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venerdì 29 settembre 2017

di nuovo in pista, e che pista!




Eccomi qui, quasi non ricordo come si fa! 
Naaaaaaaaa... 
è come andare in bici, non si dimentica. 
E' come nuotare, non si dimentica.
E' come correre, non si dimentica.
Quindi? Si continua!

Ieri sera Fra mi ha chiesto hai voglia di scrivere qualcosa sulla Mezza d'Italia? 
Certo! Con le gambe non sono molto brava, ma con le parole me la cavo meglio.

Poi però comincio a pensare, da aprile non corro di cosa parlo? Non posso essere molto credibile come runner se da aprile non faccio che nuotare o pedalare.
In realtà domenica ho corso 7 km. Una lenta (nel vero senso della parola) agonia :-) anche se ho avuto lampi di onnipotenza in cui pensavo di iscrivermi al GTO.

Giusto qualche giorno fa ho incontrato casualmente il mio ortopedico che mi dice come stai infiltrata? Che detto così fa molto gangster! 
Bene, gli dico non corro. 
E lui brava, mi raccomando.
Già, ma lo sappiamo che più una cosa ci viene proibita e più ci attrae. In questo caso sicuramente il dolore non mi attrae particolarmente, anzi ha aiutato il mio allontanamento dalla corsa. Ma le sensazioni che la corsa mi regalava, quelle sicuramente mi mancano.

La corsa mi ha dato tanto, era il mio modo di incanalare le mie storie, e forse lo sarà ancora (di sicuro il 29 ottobre!) . Ora lo faccio con le 2 ruote o con una piscina, Sono tutti pezzi di un puzzle, il mio. E si incastrano perfettamente fra di loro. Anche con me.
Il resto si vedrà, la strada da fare è ancora tanta. Cambiano i mezzi, i tempi, ma non cambia la passione o la voglia di fare. 
La corsa mi ha insegnato parecchio, non voglio esagerare dicendo tanto, ma qualcosa sì, soprattutto su me stessa, ma anche su alcune persone. In alcuni casi ti permette di fare anche un po' di selezione e spazio intorno a te, se la tua passione diventa ossessione per qualcun altro!  In questo sono stata efficientissima.
Per me, ma non per tutti giustamente, vale il detto che  le distanze non si misurano in km o in tempi, ma in felicità.  Questo per me è ciò che conta. Non sarò mai la prima, e probabilmente alla Mezza d'Italia potrei essere addirittura l'ultima, ma questo non significa meno rispetto. Perchè in quel momento pensi, sì ho vinto. HO vinto anche oggi, mettendo a tacere i fantasmi che tutti abbiamo dentro, ho vinto sorridendo a ogni km, ho vinto commuovendomi alla fine di ogni corsa quando ti mettono la medaglia da finisher. E vinco ogni giorno, anche quando non me ne rendo conto, perchè la corsa tira fuori la forza e la grinta che credevi perdute o dimenticate. Nonostante i tempacci cronometrici o i dolori, arrivo sempre al traguardo perchè adoro i cerchi quando si chiudono e ogni corsa è un cerchio da chiudere. 
Ogni giorno è un cerchio da chiudere, un viaggio, non sempre in piano, è un continuo alternarsi di salite o discese. E se vuoi vivere non puoi fermarti a metà salita o farti travolgere dalla discesa. Devi correre e metterti in gioco, rischiando e magari farti male, ma si sopravvive, sicuramente più consapevole di prima, di me stessa e dei miei limiti, ma anche di altre potenzialità o possibilità che prima non vedevo. 
E adesso? E adesso si va tutti a IMOLA il 29 ottobre con i BroS!

