Grace e la sua famosa erba! Ma da una ricerca di una scrittice svedese, tale Norberg-Hodge, la felicità sta nel riprendere possesso della terra, un modo per guarire l'ecosistema, la società e spt noi stessi.
Bene, la gente è troppo stressata, lavora sempre di + e non è più soddisfatta da ciò che ha, sia in termini di rapporti sia in senso materiale...quindi?

Facciamoci un bell'orto. Detto fatto! Ecco, come l'anno scorso che il mio terrazzo si trasforma grazie alle mie 2 mani rubate all'agricoltura in un orto altamente specializzato...l'esperienza dell'anno precedente insegna! Ora so i trucchi, l'esposizione + giusta, ecc....sarà ma nn mi convince molto la teoria della svedese....forse bisogna aspettare di raccogliere i frutti (o le verdure.....) per essere del tutto felici?!?
O forse bisogna allargare un po' di + gli orizzonti.....e spaziare anche oltre l'orto.....come si dice l'erba del vicino è sempre + verde.....se poi il vicino è pure bello.....meglio ancora!

venerdì 1 aprile 2011

L'uomo perfetto.....

Sono una delle poche a cui non piace Scamarcio, ma ieri sera mi sono vista L'uomo perfetto, vecchio film del 2005, niente di eccezionale, ma l'ideale per una serata "soft", una commedia romantica con tanti luoghi comuni, ma simpatica e non pretenziosa.
Una cosa è certa, l'amore fa fare cose orribili....non solo nei film e che a parlare d'amore non si sbaglia mai...
...ma esiste l'uomo perfetto? Si può anche dire ma esiste la donna perfetta? Ovvio non si sta parlando di canoni estetici, ognuno ha i suoi. Ma in amore esiste la perfezione? La inseguiamo tutti, ci ostiniamo a cercarla...e chi non conosce quno che dice di averla trovata...ma voi ci credete? Io quando mi descrivono mariti o fidanzati esemplari non provo invidia....ma un po' di sospetto sì! Possibile che gli altri e le altre siano sempre così "perfetti"?!? Possiamo continuare a cercarlo o provare a migliorare chi abbiamo al nostro fianco, oltre che noi stessi per renderci "perfetti". Fare una cosa, anche se dovesse rivelarsi il più grande, il più tremendo degli errori, è decisamente meglio del non averci provato.
Io alla fine non credo esista il compagno perfetto, veniamo al mondo da soli e lo lasciamo da soli è un dovere verso noi stessi scegliere l'amore, scegliamo la vita e per un po' ci sentiamo un po' meno soli. Il compagno perfetto forse è colui/lei che  ama e sa perdonare, non è colui che non ha paura di nulla, ma colui che vince le sue paure durante il cammino della vita insieme.
"É strano, passi una vita inseguendo un sogno e poi ti accorgi che la tua isola felice era a un passo da te, che bastava allungare una mano per sentire l'onda che sfiora la riva e il tuo cuore che dice: siamo arrivati! Io sono arrivata finalmente, da qui in poi è un'altra storia. "