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giovedì 3 marzo 2011

Arrivare al traguardo, arrivare bene...

Oggi rispolvero il post del 1° dell'anno...i buoni propositi! Fra i miei "possibili" c'era una maratona. Ora direi di sicuro non quella di New York, ma una personale potrei prepararla. Certo vuoi mettere un mega pubblico che ti attende al traguardo, un'intera città che ti osserva...va bene cominciamo a prepararne una nel mio piccolo, e soprattutto a finirla!

Chi come me si è avvicinato per caso alla corsa mi capirà! La corsa può essere vista in tanti modi, un mezzo per dimagrire, per migliorare il proprio aspetto fisico,  ma la cosa importante  è che trasmette emozioni avere i piedi in contatto non meccanico ma "sentito" con la terra, in modo che si sviluppi uno scambio energetico tra i piedi e la terra stessa.Questa sensazione, aumenta il senso di sicurezza e di fiducia in sé stessi.
Io uso la corsa per allontanare pensieri e situazioni stressanti della vita quotidiana, per riflettere, ma anche per emozionarmi e mettermi alla prova. La resistenza non è solo un fattore fisico, intesa come la capacità di sopportare la fatica, ma è anche "la capacità mentale di affrontare la fatica di lunga durata ".
Eccomi arrivata al mio obbiettivo: arrivare semplicemente al traguardo, e possibilmente farlo bene!  La differenza tra chi affronta la Maratona e chi invece continua a ripetersi che correre una maratona è un'impresa impossibile sta nel fattore mentale e io voglio superare questo mio limite. Darsi un obbiettivo preciso serve per raggiungere lo scopo, quindi tabella alla mano si comincia e prima o poi La Grande Mela!

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