giovedì 25 maggio 2017

càpita. capìta. van ben entrambi




Capita, prima o poi  di  farsi male. Farsi male non è solo inevitabile, a volte lo puoi evitare, a volte è prevedibile, ma a volte può anche essere necessario. Non è essere masochisti o particolarmente zen, chi mi conosce sa che non lo sono per niente! Ma a volte ti salva. 
Non dico ti salvi la vita, ma in un certo senso, può salvarci da noi stessi. Da quello che siamo diventati o da quello che stiamo diventando, dalla piega che abbiamo preso o da aspettative esagerate, magari neanche nostre. O dalla pretesa di non fallire mai, pensando a volte che dare il meglio di sé significhi per forza essere i migliori in assoluto.
A me è capitato di farmi male, inevitabile in questo caso. E' stato graduale, ma inevitabile. Il ginocchio ha presentato il conto. Quando si dice ginocchio "vissuto" per non dire artrosi del ginocchio che fa un po' vecchia e a 37 anni appena compiuti non mi sento ancora una milf :-)
Da 2 mesi praticamente non corro o quando ci provo non arrivo a 5km. In compenso ho recuperato in un mese quello che non ho nuotato in 30 anni di vita! Sarà la maturità, sarà aver riscoperto lo iodio che per origini genetiche scorre in me, sarà che il cartone in loop per Ester è stato Nemo, sarà che una delle sue canzoni preferite è "voglio restare tutto il giorno in una vasca...", sarà sarà ma sto nuotando come Dory: perdendo il conto delle vasche. 
Il Garmin però mi fa notare che dopo le prime timide sedute, (aiutata pure dalla tavoletta...) ora siamo passati a una media superiore ai 2km a seduta. Con un piccolo record di 3.000m settimana scorsa. E credetemi, gongolo come alla prima Maratona! 
"Quando la vita si fa dura, sai che si fa? Zitto e nuota, nuota e nuota."

Niente di più vero. In acqua ti senti leggero, anche se dentro puoi avere pesi più grossi di te. Quando la vita ti toglie il fiato, nuotare ti ricorda come respirare. Non c'è altro modo per imparare a vivere che facendo degli errori, come imparare a nuotare senza affogare.
Una volta la corsa era il mio modo di incalanare le mie storie, e lo sarà ancora. 
Ora lo faccio con il nuoto e la bici. Altra riscoperta. La reazione appena l'ortopedico mi ha dato lo stop è stata andare a comprare una bici "da corsa" e fare l'abbonamento in piscina.
Il resto è arrivato da sè. La voglia di fare, di divertirsi, i desideri si sono riaccesi. La bici mi permette di raggiungere distanze maggiori in meno tempo rispetto alla corsa, soprattutto per una tapasciona come me! E' un'altra via di fuga. 

Sono entrambi pezzi di un puzzle, il mio. E si incastrano perfettamente fra di loro. Anche con me.
Il resto si vedrà, la strada da fare è ancora tanta. Cambiano i mezzi, i tempi, ma non cambia la passione o la voglia di fare. 
Il piacere di mettersi in gioco, di rischiare e magari farsi ancora male. :-) ma si sopravvive, sicuramente più consapevole di prima, di me stessa e dei miei limiti, ma anche di altre potenzialità o possibilità che prima non vedevo. 

Quante volte da piccola sono caduta e mi sono sbucciata le ginocchia? Tante, ma tante! Eppure ci si rialzava e si continuava a correre!
E anche stavolta è solo un ginocchio, solo un po' più sbucciato!

giovedì 16 febbraio 2017

Upon a time...

"Non c'è mondo per me aldilà delle mura di Verona..."




Forse un po' esagerata per il mio mondo, ma Verona sicuramente ha un fascino unico. 
Da ormai 3 anni non affrontavo una Mezza, alternando tapasciate, Regine, Trail, pause e riprese, andate e ritorni. E allora perchè non riprovare l'emozione della prima vera Mezza? 

Di sicuro è stata una gita, una vacanza come l'ha definita ♥E♥ e come tale è stata vissuta. 

Come sempre non preparata sul piano della velocità, i km c'erano nelle gambe, di sicuro non la velocità :-) ma una cosa mi ha confermato questa corsa: le distanze non si misurano in km o in tempi, ma in felicità.

Mi sono vista finalmente la città. Durante la prima Mezza a Verona ero più preoccupata dal tempo quest'anno ho vissuto la città, ho fatto la turista fra le antiche mura e porte della città, come in un suggestivo giro turistico e guidato della Verona shakespeariana
Ho fatto la spettatrice, guardando gli altri, prima e durante la corsa. Rimanendo a bocca aperta quando ti doppia letteralmente il compagno di squadra (immensoThomas!), ma rimanendo altrettanto sorpresa quando il runner davanti a te torna indietro per farsi un selfie in una piazza particolarmente bella. Allora pensi alla varietà di soggetti e di situazioni che la vita ti offre, e sorridi. Io come sempre faccio nelle mie corse sorridevo, rallegrandomi per le belle parole e persone incrociate per caso. Il ragazzo sconosciuto che la mattina mi ha dato un passaggio dall'hotel alla partenza, la ragazza che mi ha fatto compagnia nel palasport mentre cercavo di scaldarmi un pochino, che mi ha fatto i complimenti perchè semplicemente sono una mamma che lavora e che trova il tempo per correre divertendosi... e poi scopri che è una certa Nadia Tosi, ultramaratoneta che punta all'1.30 in quella Mezza ;-) e allora pensi a quanto è bella la normalità di alcune persone...

