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mercoledì 27 agosto 2014

corro avanti e torno indietro

"E dimmi se c'è un senso al tempo,
al mio vagare inutile,
e dimmi se c'è davvero una meta
o dovrò correre per la felicità

E corro corro avanti e torno indietro
scappo voglio prendo e tremo
stringo forte il tuo respiro
e penso a me che non ho un freno..."


Emma  



Allenamento con #quellidelmartedì portato a casa.
Le premesse erano pessime. Piovigginava. "Niente salite, si va piano..."
Ok, ci sto.
Via che si parte, san Martino, borgo Canale...ma che cazzo si era detto niente salite.
Il mio umore già nero diventa pessimo, che è ancora un eufemismo.
Ho fulminato con gli occhi, ovviamente non con le scarpe nè con le mie prestazioni, i miei compagni di corsa ieri sera.
Sono stata a dir poco una pessima compagnia. Ma quando la testa è da una parte, le gambe spesso vanno da un'altra o proprio non vanno. E ieri era una di quelle in cui andavano piano piano. In cui la testa ha il sopravvento.
Ma loro sono stati eccezionali. Non si sono scomposti e mi hanno trainato in salita, solo in cima e quando è iniziata la discesa ho capito cosa avevano fatto per me. Hanno fatto quello che andava fatto, per provocarmi e spronarmi, a uscire da quello stato in cui è più comodo rifugiarsi quando le cose non girano bene.
"Farcela è sempre una scelta" mi è stato detto ieri sera, e loro mi hanno aiutato a scegliere di farcela, di provarci almeno.
E così è andata.
Meglio di una terapia.
La corsa è un balsamo certo volte, ti aiuta a lenire un disagio che hai dentro.

Sapevo già della corsa come terapia, che libera endorfine...bla bla...che fa bene al corpo e allo spirito. Così oggi mi sono imbattuta in qualche lettura sull'argomento.

Così sono finita nella  pagina di un estremista... come sempre tutti gli estremismi non sono la mia passione, ma questo l'ho letto tutto per curiosità.

La corsa è un metodo per avviare una serie di profondi cambiamenti nel corpo e nella mente. Esercitandosi in programmi di corsa possiamo arrivare a scaricare tensioni ed emozioni negative e vivere diversi stati di consapevolezza.


Perfetto. Lo condivido come pensiero.


Ma arrivare a dire che attiva gli impulsi più profondi dell’inconscio.
 La corsa ci conduce ad uno stato trascendente e capita di percepire simultaneamente diversi stati di consapevolezza che vanno dall’esperienza della coscienza universale ad un accresciuto potere telepatico, alla chiaroveggenza e perfino a stati extracorporei. Ecco questo mi sembra un pelino eccessivo, che poi io in serate come ieri sulle salite arrivi a vedere la madonna e tutti i santi ok ci sta come esperienza trascendentale, ma se avessi avuto la telepatia non sarei proprio andata dietro a quellidelmartedì ieri sera!
Comunque fra tante letture strane ne ho trovata una di una ragazza americana che ha iniziato a correre per darsi una scossa dopo essere stata lasciata dal compagno e in crisi sul lavoro.
Corre, corre fino a fare una maratona e a iscriversi a un'altra. Settimana dopo settimana inizia a crederci veramente e soprattutto si rende conto di una cosa, che non corre per scappare da qualcosa, ma semplicemente sta correndo verso qualcosa: una nuova vita.
Ecco il suo racconto forse banale per molti mi ha emozionato oggi, perché leggere di un successo dopo tanti fallimenti è sempre un raggio di sole, che scalda il cuore.
L'idea di usare la corsa come mezzo non per sfuggire da qualcosa che ci fa stare male, ma di usarlo come mezzo per andare verso qualcosa di più grande che ci fa stare bene è perfetto.

Ecco la sintesi del vero #runhappy.

2 commenti:

  1. A un certo punto ho temuto per la salute di Emilio più che per la tua :)

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  2. Ma è' talmente veloce per me che sarebbe scappato incolume!!! ;)

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