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lunedì 26 gennaio 2015

hai fatto 30? fai anche 31

 "Non parli mai e allora io ascolto il tuo silenzio

è come una canzone arriva chi la vuole ...


 e ti spaventi dei sogni che 
non hai fatto mai..."

Biagio Antonacci



Domenica partenza all'alba, destinazione Osio e lungo con Ro.

C'è chi si alza alle 5 per andare a sciare, quindi non trovo così assurdo puntare la sveglia all'alba per andare a correre! Eppure c'è ancora chi si stupisce. Ma se ti piace correre lo fai quando puoi non aspetti l'ora più consona per le persone normali. Che poi il termine normale è sempre relativo, dipende dai punti di vista e di paragone. Comunque a me va bene così e fortunatamente ho sempre due ottime compagne. Questa domenica sola con Ro e i nostri lunghi viaggi. Appuntamento alle 6.15 allo "stadio di osio" così forse io riesco a non perdermi, ormai dovrei aver imparato la strada!

Ci salutiamo con il nostro immancabile sorriso di intesa e via si parte, col buio pesto. Faccio fare a lei, è lei "quella di casa" qui. Chiaccheriamo un po', iniziamo a scaldarci e lei premurosamente mi fa notare che faremo un pezzo di strada al buio completo e con altrettanta premura mi fa stare dietro e segnala con la mano la nostra presenza alle auto in carreggiata. 
Ma che bello è correre così? Immerse nel buio della notte anche se è mattina! Campi, cielo e stelle. E noi: le nostre gambe, le nostre teste e i nostri pensieri.
Direzione Verdello, per la tapasciata dei Machinù da 18k intanto ne aggiungiamo 4k all'andata. Sorridiamo alla stazione dei treni di Verdello con una marea di ragazzi che tornano a casa dai bagordi della notte al Bolgia, mentre noi andiamo incontro all'alba loro se ne vanno a letto, ma ognuno fa il suo di percorso nella vita.

Ci siamo, siamo alla partenza non c'è proprio nessuno, dopo quasi un'ora ci supera un tipo che corre veloce, ma scoppiamo a ridere, si deve essere vestito al buio e sta correndo veramente veloce per correre a casa a cambiarsi perchè le collant grigio con le margherite gialle metterebbero le ali a chiunque!

Le mie ali da tamarra alle scarpe hanno avuto la loro parte! La tapasciata è completamente piatta finalmente, ma nei campi della bassa: tanto sterrato e tante pozzanghere ancora ghiacciate quando passiamo noi. Ovviamente il crepitio del ghiaccio sotto i piedi è affascinante finchè non ci affonda la scarpa nel fango ghiacciato. Risultato? Mi viene in mente la canzone Vita di Dalla-Morandi "anche gli angeli capita a volte sai si sporcano...".

Serve tutto, anche quello! 

Primo lungo senza cuffie, senza musica. Stavolta la musica devo sentirla dentro. 
Con Ro ho imparato anche questo oltre ad affrontare decisamente meglio le salite! A far viaggiare la testa e non solo le gambe. 
I lunghi sono così, un viaggio silenzioso dentro la tua testa e non solo. Tempo per stare con te stessa. Tante le coincidenze, tornare a casa e alla radio quella canzone di Biagio, Non parli mai. Nei lunghi è cosi, poche parole all'inizio, ma tanti silenzi complici che dicono molto di più.

Oggi dico a Ro dovrei stare sui 28, così cominciamo a fare due conti. 
4 + 18 + 5 se allunghiamo al ritorno, mi dice lei.
Al ritorno comincio a fare 2 conti anche io! E mi dico dai che manca poco, se anche sono 27k va bene lo stesso, km più o meno, non cambia molto... la solita indisciplinata!
Guardo Ro davanti a me e dico dai ormai ci siamo, anche se guardo il paesaggio e mi domando dove diavolo sono e quanto manca! :-)
A un certo punto mi sento dire... te la senti se allunghiamo ancora 2k piano piano? Decidi tu!
La testa direbbe ma anche no! Ma le gambe e il cuore dicono sì, solo 2 ne!!!
Mi sa che erano un po' più di 2 Ro!!!!

Arriviamo al parcheggio che il TomTom dice 30,4k e io dico: e no, adesso ne facciamo 31k!
Ro sorride e mi dice bene ora ti seguo io
No, mi metto al tuo fianco.
Come lo sei stata per tutti i 30k prima: eri davanti a me, mi facevi strada, ma le teste e i cuori erano l'uno accanto all'altra.

La musica c'era, era dentro. Come quella che fanno gli strumenti a corda... suonano perchè fanno resistenza alla pressione. Come nella vita: è dalla capacità di resistere alla pressione che nascerà la musica migliore. 

E so che Ro ed Ela quel giorno suonerete con me.
Grazie ragazze.

2 commenti:

  1. E' importante abituarsi ad ascoltare il proprio corpo, soprattutto il proprio respiro. Le pozzanghere erano ghiacciate anche 3 ore dopo ;-)

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  2. mi piacerebbe tanto poter correre un pò anch'io
    .. le mie ginocchia mi hanno dato sempre fastidio
    però mi fa piacere sentire i tuoi pensieri..finchè corri

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