Poi all'arrivo vedere ♥E♥ che mi corre incontro a braccia aperte dicendo 
Mamma hai la medaglia, hai vinto! 
non ha prezzo, proprio come nella pubblicità. 
Perchè in quel momento pensi, sì ho vinto. HO vinto anche oggi, mettendo a tacere i fantasmi che tutti abbiamo dentro, ho vinto sorridendo a ogni km, ho vinto commuovendomi entrando nell'Arena. E vinco ogni giorno, anche quando non me ne rendo conto.

Alla fine una persona speciale mi ha detto che quello che io ho chiamato "tempaccio" cronometrico è un dettaglio da orologio, e l'orologio è un bell'oggetto da mettere al polso. Ho portato a casa la mia medaglia con la determinazione anche questa volta, questo conta. Punto.

La canzone? Certo che c'è: 
Come on, come on 
Jump a little higher
Come on, come on
If you feel a little lighter
Come on, come on 
We were once
Upon a time in love 

We're accidentally in love 
Accidentally in love...


Adoro i cerchi quando si chiudono e anche per questa volta si è chiuso.

lunedì 6 febbraio 2017

una glimmies nel bosco





Benigni  diceva "buongiorno principessa!"
Io ho il Ferdi che mi scrive "bentornata principessa!". 
Eh già, bentornata, "da dove" non si sa, ma "a dove" si'. 

Trail Scaldagambe e dopo tanto, tanto tempo mi sono divertita come una volta. Semplicemente correndo (a volte anche camminando :p) semplicemente. Dopo uno stop legato ancora alla caviglia che non vuole sistemarsi (ma io non l'aiuto molto ;)) ma anche alla non voglia, alla mancanza di stimolo, al dover correre perchè corrono gli altri... oggi no, ho corso perchè avevo voglia io. E avevo voglia di fuori strada, perchè a volte per qualcuno il fuoristrada è la strada giusta. 
Considerando che alla partenza pensavo seriamente di tornarmene a casa, reputo il mio risultato finale molto dignitoso! 
Pur essendo una secchiona, a volte mi capitava comunque di andare a scuola impreparata e allora? E allora improvvisavo, portando a casa comunque qualcosa. Me la cavavo, insomma come oggi. Quando riesci a cavarrtela nelle difficoltà e ci riesci pure dignitosamente devi semplicemente esserne contento. E se come oggi ci riesci pure con il sorriso, allora fermati, goditela e non chiedere di più: accontentati e apprezza. 
Oggi quel momento è stato esattamente al 10 km in discesa con il fango che fa cik.ciak, le scarpe che perdono aderenza e pattinano e allora tu per non cadere, accelleri. A volte bisogna accellerare per non cadere, un po' come in moto...
E io scendevo in modalità Montella, facendo l'aeroplanino e cantando.
Quest'anno l'obiettivo è molto semplice: 2017, divertirsi e abbinare a ogni corsa una canzone. 
Si dice che ogni storia d'amore abbia una canzone, bene la corsa è una passione? Ogni corsa che lo meriterà avrà la sua canzone per ricordarla. 
Oggi è stato molto semplice trovarla nella mia  playlist: 
On my own, on my own
I will make your future better
On my own, on my own for you
I will pray all night long
You will never have a problem
don’t feel smaller than the others...

qualche volta ho superato, il più delle volte mi hanno superato, ma non è un problema: don’t feel smaller than the others.
Io voglio solo continuare a correre così, divertendomi, cantando e ridendo.

Sulla salita il fotografo mi ha detto, "una luce nella nebbia". Non so se si riferisse al mio giubbino catarifrangente o al sorriso :) io in ogni caso so che "brillavo", almeno oggi. A volte no,  a volte a intermittenza... un po' come le Glimmies di Ester. Puoi decidere come brillare: se riflettere la luce di qualcunaltro o produrre la tua. 
Accendo la mia, non sempre lo so, ma quando è accesa so che sono sulla strada giusta e quando non è spenta so che una strada la si trova comunque...